19 agosto 2012

Cuba e USA: per ricordare i 5 cubani in carcere negli USA


Lunedì prossimo l’avvocato di Gerardo Hernandez, uno dei cinque cubani incarcerati negli USA con l'accusa di spionaggio e omicidio, presenterà una petizione affinché la sua condanna sia revocata sulla base che il governo statunitense avrebbe pagato giornalisti di Miami per influire negativamente sul  giudizio nel processo sostenuto contro di lui.

Hernandez è un dei cinque cubani accusati di spionaggio che dal 1998 sono in arresto (solo uno di loro è in libertà vigilata) in Florida accusati e condannati su basi alquanto ambigue e prive di prove concrete. 
Sono incriminati per spionaggio e omicidio, accusati di aver attentato alla sicurezza dagli Stati Uniti, ma nessuna evidenza conferma le accuse, al contrario alcuni di loro hanno collaborato con l’FBI per comunicare alcune operazioni terroristiche che gruppi di estrema destra di Miami stavano organizzando nei confronti di Cuba.

Il caso dei 5 cubani è conosciuto a livello internazionale, molte le associazioni sia negli USA che in altre parti del mondo che sostengono come la detenzione dei 5 sia un atto di violenza degli USA per creare pressione su Cuba e fomentare sentimenti di rancore verso il governo dell’isola.

Ecco la storia dei 5 di Miami, per conoscere e non dimenticare.

Gerardo Hernández Nordelo, Ramón Labañino Salazar, Antonio Guerrero Rodríguez, Fernando González Llort e René González Sehwerert (gli ultimi due non sono parenti) sono cinque giovani cubani arrestati in Florida nel settembre 1998. Sono stati processati e condannati per spionaggio e per altre accuse affini nell'unico luogo dove non avrebbero potuto ottenere un giusto processo: Miami.

I cinque sono stati tenuti in prigione per 33 mesi senza garanzie, dal momento dell'arresto fino al processo. Allo stesso modo, gli arresti sono avvenuti senza alcun incidente e mai nessuno ha insinuato che qualsiasi di loro avesse armi o che avesse vissuto in qualche modo diverso da quello di pacifici membri della comunità. 
Due sono cittadini statunitensi poiché sono nati negli Stati Uniti da genitori cubani.
Tutti godevano della buona considerazione delle comunità in cui vivevano e lavoravano,  il loro unico delitto era quello di avvalersi di identità false (a eccezione di Antonio Guerrero e di René González che sono cittadini statunitensi e hanno utilizzato la loro vera identità), per essere in condizione di proteggere il loro paese dalla violenza perpetrata dalle organizzazioni che risiedono negli Stati Uniti e di valutare la probabilità di un attacco militare da parte di questo paese.

Lo spionaggio a favore di Cuba e l'assassinio relativo all’abbattimento di due aerei da turismo su acque cubane, che sono state le accuse più gravi, non sono presenti come delitti commessi realmente, bensì come cospirazione, insieme ad altri delitti meno gravi. 
Come è stato detto dopo, l'impiego de termine "cospirazione" ha liberato la procura dal lavoro di provare che tali delitti fossero realmente avvenuti.
Qualcosa di unico negli annali della giurisprudenza statunitense è stata l’accusa di "cospirazione per commettere assassinio" presentata contro Gerardo Hernández. 
Si è trasformata nel centro dell'attenzione del processo ed è stata messa in relazione all’abbattimento, il 24 febbraio 1996, di due aerei da turismo - appartenenti all'organizzazione residente a Miami che si autodefinisce "Fratelli al Riscatto" – da parte delle Forze Armate di Cuba quando hanno insistito nel violare lo spazio aereo cubano. 
Il gruppo era diretto dal veterano della Baia dei Porci, residente a Miami, José Basulto. 
I Cinque accusati in quel momento erano a Miami e nessuno di loro è stato coinvolto nell'elaborazione o nell'esecuzione dell'ordine di abbattere gli aerei da turismo dopo che questi avevano ignorato gli avvertimenti di non entrare nello spazio aereo cubano.

Spionaggio

I Cinque lavoravano con il Governo cubano per proteggere Cuba da un'invasione e dal terrorismo organizzato, finanziato e promosso da Miami e hanno presentato prove per dimostrare la grave minaccia che significa il terrorismo che risiede a Miami. 
Hanno dimostrato come si erano infiltrati in alcune delle organizzazioni radicate a Miami e come gli organismi incaricati di fare rispettare la legge degli Stati Uniti non avevano agito a partire dalle prove presentate dalle autorità cubane prima del loro arresto.
Hanno presentato anche prove per dimostrare che l'unica informazione militare alla quale hanno avuto accesso era a disposizione del pubblico. 
Allo stesso modo, hanno presentato le testimonianze di alti funzionari militari e dell’intelligence degli Stati Uniti sul fatto che Cuba non costituisce una minaccia militare per gli Stati Uniti ma è solo interessata a conoscere quello che è necessario sapere per difendersi contro la minaccia di un attacco da parte degli Stati Uniti.

Quando la procura ha dovuto spiegare la sua posizione legale si è tirata indietro dal fatto di assumere qualsiasi obbligo di dimostrare effettivamente che "qualunque accusato di cospirazione, di fatto abbia compiuto atti di spionaggio o di fatto abbia raccolto qualsiasi informazione pubblica o non pubblica". 
Nel momento degli arresti, i portavoce dell’FBI hanno dato assicurazioni al paese che l'informazione militare "non è mai stata in pericolo" mentre il portavoce del Pentagono ha aggiunto che "non ci sono indizi che abbiano avuto accesso a informazioni classificate o accesso ad aree riservate".
E ancora, quando il Governo aveva confiscato migliaia di pagine di documenti appartenenti ai Cinque nel momento del loro arresto, non esisteva il pezzo chiave di tutti i casi di spionaggio del passato: non c'era una sola pagina di materiale classificato.

Omicidio

Oltre allo spionaggio, l'altra grave imputazione - cospirazione per commettere omicidio premeditato – è stata presentata contro Gerardo Hernández. Si basava sull'incidente del 24 febbraio. 
I fatti presentati nel processo hanno evidenziato che Hernández non era responsabile della sorte degli uomini che erano negli aerei da turismo, non c’è stato il risultato di alcun assassinio premeditato e non c’è stato alcun accordo sul fatto che se fosse stato necessario abbattere l'aereo da turismo doveva essere fatto in acque internazionali e non cubane. 
Le tre imputazioni sono necessarie per la sentenza di condanna.

Le prove hanno dimostrato che il 24 febbraio 1996, in quello che era già una situazione nota, Basulto e i suoi seguaci sono decollati dalla Florida su tre aerei da turismo e, una volta in volo, sono usciti dai loro piani di volo e si sono diretti verso Cuba. 
Dopo che il controllo aereo di Cuba li aveva avvertiti che stavano entrando in una zona proibita sono stati intercettati e due degli aerei da turismo sono stati abbattuti dalla forza aerea cubana. 
I pubblici ministeri si sono avvalsi della legge sulla cospirazione per argomentare che Hernández, che aveva avuto un ruolo nell’infiltrazione in gruppi come ‘Hermanos al Rescate’ e avvisava Cuba sui loro piani, era responsabile di omicidio.

Il processo

Questa teoria aveva una serie di lacune.
In primo luogo, non è un delitto il fatto che Cuba abbatta aeronavi che sorvolino le sue acque territoriali o la sua zona terrestre. Pertanto, il giudice nell’udienza ha decretato che al fine di dichiarare colpevole Hernández di questa imputazione, la procura avrebbe dovuto dimostrare almeno che molto prima che gli aerei da turismo decollassero esisteva un piano o un accordo concreto per abbatterli prima che arrivassero al territorio cubano. 
In caso contrario, gli Stati Uniti non avrebbero giurisdizione e la procura non potrebbe dimostrare un elemento essenziale dell’accusa: che gli avvenimenti decisivi avrebbero avuto luogo non in territorio cubano bensì in quello che gli Stati Uniti affermano che è la loro "giurisdizione marittima o territoriale speciale".


La procura ha riconosciuto di non avere alcuna prova riguardo qualsiasi accordo su dove avrebbero dovuto essere bloccati gli aerei da turismo intrusi. Quindi, ha presentato un appello straordinario al Tribunale di Appello dell'Undicesimo Circuito lamentandosi che, date le prove presentate al processo, l'istruzione dava luogo a un "ostacolo insuperabile" per la sentenza di condanna. 

L'appello è stato respinto e sono state date istruzioni alla giuria che avrebbe dovuto trovare oltre ogni ragionevole dubbio che esisteva un accordo concreto per abbattere gli aerei da turismo in acque internazionali. 
Venne subito prestata attenzione all' "ostacolo insuperabile" e venne emesso un verdetto di colpevolezza a tempo di record.

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