29 novembre 2009

Repressione a Cuba: manovre militari per la paura di una insurrezione popolare?

Il grande successo della blogger Yoani Sanchez ha spinto il governo cubano ad iniziare una campagna diffamatoria nelle pagine del quotidiano "Granma", per preparare il terreno alla così definita "operaciòn Yoani".
Una manovra per la scomparsa mediatica, e chissà forse anche fisica, della blogger.

Negli anni '80 questa stessa tecnica fù utilizzata per distruggere molti dissidenti.
All'inizio di questo secolo però l'apparato repressivo cubano si è trovato arretrato di 20 anni nel contrastare e combattere questa nuova forma di dissidenza tecnologica. Strumenti come i blog, twitter, facebook, sfuggono al controllo della censura governativa.

Ecco quindi che ai classici metodi di repressione degli anni passati: campagne diffamatorie, persecuzione, sequestro, controllo serrato, si affianca il boicottaggio delle pagine web relazionate alla lotta per i diritti umani e la libertà sull'isola.

Oggi il governo in cerca di nuove misure per arginare il fiume in piena della blogosfera indipendente cubana, sovvenziona studenti di informatica per svillupare la tecnica troll (violenza verbale incontrollata) in tutti i siti che trattano la realtà attuale di Cuba.
Questi studenti dedicano molte ore entrando in queste pagine, sotto la supervisione di membri della Sicurezza di Stato, solo per intasare di commenti osceni qualunque post che non sia pro-castrista.

Questa mobilitazione ufficiale contro una sola persona, coincide non le nuove manovre militari che si stanno svolgendo sull'isola. E' evidente che questa nuova esercitazione militare non ha nulla a che vedere con lo spauracchio di una attacco USA, Obama non ha certo intenzione di iniziare una nuova guerra fredda nè una aggressione militare all'isola.
E' probabile quindi che il governo si stia aspettando una insurrezione popolare in qualunque momento. Visto la totale incapacità e la mancanza di volontà nell'affrontare un cambio pacifico, non resta che agire come ha fatto nei 50 anni di post rivoluzione: reprimere con la forza un popolo già in ginocchio per la fame e le persecuzioni.

Le mosse di Raul (e Fidel) per arginare la nuova onda dissidente sono semplici:

1. Investire gli ultimi dollari di un paese ecnomicamente alla disperazione in carri armati, aeroplani e manovre militari.
2. Iinserire Yoani nella lista delle prossime persone che devono scomparire, qualunque sia la via da intraprendere.

fonte Tierradentro

2 commenti:

nino ha detto...

continuare a pensare che il governo di raul faccia le esercitazioni militari per reprimere eventuali insurrezioni popolari è credere veramente alle favole.A cuba dal 1959 le insurrezioni popolari, se si eccettua la scontro sull'escambray dovuto soprattutto a cubani provenienti dagli usa, non ci sono state e non si verificheranno. I carri armati, inoltre, sono quelli dell'angola, perciò cuba non spende granchè per gli armamenti.Infine, che obama dica che non ha alcuna intenzione di attaccare cuba, non significa niente, considerando che aveva spergiurato che non avrebbe mandato nemmeno un soldato in piu' in afganistan e aveva detto che micheletti era in golpista. Ora, invece, ha riconosciuto le elezioni avvenute sotto golpe.Cuba,perciò, fa bene ad esercitarsi, non si sa mai.

Anonimo ha detto...

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