27 agosto 2012

Cuba e USA: vi ricordate di Elian Gonzalez?


Ricordate Elian Gonzalez? Era il 25 Novembre del 2000 quando un bambino di 6 anni approdava miracolosamente su una spiaggia di Miami. 
Aveva passato due giorni in mare, solo, alla deriva sulla camera d’aria di un pneumatico, protetto da un gruppo di delfini che lo circondavano.

Sua madre aveva lasciato Cuba a bordo di una barca di alluminio cercando di raggiungere la Florida. Un temporale mise fine alla fuga, prima di affogare sua madre lo depose su quel pneumatico e fu salvato da due pescatori al largo di Miami.

Iniziò una diatriba legale, diplomatica e politica che si protrasse per sei mesi. 
Elian fù affidato a suo nonno paterno che viveva a Miami. Il padre di Elian da Cuba reclamò il bambino in quanto dichiarò che gli fù sottratto senza la sua autorizzazione.
A Cuba Elian diventò il simbolo della lotta contro l’impero americano. Le sfilate erano all’ordine del giorno. 

Fu addirittura costruita la Tribuna Antimperialista Jose Marti all’Havana, di fronte alla Sezione degli Interessi degli Stati Uniti.

Dopo sei mesi un tribunale emise una sentenza che obbligava Elian a rientrare a Cuba da suo padre. 
I militari prelevarono a forza il bambino dalla casa di Miami, la foto del piccolo in braccio ad un uomo tenuto sotto tiro dal fucile di un militare fece il giro del mondo e vinse un premio Pulitzer (Alan Diaz AP).
Il 28 Giugno del 2000 il piccolo atterrava all’Havana.

Oggi Elian ha 18 anni, è un cadetto nella Scuola Militare Camilo Cienfuegos e membro dell’Unione dei Giovani Comunisti.
Vive con suo padre, Juan Miguel a Cardenas, 150 Km dall’Havana.
Il padre ha lasciato il vecchio lavoro di cameriere per occupare un posto nell’Assemblea del Potere Popolare.
La casa è circondata da membri della Sicurezza di Stato e per parlare con Elian occorre un permesso speciale.

In una delle poche interviste autorizzate a Elian gli domandarono: “Come sarebbe stata la tua vita se fossi rimasto negli Stati Uniti?
Siccome gli interessi dell’impero sono di monopolizzare il mondo, sviluppare industrie, ottenere capitale, è possibile che avrei potuto avere molti soldi. Oppure no. Potrei essere manipolato come un pupazzo (…) chi può sapere cosa può fare l’impero pur di continuare con i suoi falsi allarmismi. Diventerei una figura politica manipolata a loro piacimento”.

Elian visita frequentemente un delfinario vicino alla sua città. Chissà che i delfini siano il suo legame più stretto con quell’avventura drammatica e straordinaria che cambiò la sua vita.
Una vita che fino ad oggi tutto il mondo ha deciso per lui.

fonte El Pais

2 commenti:

nuovacuba ha detto...

povera Isola militarizzata. E' triste vederlo in divisa. un ragazzo a 18 anni dovrebbe studiare per migliorare la società, non imbracciare un mitra.

cub@dice (A. Medina) ha detto...

Un "camilito" la peor cosa que le podia pasar.
La dictatura debia garantizar que Elian no diera patinazos o resbalones en el futuro, asi que con la escuela de Camilitos, -escuela militar a la max. potenza- era la mejor solucion. Alli te lavan el cerebro, al 100% y lo dejan listo para formar parte de la orquesta.
Saluti