30 agosto 2009

La politica di Cuba: "Paz sin fronteras" e la vera anima dell'evento

Sembra che il concerto "Paz sin fronteras" (nella foto la prima edizione del 2008 sul ponte Simon Bolivar), organizzato per il 20 Settembre all'Havana da Juanes si terrà regolarmente.
Molte sono state le proteste da parte degli esiliati cubani in Europa e, soprattutto a Miami.
Proteste che accusano Juanes e gli artisti che vi parteciperanno di appoggiare, legittimare il regime castrista.

Certamente hanno buone ragioni per condannare l'evento, ma è esagerato dargli così tanta importanza.
Juanes lo sà bene, venendo da un mondo professionale, quello discografico, basato sulla promozione, la spettacolarità e quindi la maggior visibilità possibile.
Si può dire che il cantante colombiano abbia già raggiunto il suo obiettivo, anche nel caso in cui il concerto dovesse essere cancellato.
Se ne parla così tanto che gli stessi promotori delle proteste diventano paradossalmente anche i maggiori promotori dello stesso Juanes, e ovviamente della sua casa discografica, etc...

La valenza politica, sociale e umana di questo tipo di eventi, vedi i vari "We are the world", "USA for Africa", "Live Aid", ha certamente scopi benefici di alto valore morale e umano, ma non dimentichiamo però che gli incassi legati a questi eventi che i promotori dicono essere devoluti in beneficenza, per il 60%, 70% vengono spesi non per i reali "scopi umanitari", ma per coprire i costi dell'evento stesso e delle promozioni, gestioni dell'organizzazione e delle varie associazioni coinvolte.

Questa è la "vera anima" dell'evento.
Strumentalizzare politicamente il concerto di Juanes è molto riduttivo.
Nessun significato ideologico, così come nessun significato ideologico aveva la visita di Benicio del Toro a Cuba nell'occasione del suo ultimo film sul Che.
Anche in quel caso le proteste non mancarono, anzi, ma il significato era, allora come oggi, il maggior beneficio promozionale delle solite "Big Company" dello show business nordamericano.

Se il concerto si terrà, almeno sarà un momento di attenzione anche per la realtà di Cuba; dei dissidenti ancora in carcere, dell'assurda repressione che ancora oggi condanna Panfilo a due anni di carcere perchè da ubriaco ha urlato una verità assoluta che la maggior parte dei cubani sull'isola non hanno il coraggio neanche di sussurrare: "Jama", "Fame", dell'impossibilità di accedere a internet, dell'assurda dualità monetaria e degli enormi problemi quotidiani che si devono affrontare per sopravvivere sull'isola.

Inoltre è un momento di svago per il popolo cubano, oggi più che mai, visto che le restrizioni economiche straordinarie imposte dal governo hanno penalizzato anche il carnevale che si svolge in estate nelle varie città dell'isola.
Rara valvola di sfogo per i cittadini dell'isola, i tanto attesi concerti gratuiti dei gruppi più famosi di Cuba, tra i quali: Los Van Van, Charanga Habanera, Elio Reve, Candido Fabrè , in molte province di Cuba sono stati cancellati.

1 commento:

mamyta ha detto...

Finalmente!!!
Finalmente leggo cose sensate, scritte con linguaggio chiaro e non di parte! GRAZIE!!
Sono molto attenta, da un mese in qua, a questa faccenda del concerto...Certo...'faccenda'...perchè si sta esagerando davvero, Ho un blog dedicato a Miguel Bosè,(ADORO MIguel dal 1978....!)e apprezzo tanto anche Juanes.
La musica, in questo caso e in genere, è e deve essere AL DI SOPRA di ogni tipo di connotazione politica. Grazie ancora per questo post che segnalerò subito nel mio blog.
Ciao
Anna/mamyta