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23 maggio 2013

Cambio a Cuba: il cammino delle riforme

Da quando il governo ha iniziato piccole aperture economiche e sociali ai cittadini cubani, le discussioni, gli attacchi, i dibattiti si sono fatti sempre più ricchi e sfaccettati. Da parte della dissidenza pro-USA si tratta di operazioni cosmetiche che nulla cambiano nella società, per i blogger rivoluzionari sono segni tangibili di un'imminente, e già avviato, cambiamento politico, sociale e quindi anche economico. Per gli amanti di Cuba stranieri, nello specifico italiani, le opinioni si sprecano e abbondano i tuttologhi, gli esperti e i saggi. Gente che magari frequenta Cuba da anni, o che ha scelto di crearsi un'alternativa futura gettando le basi per un trasferimento totale o parziale e semplici turisti emanano verità assolute come solo i frequentatori di talk show e salotti televisivi vari sanno fare.

30 aprile 2013

Cambio a Cuba: Artemisa, una provincia con poteri locali indipendenti dal governo centrale

I burocrati sono stati ridotti della metà. Hanno drasticamente abbassato gli sprechi amministrativi. Decine di uffici pubblici sono stati convertiti in abitazioni e in un solo edificio sono concentrati tutti gli uffici pubblici per la popolazione.
Anche solo per queste ragioni vale la pena trasferirsi ad Artemisa, una provincia limitrofa all'Havana che è diventata un laboratorio pilota dove il governo  sta sperimentando un sistema di organizzazione pubblica meno burocratizzata, più efficiente ed economica.

10 marzo 2013

Arte a Cuba: la cultura non può essere uno strumento del mercato

In questo periodo di fermenti commerciali e riforme economiche, una preoccupazione sta emergendo nel tessuto sociale cubano. La cultura, nel senso più esteso del termine, è sempre stata a Cuba, insieme all’assistenza sanitaria e all’educazione, una delle qualità d’eccellenza nella società dell’isola , una delle conquiste della rivoluzione che hanno caratterizzato il governo per decenni e che sono state esempio globale di necessità imprescindibili per uno Stato che vuole eleggere garanzie sociali per esaltare qualità morali e etiche che siano al di sopra delle sole esigenze di mercato e che siano svincolate dalla relazione tra domanda e offerta. La sanità e l’educazione stanno già soffrendo di una gravissima crisi, un pò per la perseveranza dell’embargo USA e un pò per la fuga di dottori e docenti che preferiscono intraprendere cammini professionali più remunerativi, magari con attività in proprio, piuttosto che dedicare la loro vita a missioni più gratificanti ma che non garantiscono la sopravvivenza. Salari di 20/30 dollari al mese scoraggiano anche la più appassionata delle anime potenzialmente dedite a carriere professionali qualificate. Ora anche la cultura nelle sue espressioni più evidenti come la musica, la danza, la pittura, la letteratura sta iniziando ad essere questionata all’interno delle istituzioni stesse. La sovvenzione e la diffusione della cultura viene considerata una dispersione di risorse economiche.

16 febbraio 2013

Dissidenti a Cuba: le tante facce della dissidenza

Dissidenza, opposizione, ribellione, contestazione, etc… Termini che si usano, e dei quali spesso si abusa, per indicare una visione contraria, critica verso un’ideologia, un sistema politico, sociale o economico. Insomma sta a indicare l’essere contro qualcosa o qualcuno. Quando si parla di Cuba “dissidente” è una parola, anzi forse “la parola” più usata per descrivere una posizione contro il governo, con la quale si vuole indicare una collocazione politica precisa, mirata a cambiare e spesso ad abbattere il sistema socio-politico cubano che nel luogo comune "non funziona, viola i diritti umani, sopprime la popolazione con abusi inenarrabili, detiene con violenza un ferreo controllo sulle vite e le menti dei cittadini, reprime con brutalità ogni voce fuori dal coro, ogni tentativo di denuncia delle mille contraddizioni dell’isola." Troppo facile cavarsela così. Spesso questa parola viene utilizzata con superficialità, la si utilizza monopolizzando il diritto di citazione a favore di un certo schieramento ideologico e la si usa sempre per il solo scopo di denigrare e condannare un sistema politico considerato totalitario. La si associa quindi implicitamente alla volontà di sovvertire una dittatura per instaurare una democrazia. Wikipedia la descrive così: "Il dissidente non è semplicemente colui che la pensa diversamente, bensì colui che esprime esplicitamente il suo dissenso e lo manifesta in qualche modo ai suoi concittadini e allo Stato […] Il termine è usato soprattutto riferendosi ai dissidenti politici, spesso contro regimi totalitari, anche se esiste l'accezione dissidente filosofico. I dissidenti politici usano principalmente mezzi non violenti di dissenso pubblico, incluso dar voce alle critiche verso il governo, ma i dissidenti possono anche tentare di destabilizzare il governo esiliandolo o rovesciandolo, soprattutto se dietro ad essi vi è l'acquisizione del supporto popolare." Ma oggi è ancora valida tale definizione di dissidenza? 

01 febbraio 2013

Dissidenti a Cuba: riforma migratoria, l'incessante intransigenza della "dissidenza"

Finalmente la riforma migratoria è entrata in vigore, ora si può uscire da Cuba senza chiedere il “permesso” alle autorità, basta possedere il passaporto e richiedere un visto del paese che si vuole visitare. In sostanza le cose cambiano poco, nel senso che le garanzie richieste dai pesi più “gettonati dai cubani”, vedi Europa o Stati Uniti, sono difficili da soddisfare, a patto che non si abbiano parenti in loco o abbastanza soldi per soddisfarle. Comunque un tabù è crollato, ora l’isola non è più una “prigione cielo aperto”. 

28 gennaio 2013

Cambio a Cuba: crederci, per non morire

foto di Andrea Minichini
In Italia la campagna elettorale si fa serrante e tediosa, come sempre, da quanto io possa ricordare. Stessi discorsi, promesse, accuse… nulla di nuovo. La partecipazione dei cittadini forse sarà inferiore al passato, ma comunque la maggioranza del “civile e democratico” popolo italico persevera nell’illusione di poter decidere chi scegliere come rappresentante politico per riformare, cambiare un paese ormai alla deriva, dove il livello di vita e i consumi dei cittadini sono paragonabili al dopo guerra. Inconsapevoli dell’inutilità delle loro scelte. 

25 dicembre 2012

Riflessioni su Cuba: una nuova società; il Venezuela ci sta riuscendo, Cuba ci riuscirà

Questo Natale il mio pensiero va anche a Cuba. A chi ci ha trovato un nuovo nido dove crescere una famiglia. A chi sull'isola c’è nato e lotta quotidianamente per sopravvivere, per apparecchiare una tavola o per comprare un paio di scarpe ai suoi figli. Un pensiero carico di ottimismo e di ammirazione verso chi, pur con enormi sacrifici, crede ancora che sulla Isla Grande si possa costruire qualcosa di nuovo, di veramente rivoluzionario, di dirompente energia positiva, di benessere e felicità diffusa. Con questo pensiero in mente riporto quello che un paese amico di Cuba, vicino anche geograficamente è riuscito a raggiungere in pochi anni. Nonostante gli attacchi, le accuse, le critiche che il ricco mondo occidentale continua a proferirgli con la consapevolezza che si tratta di un paese che sta segnando un possibile e tangibile cambiamento alternativo al prepotente e imperialista modello liberal-capitalista. Questo paese è il Venezuela. E quelli che seguono sono dei fatti, non della propaganda ideologica, ma delle concrete conquiste da e per i cittadini, per il loro benessere, per il loro futuro. Alcune delle conquiste del Venezuela di Chavez a Cuba sono una realtà dal trionfo della rivoluzione, tanto che vengono “esportate” proprio in questo paese e ne hanno aiutato il successo sociale. E’ anche vero che il Venezuela ha una riserva di petrolio enorme, una ricchissima fonte economica. Quindi le misure da applicare a Cuba devono essere ovviamente diverse ma mirate allo stesso obiettivo che Chavez è riuscito a raggiungere. Intensificando un rapporto tra i due paesi in modo più coeso e produttivo. Il mio augurio è che Cuba possa seguire un cammino simile, per poter raggiungere in breve tempo la stessa qualità della vita e svoltare concretamente verso un moderno e prospero futuro neo-socialista. Per la libertà, il benessere socio-economico, la giustizia e la prosperità del popolo cubano. Questo è il mio miglior augurio per un 2013 veramente neo-rivoluzionario! 

18 dicembre 2012

Cambio a Cuba: la blogosfera rivoluzionaria

Sono sempre più presenti in rete, sono critici ma restano solidali agli ideali della rivoluzione. Sono giovani, laureati e consapevoli della necessità di cambiare molte cose. Alcuni sono censurati dai burocrati del governo e tacciati come “controrivoluzionari”. Non hanno gli stessi mezzi economici dei “dissidenti stipendiati” dagli USA. Pubblicano con mille difficoltà dagli atenei universitari, rischiando di essere “cancellati” da un giorno all’altro. Sono i “blogger rivoluzionari”, la vera matrice attiva capace di cambiare quello che a Cuba non funziona, di modellare un nuovo socialismo sostenibile e costruttivo, di rendere Cuba un'alternativa concreta all’imperante influenza occidentale che aspetta sull’uscio che la vergine terra cubana possa essere conquistata a suon di Mc Donald e Coca Cola. 

08 dicembre 2012

Cuba e Italia: il progetto criminale che sta distruggendo l'Europa e l'alternativa futura di un nuovo modello cubano (8a e ultima parte)

Eccoci arrivati all’ultima parte di questo saggio. E’ arrivato il momento di dare un’occhiata a Cuba. Tralascio volutamente la situazione che si vive oggi sull’isola e mi concentro invece su quello che si potrebbe fare per cambiare la situazione attuale, sia dal punto di vista economico che, successivamente da quello politico che ne è una diretta conseguenza. Riassumo prima brevemente la storia che ha portato al disastro umanitario che si sta compiendo in Europa (e in USA). Circa 75 anni fa è iniziata la pianificazione della conquista globale dell’Europa. Le elite industriali e finanziarie, eredi degli imperi feudali dei secoli precedenti, iniziarono a ideare come poter riconquistare un potere economico assoluto a discapito degli Stati europei, pianificarono le loro azioni guardando a lungo termine e dopo la seconda guerra mondiale iniziarono ad attuare il piano con ferrea determinazione. Lo scopo era quello di distruggere il Tridente democratico (nato con la rivoluzione francese) che si stava diffondendo nelle società del vecchio continente: gli Stati, le Leggi, i Cittadini. 


30 novembre 2012

Cambio a Cuba: il senile e arrogante potere decadente

E’ difficile a volte continuare a credere in qualcosa che senti dentro e che intravedi all’orizzonte. Cuba è difficile. E’ contrastante il sentimento che mi impregna, le sue evidenti potenzialità che faticano a concretizzarsi. Le alternanti fasi di apertura e di contrazione, inspiegabili, incomprensibili, disarmanti. A Cuba esistono presupposti socio-politici impossibili da trovare altrove. La tenace difesa di un modello socialista ormai scomparso, o drasticamente mutato, quasi ovunque al mondo, continua a sopravvivere tra attacchi e critiche senza soluzione di continuità, anche quando è palpabile lo sforzo di rinnovarsi, di rimodernarsi, di sbocciare in un’alternativa concreta e sostenibile. Il socialismo deve cambiare i suoi dogmi. Le società cambiano, le esigenze dei popoli cambiano, le necessità sociali, le libertà individuali, le partecipazioni attive devono essere sostenute adattando le leggi, l’economia ed il funzionamento burocratico alle realtà dinamiche che evolvono ad un ritmo sempre più vertiginoso. Il rischio è quello di dissolversi, di essere assorbiti da prepotenti modelli di facile e superficiale assimilazione popolare. Di scomparire definitivamente. 

25 novembre 2012

Cambio a Cuba: censurare la critica interna alla "rivoluzione" significa danneggiare la rivoluzione stessa

I paradossi e le contraddizioni, nonostante il faticoso cammino delle riforme, in quel di Cuba continuano a stupirmi ed inquietarmi sempre più. Ho già parlato in diverse occasioni della contrastante presenza mediatica in rete di blog a favore e contro la “rivoluzione”. Alcuni, quelli dissidenti, sia dentro che fuori dall’isola, sparano a zero sul governo, non ammettono il dialogo, vogliono distruggere il sistema, senza sapere con cosa sostituirlo, continuando ripetutamente a diffondere sempre gli stessi slogan: “abbattere il regime”; “instaurare la democrazia”, “libertà d’espressione”. 

23 novembre 2012

Cambio a Cuba: nuove imposte per attività in proprio, ma le restrizioni legislative frenano il decollo

Da Gennaio 2013 entreranno in vigore le nuove tasse e imposte da applicare alle persone fisiche e ai lavoratori autonomi, mirate a regolamentare le nuove iniziative private all’interno della politica fiscale per lo sviluppo di una economia interna sull’isola. L’obiettivo è quello di garantire le entrate pubbliche in modo equilibrato tenendo in considerazioni le particolarità del modello economico cubano.


18 novembre 2012

Vivere a Cuba: restare a vivere a Cuba (lettera di una ragazza che lo ha fatto)

Non era facile spiegare il perché, da quando avevo 15 anni, ho sempre sognato di andare a vivere a Cuba. Allora era un’isola che si trovava dall’altro lato dell’Atlantico, che non avevo mai visto e che aveva una forma di governo tra le più strane, elogiata da molti e fortemente criticata da altri. Dall’Italia mi tornava difficile, per quanto cercassi di collezionare vari articoli di riviste, avere una visione obiettiva del tema. In ogni caso continuavo a cercare quell’isola e la sua aurea di mistero concentrava i miei desideri di adolescente. Fu così che passai alcuni anni studiando tutto quello che trovavo sulla maggiore delle Antille e sulla sua rivoluzione, lo feci così bene che oggi posso citare a memoria i nomi dei figli del Che e di Fidel, le principali battaglie nella Sierra Maestra e le tecniche di base della guerriglia. Ebbi anche il privilegio di conoscere Gino Doné del Granma e Alberto Granado, quello della motocicletta.

12 novembre 2012

Cambio a Cuba: chi è un rivoluzionario?

Ancora con la stessa domanda, lo stesso dilemma, chi è un rivoluzionario? Cosa significa essere rivoluzionario? Qui si apre un dibattito dal quale difficilmente se ne può venire a capo. Rivoluzionario è chi ha partecipato alla rivoluzione? Bé, facile deduzione, ma fuori tempo massimo. Oggi i pochi sopravvissuti, per la maggior parte seduti su comode poltrone privilegiate, poco hanno a che vedere con questo termine, sia per la loro anacronistica posizione ideologica senza alcun valore pratico ai nostri giorni, sia per l’incapacità di restare al passo dei tempi, in un’era come quella attuale che cambia così rapidamente da lasciare i poveri vecchietti sbalorditi e disarmati, così che resta loro soltanto la testarda tenacia di rimanere aggrappati a inefficaci slogan e poveri idealismi tanto sterili quanto dannosi.

10 novembre 2012

Cambio a Cuba: Rivoluzione è cambiare tutto quello che deve essere cambiato

La blogosfera cubana si può definire sommariamente schierata su due sponde opposte: i blog "ufficiali" che scrivono e diffondono articoli sempre a favore del governo e della "rivoluzione" e blog "dissidenti" che, più o meno estremisti, scrivono e diffondono articoli sempre contro il governo e quindi "controrivoluzionari".
Ma si concretizza sempre più una "via di mezzo", costituita da quei blogger che sostengono il sistema politico cubano, sono a favore della "rivoluzione socialista", ma esigono poter criticare e questionare quello che a Cuba non funziona, quello che deve essere cambiato e rimodernato, chiedono che il dibattito sia la base sulla quale affrontare i problemi reali della società, dell'economia e della politica dell'isola, per cercare delle soluzioni possibili e sostenibili senza per questo opporsi in toto al sistema cubano.

09 novembre 2012

Repressione a Cuba: un vero cambiamento prevede una vera tolleranza

Ieri pomeriggio Yoani Sanchez insieme ad un gruppo di dissidenti, tra i quali Guillermo Farinas, è stata fermata dalla polizia mentre si recava in un commissariato di polizia per chiedere informazioni su altri detenuti arrestati nei giorni scorsi. Il video che propongo mostra la brutalità con la quale i dissidenti sono stati fermati e caricacati in auto per essere trasportati in una centrale di polizia.

08 novembre 2012

Economia cubana: il Brasile gestirà la produzione di zucchero a Cuba

Una del primarie e decisive riforme economiche decise da Raul Castro è quella di aprirsi maggiormente agli investimenti stranieri sull’isola. Questo permetterà di supplire all’ inefficienza degli anni passati che ha portato la produzione agroalimentare del paese ai minimi storici. Allo stesso tempo consentirà di acquisire know-how essenziale per sviluppare competenze tecnico- organizzative per un futuro  incremento della produzione interna.

05 novembre 2012

Cuba e Italia: Italia nel baratro, Cuba nella rinascita

Ecco come un'elite di ricchi "feudatari" e "illuminati" economisti hanno pianificato, riuscendoci, la conquista e successiva "messa in schiavitù" dell'Unione Europea.
Perché continuo insistentemente a paragonare lo stato disastroso nel quale si trova l'Italia, anzi tutta l'Europa e Cuba? Perché sull'isola, andando oltre la situazione economica, strutturale e sociale che si può senza dubbio sostenere essere in difficoltà, esiste una realtà politica che, per quanto superficialmente considerata una "dittatura" despota e violenta, ha consentito sino ad oggi un'indipendenza sovrana che gli permetterà di evolvere in qualcosa di nuovo, potrà plasmare un "nuovo modello". 

04 novembre 2012

Vivere a Cuba: essere alla stazione

L’amico Aston Villa esprime in questo post un’idea e, secondo me, una sempre più reale alternativa sostenibile: emigrare! 
Noi amanti di Cuba, non solo per le spiagge e le donne, pensiamo all’isola come un futuro possibile, lontano dalle certe e imminenti, anzi già visibili, realtà italiane oramai senza una possibilità di rinascita o ripresa. 
Il sistema finanziario gestito da una piccola elite globale ha già raggiunto i suoi obiettivi di dominio e schiavitù del nostro sistema socio-politico ed economico. 
Cuba, sta dimostrando di potersi riformare, di poter plasmare un futuro che possa sviluppare una libertà economica sostenibile e allo stesso tempo garantire basilari garanzie sociali che il mondo occidentale ha definitivamente perso.

02 novembre 2012

Riflessioni su Cuba: il socialismo capitalista

L’esistenza del mercato con le sue categorie di base come il denaro, i salari, le banche, il credito, etc, non implica la presenza di un sistema capitalista. Tali categorie economiche accompagnano la società umana dagli albori della civilizzazione. 
Il socialismo nel modello conosciuto sino ad oggi non ha potuto eliminare il mercato, tema che fu un vero incubo per alcuni pensatori comunisti, tra i quali Che Guevara.