29 marzo 2011

La politica di Cuba: Carter è a Cuba e domani oltre a Raul Castro incontrerà anche Yoani Sanchez

Carter è arrivato a Cuba ieri. Per la seconda volta visita l'isola su invito diretto del governo cubano.
Ieri ha incontrato il cardinale Ortega e domani si riunirà con Raul Castro e altre figure istituzionali del governo. Il dialogo sarà incentrato sulle riforme economiche da sviluppare a Cuba, ma non si esclude che sarà affrontato anche il problema di Alan Gross, arrestato e condannato a 15 anni di reclusione per aver introdotto a Cuba mezzi di comunicazione illegali destinati alla dissidenza cubana.

Si vocifera che sia possibile un'eventuale scambio tra Gross e i cinque cubani in carcere dal 1998 negli USA accusati di spionaggio, associazione per delinquere ed infiltrazione negli States e condannati all'ergastolo dal governo americano.

Oggi si apprende da twitter e facebook che domani Carter incontrerà la stessa Yoani Sanchez e altri rappresentanti della dissidenza cubana. Incontro non previsto dall'agenda della visita, ma che ha un profondo significato politico, soprattutto da parte delle autorità cubane, che dopo la liberazione di tutti i prigionieri politici di coscienza, permette un incontro con la dissidenza interna, marcando così la volontà di normalizzare le relazioni politiche con chi nell'isola chiede a gran voce una libertà d'espressione sino ad oggi repressa duramente.

Le recenti dimostrazioni di apertura sociali ed economiche da parte del governo cubano, fanno ben sperare in un futuro di riforme concrete per sollevare Cuba dalla profonda crisi nella quale si trova, ed evitare così di sprofondare in un baratro senza ritorno.

26 marzo 2011

Internet e Cuba: las razones de Cuba

Cosa significa "ciberguerra"? Ultimamente questo termine è utilizzato sempre più spesso nei vari blog che in rete esprimono questo o quel punto di vista.
E' innanzitutto un nuovo modo, sviluppato dagli USA, di attaccare quei paesi che vengono considerati scomodi dal governo americano. E' stata utilizzata per scopi bellici sia in Yugoslavia che in Iran, e viene quotidianamente sviluppata e finanziata per destabilizzare quei paesi "scomodi" come ad esempio Cuba, Venezuela e Iran.

Ecco un documentario trasmesso dalla televisione cubana "Las razones de Cuba", fatto molto bene, che descrive questo nuovo modo di combattere i "nemici" degli USA, come viene sviluppato e come incide nella realtà virtuale cubana.



La politica di Cuba: con chi, per chi e perchè Washington si compromette con la sua politica cubana?

Gli USA appoggiano la lotta per la democratizzazione di Cuba, ma a sua maniera, sempre distante ed estranea ai veri interessi nel ristabilire la democrazia a Cuba.

La confusione consiste nel determinare se l'aiuto per la democratizzazione di Cuba è quella che Cuba richiede, quella che vogliono gli esiliati cubani dagli USA, o gli altri esiliati sparsi per il mondo, sempre così pluralisti e a volte estranei alle reali necessità dell'isola.

L'aiuto nordamericano non è concepito e diretto per aiutare il popolo di Cuba nella sua lotta per la conquista della democrazia sull'isola. E' semplicemente una soluzione di compromesso con gruppi di potere politico e con lobby USA. Questi gruppi monopolizzano il tema cubano.

Di certo gli aiuti che il popolo e il governo USA acclamano, passano per gli interessi di questi gruppi. Sono loro a determinare lo scopo e la direzione di tali aiuti. Regolarmente in contrasto con i veri interessi del popolo cubano.

Al contrario di quello che si potrebbe pensare non si tratta di una favola di buoni e cattivi.
E' solamente interesse e l'equazione moderna legata all'informazione e alla disinformazione. Anche se si continua a ripetere che la società moderna è la società dell'informazione e delle nuove tecnologie, si tratta certamente di economia. Più precisamente della "economia della disinformazione".

La SINA (Sezione di Interessi Nord Americani) all'Havana (nella foto) è la rappresentazione del governo USA a Cuba, le autorità cubane la descrivono come "il quartier generale della contro rivoluzione" a Cuba. Chissà se in realtà sia uno strumento in più del Governo cubano per giustificare la repressione e che agisce in armonia con interessi politici così opposti che alla fine si incontrano.

L'evoluzione passata e presente del controllo dei problemi cubani da Washington, passano da questa economia della disinformazione. Non si tratta in nessun modo di assistere il popolo cubano. E' solamente il compromesso con gruppi di potere politico stabiliti negli USA, che possiedono una impressionante capacità di influenza elettorale negli stessi USA (la seconda elezione di Bush determinata dai gruppi cubani della Florida, ne è un famoso esempio).

La SINA all'Havana amministra una sala internet che si può qualificare come la peggiore del suo genere, questo perchè non risponde alle reali necessità di stabilire una democrazia a Cuba, ma ad una esigenza di promozione politica dove si uniscono gli estremi del circolo politico che rappresenta il Governo cubano e di quei circoli del potere cubanoamericano negli USA.

Un'altro vizio dei gruppi di aiuto americani, consiste nella fabbricazione arbitraria di leaders sull'isola. La maggior parte dei "ragazzi d'oro" promossi da Washington e Miami, si rivelarono agenti infiltrati del governo cubano, come quelli che alla fine del 2002 si inserirono nei movimenti di dissenza sull'isola, e che furono scoperti durante la famosa "primavera nera" del 2003: Odilia Collazo, Manuel David Orrio, Aleida Godínez y Néstor Baguer, tra gli altri.

L'ultimo riconoscimento, o aiuto, nordamericano è stato la premiazione della "donna coraggio". Nessuna delle Dame di bianco che da otto anni ogni domenica protestano pacificamente sfilando per le strade dell'Havana è stata premiata. Washington ha preso la sua decisione.

Questa scelta è stata all'altezza dei servizi internet del SINA, del programma dei rifugiati o degli aiuti per la democratizzazione dell'isola, che storicamente scorrono nelle fogne di Miami senza arrivare al loro destino naturale a Cuba.

Alla fine viene da domandarsi: con chi, per chi e perchè Washington si compromette con la sua politica cubana?

di Juan Gonzalez Febles da Primavera Digital

La politica di Cuba: Carter visiterà Cuba il prossimo 28 Marzo

L'ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter visiterà Cuba dal 28 al 30 Marzo, durante il viaggio incontrerà Raul Castro e altri esponenti del Governo.

Il viaggio è stato organizzato dopo un invito ufficiale del Governo cubano, durante l'incontro con gli esponenti delle autorità dell'isola Carter discuterà delle nuove misure economiche e del prossimo congresso del Partito Comunista, inoltre si dialogherà sullo sviluppo delle relazioni USA-Cuba.

Carter visitò Cuba nel 2002 e questo viaggio sarà privato, non-governativo. Non si esclude che si discuterà anche del recente arresto di Alan Gross, condannato a 15 anni di reclusione per aver introdotto illegalmente a Cuba mezzi di telecomunicazione da devolvere ai dissidenti dell'isola.

25 marzo 2011

Internet e Cuba: i blogger in bianco e nero

La cyberguerra cubana sta prendendo sempre più spazio in rete, sia dall'isola che da fuori.
La tv cubana ha recentemente mostrato diversi documentari in merito alla dissidenza in rete.
I tecnici informatici ufficiali insegnano ai membri del Partito cosa è e come combattere la cyberguerra.

A Cuba esistono praticamente solo due tipi di blogger: quelli che criticano qualunque cosa il Governo cubano faccia, incluso i tentativi di dar forma ad una nuova realtà socio-economica, ad esempio con l'apertura alle piccole imprese private o con la liberazione di tutti i dissidenti politici in carcere da anni; e quelli che difendono la rivoluzione a spada tratta, ignorando i problemi concreti che affligono l'isola.

Yoani Sanchez è senza dubbio la più famosa blogger dissidente di Cuba. Vive all'Havana e guida un gruppo di bloggers molto critici verso il regime, organizza corsi per educare giovani a pubblicare in rete e continua a vincere premi internazionali come scrittrice e giornalista, al suo confronto Gabriel Garcia Marquez in quanto a premi vinti sembra un dilettante.

Chi critica Yoani afferma che questi premi, che ad oggi sembrano ammontare a 500.000$, sono una copertura per i finanziamenti che gli USA devolvono ai cyber-dissidenti per destabilizzare il Governo cubano.
Il recente arresto di Alan Gross, che introduceva clandestinamente a Cuba equipaggiamenti tecnici de devolvere ai cyber-dissidenti, sembrano confermare questa tesi.

Gli USA in effetti credono che i giovani blogger siano la migliore via per stimolare un cambio a Cuba, in quanto la dissidenza tradizionale, oltre che essere quasi sconosciuta al mondo, è più isolata e divisa da differenti personalità.

La quasi totalità dei blog cubani sono "politici", sia pro che contro il Governo, raccontano però un'aspetto di Cuba in bianco o in nero, lontano dalla reale ecletticità del popolo cubano, ricco al contrario di mille sfaccettature e colori differenti.

In entrambi i casi sono ragazzi ben preparati, ma troppo radicali nelle loro convinzioni.
Da una parte i rivoluzionari non vedono i problemi concreti che bisogna affrontare per sollevare Cuba dalle difficoltà che aggravano la sua società e l'economia, dall'altra parte non si vogliono vedere gli sforzi e i cambiamenti, anche se lenti, che il Governo sta affrontando per dare una forma concreta alla modernizzazione e ad un cambio sull'isola.

A tutto questo il cubano della strada ne è indifferente, la maggior parte non ha internet, e collegarsi dai cybercafè è troppo caro.
Inoltre i problemi reali che bisogna affrontare quotidianamente per vivere dignitosamente a Cuba tolgono tutto il tempo a loro disposizione.

Chissà che il nuovo "cavo" dal Venezuela possa cambiare questa attitudine, serebbe bello se la rete fosse utilizzata dai cubani non solo per criticare o per elogiare la rivoluzione "a prescindere", ma anche per entrare con diritto nella realtà virtuale anche per scopi educativi, professionali e perchè no anche un pò ludici.

24 marzo 2011

Cambio a Cuba: mettere il carro davanti ai buoi

Da qualche giorno abbiamo saputo che i giornalisti stranieri non avranno più l'esenzione doganale per tutto quello che gli serve per svolgere il loro lavoro, dalle automobili ai pezzi di ricambio e equipaggiamenti professionali.

Mi sono rivolto così ad un rappresentante della KIA per sapere dove posso comprare i pezzi di ricambio per la mia automobile. Mi ha risposto che non esistono, e non ci saranno in un futuro prossimo.

Sta diventando un'abitudine applicare nuove misure senza prevederne le conseguenze. Non è strano che alcuni rimedi siano più pregiudiziali che le malattie che pretendono combattere.
La maggior parte dei ricambi per auto si vendono al mercato nero, se prima lo Stato perdeva imposte, ora aumenteranno le "mancanze".

Potremmo pensare che sia un problema personale, con un contenuto politico, rivolto a complicare la vita alla stampa straniera, invece, questa mancanza di previsione colpisce molto di più chiunque, molto più di quanto gli economisti pensano.

Basta pensare che si è aperto il mercato privato e sono state emesse 171.000 licenze senza che si sia comprato i beni che queste attività necessitano. Non bisogna essere veggenti per capire da dove viene l'80% dei prodotti che si vendono per la strada.

La crisi maggiore è quella del pane, i lavoratori in proprio ogni giorno svuotano i panifici, mentre la popolazione soffre interminabili code per un alimento basico per sfamare la famiglia.
La scarsità si potrebbe prevedere, invece c'è sempre meno pane perchè la farina si compra al mercato nero. Un ex direttore di un panificio statale mi ha spiegato che questoa era la sua entrata maggiore e che, per conservare il posto, pagava delle commissioni al suo capo.

Le autorità non vogliono aprire mercati all'ingrosso per i lavoratori in proprio e questo li danneggia. Nessuno può vendere una pizza a $0,30 comprando la farina e il formaggio nei supermercati in CUC, con prezzi che hanno tasse del 240%.

Hanno devoluto terre beneficiando più di 100.000 famiglie, però queste persone non sanno dove comprare attrezzi, semi, cavi e sistemi di irrigazione di cui hanno bisogno per poter produrre.
I contadini dicono che è come mettere il carro davanti ai buoi e sembra proprio così. Da alcuni giorni hanno pubblicato sul quotidiano ufficiale la dichiarazione di un tecnico che afferma che cucinare con elettrictà è molto più caro.

L'argomento è tecnico, il gas ha maggior valore calorico, ed è più economico, le centrali elettriche hanno maggiori dispersioni e le perdite energetiche aumentano durante il tragitto dalla centrale all'elettrodomestico.
Prima si spendono milioni di dollari per comprare cucine e pentole elettriche, "per risparmiare", poi scoprono che cucinare con gas, come si faceva prima, è più economico. Così non c'è economia che possa resistere.

Un buon meccanismo di risparmio sarebbe analizzare le conseguenze prima di prendere delle decisioni concrete. Per raggiungere questo basterebbe ascoltare degli specialisti, quelli che molte volte non hanno potere ma molte conoscienze specifiche.

Così noi giornalisti ci integriamo alla realtà dei lavoratori in proprio senza poter comprare all'ingrosso, dei genitori che soffrono la coda per il pane, delle casalinghe che hanno perso il gas e dei contadini ai quali non vendono gli attrezzi.

Però alla fine, i recessi che dobbiamo sopportare ora ci avvicinano di più alla gente comune e questo per un giornalista è sempre un bene.

di Fernando Ravsberg da BBC Mundo

La politica di Cuba: Obama non farà nuovi gesti di apertura verso Cuba, se dall'isola non ci saranno nuovi segni positivi

Intervista di Andres Oppenheimer a Obama in merito ai rapporti con Cuba e con altri paesi dell'America latina.

Domanada- Chi ha parlato ampiamente su temi che vanno dalle tensioni con il Venezuela e l'Argentina all'attesa di offerte per il libero commercio USA con Panama e Colombia, ha detto che negli ultimi decenni ha fatto alcuni dei più significativi cambiamenti nella politica degli Stati Uniti verso Cuba, ma la leadership cubana non ha risposto in merito.

Riposta- "Abbiamo esteso le rimesse di denaro, i viaggi, abbiamo mandato un forte segnale al popolo cubano. Il Governo dell'isola ha risposto con alcuni gesti come la liberazione dei prigionieri politici e l'avvio di un mercato basato su piccole attività in proprio, ma non abbiamo visto molto di più come vorremmo."

Obama afferma che vorrebbe alcune azioni significative, ma non specifica quali potrebbero essere le minime misure per sviluppare il rapporto bilaterale.
Nemmeno menziona il caso Alan Gross, l'imprenditore condannato a 15 anni di reclusione a Cuba per aver introdotto illegalmente sull'isola equipaggiamenti per le comunicazioni clandestine, ma altri ufficiali USA hanno già richiesto la sua scarcerazione.

[...]

In merito all'affermazione di alcuni politici repubblicani che accusano il Venezuela di aiutare attivamente l'Iran nel suo programma nucleare, si mantiene cauto, non esiste una prova certa in merito.

Domanda- Alcuni rapporti indicano che il Venezuela stia segretamente aiutando l'Iran ad ottenere uranio in violazione alle risoluzioni delle Nazioni Unite volte a fermare il programma nucleare bellico iraniano, lei è consapevole di questo problema, quanto ne è preoccupato?

Risposta- "Noi prendiamo la non-proliferazione (nucleare) molto seriamente, non voglio fare dichiarazioni categoriche in merito, ma siamo consapevoli che le leggi, le risoluzioni internazionali devono essere osservate, e vogliamo essere sicuri che le osservino."

tratta da The Miami Herald

23 marzo 2011

Cambio a Cuba: liberato l'ultimo prigioniero di coscienza, Josè Daniel Ferrer

Liberato Josè Daniel Ferrer (foto sopra), l'ultimo prigioniero di coscienza del gruppo dei 75 della "primavera nera" del 2003.
Ieri era stato liberato anche Felix Navarro (foto sotto).


Ora in carcere restano ancora circa 60 prigionieri politici, il numero esatto non si conosce, ma bisogna dire che la maggior parte di loro, a differenza del gruppo dei 75, sono accusati di reati comuni e violenti legati alla loro dissidenza e non solo per l'espressione delle loro idee.

I prigionieri di coscienza che hanno deciso di rimanere a Cuba, molti sono in esilio negli USA o in Spagna, sono liberi con "licencia extrapenal" (comparata alla libertà sulla parola n.d.r.).

La liberazione di tutti i prigionieri di coscienza segna un passo fondamentale di Raul Castro verso un cambio che sta dimostrando di voler compiere concretamente.
Dopo la concessione di 178 licenze per attività in proprio, l'apertura verso la dissidenza pacifica dimostra la volontà del Governo di aprirsi ad una normalizzazione socio-economica, per una transizione del sistema socialista verso una modernizzazione indispensabile per mantere viva e attuale la rivoluzione con le sue conquiste e la sua ferma posizione contro le ingerenze e l'aggressività del capitalismo liberista degli USA e della UE.

22 marzo 2011

Riflessioni di Rob: per non dimenticare cosa fanno gli USA in Afghanistan

Varie fotografie mostrano soldati statunitensi in Afganistan che posano vicino ai cadaveri di cittadini arabi sono state pubblicate lunedì 21 dalla rivista tedesca Der Spiegel, ha informato Telesur.

Le tre immagini -in un totale di 4000– sono state sequestrate da elementi dell’Armata che stanno investigando sulla morte di tre afgani disarmati, avvenuta l’anno scorso, non hanno fatto altro che confermare gli abusi, commessi da un’unità della Quinta Brigata della Seconda Divisione di Fanteria dell’esercito degli USA che operava a Kandahar (nel sud afgano).

Una delle istantanee che le Forze Armate degli Stati Uniti mantenevano in segreto per un’investigazione su crimini di guerra, mostra un militare che sostiene una testa insanguinata.

Dodici soldati che parteciparono a quelle azioni sono giudicati in un tribunale di Seattle, nel nordest degli USA. Gli ufficiali coinvolti negli assassinii avevano presentato uno stretto ordine di protezione che cercava di limitare l’accesso alle fotografie per la “delicatezza del tema”.

I militari del battezzato ‘squadrone della morte’, simulavano che le vittime erano morte in combattimento, oltre a tagliare loro parti del corpo per tenersele come trofei. L’esercito degli USA, in un comunicato emesso dal colonnello Thomas Collins, si è limitato a ‘chiedere scusa per la sofferenza (...)e l’angoscia che provocano queste foto.

fonte Granma

Riflessioni di Rob: rivoltosi di serie A e rivoltosi di serie B

Mentre le bombe "umanitarie" della "coalizione dei volenterosi" fanno i primi 40 morti civili, tra cui 3 bambini, la cosìddetta azione di pace per aiutare il popolo di Libia massacrato da Gheddafi, sta naufragando tra patetiche liti e ingerenze varie, che nessuno comprende, neanche gli stessi francesi, succubi del loro leader che si è improvvisato lo "sceriffo europeo", più per cercare di rimontare il calo di popolarità in Francia che per aiutare la popolazione libica.

Fatto stà che i tre paesi più coinvolti, Francia, Inghilterra e Italia, quest'ultima "obbligata" a detta di Berlusconi, stanno litigando su chi decide che cosa. Obama temporeggia, anche perchè in questo caso l'interesse USA non è tanto per il petrolio libico, ma soprattutto per quello del Barein e dell'Arabia Saudita che lo coinvolgono più direttamente, dove i venti di libertà soffiano, al momento ancora moderatamente, come negli altri paesi dell'area mediorientale.

Ma le vere questioni alle quali nessuno osa rispondere sono due:

1. Perchè si dà così tanta fiducia ai rivoltosi di Bengasi? Cosa li rende portavoce dell'intero paese? Sembra che una gran parte della popolazione appoggi ancora Gheddafi, anche perchè sino ad oggi la Libia era il paese più ricco del Nord Africa, dove la situazione economica della popolazione era comparabile addirittura ad alcuni paesi della Nato.
2. Perchè ci si ostina ad intervenire militarmente sulla sovranità libica, quando nella stessa Africa, molti altri dittatori, molto più sanguinari di Gheddafi, continuano imperterriti a massacrare impunemente i loro popoli, continuando oltretutto ad essere foraggiati dai alcuni paesi occidentali.
Esistono forse civili di serie A e civili di serie B?

Siamo abitutati ad ottenere informazioni filtrate da parte dei "grandi" del pianeta, ma è ora di ribellarsi coerentemente all'egemonia dell'ONU e della stessa NATO. La loro propaganda non può essere digerita da quelle persone che con intelligenza analizzano le false informazioni e giustificazioni che a riprese alterne assumono un aspetto umanitario e democratico, ma che nella realtà hanno sempre lo stesso scopo: eliminare i personaggi scomodi, i non allineati, coloro che non si sottomettono al FMI, alle banche americane ed europee, alle multinazionali vampire, che devono alimentare la loro sete di potere e denaro a scapito di chiunque non si sottometta ai loro disegni vandalici.

Sono sempre i soliti paesi anti-americani come la Cina, la Russia, il Venezuela e ovviamente Cuba gli unici che con coerenza continuano coraggiosamente ad opporsi al disegno degli invasori occidentali.
Vorrei che anche chi dissente con forza questi governi, possa per una volta fermarsi a riflettere, leggere un pò di storia geo-politica, andare al di là dell'apparente "democrazia" di quei paesi occidentali che mostrandoci una carota, sempre più marcia, in realtà ci bastonano con violenza inaudita.

In conclusione NO all'ingerenza sulla sovranità degli Stati, NO alla guerra senza se e senza ma, SI ALLA PACE UNIVERSALE.

19 marzo 2011

Riflessioni su Cuba: si aggrava la posizione di Luis Posada Carriles, autore della bomba che uccise l'italiano Fabio Di Celmo nel 1997

Il 4 Settembre 1997 una bomba esplose all'hotel Copacabana dell'Havana, sul lungomare del Miramar. L'esplosione, anche se di piccola entità, uccise un imprenditore italiano Fabio di Celmo, di 32 anni.
Nello stesso giorno altre due bombe esplosero in altri hotel della zona, senza causare vittime.


Fabio Di Celmo (nella foto) si trovava al bar dell'Hotel Copacabana, quando e' esplosa una bomba nascosta proprio all'ingresso. L'italiano ha avuto la gola squarciata e la corsa all'ospedale Ciragarcia, riservato agli stranieri, e' stata inutile. Di Celmo e' morto dissanguato. L'esplosione non e' stata particolarmente violenta: ha danneggiato il bancone del bar, rovesciato dei tavolini e mandato in frantumi le vetrate che danno sulla grande piscina d'acqua salata. Sarebbero state proprio le schegge dei vetri a ferire a morte Di Celmo. L'uomo, in questo viaggio accompagnato dal padre, era sull'isola per affari.

L'autore materiale dell'attentato, Ernesto Cruz Leon (nella foto), salvadoregno, era stato condannato a morte nel 1999, dopo due anni dalla sua cattura avvenuta il 4 settembre 1997. Reo confesso di tale crimine, Ernesto Cruz, operò su ordine del terrorista anticastrista Luis Posada Carriles, che vive tutt’ora a Miami, e per la Fundación Nacional Cubano Americana (FNCA), principali artefici e finanziatori della rete terroristica nata per rovesciare il governo cubano.


Durante il processo che avvenne nel 1997 il salvadoregno confessò che a contattarlo direttamente per compiere tale atto, fu il suo connazionale Francisco Chávez Abarca (nella foto), braccio destro di Luis Posada Carrilles.
Dopo una lunga latitanza Abarca, è ora detenuto nelle carceri de la Habana.

La condanna a morte di Cruz Leon è stata covertita in 30 anni di carcere. Il presidente cubano Raul Castro, il 28 aprile 2008 in un discorso trasmesso dalla televisione cubana e rivolto al Comitato Centrale del Partito Comunista rese pubblica tale decisione affermando che “Il Consiglio di Stato ha deciso di commutare le condanne a morte di un gruppo di prigionieri […] non si tratta di una decisione dovuta a pressioni esterne, ma di un atto sovrano in linea con la condotta etica ed umanitaria che dall’inizio ha caratterizzato la rivoluzione cubana”.

Nel periodo tra l'aprile 1994 e il settembre 1997 si contano più di trenta piani terroristici progettati a Miami contro Cuba, tra cui più di 15 con l'utilizzo dell'esplosivo C-4, organizzati dalla Fondazione nazionale cubano americana e da altri gruppi controrivoluzionari, come Alpha 66, il Pund e il gruppo di Orlando Bosch responsabile del crimine alle Barbados.

Il processo a Luis Posada Carriles (nella foto), che ha rivendicato la sua responsabilità ideologica e organizzativa negli attentati, incluso quello che uccise Di Celmo ed un'altro all'aereo della Cubana de Aviacion alle Barbados che causò 73 vittime oltre a decine di altri atti terroristici per attentare alla vita di Fidel Castro, si sta tenendo a El Paso, Texas.

Recentemente la posizione di Posada si è aggravata con la testimonianza della giornalista Ann Louise Bardach che intervistò Luis Posada Carriles nel giugno del 1998 ad Aruba. La giornalista registrò gran parte dell’intervista e per ordine del tribunale ha dovuto compartirla con i procuratori. Il botta e risposta tra Bardach e Posada Carriles è compromettente. Posada ammette che una delle sue bombe uccise Di Celmo, il quale aveva avuto la sfortuna di essere vicino alla bomba nel momento meno opportuno.

Utilizzando la logica perversa degli assassini, Posada disse alla giornalista circa l’uccisione di Fabio Di Celmo . "Non è successo niente, ma si recise la giugulare". Successivamente Posada Carriles segnalò alla Bardach che non aveva alcun rimorso per la morte di Fabio Di Celmo. "Io dormo come un bambino" disse, ed è proprio quello che ha fatto costantemente durante questo processo a El Paso.

18 marzo 2011

Cambio a Cuba: liberato un'altro dissidente, Ricardo Librado Linares, gli ultimi due dei 75 del 2003 saranno liberi in Luglio

A un giorno dall'ottavo anniversario del suo arresto, è stato liberato il dissidente Ricardo Librado Linares, adesso restano in carcere solo due prigionieri del gruppo dei 75 della primavera nera del 2003.

Linares si è rifiutato di andare in esilio, come altri del gruppo, per questo motivo la sua liberazione è stata ritardata.
Gli ultimi due dissidenti Jose Ferrer e Felix Navarro saranno scarcerati entro il prossimo Luglio, anche loro hanno rifiutato l'esilio e rimarranno residenti nelle loro case.

Sta così terminando la tragica storia di oppressione verso i prigionieri di coscienza che dal 2003 hanno sopportato una condizione di detenzione tanto dura quanto ingiusta.

Il Governo ha così confermato la volontà di normalizzare una situazione che tante critiche e proteste ha suscitato in questi anni da parte della comunità internazionale.

Seguire questo cammino, per Raul Castro, significa confermare un'apertura che sta portando Cuba verso una nuova stagione di tolleranza e di diritti sociali, che porteranno solo benifici al Governo, che sta dimostrando di aver intrapreso davvero la strada del cambio, innanzitutto per preservare la morale socialista e sviluppare così nuove misure verso uno sviluppo socio-economico sempre più vicino.

Riflessioni di Rob: ancora una volta l'ingordigia e l'arroganza dei "grandi" vince sulla sovranità dei popoli

Ancora una volta l'arroganza dei potenti interviene in Libia.
Ancora una volta l'autodeterminazione dei popoli viene calpestata.
Ancora una volta venti di guerra al servizio delle lobby bancarie, delle armi e del petrolio vincono sul rispetto della sovranità degli Stati.

Ancora una volta una "guerra di pace" versa bombe "intelligenti" contro un popolo, dando ragione a qualcuno e torto a qualcun'altro, seguendo l'unico schema che i "grandi del mondo" conoscono: esportare false democrazie, agire per "fini umanitari", difendere i deboli... ma in realtà per il solo scopo che alimenta i paesi più ricchi: accaparrarsi le riserve dorate di quelle materie prime che garantiscono la sopravvivenza dei "ricchi" e gli altri? fuori dalle mura e che se la cavino con gli avanzi!

Oggi il petrolio e il gas, e domani? Sarà l'acqua ad essere da detonatore per le future guerre "umanitarie", con la solita giustificazione: "democratizzare" i paesi non allineati.

Attenzione non è una difesa alle barbarie di Gheddafi, ma è un grido per il rispetto dell'autodeterminazione degli Stati. Ognuno a casa sua può e deve agire come crede.
I ribelli libici hanno iniziato una guerriglia in nome della libertà, parola sempre più ambigua e vuota di significato semantico (da Wikipedia: Per libertà s'intende genericamente la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, usando la volontà di ideare e mettere in atto un'azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto) e vale sia per i ribelli che per chi sta al potere, in un paese che era il più ricco del nord Africa, la stavano perdendo, quindi in nome della loro difesa intervengono gli "sceriffi".
Non è bastato l'est Europa, l'Afghanista e l'Irak, per imparare che chi crede di liberare, quasi sempre crea più danni che soluzioni ai problemi.

Saddam un crudele dittatore? E le truppe di liberazione che? Oggi in Irak la stragrande maggioranza preferirebbe tornare al vecchio regime che sopportare gli abusi e le uccisioni quotidiane perpetuate indiscriminatamente su ribelli, civili, cani e porci!
In Afghanistan a capo del cosiddetto governo democratico c'è un criminale narco-trafficante, che ha sostituito i talebani con altri criminali con "licenza di uccidere".

Gheddafi ha una potenza di fuoco maggiore dei ribelli, e l'ONU ha una potenza di fuoco maggiore di Gheddafi, il solito gioco del più forte che aggredisce il più debole.
BASTA! lasciate che siano i popoli a gestire il loro territorio. L'arroganza di chi crede di agire nella ragione è sempre accompagnata dalla superbia con la quale si vuole "conquistare" e non "difendere"!

Oggi più che mai mi sento solidale con quei governi che nonostante tutti i problemi e le carenze, continuano coerentemente ad opporsi alla violenza conquistatrice dei "grandi del pianeta".
Oggi più che mai voglio gridare:
VIVA CUBA, VIVA IL SOCIALISMO, VIVA LA RIVOLUZIONE!

17 marzo 2011

Internet e Cuba: la luna di miele, la guerra virtuale e la vita reale

Senza dubbio a Cuba deve esserci stato un matrimonio al quale non sono stato invitato, per questo non capisco quando si ripete, con insistenza, che il caso di Alan Gross pone fine alla "luna di miele" che vivevano Washington e l'Havana.

Una storia d'amore dove di persueguono le società che vendono attrezzature mediche a Cuba che spendono 20.000.000$ per appoggiare i movimenti di opposizione interna con il fine di destabilizzare il Governo.

Si può pensare che sia una "intromissione nelle questioni interne di un altro paese" o che si tratta di "solidarietà con chi lotta per la democrazia", però classificare queste attività "luna di miele" suona molto lontano dalla realtà.

Incluso i due "gesti" più importanti che gli USA hanno fatto verso Cuba, una maggior flessibilità nei viaggi verso l'isola e il permesso di inviare denaro utilizzando Western Union, che sono posteriori all'arresto di Gross.
E' davvero cusrioso che Washington abbia deciso di cedere su questi temi così delicati, ancor di più se sono "indignati" per l'arresto di Gross. A prima vista sembra contraddittorio.

I nemici di Obama sono implacabili, ma bisogna riconoscere che hanno ragione quando affermano che non è logico ampliare i viaggi e facilitare le rimesse di denaro ad un paese accusato di terrorismo.
La contaddizione tra i discorsi e la pratica sono evidenti, ma non è certo una novitèà tra i politici del mondo intero. Però per il presidente USA è più difficile perchè Cuba è un paese in "libertà vigilata".

Inoltre per il presidente afro-americano la televisione cubana produce video che, oltre ad essere noiosi, non producono materiale compromettente nè per gli oppositori nè per Washington.
Il fatto è che mostrare agenti del contro-spionaggio cubano che parlano male dei dissidenti o delle dame di bianco e degli USA, ha la stessa credibilità di ufficiali della CIA che accusano Cuba di essere una dittatura.

Oltretutto sono stati presentati già tre programmi sul tema della "guerra cibernetica" contro Cuba e non è apparsa nemmeno una immagine di Gross nè delle sue attività.
Su questo tema hanno abbastanza poco, una antenna parabolica cammuffata da tavola di surf inviata dal capo di informatica della Freedom House che dava anche lezioni su come scrivere mesaggi segreti.

I blogger cubani si difendono affermando che a Cuba non si rispetta la privacy e per questo si criticano i "messaggi criptati". Può essere, però messaggi segreti di questi tempi insospettiscono anche le nazioni democratiche del mondo.
Può essere che conosco poca gente, però non c'è nemmeno un mio amico che utilizzi chiavi segrete per scrivere su internet. Ci sarà chi le usa ma le sole che io consco sono quelle dei film di spionaggio.

Tutto questo rumore dall'estero però non ha molta ripercussione a Cuba. Per il cittadino comune non sono una notizia "le perverse intenzioni dell'impero" nè l'esistenza di infiltrati nell'opposizione.
I problemi della gente comune continuano ad essere: capire le regole del lavoro in proprio, speculare sulle leggi che si annunciano ma non si approvano e quanto li condizionerà la svalutazione del pesos.
La maggioranza dei cubani che conosco non si preoccupano dei temi della guerra cibernetica, sono così immersi nella propria guerra che non gli resta molto per guerre virtuali.

di Fernando Ravsberg da BBC Mundo

Cambio a Cuba: la frustrazione dei cubani alla vigilia del congresso del Partito Comunista

I cubani sono preoccupati per la situazione economica del paese e chiedono al Governo di migliorare il suo impegno durante il congresso del Partito Comunista che si terrà in Aprile.

I bassi salari, gli elevati prezzi e la prevista cancellazione della "libreta" prevista per la fine del 2011 sono le principali preoccupazioni dei 7 milioni di cubani che hanno partecipato ai dibattiti durante le riunioni organizzate sull'isola.

L'annunciato nuovo piano sociale di Raul prevede la trasformazione del "lavoro collettivo" ad uno che incoraggi l'espansione del settore privato, come già si può vedere con la concessione di 178 licenze per attività private.
Il Governo sostiene che l'attuazione del nuovo programma è inevitabile per salvare il sistema socialista e non implica abbracciare l'economia di mercato.

I cubani stanno aspettando il congresso del PCC con un mix di speranza e timore.
In base al nuovo cambiamento nell'economia più di 113.000 cubani hanno richiesto le nuove licenze per un lavoro autonomo e 100.000 terreni abbandonati sono stati affittati con la speranza di ottenere maggiori profitti, lo Stato però ha aumentato le imposte.

Una signora di Santiago che affitta alcune stanze della sua "casa particular" ai turisti si lamenta dell'aumento delle imposte che sono salite da 160$ al mese a 200$. Il popolo ora non incolpa solo l'embargo USA per il rallentamento dello sviluppo, ma considera responsabile anche il sistema economico cubano.

Ci si chiede, anche da parte di funzionari comunisti, perchè vista la maggior richiesta di distribuzione alimentare i prodotti restano sotto controllo statale e si lasciano marcire nei campi o nei camion.

Un militante del PCC afferma che "la cosa positiva è che si sono divulgate molte informazioni che riflettono le opinioni dei cittadini sui temi caldi e questo pone una grande pressione al Governo per rispondere in maniera adeguata. Non sarà facile. Dobbiamo continuare a gestire il cambio, perchè l'alternativa sarebbe uno sfacelo."

"Se non siamo in grado di creare un paese sostenibile per soddisfare le esigenze che si sono raggiunte con sacrificio, perderemo i risultati ottenuti, ma il processo è necessario" ha aggiunto alludendo alla salute e all'educazione gratuita che ricevono i cubani.

fonte Reuters

16 marzo 2011

Repressione a Cuba: chiesti tre e quattro anni di prigione perchè ascoltavano Los Aldeanos

Ha dell'incredibile! Dopo i segnali di apertura verso i prigionieri di coscienza, ricordiamo la recente liberazione di tutti i prigionieri politici, il Governo scivola su una buccia di banana che rende tutti gli sforzi fatti irrisori e ridicoli.

I due fratelli Marcos Maikel e Antonio Michel Lima, in carcere dal 25 Dicembre accusati di "scandalo pubblico" perchè ascoltavano ad alto volume la musica de Los Aldeanos, rischiano rispettivamente tre e quattro anni di carcere.

Lo scorso Febbraio Aldo Rodriguez Baquero e Brian Rodriguez Gala, i due componenti del gruppo hip hop cubano Los Aldeanos, si recarono a Holguin per visitare i due giovani arrestati, gli fù impedita la visita, visitarono così il padre dei due ragazzi, il dissidente Marco Antonio Lima Dalmau.

Sul posto si radunarono molti giovani chiedendo ai musicisti di improvvisare qualcosa per strada, la polizia intervenne prontamente e si formò uno scontro con i giovani presenti che causò diversi arresti e alcuni feriti.

Oggi l'incredibile notizia della richiesta di una pena così severa per la sola colpa di ascoltare musica!
Questo paradossale episodio rischia di cancellare in un solo colpo tutti i lodevoli sforzi del Governo atti a normalizzare la situazione della dissidenza pacifica sull'isola.

Riflessioni su Cuba: le ambiguità di Yoani Sanchez

Ho conosciuto personalmente Yoani Sanchez nel 2008 all'Havana. Ho ammirato allora la sua posizione alternativa sulle notizie che normalmente si avevano da Cuba.
Ho rispettato il suo ruolo di blogger che descrive una realtà cubana che molti non conoscevano, la sua capacità di divulgare nel mondo una visione di Cuba dove i problemi quotidiani, le insufficienze basilari, le repressioni verso i dissidenti di pensiero erano, e in parte sono ancora, una realtà che deve, e in parte sta per, cambiare.

Ma oggi voglio sottolineare una ambiguità nella sua "missione". Sempre più frequentemente si sta tramutando in una portavoce del governo statunitense, i premi che sta ricevendo, alcuni con merito, oltre a renderla conosciuta globalmente, la rendono una privilegiata, sia economicamente che come personaggio pubblico.

Sicuramente queste mie affermazioni susciteranno ira e proteste da quei dissidenti dentro e fuori l'isola che la appoggiano a priori, ma vorrei far notare che così come quegli stessi cyber-dissidenti reclamano, cioè un confronto democratico, io vorrei esporre i miei dubbi e porre delle domande alla simpatica Yoani, sulle quali vorrei si fermasse a riflettere.

Non c'è dubbio che le realtà che espone su Cuba sono in gran parte vere, che le cose che devono cambiare sull'isola sono innegabilmente necessarie, ma la posizione che sta assumendo sempre più filo-americana è in contrasto con quello che contesta al Governo cubano.

Vorrei così ricordarle un paio di cose in merito alle attività "pacifiche e democratiche" degli USA:

1. Il Governo americano è quello che nella seconda guerra mondiale iniziò la sua attività principale di "governatore e sceriffo" del mondo. Le due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, con i 180.000 morti istantanei e le migliaia di vittime degli anni successivi, gettarono le basi per quello che oggi gli USA continuano ad attuare impunemente ovunque sul globo.

2. E' lo stesso Governo che con la guerra in Vietnam causò 4.000.000 di morti e iniziò a sperimentare gli effetti delle innovative armi di distruzione di massa come l'"agente arancia", che miscelando due potenti erbicidi con un alto contenuto di tetraclorodibenzodiossina, causa deformazioni genetiche che proseguono per decenni.

3. E' lo stesso Governo che nel 1999 quasi rase al suolo il Kosovo con migliaia di proiettili 35mm caricati con uranio.

4. E' lo stesso Governo che con la giustificazione di scovare le supposte armi di distruzione di massa causò, e continua a causare, in Irak almeno 1.000.000 di morti civili dal suo inizio, così come in Afghanistan continua a uccidere civili innocenti nella ossessiva ricerca del suo ex-pupillo Bin Laden.

5. E' lo stesso Governo che ha sequestrato centinaia di persone rinchiudendole e torturandole a Guantanamo senza che fosse contestato loro nessun crimine se non quello di essere musulmani, e che ancora oggi nonostante Obama abbia calorosamente annunciato la chiusura del lager di Guantanamo, continua a mantenere detenute 172 persone senza alcuna accusa ufficiale.

6. E' lo stesso Governo che continua a difendere ed appoggiare l'invasione economica delle sue banche e multinazionali che hanno generato, e continuano a fomentare, guerre civili dall'Africa al Sudamerica in nome della globalizzazione liberista.

7. E' quello stesso Governo che parla di diritti civili, di lotta alla povertà, quando all'interno dei suoi confini la repressione della polizia non ha paragoni con nessun altro sistema repressivo al mondo. Dove intere aree del paese sono in mano alla criminalità delle gang, dove intere città sono abbandonate alla miseria, dove migliaia di persone muoiono di fame per strada.

Sarebbe lodevole se Yoani potesse confrontarsi con questi temi, se volesse coerentemente condannare queste posizioni americane così come condanna gli abusi del "regime castrista" all'interno della sua Cuba.

15 marzo 2011

Riflessioni su Cuba: il capitalismo porta verso un tunnel senza uscita

Fidel Castro in una nuova "riflessione" lancia l'ultima forte critica contro i modelli occidentali e avvisa che la "società di consumo capitalista sta portando il mondo verso un tunnel senza uscita", le consequenze del quale incideranno nella povertà globale.

I rifiuti e le società di consumo neoliberali e imperialiste stanno portando il mondo verso un tunnel senza uscita, dove il cambio climatico e il costo crescente degli alimenti stanno conducendo milioni di persone verso i peggiori indici di povertà.

Soffermandosi sull'attuale panorama orientale sottolinea il paradosso secondo il quale " il re Abdulà dell'Arabia Saudita appoggia una eventuale guerra della NATO contro la Libia, mentre in Bahrein la NATO appoggia una eventuale "invasione" del territorio saudita.

In questo senso Fidel avverte che in questo conflitto "il sangue del popolo arabo sarà versato in nome delle grandi multinazionali satunitensi, mentre nel frattempo i prezzi del petrolio raggiungeranno limiti imprevedibili nella misura in cui le guerre sono scatenate nelle aree di produzione più importanti."

Inoltre aggiunge che "i disastri nucleari che stanno colpendo il Giappone moltiplicano la resistenza delle popolazioni nel mondo verso la proliferazione delle centrali nucleari."

Riflessioni su Cuba: gli USA congelano fondi dell'ONU per la lotta all'AIDS e alla Tubercolosi destinati a Cuba

Cuba denuncia un nuovo atto del "bloqueo" degli USA verso l'isola. Il governo americano ha sequestrato 4 milioni e 207 mila dollari destinati a Cuba dal Fondo Mondiale contro l'AIDS e la Tubercolosi per il primo trimestre del 2011.

Lo scorso Gennaio il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD), incaricato di canalizzare un'aiuto economico a Cuba, ha informato che l'Ufficio delle Attività Estere del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva congelato i fondi per la sanità sull'isola.

Il finanziamento viene regolarmente effettuato ogni anno ed era destinato a progetti del Fondo Mondiale per la lotta contro l'AIDS e la Tubercolosi nel paese caraibico.

Questa decisione costituisce un atto illegale che ostacola seriamente la cooperazione internazionale fornita dalle Nazioni Unite attraverso le sue agenzie, fondi e programmi.
E' ancor più grave perchè colpisce fondi destinati a combattere e prevenire pandemie alle quali il Governo cubano e la comunità internazionale dedicano i loro maggiori sforzi.

Questa decisione unilaterale di Washington condizionerà la messa in pratica e la continuità di progetti sociali verso i gruppi più vulnerabili della popolazione cubana, così come il carattere universale delle agenzie, fondi e programmi dell'ONU.

da Kaos en la Red

Le riforme di Raul Castro: rivalutato il $ americano, oggi 1$ vale 1CUC

Il Governo cubano ha svalutato le due monete nazionali (CUC e Pesos Cubano) rispetto al dollaro americano. Oggi 1$ vale 1CUC (24 PC), anteriormente 1$ valeva 0,8CUC, cambio stabilito nel 2005.

La decisione è stata presa dal Banco Central de Cuba per segnare un passo teso a migliorare il bilancio della valuta del paese, perchè determina uno stimolo per le esportazioni.

L'economista cubano Arturo Lopez Levy, dell'università del Colorado, afferma che la parità tra CUC e $ è sì un passo positivo, un incentivo alle esportazioni, al turismo e alla conversione di valuta estera che renderà l'economia cubana più competitiva, ma il valore del CUC continua ad essere molto alto.

Un immediato beneficio lo può trarre chi ha famigliari residenti negli USA, che mandano rimmesse in denaro sull'isola, però per i lavoratori del paese non fà alcuna differenza, la vera differenza la farebbe l'eliminazione della dualità monetaria tra CUC e Pesos Cubano.

Sull'isola infatti i salari sono in PC, ma i beni di prima necessità si possono acquistare solo in CUC, la valuta debole serve solo per poter acquistari alcuni prodotti nei mercati nazionali.
Ma un salario mensile medio di 300-400 Pesos (12,5-16,6 CUC) continua ad essere irrilevante se convertito in CUC.

La politica di Cuba: Alan Gross condannato a 15 anni di prigione per attività sovversive

L'imprenditore statunitense Alan Gross (nella foto con la moglie) è stato condannato a 15 anni di prigione dal tribunale cubano, che lo ha ritenuto responsabile di crimini contro l'indipendenza e l'integrità territoriale della nazione caraibica.

Dopo un processo di due giorni la corte del tribunale popolare dell'Havana ha emesso il verdetto, affermando che Gross ha partecipato ad un progetto sovversivo creato dagli USA.
"Si è dimostrata la partecipazione diretta dell'imprenditore al progetto mirato alla destabilizzazione della rivoluzione cubana, tramite l'utilizzo e la diffusione di mezzi di comunicazione fuori dal controllo delle autorità" ha affermato la televisione cubana.

Durante il processo Gross ha ammesso di essere stato utilizzato e ingannato dall'azienda Development Associates International (DAI), società imprenditoriale della statale Agencia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID).
Questa agenzia è subordinata al Dipartimento di Stato e si occupa della destabilizzazione politica contro governi in America Latina e altri paesi al mondo.

Gross ha cercato di diffondere sofisticate tecnologie per la creazione di reti clandestine di comunicazione, con lo scopo di attivare provocazioni controrivoluzionarie.
Nel processo Gross ha affermato che la DAI lo ha messo in pericolo e lo ha condotto alla sua attuale situazione, rovinando la sua vita e quella della sua famiglia.

Oltre alla testimonianza di Gross, a suo carico ci sono dieci testimoni, nove periti e molte prove materiali.
L'imprenditore americano di 61 anni, fù arrestato il 3 Dicembre del 2009, dopo che portò sull'isola equipaggiamenti sofisticati alla comunità ebrea, ma le autorità resero pubblico l'arresto solo 15 mesi più tardi.

Dalla detenzione di Gross, Raul Castro ha accusato pubblicamente il presidente USA Obama di averlo inviato a Cuba con lo scopo di diffondere sofisticati mezzi di comunicazione per aiutare i controrivoluzionari dell'isola.

da Conexion Cubana

14 marzo 2011

Riflessioni su Cuba: diffondere internet è un beneficio anche per il Governo cubano

Senza dubbio Washington sta organizzando da tempo una cospirazione contro Cuba nel cyberspazio. Le prove sono i cospicui finanziamenti ai dissidenti interni per gestire blog e siti dall'isola e il tentativo di importare nell'isola equipaggiamenti per la ricezione di segnali radio-televisivi dagli USA.
La riposta di Cuba però non può essere quella di chiudere le porte cercando di bloccare o impedire l'accesso a internet al popolo cubano.

La paura da parte del governo dell'isola è dovuto soprattutto alla poca conoscienza della rete, che lo porta a voler mantenere in una campana di vetro il popolo cubano, impedendo però in questo modo a qualsiasi cubano di potersi connettere ed esprimere così un'opinione personale, che non sia solo quella, a volte decisamente pro-americana, di alcuni blog dissidenti dell'isola.

Il pericolo maggiore per il Governo è quello di "minare i ponti", in questo caso internet, per difendersi dal nemico. Impedire la "contaminazione ideologica" dagli USA non si ottiene restringendo ulteriormente le libertà e le comunicazioni isolando così ancor di più il popolo cubano dal resto del mondo.

Se fino ad oggi l'accesso ad internet era molto costoso e lento a causa della mancanza di una connesione a fibra ottica, da Luglio del 2011 la nuova linea dal Venezuela permetterà una velocità 3000 maggiore di quella odierna ed un costo più accessibile. E' questa un'occasione per divulgare maggiormente l'utilizzo di internet anche a chi, senza aiuti economici dall'estero come quelli dei quali beneficiano alcuni cyber-dissidenti, vuole semplicemente potersi connettere ed esprimere una libera opinione, non necessariamente contro-rivoluzionaria.

Un esempio di come la linea dura non funziona, è la guerra contro le antenne paraboliche che il Governo sta sostenendo da tempo e che non dà alcun risultato, sia perchè è molto costoso cercare di controllare e reprimere chi ne fa uso, sia perchè si lascia spazio a quelle televisioni anti-castriste di Miami che offrono una visione altrettanto propagandistica della realtà globale.

In una occasione il ministro della cultura cubano, Abel Prieto, ha affermato che arriverà il giorno nel quale sarà impossibile impedire la ricezione di un segnale satellitare, quindi la migliore azione è quella di insegnare alla gente ad analizzare le informazioni che si ricevono, piuttosto che censurarle.

Se la rivoluzione ha "ragioni" da esprimere, la rete è un luogo indispensabile e l'accesso massivo ai cittadini la convertirebbe in un veicolo eccezionale per la divulgazione di idee, inoltre può essere così economico che diventerebbe una misura quasi "democratica".

La maggior debolezza del Governo cubano non è data dal fatto che gli anti-castristi e i cyber-dissidenti abbiamo molto spazio sulla rete, ma dalla scarsa presenza in rete dei cubani comuni residenti sull'isola.

Coloro che non sono all'altezza della sfida dovrebbero cedere il passo perchè quello che è certo è che evitare il dibattito non dà mai buoni risultati. Per dirlo con una metafora: bisogna salire sul ring e lottare oppure continuare a perdere perchè non ci si presenta.

fonte BBC Mundo

12 marzo 2011

Riflessioni di Rob: l'ipocrisia occidentale e il dramma libico

Le rivoluzioni che stanno infiammando il nord Africa sono oggi calorosamente appoggiate dai paesi occidentali, ma fino a pochi mesi fa quegli stessi governi oggi combattuti dal loro stesso popolo, erano non solo ben visti, ma addirittura corteggiati e finanziati dagli stati leader del mondo.

Prima la Tunisia e l'Egitto, che gli USA e la UE hanno da sempre foraggiato con generosi aiuti economici considerandoli una difesa contro l'invasione dell'oltranzismo islamico, sono oggi soggetto di un'attenzione morbosa nell'attesa di vedere quale sarà il risultato delle rivoluzioni appena avvenute.

La Libia è un'esempio ancora più scandaloso, soprattutto se prendiamo in considerazione il comportamento del governo italiano nei confronti delle relazioni economiche e politiche con Gheddafi.

Solamente la scorsa estate il leader libico venne in Italia con al seguito centinaia di bizzarri accompagnatori, bellissime amazzoni e, addirittura, organizzò un workshop sull'Islam al quale parteciparono 500 belle ragazze italiane, alcune delle quali si convertirono all'Islam.

Non solo, il baciamano del presidente Berlusconi a Gheddafi, già allora suscitò l'ilarità e l'imbarazzo della comunità politica internazionale. Il presidente italiano ha assecondato addirittura affermazioni allucinanti del carismatico leader libico, come quella con la quale affermava, quì nello Stato del Papa, che l'Islam doveva diventare la religione europea.

Ovviamente tutto questo aveva uno scopo preciso. L'Italia si riforniva per il 25% del petrolio e del 12% del gas proveniente dalla Libia. Non solo, Gheddafi partecipa, ancora oggi, in numerose imprese italiane come la Fiat e la banca Unicredit.

Bene, oggi, anche se inizialmente il governo italiano ha titubato nel condannare il comportamento violento del regime libico, Berlusconi e i suoi ministri si sono allineati con il resto delle potenze occidentali.

L'ONU probabilmente attuerà la No flying zone, anticipando quello che potrebbe diventare un ennesimo conflitto arbitrario e unilaterale dell'arrogante occidente invasore.
Addirittura la Francia e l'Inghilterra vorrebbero bombardare da subito le postazioni militari libiche, assicurando un'intervento mirato che escluderebbe vittime civili, certo! noi gli crediamo! basta guardare cosa continuano a provocare gli attacchi con bombe intelligenti ai civili in Iraq e Afganistan!

Insomma l'ipocrisia dei paesi occidentali è così evidente che diventa imbarazzante credere ai buoni propositi che si prefigge.
E' ovviamente la succolente possibilità di accaparrarsi altri approvvigionamenti di greggio che muove "l'altruista" mondo occidentale.

Solo la Cina, la Russia e pochi altri paesi come il Venezuela e la stessa Cuba, continuano ad appoggiare una risoluzione diplomatica, cercando di trovare con il dialogo un'uscita di scena pacifica di Gheddafi, senza scatenare l'ennesima carneficina made in USA e UE.

Cambio a Cuba: liberato Biscet! un'altro concreto passo verso il cambiamento!

Il Governo cubano ha liberato ieri Oscar Elias Biscet, il più emblematico dei dissidenti cubani in carcere dal 2003, arrestato durante l'onda repressiva denominata "primavera nera".
Biscet famoso in tutto il mondo, è stato il simbolo della dissidenza pacifica di Cuba, ha scontato 11 anni di carcere di una condanna a 25 anni.

"Non dico che contiuerò ad essere un'oppositore, perchè non ho mai smesso di mantenere un'attitudine contestataria contro gli abusi di questo Governo", ha dichiarato Biscet dalla sua casa nella periferia dell'Havana.

Biscet con la sua ferma posizione contro il Governo e la sua chiamata all'opposizione pacifica, creò la Fondazione per i Diritti Umani Lawton, sempre molto attivo nelle sue campagne basate su una forte fede cristiana e fermo anti-abortista.

Il passo positivo di Raul è un'altro importante segno verso un cambio che il Governo cubano sta affrontando, per portare il paese verso una normalizzazione sociale oltre che economica. Oltre a Biscet, Raul ha liberato gli ultimi 52 prigionieri politici ancora in carcere.

Oltre agli ultimi 12 prigionieri di coscienza del gruppo dei 75 del 2003, incluso Biscet, anche altri 50 prigionieri politici accusati di atti violenti come il sequestro di navi e aeroplani, hanno visto la libertà.

Le vicissitudini del dott. Biscet iniziarono nel 1998 quando per un anno fu arrestato 27 volte, per brevi periodo di tempo, accusato di disordine pubblico per aver organizzato marce pacifiche all'Havana.
Dal 1999 al 2002 scontò 3 anni consecutivi di carcere per gli stessi reati.
Nel 2003 fù nuovamente arrestato insieme ad altri 74 dissidenti durante la "Primavera nera" e condannato a 25 anni di carcere.

Oggi che tutti i prigionieri politici sono stati liberati inizia una nuova era per la libertà di espressione a Cuba.
E' innegabile la reale volontà del Governo di Raul di voltare pagina.
Dopo le concessioni di attività commerciali e professionali private che stanno aprendo nuove prospettive economiche sull'isola, queste nuove misure confermano un nuovo cammino del Governo, teso a rimodernare il tessuto economico e sociale dell'isola.

Un grande e coraggioso passo di Raul, che conferma quello che da diversi mesi sostengo con insistenza: per cambiare la critica situazione cubana non è necessario abbattere il regime castrista, anzi il dialogo e la transizione pacifica con i giusti modi e tempi possono davvero portare Cuba ad una nuova epoca di benessere e giustizia popolare.

Auspico che quei dissidenti, soprattutto all'estero, che gridando a scuarciagola continuano ad incitare ad una rivolta popolare contro il Governo, possano riflettere sui loro obiettivi reali.
Ora che la dissidenza viene tollerata, che l'economia viene in parte privatizzata, è il momento di lavorare per cambiare concretamente sia la mente che le azioni dell'opposizione, cercando di costruire insieme alle autorità una nuova realtà socio-economica sull'isola, mirata ad una rinascita socialista da contrapporre con fermezza al decadente modello capitalista-liberista occidentale, per una nuova alba sociale che possa essere un modello anche per quei paesi globalizzati e schiavizzati dalle lobby e multinazionali americane ed europee.

08 marzo 2011

Riflessioni su Cuba: Benicio del Toro ha iniziato all'Havana le riprese di "7 dias en la Habana" film corale di sette registi famosi

Il 4 Marzo scorso sono iniziate le riprese del film "7 dias en la Habana", una coproduzione franco-spagnola della Morena films e Film house, che vedrà uniti sette registi, tra i quali Benicio del Toro, impegnati nel rappresentare una fotografia contemporanea di un'Havana eclettica, con una visione giovane mirata al futuro.

Il film sarà un ritratto della Cuba contemporanea, composto da sette episodi, ogni corto di 15 minuti rappresenterà un giorno della settimana, con un obiettivo comune, catturare con le diverse sensibilità degli autori, l'energia e la vitalità che fanno dell'Havana una città unica.

Lontana dalla visione turistica, la pellicola ha lo scopo di esprimere l'anima della città, con i suoi quartieri, atmosfere, generazioni e culture differenti.
Le sette storie avranno argomenti differenti tra loro, mantenendo però molti punti in comune, per creare così un'unica atmosfera drammatica. Le location saranno quelle più famose ed emblematiche dell'Havana, dall'hotel Nacional al malecon.

I registi impegnati nel progetto sono: Benicio del Toro, per la prima volta dietro la macchina da presa; Julio Medem, spagnolo; Pablo trapero, argentino; Juan Carlos Tabio, cubano, famoso per essere l'autore di Fragola e cioccolato; Laurent Cantet, francese; Elia Suileiman, palestinese; Gaspar Noè, argentino.

Per la realizzazione del film si sono dovuti affrontare molti problemi, non solo logistici, come nel caso di Benicio del Toro, che a causa dell'embargo statunitense potrà realizzare solo un documentario e non una fiction, per ovviare al pagamento imposto dalle autorità americane.

Il suo episodio dal titolo "El Yuma" (lo straniero n.d.t.) aprirà il film. Ha iniziato le riprese per primo, venerdì scorso, nel quartiere el Vedado. L'episodio tratterà di un turista americano che alloggia nel famoso hotel Nacional e che viene "abbordato" da un tassista che lo accompagna in un giro "alternativo" per la città, sino a quando approdano all'alba , ad uno show di transessuali, da lì inizia la "locura".

Il film si prefigge lo scopo di mostrare la città meno conosciuta, il lato B dell'Havana, raccontando le storie da ottiche differenti, con un equilibrio tra un linguaggio pittoresco e uno più profondo, affinchè non sia solamente una "cartolina" dell'Havana.

03 marzo 2011

La politica di Cuba: cosa succederà a Cuba dopo Fidel?

Nei prossimi giorni un evento storico può succedere a Cuba. Il leader della rivoluzione, 84 anni, Fidel Castro è probabile che lasci l'ultimo dei suoi incarichi come leader del Partito Comunista di Cuba.

Secondo una fonte nell'elite del partito cubano, l'organizzazione sarà diretta da Raúl Castro di 79 anni, fratello del Comandante.
Finora, ha servito come secondo segretario del partito. Si presume che la registrazione legale dei cambiamenti nella direzione del partito avverrà nel mese di aprile. Allo stesso tempo, non è chiaro chi sarà il secondo segretario al posto di Raul. Non ci sono candidati tra i parenti dei leggendari fratelli.

Se le informazioni sono corrette, forse il più leggendario dei politici viventi darà le dimissioni dagli affari pubblici.
Il 1 ° gennaio 1959, dopo il rovesciamento del dittatore Fulgencio Batista, Fidel Castro è diventato il capo dell'isola come Primo Ministro. E' rimasto il leader del partito comunista sin dal suo inizio nel 1965. Nel 1976, la posizione di Primo Ministro è stata abolita e Fidel è diventato il nuovo presidente della suprema autorità esecutiva a Cuba: il Consiglio di Stato.

Da allora, il Comandante ha tenuto le redini del potere nelle sue mani.
E 'diventato un simbolo della lotta contro l'egemonia americana. Gli esperti stimano che è stato il bersaglio di 637 tentativi di assassinio, un record mondiale assoluto.
Fidel ha costruito l'unico stato socialista dell'emisfero occidentale, che dopo il crollo del blocco sovietico ha vissuto tempi difficili. Negli ultimi 20 anni, Cuba vive in grande povertà, ma non ha mai abbandonato la sua scelta socialista.

Voci sulla salute di Fidel sono sempre state abbondanti. Il medico Marcelo Fernandes, fuggito dall'isola, ha affermato che il comandante è stato operato in Egitto nel 1989. E 'stato assistito per eliminare gli effetti di una emorragia cerebrale e gli è stato diagnosticato un cancro al colon.
Nel 2005, un rapporto della CIA ha rilasciato informazioni che affermano che dal 1998 Castro soffre del morbo di Parkinson. Almeno tre volte sono apparsi dei messaggi sulla morte di Fidel, rispettivamente nel 1986, 1994 e 2007. Ogni volta le informazioni si sono dimostrate false.

Tuttavia, sono emersi gravi problemi di salute legati all'età. A fine luglio del 2006, appena tre settimane prima del suo 80 ° anniversario, Fidel è stato ricoverato in un ospedale. Ha subito un intervento chirurgico complicato all'intestino, e per qualche tempo il Comandante ha trasferito la più alta carica al fratello.
Nell'autunno del 2006 la salute di Fidel è diventato un segreto di stato. Solo occasionalmente è apparso alla televisione cubana per dimostrare che era ancora vivo.

All'inizio del 2008, l'impossibile è accaduto. Fidel ha annunciato la sua decisone di lasciare la carica di presidente del Consiglio di Stato e Comandante Supremo.
Il governo è stato trasferito nelle mani del fratello Raul. Quanto a Fidel, di tanto in tanto affronta il pubblico con le "riflessioni" sull'organo centrale di stampa cubano il "Granma".

Nei due anni successivi, si sono registrati solo alcuni incontri di Fidel con i leader di vari paesi dell'America latina.
Il suo visitatore più frequente è il presidente venezuelano Hugo Chavez. Ha incontrato altri politici di solida fede anti-americana, i presidenti di Bolivia (Evo Morales), Nicaragua (Daniel Ortega) e Ecuador (Rafael Correa). Fidel è stato anche visitato da alcuni politici più moderati come l'ex presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva e il capo ad interim dell'Argentina Cristina Fernandez de Kirchner.

Nell'estate del 2010 il Comandante per la prima volta dopo quattro anni è apparso in televisione in diretta, dove ha parlato della politica americana in Medio Oriente. Da allora ha rilasciato interviste sulle questioni di politica nazionale ed internazionale con una frequenza crescente.
Una settimana fa, ha commentato il rovesciamento del presidente egiziano Hosni Mubarak affermando:"Il popolo egiziano ha segnato un importante traguardo: rovesciare il principale alleato de li Stati Uniti nel mondo arabo.

Tuttavia, pur mantenendo il passo con gli eventi politici, il Comandante non stava cercando di tornare alla posizione di governo di alto livello. Gli è rimaste solo la leadership del partito.
Fidel ha deciso di lasciare? Che cosa succederà a Cuba adesso? In quale direzione si muoverà il paese? Il vice direttore dell'Istituto delle Accademie scientifiche latino-americane Boris Martynov ha commentato possibili scenari cubani sul quotidiano russo Pravda.ru:

"Forse il graduale passaggio di Fidel dal lavoro del governo può essere considerato un fenomeno naturale, data la sua età avanzata. Recentemente, il leader della Rivoluzione cubana ha chiaramente cominciato a deteriorarsi. Questo è evidente dalle sue dichiarazioni non molto adeguate per lo sviluppo del paese . Tuttavia, questo non significa che egli non sarà "il cantante dietro le quinte " per qualche tempo.

Per quanto riguarda la direzione che Cuba sta prendendo, il paese si aspetta le riforme del mercato. Resta una domanda: in che forma saranno condotte?
I cubani sono stanchi del semi-isolamento e di una esistenza fatta di stenti, hanno bisogno di prodotti moderni.
Eppure, i segni forti del cambiamento non si dovrebbero aspettare da Raul. Nel breve termine, pervedo che egli manterrà i rapporti con le sinistre dei paesi dell'America latina come il Venezuela o il Nicaragua.

La leadership cubana in una sola volta ha visto abbastanza di ristrutturazione russa, che ha portato, dal punto di vista di molti, dei risultati molto discutibili.
Non vogliono ripetere eventi simili nel loro paese. È per questo che le riforme delle quali hanno parlato da alcuni anni, infatti, stanno appena iniziando. L'Avana è prudente circa la loro attuazione, come le ricorda la triste esperienza sovietica.

D'altra parte, non dovremmo aspettarci che i cubani risorgeranno domani, rovesciando i fratelli Castro e invitando gli americani.
Fatta eccezione per un piccolo gruppo di dissidenti, nessuno vuole che questo accada.
In origine la rivoluzione cubana non era sociale, ma nazionalista, anti-americana. Pertanto, la prospettiva futura per i cubani è lo sviluppo di un capitalismo incentrato sui bisogni sociali mantenendo però un'impronta nazionalista anti-americana".

Sergei Balmasov
Vadim Trukhachev
da Pravda.Ru