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28 marzo 2013

Italia e Cuba: La Isla Grande è anche su Facebook


Ora La Isla Grande è su Facebook. Oltre ai post di questo blog, curerò una selezione di articoli dal web su Cuba e le sue tematiche più interessanti: notizie, informazioni, politica, economia, attualità, arte e curiosità. Troverete articoli non solo in italiano ma anche in spagnolo e inglese. Spero sia di vostro gradimento, seguitemi e cliccate con numerosi MI PIACE! Grazie.

06 marzo 2013

Riflessioni di Rob: Chavez è morto, ma il socialismo bolivariano sopravviverà!

Hugo Chavez è deceduto ieri. Era ammalato da tempo e aveva sostenuto due lunghe degenze a Cuba per combattere un tumore che alla fine ha avuto la meglio. Il vice presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha sollevato dei sospetti sulla sua morte, sostenendo che sarebbe stato avvelenato da suoi oppositori, insinuando l’ipotesi di un complotto internazionale e paragonando la morte del presidente a quella di Arafat. Con questo dubbio nel cuore il popolo venezuelano lo piange per le strade di tutto il paese. Chavez aveva vinto le elezioni del 2012 con un deciso vantaggio nei confronti del suo rivale filo-americano Capriles. Un leader di 58 anni, un’età impensabile per un presidente nella nostra sfera geografica, ma che dirigeva il paese da 15 anni e che ha portato il Venezuela fuori da una situazione di povertà estesa, garantendo uno sviluppo al paese di primordine.

23 febbraio 2013

Dissidenti a Cuba: Yoani per una Cuba libera e democratica, il 51° stato USA!

Finalmente Yoani Sanchez è uscita da Cuba. Può viaggiare liberamente, anche grazie alla cospicua disponibilità economica che può vantare (a proposito ma dove li terrà i soldi?), un lungo viaggio per mezzo mondo che durerà 80 giorni (quanti se lo possono permettere, e non solo a Cuba?). Questa è la prova tangibile che la sua popolarità la rende una privilegiata, soprattutto a Cuba, e quindi ancora più distante dal quel popolo cubano del quale si è autoproclamata portavoce mondiale. Io Yoani l’ho conosciuta personalmente, l’ho intervistata all’Havana nel 2008, quando il suo nome iniziava a diffondersi in rete. Devo ammettere che per un periodo di tempo l’ho ammirata molto, ho pubblicato articoli che esaltavano il suo impegno e la sua attività di blogger oppositrice al governo. A quel tempo ero molto più radicale, un intransigente critico del “regime”. Poi con gli anni ho approfondito la realtà dell'isola, ho conosciuto Cuba più a fondo. Ho studiato la politica, l’economia, la storia delle democrazie del blocco occidentale. Ho vissuto e continuo a vivere sulla mia pelle il disfacimento di quel modello democratico che lei, insieme ad un piccolo ma vorace gruppo di dissidenti, vorrebbe applicare alla “sua Cuba”. Non solo, ho visto come il suo personaggio negli anni si è lentamente trasformato in “paladina assoluta della verità”, come il suo vittimismo e le sue interpretazioni della realtà diventavano sempre più romanzate, forzate, spesso falsate o abilmente manipolate. Ma soprattutto assisto quotidianamente al suo desiderio di protagonismo. Si è creata un personaggio che si erge al di sopra di quelle realtà che si ostenta a denunciare e dalle quali è sempre più distante. 

08 dicembre 2012

Cuba e Italia: il progetto criminale che sta distruggendo l'Europa e l'alternativa futura di un nuovo modello cubano (8a e ultima parte)

Eccoci arrivati all’ultima parte di questo saggio. E’ arrivato il momento di dare un’occhiata a Cuba. Tralascio volutamente la situazione che si vive oggi sull’isola e mi concentro invece su quello che si potrebbe fare per cambiare la situazione attuale, sia dal punto di vista economico che, successivamente da quello politico che ne è una diretta conseguenza. Riassumo prima brevemente la storia che ha portato al disastro umanitario che si sta compiendo in Europa (e in USA). Circa 75 anni fa è iniziata la pianificazione della conquista globale dell’Europa. Le elite industriali e finanziarie, eredi degli imperi feudali dei secoli precedenti, iniziarono a ideare come poter riconquistare un potere economico assoluto a discapito degli Stati europei, pianificarono le loro azioni guardando a lungo termine e dopo la seconda guerra mondiale iniziarono ad attuare il piano con ferrea determinazione. Lo scopo era quello di distruggere il Tridente democratico (nato con la rivoluzione francese) che si stava diffondendo nelle società del vecchio continente: gli Stati, le Leggi, i Cittadini. 


05 dicembre 2012

Cuba e Italia: il progetto criminale che sta distruggendo l'Europa e l'alternativa futura di un nuovo modello cubano (7a parte)

Siamo arrivati alla penultima parte di una saggio che ha lo scopo di raccontare come gli ultimi 75 anni di storia descrivono il piano delle elite finanziarie e industriali atto a sovvertire prima e dominare poi la sovranità monetaria e quindi sociale e politica di un intero continente, anzi due: Europa e Stati Uniti. Mi sono soffermato soprattutto sull’Europa, perché è qui che vivo e che sperimento in prima persona la validità dell’esposizione di tale piano criminale. Vivo in prima persona lo sfacelo delle garanzie sociali che giorno dopo giorno minano la sopravvivenza della maggioranza dei cittadini. La sanità pubblica sempre più indecente, l’istruzione scarsa, costosa e insufficiente, il mercato del lavoro precario e in diminuzione, tasse ormai insopportabili, benzina, luce e gas a prezzi da usura, etc. etc… Ma soprattutto è sconcertante notare come un governo (in Italia “tecnico” cioè imposto, non eletto) quotidianamente applica quelle direttive imposte dalla Commissione Europea in modo preciso e implacabile, soddisfando le esigenze di quelle elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste delle quali è un fedele servitore. E ancora più disarmante è constatare come le misure di “lacrime e sacrifici” siano accettate all’unanimità da quasi tutti gli schieramenti politici nazionali, come i dictat del “pareggio di bilancio”, dei “tagli sociali” e delle “privatizzazioni” siano venduti ai cittadini come indispensabili e come l’unica possibilità di salvezza. Le elite hanno vinto.

03 dicembre 2012

Cuba e Italia: il progetto criminale che sta distruggendo l'Europa e l'alternativa futura di un nuovo modello cubano (6a parte)

Vedo dai post più letti che continuate a seguire il discorso, grazie per la pazienza. E’ un po’ lungo, ma non riesco a sintetizzarlo più di così. Riassumo velocemente le parti precedenti. Negli anni ’30 le elite iniziano a pianificare la riconquista globale economica dei mercati. Con poche idee mirate, diffuse con determinata costanza, finanziate in selezionate strutture post-universitarie e diffuse tramite rivoluzionarie tecniche massmediatiche. Nascono le Fondazioni, si diffondono la “Cultura della visibilità” e l’”Esistenza commerciale”, per creare miti e modelli fittizi. Con la prima, attraverso gli acquisti compulsivi e superflui della seconda, si riesce a insinuare nelle masse il virus della “perdita dell’autostima”, generando cittadini apatici, anestetizzati, distolti dalla partecipazione sociale attiva. Il primo obiettivo delle elite è realizzato. Relegati gli individui ai margini della società, sferrano l’attacco agli Stati sovrani diffondendo i germi del “debito pubblico” e dell’”inflazione”. 


01 dicembre 2012

Cuba e Italia: il progetto criminale che sta distruggendo l'Europa e l'alternativa futura di un nuovo modello cubano (5a parte)

Fin qui credo sia abbastanza chiaro quello dimostrato dalla storia degli ultimi 70 anni. Le elite relegate a osservatori delle nascenti democrazie dell’inizio del ‘900, mantenendo però inalterato il loro potere economico, si sentivano sempre più in pericolo, in particolare in Europa, nonostante due guerre mondiali, si stavano sviluppando realtà democratiche socialmente evolute. Ecco che iniziarono a pianificare la riconquista del potere assoluto e globale. Senza armi, con la sola stesura di un progetto basato su poche idee, da divulgare prima, finanziare poi e infine da portare a compimento con ferrea determinazione. Le idee erano semplicemente mirate a sovvertire il Tridente (nato con la rivoluzione francese): Stati, Leggi, Cittadini. Stati sovrani, con una moneta nazionale che attraverso l’emanazione di Leggi approvate dai cittadini emettevano denaro, stampandolo, per produrre beni, servizi e costruire garanzie sociali per il benessere del popolo. Quindi lo scopo era quello di eliminare gli Stati sovrani che emettendo una propria moneta toglievano il potere economico e finanziario alle elite a favore delle masse lavoratrici, divulgare Leggi sovranazionali per impedire che i governi si potessero ribellare e continuassero a spendere generando “deficit positivo” , anestetizzare i Cittadini e i politici facendogli credere che il deficit di uno Stato era in realtà un debito che doveva essere risanato con il sacrificio dei cittadini stessi, con i tagli alle spese sociali, con la disoccupazione e la precarietà. 

Cuba e Italia: il progetto criminale che sta distruggendo l'Europa e l'alternativa futura di un nuovo modello cubano (4a parte)

Chi è riuscito a seguirmi fin qui merita tutta la mia ammirazione. Di certo è faticoso assimilare concetti che sembrano così sconvolgenti quanto di una semplicità disarmante da apparire come “favolette” prive di sostanza. Ma proprio per questo conoscere la storia, supportata dai dati, che ha creato il drammatico paesaggio che abbiamo davanti ai nostri occhi è di fondamentale importanza. Ancora un po’ di pazienza, stiamo arrivando all’epilogo della diabolica conquista delle elite. La supremazia dei Nuovi Feudatari si sta concretizzando. La soppressione degli Stati Sovrani, l’annullamento dei cittadini e l’emanazione di leggi a loro uso e consumo stanno diventando velocemente realtà. Senza alcuna invasione militare, senza alcuna aggressione fisica per le strade, semplicemente divulgando idee e modelli che portassero le masse, guidate da Stati servitori e politici accondiscendenti, a credere che i sacrifici, i tagli sociali, le rinunce fossero non solo necessari, ma “virtuosi”. 


30 novembre 2012

Cuba e Italia: il progetto criminale che sta distruggendo l'Europa e l'alternativa futura di un nuovo modello cubano (3a parte)

Nelle due parti precedenti ho dimostrato come le elite feudali, sconfitte dalla creazione del “Tridente”: Stati, Leggi, Cittadini, si sono riorganizzate per riacquistare l’egemonia economica e sociale del continente europeo. Svilupparono idee mirate a questo scopo e le attuarono con determinazione. L’obiettivo era quello di togliere sovranità ai singoli Stati puntando all’annullamento delle monete sovrane che potevano creare benessere a “deficit positivo”. Inizialmente però il primo ostacolo da superare erano le masse che stavano prendendo consapevolezza e potere decisionale. La prima mossa vincente fu così l’invenzione dell’ “Esistenza Commerciale” e della “Cultura della Visibilità”. Diffondere tramite i massmedia dei finti modelli sociali, belli, ricchi e visibili ai quali le masse si dovevano ispirare, li dovevano imitare, cercare di raggiungerli. L’invenzione dell’esistenza commerciale spingeva così all’acquisto compulsivo di oggetti e beni fittizi per assomigliare ai modelli promulgati. L’impossibilità di raggiungere la visibilità generava la perdita dell’autostima individuale. Ecco che le masse sono relegate al margine, apatiche, passive, anestetizzate. Successivamente bisognava togliere il potere sovrano agli Stati, eliminare le singole monete nazionali per evitare che i paesi potessero creare benessere a deficit positivo. Infine promulgare leggi e trattati sovranazionali per impedire che i singoli Stati potessero opporsi alle direttive delle elite. 

29 novembre 2012

Cuba e Italia: il progetto criminale che sta distruggendo l'Europa e l'alternativa futura di un nuovo modello cubano (2a parte)

Continuo l’analisi storica della conquista finanziaria dell’Europa (del blocco occidentale) e della crisi globale che ne consegue. Nella prima parte ho descritto come le elite eredi degli sconfitti poteri feudali europei si sono riorganizzate per pianificare minuziosamente la riconquista finanziaria della loro egemonia economica e quindi sociale dell’Europa. Riassumendo, il loro obiettivo era cancellare la sovranità economica degli Stati eliminando la moneta legale indipendente dei singoli Stati, distruggendo così le conquiste sociali dei cittadini per diminuire il loro benessere economico, limitando le leggi nazionali a favore di un disegno sovranazionale. Il principale strumento utilizzato fu l’invenzione del “debito pubblico”, che fino a quando aveva uno scopo legato all’emissione di moneta sovrana nazionale non era “negativo”, ma bensì il suo carattere era di sviluppare l’economia interna, incrementare la produttività e arricchire le garanzie sociali di tutti per il bene di tutti. Stampando moneta e controllando l’inflazione si poteva creare un “deficit positivo”. Lo Stato era indebitato con se stesso, quindi con nessuno. 

28 novembre 2012

Cuba e Italia: il progetto criminale che sta distruggendo l'Europa e l'alternativa futura di un nuovo modello cubano (1a parte)

Ho più volte sostenuto che il progetto liberal-capitalista occidentale ha fallito, è defunto. Nel senso che il capitalismo esclusivo come sistema sociale ed economico per il benessere diffuso di cittadini liberi e democratici si dimostra essere in realtà un disegno criminale progettato da almeno 70 anni e finalmente realizzato nei suoi obiettivi definitivi negli ultimi 40. 
Inizierò con questo articolo ad analizzare e spiegare questa affermazione, prendendone spunto per proporre successivamente come dall’analisi di tale fallimento si può affermare che Cuba può essere un’alternativa possibile, per le sue caratteristiche socio-politiche, per la sua sovrana indipendenza dall’egemonia finanziaria occidentale e per l’opposizione estrema ad ogni influenza nordamericana sul suo territorio. Caratteristiche che potrebbero in un tempo medio-breve, adottando moderne misure economiche e riformando la sua gestione politica, portare il paese verso un nuovo modello sociale per il benessere economico dei cittadini. 

04 novembre 2012

Riflessioni di Rob: il "signoraggio", causa di tutti i mali

Cuba si sa è un paese in difficoltà economiche: salari bassissimi, infrastrutture disastrate, produttività bassa. E’ anche vero che sta crescendo, + 2,5% nel 2011. Ma quello di cui non si parla è che sta resistendo alle pressioni titaniche del “mondo capital-liberista occidentale” (inteso prevalentemente da USA e UK e appoggiato dalla maggior parte di stati-servitori come l’Europa) da più di 50 anni e non solo per la lotta all’embargo, ma soprattutto grazie all’indipendenza del FMI e dalle varie Banche centrali private (vedi Banca d’Inghilterra, Federal Reserve americana e Banca Centrale Europea) che si arrogano il diritto di stampare moneta, prestandola poi agli stati membri con un tasso d’interesse variabile e che oggi si aggira intorno al 2,5% annuo. 
Ma che significa? In poche parole questo si chiama SIGNORAGGIO. 
Si, ma che vuol dire? Ecco come una favola per bambini (disubbidienti) può spiegare di cosa si tratta e il perché questo stratagemma truffaldino ha causato il disastro economico e il fallimento del sistema capital-liberista e del libero mercato così come lo conosciamo oggi.

03 novembre 2012

Riflessioni di Rob: elezioni USA, elitismo e democrazia

Gli artefici della rivoluzione degli Stati Uniti del 1776 (Washington, Jefferson, Adams e Madison), redattori della Dichiarazione d’indipendenza, della Costituzione e della Dichiarazione dei diritti, erano repubblicani, liberali, democratici e anti monarchici convinti, oltre che ricchi e illustri aristocratici.

28 ottobre 2012

Riflessioni di Rob: sviluppo economico a lungo termine

Venerdì scorso ho assistito, per lavoro, ad un importante convegno all’università Luiss di Roma. Il tema della conferenza era “Beyond the short term”, la visione del futuro economico dell’Europa nel lungo termine. Hanno partecipato figure preminenti dell’economia internazionale tra le quali Jean Paul Fitoussi, Chistopher Pissarides, premio nobel per l’economia nel 2010 e il nostro ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera.
Mentre i relatori presentavano le loro conclusioni sul possibile sviluppo economico europeo mi veniva spontaneo raffrontarlo con un possibile scenario cubano.

09 ottobre 2012

Riflessioni di Rob: infine Chavez ha vinto

Infine Chavez ha vinto. Nonostante la forte campagna mediatica occidentale parlasse di un presidente malato, stanco, che si riparava a Cuba per nascondere la sua imminente fine, fisica e politica.
Infine Chavez ha vinto, nonostante la massiva opposizione  unanime dei poteri forti anglo-americani e affini che promuovevano il giovane Capriles come l’uomo che avrebbe dovuto liberare il Venezuela dalle ombre “comuniste” che stavano oscurando il florido cammino capitalista da 14 anni.

13 settembre 2012

Riflessioni di Rob: solidarietà mondiale con i 5 di Miami


In tutto il mondo le "sinistre" esprimono solidarietà per l'ingiusta e crudele detenzione dei cinque cubani colpevoli di non voler fare i "dissidenti farlocchi" per gli statunitensi.
Solo in Italia si dibatte se sia fascista o meno resistere all'imperialismo americano armato e tutti, senza eccezione, si allineano ai guerrafondai israelo-americani senza fare una piega. E la gente beve...

SOLIDARIETA' MONDIALE CON I 5 CUBANI PRIGIONIERI NEGLI USA 

L'Avana, 12 set (Prensa Latina). Un centinaio di attività in appoggio alla causa dei Cinque cubani fermati negli Stati Uniti saranno realizzate oggi in più di 31 paesi, compiendosi

 14 anni dalla loro ingiusta punizione. 

Questo 12 settembre si compiono 14 anni dalla reclusione di questi lottatori, col risultato che abbiamo promosso questa campagna di denuncia, informò alla stampa la coordinatrice del Comitato Internazionale per la Libertà dei Cinque, Graciela Ramirez. 

Secondo Ramirez, è prevista la realizzazione di marce di fronte a sedi diplomatiche statunitensi, esposizioni, concerti, presentazioni di libri, documentari ed atti politici. 

Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez, Ramon Labañino, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez sono stati condannati a severe pene per informare su piani di azioni violenti contro Cuba, forgiati da gruppi terroristi, radicati in territorio nordamericano. 

Questo mercoledì in Spagna si realizzerà una concentrazione di organizzazioni di solidarietà, mentre in Portogallo e Germania associazioni e reti di amicizia con la nazione antillana sfileranno davanti alle ambasciate statunitensi. 

Come parte delle manifestazioni di appoggio, si effettueranno anche atti per i Cinque, in Austria, Svizzera, Italia, Russia, Ucraina, Regno Unito, Slovenia, Repubblica Dominicana, Giamaica, Haiti, Paraguay, Brasile, Argentina, Bahamas, Santa Lucia, Salvador, Honduras, Costa Rica, Stati Uniti, Canada e Porto Rico. 

Inoltre, in Asia ed Africa si sommano alla giornata di denuncia, poi gruppi solidali si manifesteranno in Nuova Zelanda, Australia, Giappone, Guinea Bissau, Sud Africa, Libano ed Etiopia. 

Da parte sua, attivisti anticiparono la realizzazione di azioni a beneficio dei Cinque in Stati Uniti e Canada. 

In dichiarazioni a Prensa Latina, la coordinatrice del Comitato Nazionale per la Libertà dei Cinque, Gloria la Riva, segnalò che da oggi fino ai prossimi giorni saranno varie le attività in San Francisco, Washington D.C. ed altre città nordamericane esigendo il ritorno a Cuba di Gerardo, Renè, Ramon, Antonio e Fernando. 

Rispetto a Canada, gruppi di solidarietà informarono di una serata in Vancouver di fronte al consolato statunitense ed un forum nella propria urbe. 


27 agosto 2012

Riflessioni di Rob: Cuba, culla del "nuovo mondo"


Rileggendo i post dei primi anni di vita di questo blog mi sono domandato: perché ho cambiato così tanto il mio punto di vista su Cuba?

Già, non nascondo che questo blog, nato nel 2008, l’ho creato dopo aver visto un’intervista di Yoani Sanchez nel programma televisivo ‘Le Iene’ di Italia 1.
Sentire la blogger che parlava di una realtà di Cuba che conoscevo in prima persona da diversi anni, frequento l’isola dal 1998, suscitò in me il desiderio di appoggiare incondizionatamente la “dissidenza cubana”.

Per diversi anni ho letto, tradotto e scritto articoli con tono molto critico verso il governo dell’isola, schierandomi apertamente all’opposizione del regime.

Allora cosa è cambiato in me?
Sono diventato più obiettivo.
Credo che Cuba abbia conservato alcune caratteristiche sociali che vanno comprese e difese.
Credo che nonostante i problemi, le mancanze, la miseria, siano evidenti, non sia coerente criticare e denunciare a priori il governo e la politica di Cuba.

Devo premettere che sono ideologicamente un uomo di sinistra.
Credo fermamente nei principi “socialisti”, oggi come allora.
Per me il “Che”, la rivoluzione, Fidel sono da sempre un punto di riferimento.
Hanno ispirato la mia giovinezza e ampliato la mia visione sul mondo, sulle ingiustizie, sui soprusi.

Sono anche fermamente anti-americano.
Considero gli USA, l’idea del capital-liberismo, la globalizzazione, l’egemonia delle multinazionali, la finanza di quel paese l’origine della crisi spirituale ed economica che sta flagellando il mondo.

E’ vero Cuba è un paese autoritario, ma siamo sicuri che in Europa, o meglio, nel “mondo occidentale” esista una democrazia reale?
La “libertà” nei paesi del “primo mondo” esiste davvero?

Certo sull’isola esistono evidenti contraddizioni e la vita quotidiana dei cittadini è sempre più messa a dura prova da un’economia al collasso, che stenta a trovare un cammino di sviluppo concreto.

Ma la critica fine a se stessa che senso ha?
Così veniamo ad oggi.
Credo che sia più costruttivo analizzare la realtà cubana oltre una visione “critica” a priori.
Credo che si debbano mantenere alcune conquiste sociali tangibili e spingere per un cambiamento politico ed economico che possa sviluppare un’alternativa plausibile al fallimentare “modello” occidentale.
Credo inoltre che a Cuba, e fuori, siano in maggioranza quelli che appoggiano l’ideale della “rivoluzione”.

Credo che a Cuba, come in altri paesi sudamericani, si possa costruire una nuova società slegata dall’egemonia globale della finanza anglosassone, che si possa trovare il modo di sviluppare un “nuovo modello” socio-politico-economico più giusto, equo, armonico e moderno.

Credo insomma che esiste un’alternativa al decadente “modello capitalista”.
E Cuba potrebbe essere la culla di un “nuovo mondo”.

25 agosto 2012

Riflessioni di Rob: l'illusione della democrazia

Mi convinco sempre più che il problema di Cuba oggi non sono i Castro né tantomeno il partito unico. 
Mi rendo conto che questa affermazione susciterà rabbia e indignazione in quelle persone che dentro e fuori l'isola chiedono a gran voce democrazia, pluralità, elezioni libere. 
In quei paesi dove la democrazia è da decenni una realtà sociale, spesso non si nota la differenza con altri paesi dove invece un partito unico è al potere. 

Mi spiego meglio, voglio paragonare il mio paese, nel senso che quì sono nato, l'Italia e Cuba sotto vari aspetti: la democrazia, la contrapposizione tra Governo e opposizione, la libertà, la corruzione, la repressione, il panorama sociale, la sanità e le scuole. 

1. La democrazia in Italia è puramente illusoria. 
Sin dal dopo guerra la Democrazia Cristiana, contrapposta al Partito Comunista e al Movimento Sociale, ha governato per vari decenni, quasi sempre con alleanze politiche di altri partiti, ma sempre di centro. 
Le opposizioni, con il PCI e l'MSI, facevano la loro parte, aspettando e sperando di arrivare un giorno alle poltrone di potere, ma neanche troppo in fin dei conti. 

Sin da allora il popolo, a parte mettere una firma su una scheda, non ha mai avuto il controllo nè delle persone elette a rappresentarli nelle camere, nè del potere di sciogliere direttamente un governo se non gli andava bene. Queste prerogative sono sempre state dei partiti stessi, con meccaniche e strategie segrete e sconosciute al popolo. 

Tutto questo in un crescendo di spartizioni tra i partiti stessi, di governo e opposizione, di poteri esecutivi, gestione economica, favoritismi e giochi politici, nei quali le esigenze dei cittadini quasi mai, per essere magnanime, erano presenti. 
Per 50 anni circa questa prassi nella gestione del potere si è ingigantita ed è infine esplosa come una pustola puzzolente sino alla famosa "tangentopoli", cioè la "scoperta" che il potere politico era marcio e corrotto in ogni suo aspetto. 

Craxi, socialista, presidente del consiglio all'epoca fuggì all'estero, dove morì in esilio, fece da caprio espiatorio per un sistema che ha continuato a prosperare sino ad oggi. Si parlò di una pulizia totale del sisteme politico, della fine della "prima repubblica". 

Nel 1994 Iniziò così la "seconda repubblica", si affacciò sul panorama italiano Berlusconi, con la falsa promessa di portare un'aria nuova nei palazzi di potere, ma con la vera intenzione di gestire il paese come le sue aziende, sulla base dello stesso sistema, rimodernato nei modi, che pretendeva cambiare: il clientelismo, la corruzione, l'acquisto dei consensi politici per gestire il potere a suo unico interesse economico. 

Da allora è quasi sempre rimasto al potere, a eccezione di un paio di governi di centro sinistra ancora più patetici se possibile, dello stesso Berlusconi. Ora, tornando alla pluralità politica, alle libere elezioni, il connubio tra mafia e politica dal dopo guerra ad oggi si è consolidato sempre più. 

Oggi i rappresentanti dei cittadini sono eletti con una legge elettorale scandalosa, supportata dall'acquisto dei voti per soldi o favori. Nelle province del Sud si può comprare un voto con meno di 50€, ma anche al Nord, magari ad un prezzo più alto, i voti in cambio di favoritismi sono alla base dell'elezione di questo o quel sindaco o assessore. Questo per continuare a foraggiare le mafie che sono oggi il vero motore economico italiano. 

Se la mafia fosse realmente sconfitta e scomparisse all'improvviso, l'Italia subirebbe un crollo economico senza precedenti. Tutte le attività economiche sono subdolamente e più o meno segretamente gestite dalle mafie bianche. Cioè da grandi società che operano legalmente nei mercati con i soldi delle attività mafiose stesse. In questo senso Democrazia è una parola vuota di significato. Le elezioni sono pura illusione. 

Oggi in Italia viviamo in assenza di democrazia. Il paese è guidato da un governo "tecnico", non eletto ma "imposto" dal Presidente della Repubblica. 
Il Presidente del Consiglio Mario Monti, rappresenta la finanza internazionale non il popolo sovrano. 
Sono quindi gli interessi economici globali a gestire il nostro paese, con la conseguenza depressione sociale che stiamo vivendo.

La pluralità non ha senso. La realtà è che i partiti al governo agiscono e decidono in modo del tutto autonomo, senza che il popolo possa influenzare minimamente le loro decisioni. E' per questo che non vedo una reale differenza con Cuba, con il Governo di un partito unico. Anzi, trovo molto più coerenti le decisioni prese da un Governo che in modo unilaterale leggifera e gestisce il potere socio-economico del paese che guida. 

 2. Visto la falsità della democrazia, va da sè che non esiste una contrapposizione tra governo e opposizioni. 
Esistono interessi politici ed economici differenti, ma con lo stesso obiettivo, mantenere il potere per scopi e interessi personali autogestiti, nell'indifferenza verso le esigenze concrete dei cittadini e del paese che governano. 

Anche quì è più coerente un partito unico, che almeno non pretende giustificare falsamente le proprie decisioni. 

3. La libertà intesa come possibilità di entrare e uscire dal paese è relativa. 
Potersi esprimere liberamente è forse la sola differenza reale con Cuba, ma anche quì è più un diversivo, un cioccolatino concesso al popolo. Non influisce minimamente nella gestione del Governo e delle sue leggi. 

Da Cuba si può uscire con una lettera d'invito, come in molti altri paesi poveri, anche se democratici. 
Anche se si applicasse una totale libertà migratoria, potrebbe uscire solo chi ha sufficiente capacità economica per poterlo fare. Quindi è un problema economico più che sociale.

4. Si urla tanto della diffusa corruzione nelle file del potere cubano. E in Italia? 
La corruzione non è solo diffusa, ma è ormai un modalità operativa dei politici che la fanno sembrare un modo "para-legale" per continuare nella gestione dei propri interessi. La scandalosa realtà odierna in Italia della compra-vendita dei parlamentari, dimostra come sia una normalità. 

A Cuba perlomeno, nonostante la corruzione sia presente in modo diffuso, non viene accettata come normalità, come prassi politica, come modo di gestione economica e sociale del paese. Anzi viene condannata e punita in modo severo. 

5. La repressione in Italia non è molto differente da quella cubana. 
E' sì più velata, ma è forse anche più violenta. In carcere quì si muore molto più che a Cuba, e nell'indifferenza generale. Anche per chi ha commesso reati futili la sopravvivenza in prigione è una lotta quotidiana. 
Le carceri sono fatiscenti, la violenza della polizia all'interno dei penitenziari è terribile, ma soprattutto è nascosta, non viene quasi mai denunciata. 
La repressione verso i "dissidenti" che manifestano per strada è sempre più violenta. 
Un esempio per tutti, durante il G8 di Genova del Luglio 2001, le violenze della polizia verso gli studenti che contestavano i grandi del pianeta sono diventate di dominio pubblico a livello internazionale. 
Oggi nonostante i responsabili siano stato considerati colpevoli, nessuno di loro si trova in carcere. 

A Cuba non so se si raggiungono questi livelli di repressione criminale... 

6. Il panorama sociale, inteso come benessere economico, è ormai triste e illusorio. 
In Italia sono sempre più le persone che sopravvivono con salari miserabili, ai limiti della sopravvivenza. Mentre i circoli di potere arricchiscono in modo smisurato, creando un divario sociale sempre più marcato tra classe media, che si avvicina sempre più alla povertà, e classe alta con un potere mafioso che è ormai a capo di ogni attività economica "legale" e che quindi condiziona i vertici del potere e la "democrazia" stessa. 

Cuba sta cercando di sviluppare un'aconomia interna che, almeno teoricamente, non si prefigge di liberalizzare in modo selvaggio le attività private, evitando così di creare quelle differenze sociali che fanno arrichire sempre chi i soldi li ha già, relegando così a comparse falsamente libere il resto dei cittadini-imprenditori. 

7. Sanità e scuole
La prima in Italia è teoricamente estesa ad ogni cittadino, non si muore come negli USA di stupide malattie se non si ha il denaro per farsi curare. Ma è anche vero che oggi la mala sanità, la cattiva preparazione di molti medici, i finanziamenti nella sanità pubblica sempre più scarsi stanno mettendo a rischio anche questa garanzia sociale. 
Senza parlare delle scuole, sempre con la scusa della crisi, i finanziamenti per le scuole pubbliche stanno quasi scomparendo. Le università hanno costi proibitivi per molti cittadini. Le scuole dell'obbligo sono invece di una desolazione imbarazzante. L'ignoranza degli studenti è sempre più estesa e la preparazione dei docenti è largamente insufficente. 
Anche quì l'istruzione diventa sempre più un privilego per quei benestanti che possono pagarsi una scuola privata e che possono continuare così a creare generazioni di giovani a loro immagine e somiglianza. 

A Cuba sanità ed educazione scolastica sono, nonostante le difficoltà economiche che devono sopportare, realtà innegabili a disposizione di tutti i cittadini. In conclusione tutta questa differenza tra un paese "libero e democratico" come l'Italia e uno "totalitario" come Cuba non esiste. 

Tra i due paesi esistono problemi differenti, ma che si stanno avvicinando sempre più. Una vera innegabile differenza esiste. 
L'Italia, come la maggioranza dei paesi occidentali, vive un declino socio-economico sempre più grave. 
Il modello democratico-liberista ha fallito. 
I debiti nazionali stanno soffocando la popolazione, il futuro può solo peggiorare. In tre parole "è finita un'epoca". 
L'edonismo, la superficialità hanno finito la loro storia, indietro non si torna, la crisi non rientrarà mai! 

A Cuba, al contrario, esistono le basi sociali per creare una vera alternativa a quel modello fallimentare che dagli USA all'Europa, sta affossando le economie di tutti quei paesi che devono subire il controllo "democratico " delle banche e delle lobby internazionali.

18 agosto 2012

Riflessioni di Rob: la sovranità di uno Stato è inviolabile!


Quello che la Gran Bretagna sta sostenendo nel caso Assange è la plateale dimostrazione che l’ingerenza violenta non ha colore politico né confini geografici. 
Un paese considerato l’esempio mondiale di democrazia e stato di diritto sta ignorando i più basilari principi di sovranità nazionale minacciando di invadere un paese straniero per soddisfare le richieste dell’alleato criminale USA. 

Non è un mistero che il caso del fondatore di Wikileaks sia l’evidente atto di prepotenza che gli Stati Uniti stanno sostenendo nei confronti di chi ha semplicemente fatto luce su documenti e rapporti “segreti” che hanno dimostrato la plateale condotta criminale del governo americano nelle guerre in Afghanistan e Iraq. 

Non ha niente a che vedere l’imputazione di stupro, tra l’altro alquanto ambigua, che viene imputata a Assange, lo scopo è chiaramente l’estradizione negli USA per processarlo per alto tradimento. Inoltre non si capisce il perché visto che il blogger non è cittadino americano. 
Cosa ancora più sconvolgente è la flebile presa di posizione degli altri stati occidentali “democratici e civili”, l’Italia non si è ancora espressa in merito, tutti fieri paladini dei diritti umani, uniti nelle convenzioni di Ginevra e sostenitori del diritto di asilo politico

Certo come dice la convenzione l’asilo politico non si concede a chi è accusato di delitti comuni, ed ecco perciò il motivo della dubbia accusa di stupro. 
Ma l’invasione di una ambasciata sovrana per effettuare un arresto arbitrariamente svolto, senza alcuna condanna definitiva, ma solo per permettere un interrogatorio da parte delle autorità svedesi, è una ingerenza internazionale intollerabile.

In merito al caso Assange si svolgerà questo fine settimana una riunione dei paesi centro e sudamericani dell’ Alba e dell’Unasur, tra i quali parteciperà Cuba, a sostegno dell’Ecuador. 
Si analizzeranno “le minacce proferite dal Regno di Gran Bretagna e Irlanda del Nord contro l’integrità della ambasciata dell’Ecuador a Londra e contro il diritto sovrano che ha l’Ecuador di amministrare la sua politica di asilo”.

Come noto ieri l’Ecuador ha ufficializzato l’asilo politico concesso ad Assange che rischia l’estradizione negli USA dove verrebbe processato per alto tradimento che prevede la conseguente possibile pena di morte.

17 agosto 2012

Riflessioni di Rob: sulla libertà d'espressione


Affrontare questo tema mi esporrà senza dubbio a valanghe di critiche e attacchi senza tregua, ma sento di esprimere un concetto che tengo dentro da un po di tempo e che va al di là della visione comune.


Fondamento principale di ogni società civile, il più importante diritto dell’umanità e principale forma per analizzare ed eventualmente contestare un governo, delle leggi, la vita di una società.
Ma cosa vuol dire avere libertà d’espressione?
A Cuba è scontato dire che non esiste, viene condannata anche dal codice penale, viene repressa, a volte violentemente, per le strade e non esiste un pluralismo nei media dell’isola.

E in Italia esiste la libertà d’espressione?
Certamente chiunque può girare per strada e sostenere questa o quell’idea senza per questo rischiare l’arresto o la repressione violenta da parte della polizia (non sempre).
Ma questo ha una utilità pratica?
Qualcuno considera queste forme di contestazione?
E’ sufficiente che un individuo o un gruppo di persone si organizzino per dissentire, quando le loro proteste restano fini a se stesse?
Poi la libertà di stampa!
Nella classifica di  Reporter senza frontiere sulla libertà di stampa del 2011/12 l'Italia è al 61° posto con un peggioramento di più di 10 posizioni rispetto allo scorso anno.
Non si direbbe? Provate a leggere i titoli dei quotidiani di oggi, sono la copia uno dell’altro, nessuno espone una visione alternativa o diversa, letto uno letti tutti, a parte pochissime eccezioni. Senza parlare della televisione! L’editoria in Italia è in mano a forti poteri economici che difendono gli interessi privati, qualunque essi siano.

Certo Cuba è al 167° posto, ma almeno è peggiorata di meno di 10 posizioni. 
Inoltre come dicevo la libertà di stampa è evidentemente assente, esistono solo organi ufficiali del Partito Comunista.
Da noi al contrario ci si vanta di essere un paese libero, dove potersi esprimere senza rischi. Forse è vero ma è altrettanto inutile.

In conclusione l’affanno per la conquista della libertà d’espressione è sterile. 
Condannare, contestare, non stimola i governi a cambiare. 
Solo agire all’interno delle leggi e delle regole, lo stimolo e le proposte, l’azione attiva per spingere ad un cambiamento possono produrre risultati.
Soprattutto le proposte. 

E qui viene una critica aperta alla dissidenza cubana più estrema. 
Da quella parte vengono solo condanne, critiche, a volte incivili e violente, e mai qualche proposta costruttiva. 
Qualche idea che vada oltre al “Castro se ne deve andare”, “vogliamo la libertà d’espressione”, “questo e quello non funziona”. 
Mai un suggerimento su come le cose potrebbero cambiare in pratica, cosa si potrebbe fare, con le attuali leggi, per stimolare un cambiamento.
Questo non vuol dire ignorare quello che a Cuba non funziona, e sono tante cose, al contrario vuole dire analizzare seriamente queste cose e proporre alternative pratiche, concrete.

Volendo fare un parallelo italiano porto l’esempio di Beppe Grillo. 
E’ stato per anni un grande contestatore, senza ottenere grandi considerazioni. 
Poi all’atto di organizzare un movimento politico che agisce all’interno della costituzione sta sbaragliando il consueto panorama politico,spaventando la casta dirigente e prospettando un cambio epocale nella politica italiana. 
Un grande esempio di come ci si può muovere per ottenere dei cambiamenti.

Questo è il mio umile consiglio agli oppositori cubani. 
Iniziate a pensare ed agire all’interno della costituzione, proponete delle nuove idee e lavorate per la loro realizzazione, meno slogan e più azione, pacifica e costituzionale. 
Il resto non serve a niente… Se non forse a vincere qualche premio letterario in più.

Scusate la veemenza…