Visualizzazione post con etichetta Cambio a Cuba. Mostra tutti i post
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23 maggio 2013
Cambio a Cuba: il cammino delle riforme
30 aprile 2013
Cambio a Cuba: Artemisa, una provincia con poteri locali indipendenti dal governo centrale
Anche solo per queste ragioni vale la pena trasferirsi ad Artemisa, una provincia limitrofa all'Havana che è diventata un laboratorio pilota dove il governo sta sperimentando un sistema di organizzazione pubblica meno burocratizzata, più efficiente ed economica.
10 marzo 2013
Arte a Cuba: la cultura non può essere uno strumento del mercato
16 febbraio 2013
Dissidenti a Cuba: le tante facce della dissidenza
Dissidenza, opposizione, ribellione, contestazione, etc… Termini che si usano, e dei quali spesso si abusa, per indicare una visione contraria, critica verso un’ideologia, un sistema politico, sociale o economico. Insomma sta a indicare l’essere contro qualcosa o qualcuno. Quando si parla di Cuba “dissidente” è una parola, anzi forse “la parola” più usata per descrivere una posizione contro il governo, con la quale si vuole indicare una collocazione politica precisa, mirata a cambiare e spesso ad abbattere il sistema socio-politico cubano che nel luogo comune "non funziona, viola i diritti umani, sopprime la popolazione con abusi inenarrabili, detiene con violenza un ferreo controllo sulle vite e le menti dei cittadini, reprime con brutalità ogni voce fuori dal coro, ogni tentativo di denuncia delle mille contraddizioni dell’isola." Troppo facile cavarsela così. Spesso questa parola viene utilizzata con superficialità, la si utilizza monopolizzando il diritto di citazione a favore di un certo schieramento ideologico e la si usa sempre per il solo scopo di denigrare e condannare un sistema politico considerato totalitario. La si associa quindi implicitamente alla volontà di sovvertire una dittatura per instaurare una democrazia. Wikipedia la descrive così: "Il dissidente non è semplicemente colui che la pensa diversamente, bensì colui che esprime esplicitamente il suo dissenso e lo manifesta in qualche modo ai suoi concittadini e allo Stato […] Il termine è usato soprattutto riferendosi ai dissidenti politici, spesso contro regimi totalitari, anche se esiste l'accezione dissidente filosofico. I dissidenti politici usano principalmente mezzi non violenti di dissenso pubblico, incluso dar voce alle critiche verso il governo, ma i dissidenti possono anche tentare di destabilizzare il governo esiliandolo o rovesciandolo, soprattutto se dietro ad essi vi è l'acquisizione del supporto popolare." Ma oggi è ancora valida tale definizione di dissidenza?
01 febbraio 2013
Dissidenti a Cuba: riforma migratoria, l'incessante intransigenza della "dissidenza"
28 gennaio 2013
Cambio a Cuba: crederci, per non morire
| foto di Andrea Minichini |
In Italia la campagna elettorale si fa serrante e tediosa, come sempre, da quanto io possa ricordare. Stessi discorsi, promesse, accuse… nulla di nuovo. La partecipazione dei cittadini forse sarà inferiore al passato, ma comunque la maggioranza del “civile e democratico” popolo italico persevera nell’illusione di poter decidere chi scegliere come rappresentante politico per riformare, cambiare un paese ormai alla deriva, dove il livello di vita e i consumi dei cittadini sono paragonabili al dopo guerra. Inconsapevoli dell’inutilità delle loro scelte.
25 dicembre 2012
Riflessioni su Cuba: una nuova società; il Venezuela ci sta riuscendo, Cuba ci riuscirà
Questo Natale il mio pensiero va anche a Cuba. A chi ci ha trovato un nuovo nido dove crescere una famiglia. A chi sull'isola c’è nato e lotta quotidianamente per sopravvivere, per apparecchiare una tavola o per comprare un paio di scarpe ai suoi figli. Un pensiero carico di ottimismo e di ammirazione verso chi, pur con enormi sacrifici, crede ancora che sulla Isla Grande si possa costruire qualcosa di nuovo, di veramente rivoluzionario, di dirompente energia positiva, di benessere e felicità diffusa. Con questo pensiero in mente riporto quello che un paese amico di Cuba, vicino anche geograficamente è riuscito a raggiungere in pochi anni. Nonostante gli attacchi, le accuse, le critiche che il ricco mondo occidentale continua a proferirgli con la consapevolezza che si tratta di un paese che sta segnando un possibile e tangibile cambiamento alternativo al prepotente e imperialista modello liberal-capitalista. Questo paese è il Venezuela. E quelli che seguono sono dei fatti, non della propaganda ideologica, ma delle concrete conquiste da e per i cittadini, per il loro benessere, per il loro futuro. Alcune delle conquiste del Venezuela di Chavez a Cuba sono una realtà dal trionfo della rivoluzione, tanto che vengono “esportate” proprio in questo paese e ne hanno aiutato il successo sociale. E’ anche vero che il Venezuela ha una riserva di petrolio enorme, una ricchissima fonte economica. Quindi le misure da applicare a Cuba devono essere ovviamente diverse ma mirate allo stesso obiettivo che Chavez è riuscito a raggiungere. Intensificando un rapporto tra i due paesi in modo più coeso e produttivo. Il mio augurio è che Cuba possa seguire un cammino simile, per poter raggiungere in breve tempo la stessa qualità della vita e svoltare concretamente verso un moderno e prospero futuro neo-socialista. Per la libertà, il benessere socio-economico, la giustizia e la prosperità del popolo cubano. Questo è il mio miglior augurio per un 2013 veramente neo-rivoluzionario!
18 dicembre 2012
Cambio a Cuba: la blogosfera rivoluzionaria
08 dicembre 2012
Cuba e Italia: il progetto criminale che sta distruggendo l'Europa e l'alternativa futura di un nuovo modello cubano (8a e ultima parte)
Eccoci arrivati all’ultima parte di questo saggio. E’ arrivato il momento di dare un’occhiata a Cuba. Tralascio volutamente la situazione che si vive oggi sull’isola e mi concentro invece su quello che si potrebbe fare per cambiare la situazione attuale, sia dal punto di vista economico che, successivamente da quello politico che ne è una diretta conseguenza. Riassumo prima brevemente la storia che ha portato al disastro umanitario che si sta compiendo in Europa (e in USA). Circa 75 anni fa è iniziata la pianificazione della conquista globale dell’Europa. Le elite industriali e finanziarie, eredi degli imperi feudali dei secoli precedenti, iniziarono a ideare come poter riconquistare un potere economico assoluto a discapito degli Stati europei, pianificarono le loro azioni guardando a lungo termine e dopo la seconda guerra mondiale iniziarono ad attuare il piano con ferrea determinazione. Lo scopo era quello di distruggere il Tridente democratico (nato con la rivoluzione francese) che si stava diffondendo nelle società del vecchio continente: gli Stati, le Leggi, i Cittadini.
30 novembre 2012
Cambio a Cuba: il senile e arrogante potere decadente
E’ difficile a volte continuare a credere in qualcosa che senti dentro e che intravedi all’orizzonte. Cuba è difficile. E’ contrastante il sentimento che mi impregna, le sue evidenti potenzialità che faticano a concretizzarsi. Le alternanti fasi di apertura e di contrazione, inspiegabili, incomprensibili, disarmanti. A Cuba esistono presupposti socio-politici impossibili da trovare altrove. La tenace difesa di un modello socialista ormai scomparso, o drasticamente mutato, quasi ovunque al mondo, continua a sopravvivere tra attacchi e critiche senza soluzione di continuità, anche quando è palpabile lo sforzo di rinnovarsi, di rimodernarsi, di sbocciare in un’alternativa concreta e sostenibile. Il socialismo deve cambiare i suoi dogmi. Le società cambiano, le esigenze dei popoli cambiano, le necessità sociali, le libertà individuali, le partecipazioni attive devono essere sostenute adattando le leggi, l’economia ed il funzionamento burocratico alle realtà dinamiche che evolvono ad un ritmo sempre più vertiginoso. Il rischio è quello di dissolversi, di essere assorbiti da prepotenti modelli di facile e superficiale assimilazione popolare. Di scomparire definitivamente.
25 novembre 2012
Cambio a Cuba: censurare la critica interna alla "rivoluzione" significa danneggiare la rivoluzione stessa
I paradossi e le contraddizioni, nonostante il faticoso cammino delle riforme, in quel di Cuba continuano a stupirmi ed inquietarmi sempre più. Ho già parlato in diverse occasioni della contrastante presenza mediatica in rete di blog a favore e contro la “rivoluzione”. Alcuni, quelli dissidenti, sia dentro che fuori dall’isola, sparano a zero sul governo, non ammettono il dialogo, vogliono distruggere il sistema, senza sapere con cosa sostituirlo, continuando ripetutamente a diffondere sempre gli stessi slogan: “abbattere il regime”; “instaurare la democrazia”, “libertà d’espressione”.
23 novembre 2012
Cambio a Cuba: nuove imposte per attività in proprio, ma le restrizioni legislative frenano il decollo
Da Gennaio 2013 entreranno in vigore le nuove tasse e imposte da applicare alle persone fisiche e ai lavoratori autonomi, mirate a regolamentare le nuove iniziative private all’interno della politica fiscale per lo sviluppo di una economia interna sull’isola. L’obiettivo è quello di garantire le entrate pubbliche in modo equilibrato tenendo in considerazioni le particolarità del modello economico cubano.
18 novembre 2012
Vivere a Cuba: restare a vivere a Cuba (lettera di una ragazza che lo ha fatto)
Non
era facile spiegare il perché, da quando avevo 15 anni, ho sempre sognato di
andare a vivere a Cuba. Allora era un’isola che si trovava dall’altro lato dell’Atlantico,
che non avevo mai visto e che aveva una forma di governo tra le più strane,
elogiata da molti e fortemente criticata da altri. Dall’Italia mi tornava
difficile, per quanto cercassi di collezionare vari articoli di riviste, avere
una visione obiettiva del tema. In ogni caso continuavo a cercare quell’isola e
la sua aurea di mistero concentrava i miei desideri di adolescente. Fu così che
passai alcuni anni studiando tutto quello che trovavo sulla maggiore delle
Antille e sulla sua rivoluzione, lo feci così bene che oggi posso citare a
memoria i nomi dei figli del Che e di Fidel, le principali battaglie nella
Sierra Maestra e le tecniche di base della guerriglia. Ebbi anche il privilegio
di conoscere Gino Doné del Granma e Alberto Granado, quello della motocicletta.
12 novembre 2012
Cambio a Cuba: chi è un rivoluzionario?
Ancora con la stessa domanda, lo stesso dilemma, chi è un
rivoluzionario? Cosa significa essere rivoluzionario? Qui si apre un dibattito dal quale difficilmente se ne può venire a capo. Rivoluzionario è chi ha
partecipato alla rivoluzione? Bé, facile deduzione, ma fuori tempo massimo. Oggi
i pochi sopravvissuti, per la maggior parte seduti su comode poltrone
privilegiate, poco hanno a che vedere con questo termine, sia per la loro anacronistica posizione
ideologica senza alcun valore pratico ai
nostri giorni, sia per l’incapacità di restare al passo dei tempi, in un’era
come quella attuale che cambia così rapidamente da lasciare i poveri vecchietti
sbalorditi e disarmati, così che resta loro soltanto la testarda tenacia di
rimanere aggrappati a inefficaci slogan e poveri idealismi tanto sterili quanto dannosi.
10 novembre 2012
Cambio a Cuba: Rivoluzione è cambiare tutto quello che deve essere cambiato
Ma si concretizza sempre più una "via di mezzo", costituita da quei blogger che sostengono il sistema politico cubano, sono a favore della "rivoluzione socialista", ma esigono poter criticare e questionare quello che a Cuba non funziona, quello che deve essere cambiato e rimodernato, chiedono che il dibattito sia la base sulla quale affrontare i problemi reali della società, dell'economia e della politica dell'isola, per cercare delle soluzioni possibili e sostenibili senza per questo opporsi in toto al sistema cubano.
09 novembre 2012
Repressione a Cuba: un vero cambiamento prevede una vera tolleranza
Ieri pomeriggio Yoani
Sanchez insieme ad un gruppo di dissidenti, tra i quali Guillermo Farinas, è
stata fermata dalla polizia mentre si recava in un commissariato di polizia per
chiedere informazioni su altri detenuti arrestati nei giorni scorsi. Il video
che propongo mostra la brutalità con la quale i dissidenti sono stati fermati e
caricacati in auto per essere trasportati in una centrale di polizia.
08 novembre 2012
Economia cubana: il Brasile gestirà la produzione di zucchero a Cuba
Una del primarie e decisive riforme
economiche decise da Raul Castro è quella di aprirsi maggiormente agli
investimenti stranieri sull’isola. Questo permetterà di supplire all’ inefficienza
degli anni passati che ha portato la produzione agroalimentare del paese ai minimi
storici. Allo stesso tempo consentirà di acquisire know-how essenziale per
sviluppare competenze tecnico- organizzative per un futuro incremento della produzione interna.
05 novembre 2012
Cuba e Italia: Italia nel baratro, Cuba nella rinascita
Perché continuo insistentemente a paragonare lo stato disastroso nel quale si trova l'Italia, anzi tutta l'Europa e Cuba? Perché sull'isola, andando oltre la situazione economica, strutturale e sociale che si può senza dubbio sostenere essere in difficoltà, esiste una realtà politica che, per quanto superficialmente considerata una "dittatura" despota e violenta, ha consentito sino ad oggi un'indipendenza sovrana che gli permetterà di evolvere in qualcosa di nuovo, potrà plasmare un "nuovo modello".
04 novembre 2012
Vivere a Cuba: essere alla stazione
L’amico Aston Villa esprime in
questo post un’idea e, secondo me, una sempre più reale alternativa sostenibile:
emigrare!
Noi amanti di Cuba, non solo per le spiagge e le donne, pensiamo all’isola
come un futuro possibile, lontano dalle certe e imminenti, anzi già visibili,
realtà italiane oramai senza una possibilità di rinascita o ripresa.
Il sistema
finanziario gestito da una piccola elite globale ha già raggiunto i suoi
obiettivi di dominio e schiavitù del nostro sistema socio-politico ed economico.
Cuba, sta dimostrando di potersi riformare, di poter plasmare un futuro che
possa sviluppare una libertà economica sostenibile e allo stesso tempo
garantire basilari garanzie sociali che il mondo occidentale ha definitivamente
perso.
02 novembre 2012
Riflessioni su Cuba: il socialismo capitalista
L’esistenza del mercato con le sue categorie
di base come il denaro, i salari, le banche, il credito, etc, non implica la
presenza di un sistema capitalista. Tali categorie economiche accompagnano la
società umana dagli albori della civilizzazione.
Il socialismo nel modello conosciuto sino ad
oggi non ha potuto eliminare il mercato, tema che fu un vero incubo per alcuni
pensatori comunisti, tra i quali Che Guevara.
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