28 gennaio 2009

Riflessioni su Cuba: un "yuma" all'Havana

Da qualche settimana ho conosciuto in rete una persona molto simpatica Niki (mario serio), che guida un forum sul sito Turisti per Caso. Innamorato e legato a Cuba come me, ci siamo scambiati diverse mail, oggi mi ha mandato questo suo scritto che illustra con emozione il primo impatto di uno "straniero" che arriva all'Havana, e che si innamora dell'Isla Grande.

Come spiegare il mio amore per L'Avana

La prima sensazione arrivando senza il pesante scafandro del turista, che tutto addolcisce e tiene a debita distanza è la paura.
La paura di una città maestosa e misteriosa dove l'affollamento si divide tra la staticità più immobile e l'affannoso rincorrersi.
La confusione di un idioma sconosciuto
La diffidenza che porta ad aver paura della gente che ti guarda fisso e ti fotografa con gli occhi e a grande distanza già scopre la tua provenienza senza arrivare a vedere i tuoi tratti somatici, solo attraverso il deambulare o la postura.
Superato questo terribile primo impatto che quasi ti costringe a tornare nei giardini recintati proprio a te dedicati, ti fai un pò avanti, ti fai un pò audace.
Personalmente, per scoprire una nuova città preferisco partire dal basso, dai locali più infimi, dai posti meno raccomandabili, dalle stradine più oscure.
E poi d'incanto, il ragazzo di colore dalle fattezze del lottatore greco e dalla faccia segnata dal macete ti propone lo scambio del braccialetto di plastica del medesimo colore chiedendoti il significato delle parole incise sul tuo, dal tavolo di un uomo dal grande sigaro e dall'aspetto del boss malavitoso annoiato arriva un bicchierino di rum, forse a premiare l'audacia dello straniero arrivato fin lì.
Ed appena fuori un'altro ti avverte del tuo marsupio aperto e ti raccomanda di starci attento.
(sono stato derubato anch'io perchè chi sopravvive rubando non ha nazione e non guarda l'altrui nazionalità)
Ed ancora camminando un altro quasi ti salva dal precipitare in una classica buca del marciapiede...
Fino ad arrivare ad aiutare una vecchina che ti chiede una mano per attraversare una trafficatissima strada e dopo aver compreso con difficoltà la richiesta, prenderla per mano e fermando le auto portarla sull'altro lato della strada ricevendo il bacio più dolce del mondo.
Per finire a camminare finalmente sciolto in quel fiume umano, a dribblare buche sui marciapiedi, a farti ustionare l'anima reggendo gli sguardi delle donne anche anziane, a vivere l'angoscia e la speranza, l'insoddisfazione e la sommessa ribellione, la noia e l'allegria, il caldo e le tempeste quasi fossi anche tu un cittadino.
E ti trovi il tuo santo personale il tuo orisha, a cui offri le cose che ti piacciono di più, qualche sigaretta una lattina di birra, e che spolveri la mattina prima di uscire per strada.
E ti dicono che i tuoi nonni vivevano pressappoco così nel tuo pese, ma io lo posso vedere solo qui, seduto su questa piazza, con alle spalle l'enorme statua di ferro di Don Chisciotte e del suo fido Ronzinante, fumando Popular, e a volte, offrendo Bucanero allo sconosciuto passante.

E soprattutto ti accorgi che la parte più bella di te la lasci sempre lì, dall'altra parte dell'enorme mare....

14 commenti:

Hernan Rodriguez ha detto...

bueno eso loco

Anonimo ha detto...

Ciao Roberto, soy Claudio. Vorrei "spiegare" anch'io il mio Amore per l'Habana. Ma come spiegarlo senza cadere in qualche "verita'?" Amare l'Habana è come quando ci si ribella, e quando ci si ribella è sempre bene conoscere i limiti della ribellione. Questo è quanto ho imparato in 12 anni di Habana. L'Habana rende il "no-yuma" agile e attrezzato per vivere in qualsiasi ambiente. Quindi quello che lo Yuma vede (o ha sentito dire) no es l'Habana!
Un Caro Saluto
Claudio

GaviotaZalas ha detto...

Bel racconto, penso che quando andiamo di vacanza vediamo tutto piu bello,,,.
Mio amico italiano voleva andare a vivere a Cuba, e continuava a parlarmi dello bene che vivono la, li ho detto di andare a trovare la mia familia, e amici rimanere con loro alcuni giorni e vedere da giu "la cosa", al ritorno me ha detto che tornava solo di vacanza perche lui non era un eroe,,ni era allenato per tanti sacrifici per vivere... saluti da Vicenza

Anonimo ha detto...

ciao bella foto della realtà......dell'Avana devo dire che mi ci sono in parte rivisto quando abbatti la barriera tra il mondo turistico ed entri a stretto contatto con la realtà di tutti i giorni capisci il vero valore e la forza di questo splendido popolo che va al di la di quello che comunemente passa dalla visione superficiale del turista di turno...
buon avana a tutti
un abbraccio
vito

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, sono l'autore dello scritto.
Non pretendevo di descrivere una realtà che effettivamente conosco solo in parte. Come dice roberto è vero che l'havana ti rende "agile ed atrezzato" ed è anche vero come dice Gaviotas che anche per me sarebbe molto difficile viverci, ma vorrei sottolineare, che praticamnete anche andandoci con moneta ed in ferie, io in vacanza non ci sono quasi mai andato, vado a trovare la familia che è ben diverso

Anonimo ha detto...

Boh...
non ho capito l'ultimo commento. Dove ho detto che "la Habana rende lo yuma agile è attrezzato" non è stato Roberto a dirlo, ma yo cioè Claudio. Ho conoscito Roberto (tramite una Mail) pochi giorni fa. Roberto sa chi sono e nell'ultimo commento NON SONO IO. Non ho messo il post tramite registrazione google perché ho alcuni siti miei e non mi va di passare per uno che vuole farsi pubblicità.
Un Caro Saluto
CLaudio

Roberto Ferranti ha detto...

Grazie a tutti per i commenti, sempre costruttivi ed interessanti.

x Claudio, credo che Mario si riferisse a te quando dice "agile e attrezzato", sono perfettamente d'accordo con te, a Cuba come in ogni paese dove si desideri andare, non si conosce "spiritualmente", profondamente un paese, un popolo, una cultura, sino a quando non si abbandonano i panni del turista.

x Gaviota, seguendo il discorso con Claudio che si lega al tuo commento, ci sono persone che a prima vista si innamorano di un paese, poi viverlo, accettare anche i problemi, cercare di interagire con quel paese è ben altra cosa, molti non se la sentono...

x Vito, in conclusione del discorso che lega i vostri 3 commenti. Nel momento in cui abbandoni il ruolo di turista, e ti avvicini sempre più ad una nuova realtà, e la senti sempre più vicina a te, e ne accetti tutte le sfumature belle e brutte, ma con positività, creatività, condivisione, amore, bhe! allora quella è casa tua!

Mario grazie ancora, ciao a tutti

Anonimo ha detto...

Carissimo Roberto...
hai perfettamente ragione quando affermi tra virgolette che "non si conosce "spiritualmente", profondamente un paese, un popolo, una cultura" proprio perché la "Alma de Cuba", altro non è che "El Cuerpo Del Mundo".
Chi non comprende questo non capirà MAI Cuba e il resto del mondo!
Un Caro Saluto
Claudio

Roberto Ferranti ha detto...

Ciao Claudio (che conosco), scusa due "Claudio" anonimi sono rari nei miei commenti, mi riferivo al 1° commento ovviamente, comunque grazie per la visita, ciao

Hernan Rodriguez ha detto...

CARO ROBERTO PER QUANTO IO POSSA AMARE CUBA ... E TU LO SAI CHE IO LA AMO CON TUTTO IL CUORE PERCHè è LA PATRIA DI MIO MARITO HERNAN... TI DEVO CONFESSARE CHE PURTROPPO L'ULTIMA VOLTA CHE CI SONO STATA MI SONO SENTITA SOLO ED UNICAMENTE UNA YUMA. TI SPIEGO IL PERCHè: LE PRIME 2 VOLTE CHE CI SONO ANDATA AVEBVO L'OCCHIO DELLA DONNA INNAMORATA CHE VOLEVA VEDERE SOLO QUELLO CHEL LE PIACEVA VEDERE, MA PURTROPPO NEL RITORNANDOCI DA SPOSATA MI SI SONO APERTI GLI OCCHI, PURTROPPO SI PENSA CHE CHI VIENE DALL'ESTERO è COMUNQUE RICCO, MA TU LO SAI MEGLIO DI ME QUANTO IL VALOEW DEL DENARO NON SIA PER NIENTE PARAGONABILE TRA I "2 MONDI", VALLO A SPIEGARE A CHI NON HA MAI PROVATO CHE SIGNIFICA VIVERE ALL'ESTERO, ED IO HO SOFFERTO MOLTO, PERCHè ESSERE CONSIDERATA UNA YUMA SINCCERAMENTE MI HA FATTO SENTIRE NEL POSTO SBAGLIATO AL MOMENTO SBAGLIATO....CON AFFETTO FRANCI

Anonimo ha detto...

Ciao, soy Claudio.
A proposito di quanto afferma la Franci, mi pare che ci si comporti spesso come se si
sapesse tutto, dimenticandoci che non sappiamo niente. Io stesso mi sono comportato da "cubano" nei confronti dello "yuma" perché sono il primo a dire che la alma de Cuba es el cuerpo del Mundo. Ma che significa esattamente? Significa che è' ovvio che lo yuma provi (come cita la Franci) un tale senzo di impotenza (con tutti quei "bambini" che si avvicinano a te per chiederti la carità) nel vivere in quel mondo affascinante. E' ovvio, ma BISOGNA sempre tenere a mente che se un "cubano" è abbastanza forte da venirti a TIRARE LA MAGLIA, non sta morendo di fame! Molto di quello che fa un "cubano" (lo dice il cubano stesso) è una sceneggiata che serve solo a raggirare lo "yuma". Perché Cuba rende lo yuma agile a attrezzato per vivere in qualsiasi ambiente? Perché anche le persone che chiedono "l'elemosina" per le strade SONO DEI PROFESSIONISTI. E' il loro mestiere e non ci si può lasciare ingannare dalle APPARENZE. Lo Yuma deve vedere Cuba per quello che è realmente!
Un Caro Saluto
Claudio

Roberto Ferranti ha detto...

Grazie Franci per il comm, ti capisco benissimo, le due società non si possono paragonare. Credo anche che anche se non ci si consideri "yuma", anche se accettati e integrati perfettamnete nella società cubana, restiamo sempre "condizionati" dalla nostra provenienza, chi più chi meno. E sarebbe assurdo se non fosse così, io sono Roberto ovunque al mondo. Non voglio "essere" come un cubano. Voglio vivere con persone e relatà che sono parte di me, che mi rendono felice, devo dire che alla mia età, ho le idee abbastanza chiare su quello che considero "casa". Cuba per me oggi è più "casa" che l'Italia stessa.

Grazie anche a te Claudio, hai sottolineato quello che penso...
Ciao a tutti

Anonimo ha detto...

ciao claudio e Roberto sono Franci.
Attenzione: non si tratta d'impotenza nei confronti di come ti chiedono la carità i bambini o di chi ti tira la maglia...forse non sono riuscita a farmi capire. Per me essere considerata YUMA non è per niente positivo, io non mi sento YUMA quando vado a Cuba, proprio perchè sono me stessa: mi ci fanno sentire gli altri, è diverso. E' questo che mi fa un pò soffrire. Per me lo Yuma in fondo è colui che non si accorge di essere preso in giro e non è solo a Cuba che succede questo ma dappertutto. A me è capitato di avere lo stesso trattamento in TANZANIA quando ho avuto la magnifica opportunità di stare veramente in mezzo alla gente, mangiare con le mani e cercare di integrarmi alla loro cultura, perchè viaggiare significa cercare di capire il popolo ed il paese che stai visitando e non è fare l'escursioncina e visituccia guidata..la cosa più triste è quando cerchi di avvicinarti ad una qualsiasi cultura con il cuore e la voglia di confrontarti e non trovare da parte dell'interlocutore la stessa voglia.
francesca

Anonimo ha detto...

Bè, a parte che yuma non dovrebbe essere molto affensivo, però penso anche alla gelosia che hanno i cubani della loro nazionalità, diciamo unica, e che cercano sempre di evidenziare magari, appunto dando del Yuma allo straniero.
Per quanto riguarda la mia personale vicenda, come quella di Roberto Ferranti, possso affermare che la mia familia è molto più cubana che italiana, coi parenti e gli amici non sono un yuma, non mi ci fanno assolutamente sentire, ma è logico che camminando per strada gli sconosciuti lo pensino....
Cia NIKI ( Mario serio)

Scusate se entro da anonimo ma non riesco a far accetare la password