26 ottobre 2008

La politica di Cuba: il blocco americano e la doppia faccia degli aiuti Usa a Cuba

di Norelys da Islamia, en la llave del Golfo
Il governo degli Stati Uniti, nell’attuare e intensificare il blocco economico contro Cuba, si prefigge di raggiungere la paralisi dell’industria basica dell 'isola.

L'impatto provocato dall’assedio degli Stati Uniti nel corso degli ultimi anni in questo settore, si sono registrati soprattutto nei settori legati al nichel, petrolio, cemento, industria chimica e industria elettrica.

Un rapporto presentato all'Avana alla Organizzazione delle Nazioni Unite, include alcuni esempi trascendenti che mostrano l'azione di Washington a questo proposito. Per assediare in modo più efficiente l'industria del niquel dell’isola dei Caraibi, gli Stati Uniti hanno creato il cosiddetto “Gruppo di interagenzie del Nichel “ con un impatto nell’ultimo ultimi anno di 67,5 miliardi di dollari per le esportazioni di minerale di cobalto.

Una denuncia degli ostacoli che appone il blocco degli Stati Uniti su Cuba, è quella di influenzare i piani per la costruzione di abitazioni, divenuta di maggiore attualità a seguito dei danni causati dagli uragani Gustav e Ike.

Tradizionalmente è noto, dopo l'entrata in vigore del blocco americano per quasi mezzo secolo, che il settore edile è uno degli obiettivi più colpiti dalle misure punitive imposte da Washington.

Tuttavia, le difficoltà causate l'anno scorso da parte degli Stati Uniti hanno peggiorato i gravi problemi provocati dai recenti uragani, esemplificato con 444 migliaia di case parzialmente o completamente distrutte.

Tra il Maggio 2007 e Aprile di quest'anno i danni causati dal blocco contro Cuba in riferimento ai piani per aumentare il fondo per gli alloggi sono nell’ordine di 27 milioni di $.

Con queste risorse, la nazione Antillana avrebbe potuto costruire ulteriori 3.646 mila unità abitative o ristrutturarne circa 7.600, secondo il rapporto presentato da Cuba alle Nazioni Unite.

Il Gruppo Industriale Gimac, responsabile per la produzione e commercializzazione di attrezzature, prodotti e servizi per l'edilizia abitativa, ha dovuto acquistare 58 contenitori di PVC resina in mercati lontani con una differenza nei costi di trasporto di 79.344 dollari USA.

Tale cifra avrebbe potuto produrre 270 km di condutture elettriche per l'impiego nella costruzione di 10.000 abitazioni, costringendo la Empresa Comercializadora Imeco, per le stesse ragioni, a pagare 15,3 milioni di $ in importazioni supplementari.

Alla società austriaca Huyck Wagner è stato impedito vendere panni tecnologici per la produzione di amianto-cemento, copertura per la sostituzione delle parti danneggiate dagli eventi meteorologici, perché è una filiale della multinazionale nord americana Xenium, che lo ha vietato.

Tutto questo sostiene le accuse cubane della mancanza di un reale interesse per l'amministrazione del Presidente George W. Bush nel fornire qualsiasi aiuto disinteressato a favore di quanti sono stati colpiti dai devastanti uragani.

Un cambiamento concreto e reale, non può avvenire senza un dialogo multi-laterale, anche con gli USA. Io non credo, che la risposta alla sacrosanta richiesta di libertà di espressione, pensiero, di democrazia sull'isola sia solo e necessariamente una "svendita" di Cuba agli USA. Anzi, come oppositore pacifico,è nella mia etica il "dialogo", non la "guerra" incondizionata.
In questa visione, un'apertura verso una collaborazione economica costruttiva (senza però dimenticare la necessità di un'apertura del regime cubano verso i basilari diritti democratici della libertà di pensiero, di spostamento, verso l'abbattimento di una repressione e burocrazia interna che soffoca ogni possibilità di sviluppo della piccola e media impresa privata, l'annullamento della dualità monetaria) è indispensabile. Una posizione di forza, nè da parte del governo USA, nè da quella del regime castrista, può portare allo scongelamento di una situazione ormai insosteniblie per il popolo dell'isola.
Un primo passo verso questa direzione può, anzi, deve essere fatto dal governo USA, quello stesso governo così impegnato verso un'altro tipo di dialogo, quello tra Israele e la Palestina, che, anche se coinvolge masse di denaro più sostanzionse per le tasche di Washington, non è poi così differente o più importante di quello tra Usa e Cuba.
Rob

3 commenti:

Brando ha detto...

ciao rob, mi chiamo brando ho vent'anni e sono italo-cubano, nel senso che sono dieci anni che vivo in italia ed essendomi inserito alla perfezione mi considero almeno per metà italiano. entrambi i miei genitori sono cubani ma mia madre è sposata con un italiano. da due anni sono responsabile di uno dei ristoranti di mio "patrigno" e sono sempre più intenzionato a continuare la mia carriera di ristoratore, magari chi sa un giorno anche a l'avana. mi ha colpito l'interesse che mostri per il tuo paese "adottivo", come l'hai definito, ma mi chiedevo anche cosa ti spinge a farlo, volevo farti i complimenti e dirti che fa piacere sentire un'italiano che si mostra cosi interessato alla causa cubana più di tanti altri cubani. io come te ho intenzione un giorno ,chissa, non troppo lontano di tornare a cuba che reputo un posto stupendo. per ora mi limito ad andare 2 volte l'anno in vacanza e mi tengo informato sulla situazione con i blog come i tuoi. grazie! brando

Yuya ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Roberto Ferranti ha detto...

Grazie Brando. Prima di tutto complimenti con la chiarezza e semplicità essenziale con la quale ti esprimi in Italiano. Perchè sono così appassionato a quello che succede a Cuba? Per le persone, i cubani, il calore umano, l'alternativa possibile al mondo occidentale così degradato. Credo che il cambio a Cuba possa essere una lezione per il mondo intero, se attuato in modo pacifico. La creatività, la cultura, la voglia di godere della vita del popolo cubano deve essere un riferimento per un cambio gloabale.
Poi la mia famiglia, io spero di poter migrare presto in una Cuba libera, senza oppressione, per vivere gli anni che mi restano con le persone e la terra che più amo...
Grazie Brando, teniamoci in contatto, con simpatia ROb