17 luglio 2011

Riflessioni di Rob: appena tornato, i dubbi sul cambio sono tanti

Sono tornato da Cuba da una settimana dopo aver trascorso un mese e mezzo tra Guantanamo, Guardalavaca e l'Havana. Il mio viaggio non era pianificato come una vacanza, ma per sondare e valutare l'eventuale possibilità di intraprendere una attività commerciale sull'isola, dopo le recenti aperture per il lavoro in proprio che sono state concesse dal governo cubano.

L'idea di trasferirmi a Cuba per vivere con la mia famiglia era nell'aria da qualche mese. La mia voglia di cambiare vita, stanco del modo di vivere in Italia, della crisi che quì è sempre più grave e dalla convinzione che il modello occidentale è ormai alla deriva, sono partito con la mia famiglia per valutare quanto le aperture economiche a Cuba fossere reali o meno.

Appena arrivato a Guantanamo, città natale di mia moglie, la percezione è stata quella di un totale immobilismo. Niente di quello di cui si parla all'estero è reale.
Per meglio dire, le nuove possibilità di lavoro in proprio esistono, ma sono pochissime quelli che le stanno utilizzando. Solo alcune bancarelle improvvisate nel patio di alcune case che vendono robetta da mercatino dei poveri, qualche jeans e maglietta e cinciscaglie varie. Ma l'assurdità evidente è il fatto che è sì legale vendere capi di abbigliamento, ma è illegale importare quegli stessi capi in quantità per poterli distribuire ai negozietti o mercatini locali.
Questa era una delle mie idee per creare un'atttività commerciale a Cuba: importare dall'italia abbigliamento e calzature per rivenderli all'ingrosso a distributori locali. Impossibile! non esiste una legge che permette di importare questa merce legalmente, chi lo fà illegalmente rischia che la merce venga sequestrata dalla dogana all'arrivo in aeroporto.
L'assurdità è che questa merce si può vendere legalmente, ma non si può importare!

Le altre attività che al momento si vedono concretizzare in oriente sono i trasporti privati, soprattuto mototaxi che scorazzano per la città e che sono diventati il mezzo di trasporto più diffuso, le pizzerie locali improvvisate sul patio delle case, così come la vendita di frullati o bibite.

Di ristoranti privati , le "paladares", neanche l'ombra, ed è ovvio visto che non esiste la possibilità di acquistare cibi e bevande in magazzini all'ingrosso, ma bisogna rifornirsi nei supermercati, dove il costo è come quello che paga un comune cittadino.
Un esempio, una birra in un bar statale così come al supermercato costa 1 cuc, una paladar privata la paga la stessa cifra, se la rivende ad un costo maggiorato è evidente che non avrebbe clienti disposti a pagarla di più, lo stesso vale per cibi come la carne o per prodotti basici come il burro, la passata di pomodoro o l'olio, che nelle "tiendas" hanno un costo equivalente ai nostri supermercati. E' quindi evidente che per un cubano diventa inaccessibile andare a mangiare in una paladar privata.

Stesso discorso per i piccoli hotel, le "case particular". L'imposta per la licenza da pagare allo stato è ora di 160 cuc al mese, indipendentemente dal numero di clienti che si hanno. Considerando che i clienti per la maggioranza sono turisti e che non sono poi così numerosi, se si aggiungo i costi della gestione diventa impossibile poter mantenere l'attività.

All'havana le cose non sono così differenti. Anche se nella capitale girano molti più soldi rispetto a oriente, anche di cubani facoltosi oltre che di un turismo più numeroso, sono moltissime le paladar e case particular che dopo pochi mesi dall'apertura sono state costrette a chiudere perchè improduttive.

L'attività più redditizia è la vendita di abbigliamento e calzature, per un cubano è più importante spendere 30 cuc per un paio di jeans che spendere 10 cuc per mangiare in una paladar.
Ma questa attività può essere poca cosa considerando, come ho detto prima, che è illegale importare queste merci legalmente. Quindi quello che si trova nelle bancarelle viene acquistato da privati cittadini che possono viaggiare all'estero, che si rifornisco in Messico, Nicaragua, Venezuela e Repubblica Dominicana e che importano illegalmente qualche decina di capi da rivendere personalmente o a dei grossisti, sempre illegali, che poi riforniscono i negozietti.

Alla fine le mie idee di sviluppare una attività sull'isola sono per il momento irrealizzabili. Lo sviluppo di una economia interna, di cui tanto si parla in televisione e che sembra essere una priorità per il governo cubano, al momento è una mera illusione, tanto lenta quanto improbabile.

Non resta per adesso che rimandare un mio trasferimento, in attesa che si concretizzi qualcosa di più certo ed affidabile.
Ripartirò per Cuba entro la fine del mese, cercherò ancora di trovare una possibilità per iniziare a sviluppare qualcosa, mantenendo però la residenza quì in Italia, aspettando e sperando che il CAMBIO diventi reale e definitivo, e non solo una mossa propagandistica per l'opinione pubblica internazionale.

8 commenti:

cub@dice ha detto...

Visto lo Visto, Alla nada Cambiará por las buenas, pero puedes hacer un añito sabatico cubano -si lo SOPORTAS-. CUIDATE GZalas

nino ha detto...

Le riforme sono lente, ma inesorabili, dato che senza di esse non c'è possibilità di essere indipendenti da questo o quel paese.
Il governo di cuba, presieduto da raul castro, interverrà per rendere piu'flessibile la legislazione che ha per oggetto i cuentapropistas nei mesi che verranno, come è stato annunciato da il granma alcuni mesi fa.
E'chiaro che ci sono province cubane in cui i lavoratori autonomi sono tanti, per esempio quella della avana, ed altre in cui il numero è esiguo.
Solo il tempo e gli interventi del governo, non bastano 8 mesi,serviranno per aumentarne il numero

Roberto Ferranti ha detto...

Non è sufficiente concedere licenze senza affrontare le infrastrutture economiche per farle sviluppare.
Io spero che tu abbia una visione lungimirante, al momento è tutta propaganda, poco o niente di quello che si può fare è "realmente fattibile", nè concretamente utile per sviluppare un'economia interna, il rischio è che la gente è al limite... troppa calma e lentezza aggravano una situazione già precaria

cub@dice ha detto...

se si continua con una economia centralizata "socialista" -a modo loro- non andranno troppo lontano.
Penso che che tutte queste "riforme" non sono altro che parole al vento per tenere buona la Opinione Internazionale e poco a poco guadagnare tempo fin che apaia un altro Chavez.....
Io ho visuto in prima persona le aperture economiche del 93 , non lasciavano respirare , los trabajadores independientes, ogni giorno c'erano gli ispettori a chiedere la mancia e tutto il resto o ti facevano chiudere..... saluti a tutti due.

nino ha detto...

le infrastrutture economiche non le costruisci da un giorno all'altro.
Le riforme intraprese non sono propaganda, poichè la propaganda non serve, mentre le riforme si.

Roberto Ferranti ha detto...

Ma nemmenno in anni... la prima cosa indispensabile oggi è la moneta unica, salari in CUC, affrontare contraddizioni nelle leggi, permettere un concreto sviluppo economico, con regole, ma con chiarezza e soprattutto, RAPIDO! La gente no aguanta mas!

nino ha detto...

non può essere rapido,perchè la rapidità è foriera di caos.
Il partito teme il caos piu' di una invasione degli usa, perchè farebbe saltare tutto.
La proposta di introdurre i salari in cuc, poi,lascerebbe le cose come sono, dal momento che i salari e i prezzi in pesos sarebbero trasformati in cuc, 25 pesos per 1 solo cuc.
Se, poi, la proposta è di aumentare i salari in cuc, è chiaro che il partito non lo farà, per evitare il caos inflattivo, data la scarsità di prodotti.
L'unica strada è quella di spostare con gradualità la gente dai posti improduttivi a quelli che producono beni.
Il piano c'è e pure il periodo , 5 anni per 1 milione di persone.

Anonimo ha detto...

E TUTTA una illusione ,a cuba si va a divertirsi,e chi viene preso dalla CUBANITE e cioe' el MAL DE CUBA pensa di volerla vedere cambiata tutta ad un tratto la politica di questa isola che solo in un modo potrebbe ssere cambiata ecioe' in modo RADICALE ed in un modo che non la renderebbe piu'CARISMATICA ED ATTRAENTE come lo e' adesso,insomma accettiamola questa realta'vivviamola ogni volta che ci si va anche perche una volata usciti da cuba ci si dimentica di tutto,e si racconta agli amici le proprie impressioni e vicende vissute in questa terra caliente,dopo i cambiamenti RADICALI, non si potrebbero piu avere le possibilita di raccontare qualche cosa di particolare che in questo momento si puo'vivere en CUBA . Lasciamola cosi per un'altro ventennio lasciamo che gli eventi cubani seguano il loso corso PIANO PIANO SOAVE SOAVESITO come si dice in cubano .michele da palermo.