14 novembre 2008

Repressione a Cuba: pena di morte Castro style

di Marc R. Masferrer da Uncommon Sense
Molti prigionieri politici cubani, inclusi tutti quelli arrestati durante la “primavera nera” del 2003, stanno scontando sentenze di una specifica durata, così hanno la speranza che forse un giorno saranno rilasciati.
Ma molti di questi prigionieri stanno, in realtà, scontando una pena di morte. Le esecuzioni nei gulag di Castro non sono effettuate con plotoni di esecuzione o iniezioni letali, ma con percosse, cibo spazzatura e più comunemente, dalla totale mancanza di cure mediche, sia per le necessità basilari, che per le malattie contratte dalla vita nelle prigioni cubani.


L’obiettivo della dittatura è la lenta, dolorosa e anonima morte di questi “nemici dello Stato”.

Un prigioniero politico è stato giustiziato in questo modo, il Dr. Josè Luìs Garcìa Paneque. Giornalista indipendente e bibliotecaio, Garcìa nel 2003 è stato condannato a 24 anni di prigione.

Nel 2005, a Garcìa è stata diagnosticata una sindrome di cattiva assunzione intestinale, una condizione causata dalla miserabile dieta del carcere che lo ha tenuto costantemente debole, continuando a fargli perdere peso.

Fino al 9 Novembre, secondo il giornalista indipendente Guillermo Farinas, quando i dottori hanno negato a Garcìa delle cure per curare una forte diarrea. Garcìa è convinto che gli ufficiali della prigione Las Mangas, nella provincia di Granma, non gli forniscano i medicamenti perché si rifiuta di collaborare con loro. Proseguendo così, la sua morte sarà inevitabile.

Il rifiuto di cure mediche è la via di Castro per condannare ad una morte lenta i suoi prigionieri.

Nessun commento: