07 settembre 2008

Vivere a Cuba: latte condensato

di Aguaya Berlin da Desarraigos Provocados
Credo di avervi già raccontato prima quanto io ami il latte condensato. Da piccola aprivo il frigorifero per succhiare affrettata le lattine, prima che venissi scoperta dai miei nonni o dai miei genitori. Quando era troppo freddo, a volte era un tormento far uscire il latte dal buchetto sulla lattina. E me la mangiavo nascosta. Prima potevo farlo ogni giorno, poi hanno razionalizzato le “quote” (destinate alle famiglie dal governo), più tardi ha iniziato a scarseggiare, e poi è venuto il momento in cui il latte condensato "lasciò il paese." A Cuba, parlo di Cuba.

Ebbene, da quando vivo in Germania faccio colazione con il latte condensato tutti i giorni. In Spagna ho addirittura comprato alcune enormi lattine (la lattina piccola nella foto è come la "normale" che viene venduta a Cuba, così potete immaginare come è grande l'altra) e ora ne ho più che a sufficienza. Ne mangio un po’ a colazione, mischiato con l'acqua per fare una grande ciotola di latte, o quando facciamo il budino (con quello che fa mio marito non c’è dieta che resiste).

Adesso, anche se ci sono voluti anni di vita all'estero, mi stò abituando gradualmente ad altri stili di vita e abitudini (uno non si abitua mai del tutto), anche perché non ho potuto sradicare il gusto del latte condensato, nemmeno eliminarlo dalle mie abitudini alimentari, né smettere di pensare a quanto costa una lattina di latte condensato a Cuba e quello che significa in percentuale nel salario medio di un cubano , oltre a confrontarlo con quello che si paga per esso in un paese sviluppato come la Germania e la percentuale del mio stipendio che mi costa, ivi comprese le imposte sui prodotti lattiero-caseari.

In comparazioni come questa, non si vede in nessun aspetto la virtù della Rivoluzione Cubana ...

1 commento:

Aguaya Berlín ha detto...

Gracias, Rob!!!!!!
Un abrazo,
AB