11 maggio 2008

Realtà palpabile, l'agricoltura e il governo

Hugo Araña
La notizia per la quale il 40% dele terre coltivabili cubane sono inattive, ha causato allarme in gran parte della popolazione cubana. Questa è stata espressa in una relazione elaborata dalla televisione cubana.

Cuba non è mai stato un paese industrializzato, tutto il contrario, da secoli fa. Ci sovviene il dubbio, allora, che ciò sia accaduto dopo la riforma agraria, guidata per tanti anni, prima dall' INRA e poi dal Ministero dell'Agricoltura, meglio conosciuto come MINAGRI, con le loro cooperative, aziende agricole e dalle persone dell'unità di produzione agricola di base.

Se questo non è un fallimento, come altro potrebbe essere definito? dal momento che molte di queste cooperative sono improduttive e non rendono quanto è necessario per rifornire la popolazione. E 'anche evidente e così triste il perchè di questo fallimento, questo ministero non ha voluto concedere in nessun modo la terra ai contadini, per paura di arricchimento illegale, come se d'altro canto, gli stessi contadini non avessero diritto ad un stato di vita accettabile.

Il fatto è che, nonostante il trionfalismo che sentiamo alla radio e la stampa e che vediamo in televisione, la realtà è un'altra e, naturalmente, non è nulla di buono. Nulla di buono, quando i prezzi di legumi e vegetali non ribassano, al contrario, spesso aumentano.
E per favore non diamo la colpa a cicloni, uragani, siccità e inondazioni. La colpa è da imputare allo stesso MINAGRI per le scelte inopportune prese negli anni.

Nota della redazione: L'articolo è stato trascritto all' attivista per i diritti umani Lisandra Gonzalez.

di Hugo Araña, Bibliotecario y Periodista Independiente, Corresponsal en la isla de Misceláneas de Cuba sul blog Miscelaneas de Cuba

Nessun commento: