05 novembre 2009

La politica di Cuba: Urso, sottosegretario allo sviluppo economico italiano, prevede un cambio a Cuba nei prossimi mesi

"Il muro cubano cadrà presto." Così afferma Adolfo Urso, sottosegretario allo Sviluppo Economico del Governo italiano. E' la prima cosa che ha ufficialmente pronunciato appena atterrato all'Havana per partecipare alla Fiera Internazionale di Cuba.
L'obiettivo di questo viaggio è esplorare le potenzialità cubane attraverso le compagnie italiane associate alla Simest, Società finanziaria di sviluppo e promozione di imprese italiane all'estero, e all' Ice, Istituto nazionale per il Commercio Estero.

"I segni sono chiari" dice Urso" nei prossimi mesi, un cambiamento avverrà nel paese, uno dei più veloci avvenuti negli ultimi tre anni (da quando Fidel ha passato il potere a Raul n.d.t.), speriamo di essere quì al momento giusto." In altre parole l'Italia fà un passo avanti per essere presente in questo "piccolo mercato, un paese di nicchia, ma in cui
siamo il terzo investitore, e nel quale siamo presenti con il 20% (di investimenti), in Europa siamo secondi solo alla Spagna."

Alla fiera dell'Havana erano presenti 20 stands di varie imprese italiane Urso ha stretto nuovi rapporti e collaborazioni con il rappresentante cubano degli affari esteri Orlando Hernandez Guillen.

Nella fiera cubana due compagnie italiane hanno già concluso nuovi contratti. La GPS Yacht, per l'apertura di un nuovo scalo charter nel porto di Trinidad e Furia Caffè, per la vendita sull'isola di macchine per l'espresso destinate agli hotel.

Secondo Urso, a parte il settore turistico, esiste un potenziale, per le imprese italiane a Cuba, nel settore agricolo e alimentare, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di
macchinari, per un paese che, a in questo senso, è sicuramente arretrato.
Per il momento, tuttavia, Cuba è ad un basso profilo come partner economico: nel 2008, il commercio con Cuba valeva solo 344,6 milioni (con che moneta non è specificato), nei primi sei mesi dell'anno, le esportazioni italiane sono diminuite del 28%, mentre le importazioni sono diminuite del 64%.

Fonte Il Sole 24 Ore, 3 Novembre.

1 commento:

GaviotaZalas ha detto...

gli affari in Cuba li fanno solo gli amici dopo di passare alcuni piccole prove di "fedeltà" e grandi biglietti sotto banco.
Ne ho avuto alcune esperienza e anni fa ho parlato anche con un italiano che da 25 anni negozia e vive in Cuba, lo fa perché la lo fanno sentire un re -harem incluso-
la mentalità della economia "socialista" di Cuba e lontana di modo di fare affari di questa parte, la cè lo imbuto e con i tempi che corrono le decisione economiche si prendono o si lasciano subito, non si può aspettare che UNO decida e nessuno paghe,,,
Lá lo imprenditore é un oggeto-opportunità di soldi per il governo , e NON potrà decidere troppo una volta in mani dei Diplomati en "Economia politica socialista",,,
Non credo che un bravo imprenditore a chi piace vedere e toccare il suo prodotto si abitui a mettere le cose in mani di chi per 50 anni ha autodistrutto un paese....
Ma il ottimismo e il profumo della vita, e sempre "cé un cucco da cuccare, beato chi lo trova" proverbio veneto?!
saluti