16 agosto 2012

Economia cubana: iniziare ad aumentare i salari a chi è già produttivo!


Il principio di incrementare la produttività come primo passo per l’aumento salariale sembra essere per l’economia un principio invincibile. Invece non è gradito da quei cubani che si devono “inventare qualcosa” per arrivare a fine mese.

Anche accettando questo principio come valido, molti si domandano perché non si aumentano i salari a quelle persone che lavorano in settori che sono già produttivi, alcuni dei quali hanno già da diversi anni favolosi rendimenti economici.

La salute pubblica ad esempio apporta la maggior parte di moneta forte (dollari americani) al paese. Le entrate dei 2 milioni di turisti e l’invio di denaro dall’estero di 1,5 milioni di emigrati non raggiungono insieme quello che i medici che lavorano all’estero “in missione” riescono a fare incassare al governo cubano.

Non si può chiedere più produttività visto che i salari dei medici continuano ad essere insufficienti per sopravvivere. I pazienti lo sanno bene, per questo quando vanno a farsi visitare portano con se alcuni regali come caffè, una merenda o a volte un maiale intero.
 Alcuni medici che hanno lavorato all’estero per lo stato si lamentano perché al loro ritorno gli si nega un compenso di $50 mensili, che erano stati promessi loro prima di mandarli a lavorare per 2 anni lontano dalla propria famiglia.

Il giornale Granma ha pubblicato un articolo con i costi che l’attenzione pubblica verso i malati deve sostenere come “salario sociale”. E’ una buona idea, però dovrebbe  pubblicare anche quanto lo stato paga un medico per ognuna di queste visite.
Lavorano molto, sono di guardia, partecipano alle “missioni” all’estero e permettono ingenti guadagni allo stato, allora perché non gli si aumenta il salario? Perché guadagnano la stessa cifra dei settori improduttivi?

E non sono gli unici. Ho visitato recentemente una capanna senza elettricità, acqua e nemmeno un frigorifero per conservare gli alimenti, dove una signora si occupa di una impresa statale di sigari Habanos della zona. Li coltiva, gli cura, li raccoglie, decide la qualità e il prezzo. Guadagna solo $18 dollari al mese nonostante l’enorme utilità che porta al paese.

Anche i piccoli contadini sono molto produttivi, con loro si investe molto poco e si ottengono risultati superiori alle aziende agricole statali.
Ma non furono questi contadini a creare queste aziende agricole, il governo ha imposto una distribuzione assurda e nominato  i dirigenti di settore, grazie ai quali si continuano a perdere raccolti di riso, pomodori o platano, come denuncia il giornale Granma.

Per questo molti cubani sentono come un’ingiustizia che siano i lavoratori a soffrire del basso salario. Considerano la scarsa produttività una responsabilità del governo, che crea meccanismi inefficienti e promuove dirigenti inetti. 
Una economista cubana mi ha detto che quando si analizza la improduttività di un’impresa si dovrebbe stabilire se è per responsabilità dei lavoratori, per una cattiva gestione dei dirigenti o perché il modello non permette il suo sviluppo.

Il contabile di uno dei maggiori hotel dell’Havana mi ha spiegato che la sua impresa è “improduttiva” perché consegna CUC allo stato che a sua volta considera il guadagno in CUP con un cambio 1=1, quando secondo il cambio reale dovrebbe essere 1=24.

Il governo deve liberare le forze produttive da un modello costrittivo che non le lascia respirare. Inoltre aiuterebbe se nella produzione e nei servizi si promuovessero i dirigenti pensando alla idoneità professionale e non solo alla confidenza politica.

E mentre il modello continua ad “aggiustarsi” si potrebbero aumentare i salari in quei settori che, come la medicina e il tabacco, sono già produttivi. Non bisognerebbe temere la diseguaglianza perché questa si convertirebbe sicuramente in un incentivo per gli altri.

Da alcuni anni il governo ha definito che la giustizia sociale non si basa sul fatto che i cittadini abbiano lo stesso guadagno, ma che tutti abbiano le stesse opportunità, garantendo ai più poveri un minimo garantito per la sopravvivenza come esseri umani.

Una pietra sulla quale si potrebbe fondare una nazione.

4 commenti:

Riccardo Tonna ha detto...

Ottimo consiglio!!! L'importante è farlo comprendere vecchi... che governano

Roberto Ferranti ha detto...

Se Cuba riesce a resistere, solo con il cambio della gerontocrazia al potere, potrà risorgere in un paese pieno di grandi potenzialità economiche, sociali, ambientali e umane... una possibile alternativa al decadente modello liberista-occidentale

nino ha detto...

e' vero che i medici cubani sono molto produttivi, permettono allo stato di guadagnare svariati miliardi di dollari l'anno grazie ai contratti col venezuela e non solo.E' giusto perciò portare i salari dei medici che lavorano nel paese almeno fino a mille pesos mensili.Ovviamente questo, per il momento, non può essere esteso a tutti i lavoratori cubani per il deficit di produzione che c'è nel paese.

Roberto Ferranti ha detto...

Credo inoltre che la cosa più importante per incrementare la produttività di quei settori che fino a pochi anni fa erano una eccellenza nelle esportazioni cubane, vedi riso( canna da zucchero e non solo) sia incaricare dirigenti competenti e responsabili, slegati da meccaniche di militanza politica, ma valutando la loro reale professionalità, le università ne preparano a centinaia, è ora di applicare un pò di meritrocazia al posto dell'anzianità politica.