31 agosto 2012

Economia cubana: il Brasile presta 200 milioni di dollari a Cuba per il programma alimentare


Raul Castro ha incontrato ieri il ministro dello Svilippo, Industria  e Commercio Estero brasiliano Fernando Pimentel. Nell’incontro è stato firmato un accordo che prevede un credito di 200 milioni di dollari per il programma alimentare a Cuba.

L’accordo è parte della collaborazione bilaterale tra Brasile e Cuba, mirata ad incrementare le relazioni tra i due paesi con lo scopo di rafforzare lo sviluppo sull’isola.

Questi accordi saranno deliberati in tre parti. La prima nel 2012 e le altre due nel 2013. Finanzieranno le esportazioni dal Brasile di macchinari ed equipaggiamenti agricoli dal Brasile.

Il Brasile sarà coinvolto anche nell’ampliamento del porto di Mariel, all’Havana. Sarà la più grande opera di infrastrutura intrapresa dal governo di Castro, i lavori avranno inizio nel 2013.
Lo scopo è quello di fare dell’Havana un polo di transito e smercio non solo per il commercio cubano, ma anche per altre nazione dell’area dei Caraibi.

Il Brasile è il quinto socio commerciale a Cuba, dopo Venezuela, Cina, Spagna e Canada.

Cronaca di Cuba: un camion si schianta contro una stazione di servizio e scatena un incendio, 31 feriti

Mercoledì sera alle 19:30 ora locale un incendio di grandi proporzioni si è scatenato a Santiago de Cuba in una stazione di rifornimento della catena “Oro Negro”. 
L’incendio è stato generato da un incidente causato da un camion che ha urtato le pompe di benzina, scatenando rapidamente l’espandersi del fuoco.

Le fiamme si sono diramate dopo l’urto del camion che ha provocato la fuori uscita del carburante, una scintilla ha poi generato l’incendio che ha fatto esplodere le pompe di carburante e si è esteso alla zona adiacente.
Il fuoco ha distrutto completamente la stazione di rifornimento e causato 31 feriti con ustioni estese su tutto il corpo, dei quali 14 in modo grave rischiano la vita. 

29 agosto 2012

Fuggire da Cuba: la figlia del vice-presidente del Consiglio di Stato ha raggiunto illegalmente gli Stati Uniti


Una ragazza raggiunge Tampa, negli Stati Uniti, attraversando la frontiera del Messico illegalmente. Fin quì niente di strano, se non fosse che il suo nome è Glenda Murillo, vale a dire la figlia del vice-presidente del Consiglio di Stato di Cuba e membro del potente Bureau Politico del Partito Comunista.

Ufficialmente la ragazza è emigrata negli USA per vivere con il fidanzato, per “ragioni personali non politiche”, assicura sua zia. 
Di sicuro Glenda non aveva un visto per gli Stati Uniti ed è arrivata in Texas dal Messico verso il 16 Agosto, la data precisa non si conosce, dove stava assistendo ad un seminario di psicologia.

Allo stesso modo di migliaia di immigrati clandestini che attraversano quella frontiera ogni giorno provenienti da ogni parte del centro-sud America. E’ stata ammesa temporaneamente negli USA grazie alla politica statunitense del “piede asciutto, piede bagnato” che permette ai cubani di restare negli USA se riescono a toccare suolo americano.

La ragazza non è sposata, ma un mistero circonda il suo attuale stato, quando sua zia ha cercato di contattarla la scorsa settimana tramite cellulare, ha risposto un uomo che ha confermato la presenza di Glenda a Tampa e si è identificato come suo marito, rifiutandosi di aggiungere altri dettagli.

Il padre, Marino Murillo, economista di 51 anni, al momento è incaricato di porre in atto le delicate riforme economiche avviate dal governo di Raul Castro ed è addirittura considerato da molti come il suo possibile sostituto alla guida del paese.

28 agosto 2012

Arte a Cuba: Alicia Alonso riceverà in Italia un premio alla carriera in Settembre

Alicia Alonso, la famosa ballerina cubana, riceverà in Italia il prossimo 8 Settembre il “Premio Positano della Danza 2012”. 

La direttrice del Balletto Nazionale di Cuba, di 91 anni, ha festeggiato nel 2011 gli 80 anni dal suo debutto come ballerina. 
Si ritirò dalla sua lunga carriera nel 1995 però continua la sua attività come coreografa e direttrice della compagnia che fondò nel 1948.

Durante la 40° edizione del festival della danza che si svolge nel teatro della spiaggia grande a Positano, in provincia di Salerno, la ballerina sarà premiata per la sua lunga carriera artisrtica. 

Alicia sarà presente per ritirare il premio e avrà un incontro con il pubblico e la critica. 
Il regista italiano Franco Zeffirelli donerà un suo disegno originale alla ballerina e nell’occasione verrà proiettato un documentario biografico sul suo personaggio prodotto dal Museo Nazionale della Danza di Cuba.

Uragani: video di Isaac a Cuba

27 agosto 2012

Cuba e USA: vi ricordate di Elian Gonzalez?


Ricordate Elian Gonzalez? Era il 25 Novembre del 2000 quando un bambino di 6 anni approdava miracolosamente su una spiaggia di Miami. 
Aveva passato due giorni in mare, solo, alla deriva sulla camera d’aria di un pneumatico, protetto da un gruppo di delfini che lo circondavano.

Sua madre aveva lasciato Cuba a bordo di una barca di alluminio cercando di raggiungere la Florida. Un temporale mise fine alla fuga, prima di affogare sua madre lo depose su quel pneumatico e fu salvato da due pescatori al largo di Miami.

Iniziò una diatriba legale, diplomatica e politica che si protrasse per sei mesi. 
Elian fù affidato a suo nonno paterno che viveva a Miami. Il padre di Elian da Cuba reclamò il bambino in quanto dichiarò che gli fù sottratto senza la sua autorizzazione.
A Cuba Elian diventò il simbolo della lotta contro l’impero americano. Le sfilate erano all’ordine del giorno. 

Fu addirittura costruita la Tribuna Antimperialista Jose Marti all’Havana, di fronte alla Sezione degli Interessi degli Stati Uniti.

Dopo sei mesi un tribunale emise una sentenza che obbligava Elian a rientrare a Cuba da suo padre. 
I militari prelevarono a forza il bambino dalla casa di Miami, la foto del piccolo in braccio ad un uomo tenuto sotto tiro dal fucile di un militare fece il giro del mondo e vinse un premio Pulitzer (Alan Diaz AP).
Il 28 Giugno del 2000 il piccolo atterrava all’Havana.

Oggi Elian ha 18 anni, è un cadetto nella Scuola Militare Camilo Cienfuegos e membro dell’Unione dei Giovani Comunisti.
Vive con suo padre, Juan Miguel a Cardenas, 150 Km dall’Havana.
Il padre ha lasciato il vecchio lavoro di cameriere per occupare un posto nell’Assemblea del Potere Popolare.
La casa è circondata da membri della Sicurezza di Stato e per parlare con Elian occorre un permesso speciale.

In una delle poche interviste autorizzate a Elian gli domandarono: “Come sarebbe stata la tua vita se fossi rimasto negli Stati Uniti?
Siccome gli interessi dell’impero sono di monopolizzare il mondo, sviluppare industrie, ottenere capitale, è possibile che avrei potuto avere molti soldi. Oppure no. Potrei essere manipolato come un pupazzo (…) chi può sapere cosa può fare l’impero pur di continuare con i suoi falsi allarmismi. Diventerei una figura politica manipolata a loro piacimento”.

Elian visita frequentemente un delfinario vicino alla sua città. Chissà che i delfini siano il suo legame più stretto con quell’avventura drammatica e straordinaria che cambiò la sua vita.
Una vita che fino ad oggi tutto il mondo ha deciso per lui.

fonte El Pais

Cambio a Cuba: è realistico eliminare la doppia moneta?


Dall’inizio di Giugno è in atto un piano sperimentale che permette di pagare con moneta nazionale (CUP) nei negozi dove si paga in pesos convertibile (CUC).
Perlomeno nel supermercato Carlos III all’Havana si può pagare con carta magnetica (equivalente al nostro bancomat) e in CUP, moltiplicando per 25 (al cambio attuale) il prezzo in CUC.

Spiegare ad un turista che per la prima volta arriva a Cuba il sistema della doppia moneta non è facile. Cuba è un paese dove si guadagna in CUP, ma si spende in CUC.

Il CUP è il peso cubano, quello che vale poco, quello con il quale si paga l’operaio, il medico o il maestro. 
Il CUC è il peso convertibile, la “divisa”, la moneta forte, quella con la quale si comprano i prodotti nei supermercati.
Per comprare 1 CUC occorrono 25 CUP.

Guadagnare 250 CUP al mese, il salario minimo, è come guadagnare 10 CUC. Quasi nessuno guadagna 20 CUC al mese.
Un pacchetto di sigarette costa 7 CUP, una soda 10, una pizza 5, una birra 18. La corrente elettrica si paga da 80 fino a 300 CUP al mese.
Un corsa su un taxi privato per una breve distanza vale 10 CUP. 
Fin qui parlando di quello che si paga in CUP, quello che vale poco.

Passiamo al CUC, quello che vale 25 CUP. 
Per mantenere attivo il numero di un cellulare bisogna ricaricarlo con 5 CUC al mese (sono 125 CUP), la metà di un salario minimo. 
Un hotel economico a Varadero costa 40 CUC la giorno, già stiamo parlando di 1000 CUP, ovvero il salario di 4 mesi. 
Una confezione di succhi di frutta Del Monte costa 2,60 CUC, circa 60 CUP, con un salario se ne possono comprare 4 al mese.

Se parliamo di elettrodomestici arriviamo alla follia pura. Un frigorifero economico costa 600 CUC, il salario minimo di 5 anni!

L’attuale governo ha accennato alla possibilità di eliminare la doppia moneta, in vigore dal 1993. 
Ipotesi inverosimile se si considera che se pagasse i salari in CUC, un ingegnere guadagnerebbe 18 CUC al mese. 
Altrettanto improbabile sarebbe vendere i prodotti del supermercato in CUP, bisognerebbe fare la spesa con una borsa di banconote!

In conclusione eliminare semplicemente la doppia moneta è impraticabile. 
Forse una possibile soluzione potrebbe essere equiparare il CUC al CUP. 
Elevare i salari all’equivalente della moneta forte. 
In poche parole stampare moneta! Aumenterebbe l’inflazione, e allora? 
Si stimolerebbe la produttività perché il potere d’acquisto dei cittadini aumenterebbe sensibilmente. Si lavorerebbe con più gratificazione. Si consumerebbe maggiormente, in pratica si potrebbe sviluppare un’economia interna degna di questo nome.

Uragani: Isaac ha lasciato Cuba senza causare ingenti danni


A Cuba si tira un sospiro di sollievo dopo il passaggio di Isaac, che fortunatamente non ha lasciato vittime, anche se 25.000 sono state temporaneamente evacuate dalle loro abitazioni e ospitate presso hotel.

I danni maggiori si sono registrati a oriente. 
A Baracoa (nella foto), cittadina costiera vicina a Guantanamo, più di 2.000 persone sono state evacuate, centinaia di case sono state inondate e quattro totalmente distrutte. Ingenti i danni alle piantagioni di frutta e interruzione dell’elettricità per otto ore.

Nella provincia di Holguin le persone evacuate sono state addirittura 22.000. 
Il fiume Sagua de Tanamo è cresciuto di 6,40 mt inondando 72 abitazioni lungo il suo margine.

All’Havana si sono registrate forti piogge, il lungomare ha invaso la strada che è stata interrotta per cinque ore. 
Anche a Varadero i turisti sono rimasti chiusi negli hotel per diverse ore.

Il rischio ora è l’incremento della diffusione del dengue, che da diverse settimane si sta diffondendo sull’isola e ha causato tre vittime e centinaia di infetti. 
L’acqua stagnante e il forte calore potrebbero incrementare la diffusione della malattia.

Cambio a Cuba: dopo Raul chi sarà il successore dei Castro?


Le incerte condizioni di salute di Fidel, l’età avanzata dello stesso Raul e la sua decisione di limitare a due mandati di 5 anni la presidenza del governo cubano, rendono questa domanda d’obbligo.

Un’inchiesta tra 18 persone, ben informate per aver accesso a internet e alle informazioni dall’estero tramite parabola, considerano che se la vita sull’isola continua con il cammino presente il successore alla guida del paese lo nominerà lo stesso Raul.

Chi potrebbe essere?
Sette di loro credono che un candidato potrebbe essere Alejandro Castro, coordinatore dei servizi segreti, unico figlio di Raul, è giovane e continuerebbe la dinastia. 
Quattro vedono qualcuno della vecchia guardia raulista, tipo Leopoldo Diaz Frias, ministro delle Forze Armate. 
Due pensano che a Cuba in futuro governerà una giunta militare. 
Infine cinque considerano che Mariela Castro Lazaro Esposito, Marino Murillo, Luis Alberto Lopez-Callejas o Miguel Diaz Canel potrebbero essere tra i candidati, visto i loro legami famigliari o le affinità politiche con Raul Castro.

Quale potrebbe essere il progetto politico?
Difficile da prevedere. Per nove di loro il successore opterebbe per un’economia di mercato e un governo forte, con figure che si alternano alla guida.

Poterebbe esse disegnato un governo sul tipo di quello russo. 
Se gli Stati Uniti fossero disposti a negoziare, dialogare e accettassero qualunque successore a Raul, giustificandosi con ragioni come l’emigrazione illegale, il terrorismo, la lotta alla droga, potrebbero accettare un governo autoritario, senza dare molta importanza alle libertà individuali, basta che garantisca però le sue frontiere. 
Sarebbe per loro preferibile ad una democrazia debole e corrotta, che convertirebbe s’isola in una grande zattera o un terreno fertile per il narcotraffico internazionale.

Gli intervistati credono che chiunque sia il successore abbandonerebbe la linea da guerra fredda di Fidel. 
Pensano che gli Stati Uniti non potrebbero tollerare una versione “Castro light” e  in quel caso continuerebbero a pronunciarsi per una democrazia reale con la partecipazione di tutti gli attori politici.

E quale potrebbe essere un leader dell’opposizione disposto a governare?
Alcuni credono che Oswaldo Payà sarebbe stato un possibile candidato, ma dopo la sua scomparsa pensano a Oscar Elias Biscet. 
Altri accennano a Manuel Cuesta Morua, con una maggiore esperienza e un buon curriculum.

Anche se sconosciuta alla popolazione uno di loro ha segnalato Yoani Sanchez, che però già nel 2009 non si considerava né all’opposizione né una dissidente e che non prevedeva un suo ruolo politico, perché la politica la “ripugnava”.

Tutti e 18 gli intervistati comunque sono convinti che l’opposizione deve consolidare e tracciare un percorso politico plausibile, concreto e coerente.
Il futuro presidente potrebbe anche essere un cittadino comune che in un determinato momento potrebbe balzare alla ribalta improvvisamente.
Oppure un esiliato politico con buoni agganci negli Stati Uniti e nel mondo della finanza. Qualcuno cresciuto in un sistema democratico e trasparente.
Chiunque sia la variante di una Cuba dopo i Castro tutti concordano che i cubani in esilio assumerebbero un ruolo fondamentale nella transizione.

fonte Desde la Habana

Riflessioni di Rob: Cuba, culla del "nuovo mondo"


Rileggendo i post dei primi anni di vita di questo blog mi sono domandato: perché ho cambiato così tanto il mio punto di vista su Cuba?

Già, non nascondo che questo blog, nato nel 2008, l’ho creato dopo aver visto un’intervista di Yoani Sanchez nel programma televisivo ‘Le Iene’ di Italia 1.
Sentire la blogger che parlava di una realtà di Cuba che conoscevo in prima persona da diversi anni, frequento l’isola dal 1998, suscitò in me il desiderio di appoggiare incondizionatamente la “dissidenza cubana”.

Per diversi anni ho letto, tradotto e scritto articoli con tono molto critico verso il governo dell’isola, schierandomi apertamente all’opposizione del regime.

Allora cosa è cambiato in me?
Sono diventato più obiettivo.
Credo che Cuba abbia conservato alcune caratteristiche sociali che vanno comprese e difese.
Credo che nonostante i problemi, le mancanze, la miseria, siano evidenti, non sia coerente criticare e denunciare a priori il governo e la politica di Cuba.

Devo premettere che sono ideologicamente un uomo di sinistra.
Credo fermamente nei principi “socialisti”, oggi come allora.
Per me il “Che”, la rivoluzione, Fidel sono da sempre un punto di riferimento.
Hanno ispirato la mia giovinezza e ampliato la mia visione sul mondo, sulle ingiustizie, sui soprusi.

Sono anche fermamente anti-americano.
Considero gli USA, l’idea del capital-liberismo, la globalizzazione, l’egemonia delle multinazionali, la finanza di quel paese l’origine della crisi spirituale ed economica che sta flagellando il mondo.

E’ vero Cuba è un paese autoritario, ma siamo sicuri che in Europa, o meglio, nel “mondo occidentale” esista una democrazia reale?
La “libertà” nei paesi del “primo mondo” esiste davvero?

Certo sull’isola esistono evidenti contraddizioni e la vita quotidiana dei cittadini è sempre più messa a dura prova da un’economia al collasso, che stenta a trovare un cammino di sviluppo concreto.

Ma la critica fine a se stessa che senso ha?
Così veniamo ad oggi.
Credo che sia più costruttivo analizzare la realtà cubana oltre una visione “critica” a priori.
Credo che si debbano mantenere alcune conquiste sociali tangibili e spingere per un cambiamento politico ed economico che possa sviluppare un’alternativa plausibile al fallimentare “modello” occidentale.
Credo inoltre che a Cuba, e fuori, siano in maggioranza quelli che appoggiano l’ideale della “rivoluzione”.

Credo che a Cuba, come in altri paesi sudamericani, si possa costruire una nuova società slegata dall’egemonia globale della finanza anglosassone, che si possa trovare il modo di sviluppare un “nuovo modello” socio-politico-economico più giusto, equo, armonico e moderno.

Credo insomma che esiste un’alternativa al decadente “modello capitalista”.
E Cuba potrebbe essere la culla di un “nuovo mondo”.

26 agosto 2012

Cronaca di Cuba: la morte del turista canadese, alimentare un fuoco sulla sabbia!


Spesso la stampa dissidente è altrettanto, se non più, allarmista e propagandista di quanto lo sia il Granma.
Nello specifico anche la morte mercoledì scorso di un giovane turista canadese è strumentalizzata per fomentare dubbi in merito al suo decesso. 

Ecco un estratto dell’ultimo articolo in ordine di tempo di Diario de Cuba :


(…) Si suppone che Lumley (il ragazzo deceduto) sia morto a causa della caduta da un balcone del terzo piano (…) Le autorità cubane hanno fatto poco per investigare sull’accaduto (…) Varie versioni confermano che il giovane è stato visto vivo intorno alla mezzanotte di mercoledì nell’hotel dove era in vacanza con tre amici (…) 

Kevin Dawson, un suo amico, lo ha visto bere con una ragazza di Toronto e pensava che avrebbe passato la notte con lei (…) 
Alle 9 della mattina seguente è stato avvertito dalla polizia che Lumley era morto cadendo dalle scale esterne dell’hotel mentre cercava di scendere al secondo piano dove si trovava la sua camera (…) 

Dawson però sospetta qualcosa di strano: “Perché le sue scarpe e il suo cappello si trovavano al terzo piano nel balcone ben sistemate? Non ha senso”. (…) Dawson non ha mai visto interrogare la ragazza che era in compagnia di Lumley l’ultima volta che lo ha visto vivo. 
E quando la polizia ha restituito il cellulare del ragazzo morto erano stati cancellati tutti i suoi contatti, messaggi e foto (…) 

Il dipartimento degli Affari Esteri canadesi non ha fornito ulteriori dettagli (…)

Ne prendiamo atto. 
Che ci sia un complotto anche sulla morte dello sfortunato giovane canadese? 
Che ci siano misteriosi piani segreti che non si vogliono divulgare?
E’ davvero troppo! 
E’ noto che Diario de Cuba sia dichiaratamente contro il governo cubano, ma voler trovare ad ogni costo intricati e perversi meccanismi nel più "banale", anche se drammatico, incidente ha il solo scopo di voler speculare e alimentare un fuoco sulla sabbia!  

Cuba clandestina: scuola di "jineteras"


E’ assurdo pensare all’abisso nel quale cade quotidianamente una parte della gioventù cubana. La prostituzione è ovunque al mondo una facile via di fuga dalla miseria. 
In paesi poveri è a volte l’unico modo per sopravvivere. 

Quello che racconto di seguito è la testimonianza di un “chulo” (pappone) che oltre a gestire più di dieci “Jineteras” è un professore della prostituzione, insegna come devono comportarsi, muoversi e come offrire i loro servizi. 

E’ una testimonianza del 2000, ma è attuale e illustra una realtà globale, ma che a volte a Cuba assume un aspetto “esotico” rischiando così di diventare qualcosa di “folkloristico”, distogliendo l’attenzione sul fenomeno più degradante che rende una ragazza, per scelta, costrizione o necessità, schiava di un'esistenza privata di una dignità umana.

Jose Mesa lavorava per 280 pesos mensili, poi per un litigio con il suo capo ha perso il lavoro. Iniziò così la sua attività di “scuola per prostitute”. 
E’ nata per caso, quando una sua vicina gli chiese come poteva iniziare questa attività. Lui le domandò “Sai in cosa ti stai mettendo?” lei rispose “No, ma ho già deciso e se non mi aiuti tu lo farà qualcun altro.”

“Sono brutto, però parlo inglese e portoghese, quindi pensai: perché non fare lavorare per me sei o sette ragazze?”. 
Il suo desiderio divenne realtà e superò le sue aspettative. Al momento lavorano per lui 13 ragazze. Nella zona è considerato un “chulo” ma lui contesta “Per me non è così. Non sono uno sfruttatore. Tengo per me solo il 20% dei quello che il cliente paga. Tutte vogliono lavorare per me”, afferma orgoglioso mostrando i suoi denti d’oro.

Per questo “procuratore” havanero la sua carta vincente è il fatto che “le sue bambine”, come le chiama lui, cono cortesi ed educate, perché “agli uomini non piacciono le donne provocanti, e suggerisco loro di accettare eventuali approcci solo dopo che il cliente le abbia avvicinate per primo".

Mesa offre ragazze per tutti i gusti: nere, mulatte, miste, bianche, bionde e asiatiche. Delicate come modelle o con forme prosperose.

E’ un ammiratore di Alberto Yarini, un "chulo" dei primi del XX secolo. 
“Vorrei che alla mia morte, le ragazze venissero al mio funerale, senza rancore, come fecero con Yarini”. 
Mentre aspetta la morte, Jose si gode la vita con eccesso. Beve 10 birre al giorno, fuma due pacchetti di Marlboro  e mangia “adeguatamente”.

“Offro le mie ragazze per internet. Do il loro indirizzo, dove le si possono trovare. Legalmente non faccio nulla di proibito. Do alle mie ragazze il denaro per consumare, non è illegale. Il resto è facile. Pensate ad un bar pieno di stranieri. E’ difficile che ragazze come le mie passino inosservate, sono belle, ben vestite e gentili”.

Qualcuna delle ragazze protette da Mesa oggi vive in Spagna, Germania o Svizzera, e non le va male. “Si ricordano di me, mi scrivono, a volte mi mandano del denaro, io non sono cattivo”. Si mette una mano sul cuore e dice con tono commosso “sotto la camicia batte un cuore nobile”.

Economia cubana: presentazione del libro "Cuba, verso una strategia di sviluppo per l'inizio del XXI secolo"


Nelle ultime due decadi, l’economia cubana ha affrontato la più forte crisi economica della sua storia all’interno di un complicato contesto internazionale, caratterizzato dalla scomparsa del sistema socialista mondiale e l’acuirsi  dell’embargo nordamericano.


Questi fattori, uniti ad altri di carattere interno, sono stati determinanti per un notevole deterioramento delle condizioni economiche del paese.

In varie opportunità, un gruppo di economisti cubani, residenti tanto a Cuba come fuori dal paese, si sono uniti nella riflessione sui problemi di sviluppo dell’economia cubana, con l’obiettivo di contribuire all’analisi critica delle alternative della politica economica per superare la crisi e trovare il sentiero dello sviluppo economico e sociale.

I vantaggi dovuti agli ultimi sviluppi nelle telecomunicazioni e la partecipazione sistematica di questo gruppo di accademici in diversi spazi del dibattito, come congressi e simposi accademici o ricerche investigative, hanno permesso mantenere un dialogo permanente tra gli autori.

Con il generoso appoggio della Fondazione Ford e l’efficiente gestione del “Consiglio delle Ricerche  Scienze Sociali” di New York e dell’ “Istituto norvegese di Affari Internazionali”, alcuni degli autori hanno partecipato in vari momenti all’investigazione in Vietnam, Brasile, Sudafrica e Norvegia, studiando le riforme economiche e i processi di sviluppo economico di questi paesi, in una prospettiva comparata, per cercare le possibili esperienze che tali processi possono apportare al processo di Cuba.

Negli ultimi anni, sono apparsi cambiamenti nella politica economica di Cuba, orientati verso una “attualizzazione” del suo modello economico. 
Questi hanno stimolato l’interesse di accademici cubani nel partecipare attivamente al dibattito sulle misure di politica economica che devono portare ad un processo di sviluppo economico e ad un più efficiente inserimento internazionale.
Come in tutti i dibattiti esistono accordi e divergenze, le quali sono state accettate con grande rispetto.

Questo libro è il risultato delle riflessioni degli autori sul tipo di misure che possono condurre alla definizione di una strategia di sviluppo per il XXI secolo.

da Spazio Laico

Economia cubana: un libro gratuito sulle strategie per uno sviluppo economico nel XXI secolo


Un libro gratuito per comprendere le strategie che si possono adottare nello sviluppo economico di Cuba. 
Negli ultimi anni si sono avviati alcuni cambiamenti nella politica economica cubana, orientati ad una attualizzazione del suo modello economico.

Questi hanno stimolato l’interesse di accademici cubani nel partecipare attivamente al dibattito sulle misure di politica economica che devono portare ad un processo di sviluppo economico e ad un più efficiente inserimento internazionale.

Come in tutti i dibattiti esistono accordi e divergenze, le quali sono state accettate con grande rispetto. Questo libro è il risultato delle riflessioni degli autori sul tipo di misure che possono condurre alla definizione di una strategia di sviluppo per il XXI secolo.


Scaricate qui il libro:

Cuba clandestina: lo 'sballo' sull'isola


Si dice che la Ketamina può far crollare un cavallo. In effetti è utilizzata dai veterinari come anestetico. Genera euforia, ma non crea dipendenza anche se gli effetti collaterali quando cessa lo 'sballo' sono mal di testa, vomito e vertigini, a volte l’overdose può causare la morte.

La cocaina non è molto diffusa sull’isola, a causa del suo costo elevato è accessibile a jineteras, musicisti, ‘faranduleros’, figli di papà. Il prezzo di un grammo può arrivare a 50 dollari (leggi "l'Havana notturna, tra droga e reggaeton"). 
La Ketamina, o ‘kit-kat’ come viene chiamata compete con la Amitriptilina e il Parkinsonil, ‘el paco’, che si vendono a 20 pesos cubano alla pastiglia al mercato nero.

La diffusione delle droghe sull’isola non è mai stata molto estesa, grazie ai controlli della polizia e alle pene severe impartite a chi la commercia.

Per la marijuana è un’altra storia. E’ sempre stata accessibile, oggi la si può trovare facilmente, quella più pregiata proveniente dalla Colombia o dalla Jamaica costa 2 CUC a spinello, quella locale di qualità inferiore si paga la metà.

Il consumatore non è punito con la prigione, esistono cliniche per la disintossicazione che però non sono molto frequentate, da qualche anno è in funzione una linea telefonica di aiuto ai tossicodipendenti, ma anche questa viene utilizzata raramente perché non è considerata discreta.

Cronaca di Cuba: giovane canadese muore cadendo dal balcone di un hotel a Varadero


Horace Odaine Lumley, un cittadino canadese di 22 anni è morto mercoledì scorso a Varadero, località balneare turistica vicino all’Havana, cadendo da un balcone al terzo piano di un hotel.

Il ragazzo era in vacanza con tre amici nell’hotel ‘Barcel Solymar Arenas Blanca Resort’ a Varadero.
Alcuni ospiti dell’hotel lo hanno visto poco prima della sua morte in compagnia di una ragazza che aveva conosciuto, i suoi amici affermano che aveva bevuto, ma non sanno se era in compagnia di qualcuno.

La presenza della misteriosa ragazza non è confermata dalle autorità, inoltre la carta SIM del cellulare del giovane è stata cancellata prima di essere riconsegnata ai famigliari della vittima.

Uragani: Isaac sta lasciando Cuba, nessun danno grave al suo passaggio a Oriente


Isaac si appresta a lasciare Cuba dopo aver colpito la costa orientale. Alla mezzanotte (ora locale) si trovava sul mare a est sud-est di Cayo Coco, provincia di Ciego de Avila.

A Guantanamo sono caduti 88 mm di pioggia nelle ore notturne. Oggi continueranno forti precipitazioni estese da Camaguey a Guantanamo e in mattinata raggiungeranno la zona centrale dell’isola.

Le mareggiate continuano ad essere intense e possibili inondazioni si prevedono nella costa nord e centro-orientale. I venti hanno una forza di massima 75 Km/ora.

Isaac ha lasciato la terra ferma da Guardalavaca, provincia di Holguin alle 4:00 di Sabato pomeriggio spostandosi a nord-est e proseguendo verso la Florida dove è stato dichiarato lo stato d’emergenza.

Il suo passaggio a Cuba ha generato onde alte fino a 6 mt nella città di Baracoa (nella foto), il mare ha inondato le strade costiere e 230 persone sono state trasferite in zone sicure. 
Due case sono state invase dall’acqua, ma nessuna persona risultata ferita.

Si prevede che Isaac transiterà sul mare al nord dell’isola senza causare particolari danni nell’entroterra.  





25 agosto 2012

Uragani: Isaac è arrivato a Cuba

Alle 11 della mattina Isaac è arrivato a Cuba, precisamente a Maisì, provincia di Guantanamo. 
I venti sono di 95 Km/ora, continua spostandosi ad una velocità di 28 Km/ora. 
Il suo passaggio sopra Haiti (nella foto)  ha causato 3 vittime e 5000 evacuati.

Forti mareggiate e modeste inondazioni hanno interessato la costa di Baracoa. La pioggia sta aumentando d’intensità e crescerà nella notte. Nelle province di Guantanamo, Santiago, Holguin e Las Tunas i venti soffiano tra i 50 e 60 Km/ora.

Nelle prossime ore si prevede un aumento delle mareggiate sulle coste orientali con inondazioni nel litorale nord di Santiago e Guantanamo. Isaac proseguirà la sua traiettoria mantenendo la stessa velocità e traiettoria, perdendo potenza durante il transito su oriente dell’isola.

Centro di Pronostico INSMET

Riflessioni di Rob: l'illusione della democrazia

Mi convinco sempre più che il problema di Cuba oggi non sono i Castro né tantomeno il partito unico. 
Mi rendo conto che questa affermazione susciterà rabbia e indignazione in quelle persone che dentro e fuori l'isola chiedono a gran voce democrazia, pluralità, elezioni libere. 
In quei paesi dove la democrazia è da decenni una realtà sociale, spesso non si nota la differenza con altri paesi dove invece un partito unico è al potere. 

Mi spiego meglio, voglio paragonare il mio paese, nel senso che quì sono nato, l'Italia e Cuba sotto vari aspetti: la democrazia, la contrapposizione tra Governo e opposizione, la libertà, la corruzione, la repressione, il panorama sociale, la sanità e le scuole. 

1. La democrazia in Italia è puramente illusoria. 
Sin dal dopo guerra la Democrazia Cristiana, contrapposta al Partito Comunista e al Movimento Sociale, ha governato per vari decenni, quasi sempre con alleanze politiche di altri partiti, ma sempre di centro. 
Le opposizioni, con il PCI e l'MSI, facevano la loro parte, aspettando e sperando di arrivare un giorno alle poltrone di potere, ma neanche troppo in fin dei conti. 

Sin da allora il popolo, a parte mettere una firma su una scheda, non ha mai avuto il controllo nè delle persone elette a rappresentarli nelle camere, nè del potere di sciogliere direttamente un governo se non gli andava bene. Queste prerogative sono sempre state dei partiti stessi, con meccaniche e strategie segrete e sconosciute al popolo. 

Tutto questo in un crescendo di spartizioni tra i partiti stessi, di governo e opposizione, di poteri esecutivi, gestione economica, favoritismi e giochi politici, nei quali le esigenze dei cittadini quasi mai, per essere magnanime, erano presenti. 
Per 50 anni circa questa prassi nella gestione del potere si è ingigantita ed è infine esplosa come una pustola puzzolente sino alla famosa "tangentopoli", cioè la "scoperta" che il potere politico era marcio e corrotto in ogni suo aspetto. 

Craxi, socialista, presidente del consiglio all'epoca fuggì all'estero, dove morì in esilio, fece da caprio espiatorio per un sistema che ha continuato a prosperare sino ad oggi. Si parlò di una pulizia totale del sisteme politico, della fine della "prima repubblica". 

Nel 1994 Iniziò così la "seconda repubblica", si affacciò sul panorama italiano Berlusconi, con la falsa promessa di portare un'aria nuova nei palazzi di potere, ma con la vera intenzione di gestire il paese come le sue aziende, sulla base dello stesso sistema, rimodernato nei modi, che pretendeva cambiare: il clientelismo, la corruzione, l'acquisto dei consensi politici per gestire il potere a suo unico interesse economico. 

Da allora è quasi sempre rimasto al potere, a eccezione di un paio di governi di centro sinistra ancora più patetici se possibile, dello stesso Berlusconi. Ora, tornando alla pluralità politica, alle libere elezioni, il connubio tra mafia e politica dal dopo guerra ad oggi si è consolidato sempre più. 

Oggi i rappresentanti dei cittadini sono eletti con una legge elettorale scandalosa, supportata dall'acquisto dei voti per soldi o favori. Nelle province del Sud si può comprare un voto con meno di 50€, ma anche al Nord, magari ad un prezzo più alto, i voti in cambio di favoritismi sono alla base dell'elezione di questo o quel sindaco o assessore. Questo per continuare a foraggiare le mafie che sono oggi il vero motore economico italiano. 

Se la mafia fosse realmente sconfitta e scomparisse all'improvviso, l'Italia subirebbe un crollo economico senza precedenti. Tutte le attività economiche sono subdolamente e più o meno segretamente gestite dalle mafie bianche. Cioè da grandi società che operano legalmente nei mercati con i soldi delle attività mafiose stesse. In questo senso Democrazia è una parola vuota di significato. Le elezioni sono pura illusione. 

Oggi in Italia viviamo in assenza di democrazia. Il paese è guidato da un governo "tecnico", non eletto ma "imposto" dal Presidente della Repubblica. 
Il Presidente del Consiglio Mario Monti, rappresenta la finanza internazionale non il popolo sovrano. 
Sono quindi gli interessi economici globali a gestire il nostro paese, con la conseguenza depressione sociale che stiamo vivendo.

La pluralità non ha senso. La realtà è che i partiti al governo agiscono e decidono in modo del tutto autonomo, senza che il popolo possa influenzare minimamente le loro decisioni. E' per questo che non vedo una reale differenza con Cuba, con il Governo di un partito unico. Anzi, trovo molto più coerenti le decisioni prese da un Governo che in modo unilaterale leggifera e gestisce il potere socio-economico del paese che guida. 

 2. Visto la falsità della democrazia, va da sè che non esiste una contrapposizione tra governo e opposizioni. 
Esistono interessi politici ed economici differenti, ma con lo stesso obiettivo, mantenere il potere per scopi e interessi personali autogestiti, nell'indifferenza verso le esigenze concrete dei cittadini e del paese che governano. 

Anche quì è più coerente un partito unico, che almeno non pretende giustificare falsamente le proprie decisioni. 

3. La libertà intesa come possibilità di entrare e uscire dal paese è relativa. 
Potersi esprimere liberamente è forse la sola differenza reale con Cuba, ma anche quì è più un diversivo, un cioccolatino concesso al popolo. Non influisce minimamente nella gestione del Governo e delle sue leggi. 

Da Cuba si può uscire con una lettera d'invito, come in molti altri paesi poveri, anche se democratici. 
Anche se si applicasse una totale libertà migratoria, potrebbe uscire solo chi ha sufficiente capacità economica per poterlo fare. Quindi è un problema economico più che sociale.

4. Si urla tanto della diffusa corruzione nelle file del potere cubano. E in Italia? 
La corruzione non è solo diffusa, ma è ormai un modalità operativa dei politici che la fanno sembrare un modo "para-legale" per continuare nella gestione dei propri interessi. La scandalosa realtà odierna in Italia della compra-vendita dei parlamentari, dimostra come sia una normalità. 

A Cuba perlomeno, nonostante la corruzione sia presente in modo diffuso, non viene accettata come normalità, come prassi politica, come modo di gestione economica e sociale del paese. Anzi viene condannata e punita in modo severo. 

5. La repressione in Italia non è molto differente da quella cubana. 
E' sì più velata, ma è forse anche più violenta. In carcere quì si muore molto più che a Cuba, e nell'indifferenza generale. Anche per chi ha commesso reati futili la sopravvivenza in prigione è una lotta quotidiana. 
Le carceri sono fatiscenti, la violenza della polizia all'interno dei penitenziari è terribile, ma soprattutto è nascosta, non viene quasi mai denunciata. 
La repressione verso i "dissidenti" che manifestano per strada è sempre più violenta. 
Un esempio per tutti, durante il G8 di Genova del Luglio 2001, le violenze della polizia verso gli studenti che contestavano i grandi del pianeta sono diventate di dominio pubblico a livello internazionale. 
Oggi nonostante i responsabili siano stato considerati colpevoli, nessuno di loro si trova in carcere. 

A Cuba non so se si raggiungono questi livelli di repressione criminale... 

6. Il panorama sociale, inteso come benessere economico, è ormai triste e illusorio. 
In Italia sono sempre più le persone che sopravvivono con salari miserabili, ai limiti della sopravvivenza. Mentre i circoli di potere arricchiscono in modo smisurato, creando un divario sociale sempre più marcato tra classe media, che si avvicina sempre più alla povertà, e classe alta con un potere mafioso che è ormai a capo di ogni attività economica "legale" e che quindi condiziona i vertici del potere e la "democrazia" stessa. 

Cuba sta cercando di sviluppare un'aconomia interna che, almeno teoricamente, non si prefigge di liberalizzare in modo selvaggio le attività private, evitando così di creare quelle differenze sociali che fanno arrichire sempre chi i soldi li ha già, relegando così a comparse falsamente libere il resto dei cittadini-imprenditori. 

7. Sanità e scuole
La prima in Italia è teoricamente estesa ad ogni cittadino, non si muore come negli USA di stupide malattie se non si ha il denaro per farsi curare. Ma è anche vero che oggi la mala sanità, la cattiva preparazione di molti medici, i finanziamenti nella sanità pubblica sempre più scarsi stanno mettendo a rischio anche questa garanzia sociale. 
Senza parlare delle scuole, sempre con la scusa della crisi, i finanziamenti per le scuole pubbliche stanno quasi scomparendo. Le università hanno costi proibitivi per molti cittadini. Le scuole dell'obbligo sono invece di una desolazione imbarazzante. L'ignoranza degli studenti è sempre più estesa e la preparazione dei docenti è largamente insufficente. 
Anche quì l'istruzione diventa sempre più un privilego per quei benestanti che possono pagarsi una scuola privata e che possono continuare così a creare generazioni di giovani a loro immagine e somiglianza. 

A Cuba sanità ed educazione scolastica sono, nonostante le difficoltà economiche che devono sopportare, realtà innegabili a disposizione di tutti i cittadini. In conclusione tutta questa differenza tra un paese "libero e democratico" come l'Italia e uno "totalitario" come Cuba non esiste. 

Tra i due paesi esistono problemi differenti, ma che si stanno avvicinando sempre più. Una vera innegabile differenza esiste. 
L'Italia, come la maggioranza dei paesi occidentali, vive un declino socio-economico sempre più grave. 
Il modello democratico-liberista ha fallito. 
I debiti nazionali stanno soffocando la popolazione, il futuro può solo peggiorare. In tre parole "è finita un'epoca". 
L'edonismo, la superficialità hanno finito la loro storia, indietro non si torna, la crisi non rientrarà mai! 

A Cuba, al contrario, esistono le basi sociali per creare una vera alternativa a quel modello fallimentare che dagli USA all'Europa, sta affossando le economie di tutti quei paesi che devono subire il controllo "democratico " delle banche e delle lobby internazionali.

Uragani: Isaac colpirà Haiti in mattinata, questa sera arriverà a Guantanamo

Durante la notte la tormenta tropicale Issac ha aumentato la sua intensità, al momento il vento soffia a 110 Km/ora, continua a procedere alla velocità di 20 Km/ora.

Alla mezzanotte (ora locale) si trovava a 190 Km da Haiti e 350 Km  a sud-est di Guantanamo. 
Nella mattinata di oggi colpirà Haiti aumentando leggermente d’intensità e mantenendo la sua velocità di spostamento. 
Il transito sopra Haiti gli farà perdere forza prima di raggiungere nella serata la costa orientale di Cuba, tra Guantanamo e Santiago de Cuba.

Le piogge aumenteranno gradualmente fino a raggiungere una forte intensità in serata. Si prevedono forti mareggiate e inondazioni nella parte costiera orienta dell’isola.
Nella foto Barahona, Repubblica Dominicana, 24 Agosto. Associated Press



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