30 novembre 2009

Vivere a Cuba, Yoani: la luce in fondo al tunnel

Mi fa piacere che per screditare il mio lavoro un giornalista come Enrique Ubieta Gómez abbia citato sul Granma due grandi scrittori cubani come Guillermo Cabrera Infante e Zoé Valdés, autori che mi hanno sempre emozionato più dei discorsi di uno stanco leader. Di questo passo forse il giornale unico nazionale, il dispensatore di verità per eccellenza, ricorderà al popolo che sono esistiti anche Reinaldo Arenas, Heberto Padilla e che un poeta come Virgilio Piñera è stato perseguitato a causa della sua omosessualità.

Se le violente diffamazioni che mi vengono riversate addosso possono servire a far conoscere ai miei connazionali quella letteratura cubana che il regime ha sempre nascosto, mi presto al gioco. La violenza verbale e l’opportunismo non fanno parte del mio stile, ma vorrei ricordare a Enrique Ubieta Gómez che nessuno può mettere un marchio di proprietà su Yoani Sánchez. Sono una blogger che non ha mai camminato a quattro zampe e - a differenza di lui - non ho padroni da omaggiare. In futuro gli esempi di giornalismo asservito alla volontà del potere saranno studiati per evitare di imitare comportamenti che squalificano una professione così stimolante.

Sono ancora in attesa di conoscere le risposte di Raúl Castro alle mie domande, ma nel frattempo i suoi uomini arrestano chi chiede giustizia e libertà. Juan Juan Almeida è nel carcere di Villa Marista, colpevole soltanto di aver ripudiato la rivoluzione del padre. E se la luce in fondo al tunnel fosse soltanto una locomotiva che sta per travolgerci… se si trattasse solo di un miraggio? Vedo costruire intorno a me il solito meccanismo che ha già inghiottito molti, spero che mi resti il tempo per lanciare un SOS su Twitter prima di essere divorata.

di Yoani Sanchez Traduzione di Gordiano Lupi (www.infol.it/lupi)

La politica di Cuba: perchè a Cuba non basta il petrolio del Venezuela?

Con più di 115.000 barili di petrolio al giorno, che dal Venezuela arrivano a Cuba, le necessità energetiche dell'isola sono più che coperte. Invece, il governo ha recentemente comunicato alla popolazione e agli organismi statali, un piano drastico di risparmio dovuto al fatto che non si possono tenere le luci accese. Perchè?

Un reportage di Nick Miroff, corrispondente del Global Post all'Havana, ha la risposta: lo scorso anno Cuba ha prodotto $800 milioni per la vendita di petrolio all'estero, principalmente alla Cina, diventando così la seconda fonte di valuta forte dopo il nikel per il governo dell'isola, secondo informazioni del Ministero degli Esteri.
Le domande che nascono come conseguenza di questa operazione sono le seguenti: Dove vanno gli introiti di questa operazione? Per caso le autorità sentono un piacere incontenibile nel governare a base di black-out?

fonte Generacion Asere

Cambio a Cuba: dal 5 al 12 Dicembre mobilitazione internazionale per i Diritti Umani a Cuba

La mobilitazione mondiale a favore dei Dirtti Umani a Cuba si terrà dal 5 al 12 Dicembre. Alcune manifestazioni si terrano in diverse citta in varie parti del mondo: Roma, Parigi, Marbella, Madrid, S. Juan de P.Rico, Miami, Hialeah, Tampa, West Palm Beach, West New York, New Jersey, Toronto.

Divulga la mobilitazione nel tuo blog, twitter, facebook, e qualunque piattaforma virtuale perchè questo giorno può fare la differenza!
Carica foto, video, testi, interviste relazionate alla mancanza di libertà e alla violazione dei Diritti Umani sull'isola.

POR EL CAMBIO, BASTA YA!

29 novembre 2009

Musica cubana: Hoyo Colorado da Cuba

Contro la guerra, per la pace, donde sea, como sea... desde Cuba Hoyo Colorado...

Repressione a Cuba: Yoani è in pericolo!

Qualcuno ha messo una lettera sotto la mia porta. Un foglio diviso a metà contenente le istruzioni per abbandonare l’abitazione in caso di uragano o di invasione. Una frase che ho letto nel messaggio mi è rimasta dentro come il ritornello di una pessima canzone: “Cucire un pezzetto di stoffa negli indumenti dei bambini con i dati di identità dei genitori (tempo di guerra)”. Mi sono immaginata nell’atto di ricamare parole sulla camicia di mio figlio, per consentire che in mezzo al caos chiunque potesse sapere che sua madre si chiamava Yoani e suo padre Reinaldo. La “guerra di tutto il popolo” – che in questi giorni viene praticata nell’esercitazione militare Bastión 2009 – assegna un compito a ciascuno di noi.

Non importa se ci fanno paura le armi, se non abbiamo mai creduto nello scontro come metodo di risoluzione dei problemi e se non abbiamo nessuna fiducia nei comandanti che condurranno le operazioni. Le persone che giocano alla guerra sopra un tavolo pieno di carri armati in miniatura e di aerei in plastica, vogliono nascondere che noi cittadini abbiamo scavato la trincea più profonda proprio per difenderci da loro. I notiziari abbondano di uomini armati in uniforme, ma le manovre marziali non riescono a occultare che i nostri veri “nemici” sono le restrizioni e i controlli imposti dal potere. La guerra come elemento di distrazione ormai non funziona più. La minaccia dei paracadutisti che si lanciano dagli aerei e delle bombe che esplodono, come antidoto contro i desideri di cambiamento, non produce più gli effetti desiderati. Credo che ogni volta siano sempre di più le persone che puntano l’indice verso la reale origine dei nostri problemi e – sorpresa per i promotori della battaglia – non è certo un dito che indica l’esterno.

Nota del traduttore:
Il Granma del 28 novembre ha aggredito Yoani con un lungo articolo (http://bit.ly/5KPoPY) dal contenuto offensivo e diffamatorio che descrive la blogger come un fenomeno imbastito dal Gruppo Prisa e finanziato dall’estero tramite falsi premi e una notorietà costruita. Il Granma non si era mai occupato prima di adesso del fenomeno Yoani Sánchez e questo attacco violento non lascia presagire niente di buono per il futuro della blogger. I metodi sono i soliti di sempre: screditare l’avversario, renderlo non credibile, diffondere fase notizie sul suo conto e fomentare la divisione interna alla dissidenza. L’articolo del Granma - firmato da Enrique Ubieta Gómez e intitolato Yoani Sánchez la figlia di Prisa - riabilita scrittori da sempre dimenticati e ignorati dalla cultura ufficiale come Cabrera Infante e Zoé Valdés pur di screditare una blogger che comincia a fare paura. Il ragionamento dell’articolista di regime è basato sulla distinzione tra vera dissidenza e fenomeni costruiti dall’esterno. Yoani teme che stiano realizzando intorno a lei un meccanismo a orologeria per metterla a tacere, la stessa cosa che il regime aveva fatto con altri intellettuali come Raul Rivero e Julio San Francisco. Mai come adesso la comunità internazionale dovrebbe stare al fianco della blogger.

Traduzione di Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

Repressione a Cuba: manovre militari per la paura di una insurrezione popolare?

Il grande successo della blogger Yoani Sanchez ha spinto il governo cubano ad iniziare una campagna diffamatoria nelle pagine del quotidiano "Granma", per preparare il terreno alla così definita "operaciòn Yoani".
Una manovra per la scomparsa mediatica, e chissà forse anche fisica, della blogger.

Negli anni '80 questa stessa tecnica fù utilizzata per distruggere molti dissidenti.
All'inizio di questo secolo però l'apparato repressivo cubano si è trovato arretrato di 20 anni nel contrastare e combattere questa nuova forma di dissidenza tecnologica. Strumenti come i blog, twitter, facebook, sfuggono al controllo della censura governativa.

Ecco quindi che ai classici metodi di repressione degli anni passati: campagne diffamatorie, persecuzione, sequestro, controllo serrato, si affianca il boicottaggio delle pagine web relazionate alla lotta per i diritti umani e la libertà sull'isola.

Oggi il governo in cerca di nuove misure per arginare il fiume in piena della blogosfera indipendente cubana, sovvenziona studenti di informatica per svillupare la tecnica troll (violenza verbale incontrollata) in tutti i siti che trattano la realtà attuale di Cuba.
Questi studenti dedicano molte ore entrando in queste pagine, sotto la supervisione di membri della Sicurezza di Stato, solo per intasare di commenti osceni qualunque post che non sia pro-castrista.

Questa mobilitazione ufficiale contro una sola persona, coincide non le nuove manovre militari che si stanno svolgendo sull'isola. E' evidente che questa nuova esercitazione militare non ha nulla a che vedere con lo spauracchio di una attacco USA, Obama non ha certo intenzione di iniziare una nuova guerra fredda nè una aggressione militare all'isola.
E' probabile quindi che il governo si stia aspettando una insurrezione popolare in qualunque momento. Visto la totale incapacità e la mancanza di volontà nell'affrontare un cambio pacifico, non resta che agire come ha fatto nei 50 anni di post rivoluzione: reprimere con la forza un popolo già in ginocchio per la fame e le persecuzioni.

Le mosse di Raul (e Fidel) per arginare la nuova onda dissidente sono semplici:

1. Investire gli ultimi dollari di un paese ecnomicamente alla disperazione in carri armati, aeroplani e manovre militari.
2. Iinserire Yoani nella lista delle prossime persone che devono scomparire, qualunque sia la via da intraprendere.

fonte Tierradentro

Repressione a Cuba: arrestato Juan Juan Almeida, figlio dell'eroe della rivoluzione

Per la prima volta Yoani Sanchez si schiera apertamente ed esplicitamente con i dissidenti "tradizionali". Oggi che si è divulgata la notizia dell'arresto di Juan Juan Almeida, figlio di Juan Almeida (nella foto), uno dei padri della rivoluzione recentemente scomparso, Yoani è in prima linea sulla questione rilanciando su Twitter ripetuti messaggi.

Nell'articolo che segue di Gordiano Lupi, gli ultimi aggiornamenti sull'arresto e sul chiarimento con Zoe Valdes, Yoani dichiara testualmente: "Sento che noi blogger contemporanei dobbiamo molto al valente lavoro dei giornalisti indipendenti che da oltre vent’anni rischiano sulla propria pelle per produrre informazione libera."

ARRESTATO JUAN JUAN ALMEIDA
Il reato? aver chiesto democrazia e cambiamenti... Yoani Sanchez commenta su Twitter

Tutto sembra far capire che Juan Juan Almeida - figlio di Juan Almeida, uno dei padri della Rivoluzione cubana recentemente scomparso - sia stato arrestato questa sera dalla Sicurezza di Stato senza che stampa e televisione abbiano dato la notizia. La sistematica violazione dei diritti umani a Cuba attraversa uno dei momenti più duri. Il sito www.penultimosdias.com, bene informato sulle questioni della dissidenza cubana, afferma che Juan Juan sarebbe detenuto nel carcere di Villa Marista. La Sicurezza di Stato ha contattato Brenda, la sorella di Juan Juan, per dirle: “Tuo fratello non è scomparso, ma è agli arresti per essere uscito in strada con un cartello dal contenuto controrivoluzionario. Domani porta un asciugamano e i suoi effetti personali. Non sappiamo fino a quando resterà in galera”. Quel cartello conteneva una ferma richiesta di libertà, democrazia e cambiamento.

Yoani Sánchez si è occupata della questione lanciando ripetuti messaggi su Twitter. Tra l’altro la blogger sta attraversando un periodo difficile, non può rispondere alle numerose mail che giungono da tutto il mondo (neppure alle mie) perché sono settimane che non riesce a collegarsi a Internet. Persino i suoi ultimi post sono stati dettati per telefono. Ecco alcune dichiarazioni di Yoani Sánchez a proposito di diritti umani e della questione Juan Juan Almeida: “Il mio appoggio va a tutti coloro che non possono uscire ed entrare liberamente nel proprio paese. In questo periodo sono molto vicina a Juan Juan Almeida che è stato arrestato per essere uscito in strada brandendo un cartello che chiedeva democrazia e la rinuncia dell’attuale presidente. Trovo assurdo che nel mio paese si possa arrestare una persona soltanto perché esprime opinioni scrivendole sopra un cartello”.
Indira Omana, la figlia di Juan Juan Almeida mi ha contattato tramite Facebook pregandomi di scrivere un pezzo sulla triste vicenda. Riferisce Indira che la sua famiglia è in pena per la sorte del padre, soprattutto perché non è dato sapere quando verrà rilasciato.

Yoani Sánchez prosegue nella sua attività di critica al sistema senza paura di reazioni. Questa notte, durante una riunione clandestina in casa sua, lancerà il libro Boring Home Utopics del blogger Orlando Luís Pardo Lazo (Lunes de Post Revolucion), che festeggia la prima edizione cartacea. Yoani Sánchez desidera ringraziare la scrittrice cubana Zoe Valdés per le sue critiche e per l’attenzione che di solito riserva alle sue parole. Afferma che non può dimenticare i momenti di passione e sentimento con cui ha sempre letto i grandi libri della scrittrice, veri monumenti della cultura cubana. Yoani ci tiene a stigmatizzare le polemiche interne, sa che la lotta che sta conducendo deve avere un solo nemico e non ci possono essere divisioni.
“Sento che noi blogger contemporanei dobbiamo molto al valente lavoro dei giornalisti indipendenti che da oltre vent’anni rischiano sulla propria pelle per produrre informazione libera”, sostiene.
Non ci devono essere divisioni tra blogger e neppure tra giornalisti indipendenti. Yoani riconosce che prima di lei e dei blogger che la circondano sono stati in molti a lavorare per la libertà: Raúl Rivero, Tania Quintero e Julio San Francisco non sono che alcuni. Non servono divisioni, ma unità. Il muro può essere abbattuto soltanto con l’aiuto di tutti: giornalisti indipendenti, oppositori, blogger e cittadini.

Il Granma ha insultato Yoani Sánchez, paragonandola a un animale a quattro zampe, ma la blogger controbatte: “Meglio un animale a quattro zampe di un animale che si muove bene nell’opportunismo. In ogni caso la mia regola di vita è non insultare nessuno e non usare la violenza verbale… non voglio lasciare l’esasperazione ai miei figli. In un paese diverso avrei potuto denunciare il Granma per diffamazione, qui non è possibile e poi gli insulti di quel giornale li considero onori”.
In ogni caso la preoccupazione di queste ore è tutta per Juan Juan Almeida. Yoani Sánchez si rivolge all’agente della Sicurezza di Stato che trattiene il cellulare del dissidente e chiede a viva voce: “Che cosa sta succedendo a Juan Juan? Quando lo rilascerete?”.
In uno Stato di diritto esiste la certezza della pena. In uno Stato di polizia esiste l’incertezza su tutto…

Gordiano Lupi
www.infol.it/lupi

28 novembre 2009

Cambio a Cuba: il 5 Dicembre manifestazione per i Diritti Umani a Cuba

PER LORO, PER TUTTI
DIRITTI UMANI A CUBA
Il 5 Dicembre 2009 manifestazione contemporanea in diverse città:
Roma, Parigi, Marbella, Madrid, S. Juan de P.Rico, Miami, Hialeah, Tampa, West Palm Beach, West New York, New Jersey, Toronto.

Musica cubana: Los Van Van nel 2010 faranno 70 concerti negli USA

Los Van Van sono senza dubbio il più famoso gruppo di "timba cubana". A Cuba da 40 anni continuano a produrre successi diffusi poi in tutto il mondo e non solo nelle comunità cubane. Sono anche un gruppo "accomodante" con il regime, mai in contrapposizione, a volte appoggiando platealmente Fiedel e il governo dell'isola.

Il documentario "Eso que anda" dell'autore cubano Ian Padron, verrà proiettato alla stampa durante la celebrazione del 40° anniversario della nascita del'orchestra, il 4 Dicembre 1969, e verrà commercializzato internazionalmente nel 2010.

Il film, girato "on the road", oltre a raccontare i 40 anni del gruppo, è una testimonianza della vita del direttore del gruppo Juan Formell.
Los Van Van celebreranno l'anniversario con un concerto all'Havana il mese prossimo, con l'invitata d'eccezione Omara Portuondo, prima di iniziare un lungo tour che avrà come scenario principale gli USA. Quì sono previsti 70 concerti nel 2010, incluso un concerto a Miami, dove si esibirono 10 anni fà causando una grande polemica tra i cubani in esilio.

Formell che recentemente ha visitato in forma privata Miami, ha affermato che oggi "ci sono cose favorevoli" e un "movimento di giovani di famiglie cubane a favore" del concerto.

fonte Cubaencuentro

Internet e Cuba: Obama "apre" alle parole, ma "chiude" ai fatti

Gli scambi di cortesie verbali tra Yoani Sanchez, leader della blogosfera alternativa cubana, e Barack Obama, molto disponibile nel rispondere alle domande della blogger nella sua recente intervista, facevano auspicare un appoggio concreto degli USA alla libertà d'espressione dei giornalisti indipendenti, dei blogger, dei cittadini comuni cubani.

Di concreto invece c'è la chiusura del centro internet del SINA, Sezione di Interessi degli Stati Uniti all'Havana (nella foto), da parte dell'amministrazione Obama, che riduce della metà la possibilità per quei blogger e giornalisti indipendenti di comunicare con l'estero e diffondere le loro notizie dall'isola. L'unica alternativa restano gli hotel e i cybercafè, con le censure e limitazioni che si conoscono, al costo di 10 CUC/ora.

Obama fortunatamente per il mondo intero non è Bush, ma gli Stati Uniti non hanno ancora cambiato pelle, continuano ad essere lo strumento politico globale per difendere e diffondere gli interessi economici delle lobby economiche del "Distretto di Washington".
NON DIMENTICHIAMOLO!

Cambio a Cuba: intervista esclusiva a Al2 dei Los Aldeanos

Update: versione italiano, spagnolo, inglese.

Il 6 Novembre all'Havana si è svolta una marcia contro la violenza organizzata da alcuni artisti alternativi cubani ed aperta a tutta la popolazione. Mentre si recavano a quella marcia Yoani Sanchez, Claudia Cadelo e Orlando Luis Pardo sono stati sequestrati e aggrediti. Successivamente Reinaldo Escobar, marito di Yoani, ha sfidato verbalmente "l'agente Rodney" responsabile dell'aggressione, nella stesso luogo dove era avvenuto il sequestro: tra 23 e G. Il 20 Novembre, giorno della sfida, "l'agente Rodney" non si è presentato. Al suo posto una marea umana con a seguito una "conga" con percussioni e ballerine, ha inscenato un "atto di ripudio", culminato con l'aggressione a Reinaldo Escobar.

Il clamore di questi episodi ha oscurato la notizia e l'importanza della marcia stessa, che è stato un episodio senza precedenti a Cuba. Circa 200 persone hanno partecipato, anche se controllati dalla Sicurezza di Stato.
Al2 è tra gli organizzatori di quella marcia e ha generosamente rilasciato questa intervista a Simone Poli che ne è l'autore ed il traduttore, Grazie Simo.

PER FAVORE PUBBLICATELA E DIVULGATELA IL PIU' POSSIBILE,GRAZIE.

GIOVANI CUBANI ORGANIZZANO MARCIA INDIPENDENTE CONTRO LA VIOLENZA.
Intervista a Al2 dei Los Aldeanos, tra gli organizzatori della manifestazione.

Ciao Aldo, innanzitutto grazie per aver accettato il mio invito a questa intervista.
Immagino che in quanto esponente del noto gruppo rap cubano Los Aldeanos solitamente sarai abituato a rispondere a domande relazionate alla tua attività di artista e musicista, però in questo caso mi piacerebbe parlare con te di una questione che non riguarda direttamente il tuo lavoro artistico ma che ti vede comunque coinvolto.
Il 6 Novembre all'Habana, precisamente intorno alle 5 del pomeriggio in 23 y G, un gruppo di giovani cubani si è dato appuntamento per dar vita ad una marcia-performance pacifica contro la violenza. I giornali e i blog che hanno dato notizia dell'iniziativa la descrivono così: "una marcha-performance pacífica (no de protesta ni reclamación política) desde 23 y G hasta 23 y L" cuya idea era "sumar gente con alegría y sin espíritu beligerante, sino festivo." Y citan entre los organizadores del evento "Luis Eligio, del grupo OMNI Zona Franca, y Amaury y Aldo el rapper de Los Aldeanos. También fueron invitados el músico Ciro Díaz, de la banda Porno Para Ricardo, y el fotógrafo Claudio Fuentes, quienes formaban parte del proyecto." (Penultimos dias. November 6th, 2009)
Per iniziare, confermi queste informazioni e la tua partecipazione all'organizzazione della marcia?

Sì, confermo quello che ho scritto precedentemente, ho contribuito all'organizzazione della marcia che è stata promossa da membri di gruppi indipendenti come Omni, Demongeles e Los Aldeanos. Si è trattato di una manifestazione aperta a tutti i cittadini cubani, che fossero artisti, poliziotti o civili; Ciro Dias e Claudio Fuentes sono stati alcuni dei numerosi partecipanti all'attività.

Si è parlato di marcia-performance, è corretta questa definizione? In altre parole, qual'è stata la vera natura della manifestazione?

Anche se molti si domandano se si è trattato o meno di una manifestazione politica noi non vogliamo etichettare l'evento. La nostra iniziativa aveva come finalità quella di stimolare i cittadini cubani alla partecipazione e all'esercizio del loro diritto a manifestare liberamente, questa volta per la non-violenza.

Puoi raccontare come nasce l'idea di organizzare questa iniziativa e qual'è stato lo spirito che l'ha animata?

L'idea è nata sulle montagne dell'Escambray, grazie a un gruppo di ragazzi che successivamente l'hanno sviluppata. Rispetto allo spirito che l'ha animata, è stato quello di promuovere a Cuba la diffusione di un pensiero indipendente e progressista e di aprire uno spazio per la diversità umana.

Avete marciato contro la violenza in generale o contro specifici atti di violenza?

La marcia è stata contro la violenza in generale ma anche per denunciare specifici atti di violenza commessi nel nostro Paese, quali:
la violenza dei prezzi rispetto al doppio regime valutario;
la violenza della Polizia causata dalla mancanza di moralità e rispetto da parte degli agenti;
la violenza della censura nei confronti degli artisti la cui opera è di interesse generale;
la violenza fisica diffusa tra la gioventù cubana;
tutta la violenza che subisce in generale il cittadino cubano.

Concretamente, come è stata organizzata e coordinata la marcia, puoi dare qualche dettaglio sulla preparazione?

La marcia è stata preparata pubblicamente, l'abbiamo provata una volta, ma preferiamo non dare altri dettagli...

A giudicare dalle foto che mostrano cartelli con la scritta "Sumate!", tra i propositi della marcia c'era anche quello di coinvolgere le persone incontrate per strada. Siete riusciti in questo vostro intento? Quali sono state le reazioni dei passanti nei confronti dell'iniziativa?

La marcia ha dimostrato che a Cuba le persone hanno paura. Fino al punto che un'aziana signora ha rifiutato un fiore che gentilmente gli ho offerto. Ma il nostro obiettivo fondamentale è di far cessare la paura in tutto il Paese. Comunque nonostante questo è stato un successo perchè hanno partecipato più di 200 persone ed ha rappresentato una novità assoluta nella storia cubana. Con tutti gli agenti della Sicurezza di Stato tesi e vigili, perchè non erano stati loro ad organizzarla.

Si è trattato di un evento organizzato in maniera totalmente indipendente rispetto alle istituzioni governative oppur no. In altra parole, avete richiesto qualche autorizzazione?

Non abbiamo richiesto autorizzazioni, la verità non si dice chiedendo il permesso.

E questo vi ha causato problemi?

Ha causato che adesso non posso cantare più neanche nella doccia di casa mia, però sono felice perchè le autorità sono impazzite e io sono soddisfatto di me stesso. E' impossibile descrivere la felicità di tutti i ragazzi che hanno cuore il futuro del nostro Paese.

Un ultima domanda, questa volta però che attiene finalmente al tuo lavoro di musicista! So che tu e Bian state lavorando a due nuovi album, puoi dirci a cosa si inspirano e se manterrano il carattere contestatario che caraterizza la vostra musica?

La nostra fonte di ispirazione è la società cubana e quindi i nuovi dischi non è che siano contestatari, solo descrivono la realtà cubana.
E non potrebbe essere altrimenti, VIVA CUBA LIBRE!

Grazie mille Aldo. Buon lavoro!

JOVENES CUBANOS ORGANIZAN MARCHA INDEPENDIENTE EN CONTRA DE LA VIOLENCIA.
Entrevista a Al2 de Los Aldeanos, entre los promotores de la manifestacion.

Que bola Aldo?
Ante que todo gracias por aceptar mi invitacion a esta entervista.
Me imagino que como intergrante del conocido grupo rap cubano Los Aldeanos estaras acostumbrado normalmente a responder a preguntas relacionadas a tu actividad de artista y musico, pero en esta ocasion me gustaria conocer tu opinion sobre un tema que no tiene que ver directamente con tu trabajo artistico pero que te ve de todos modos implicado.
El 6 de Noviembre en La Habana, precisamente cerca de las 5 de la tarde en 23 y G, un grupo de jovenes cubanos se ha encontrado para dar vida a una marcha-performance pacifica en contra de la violencia. Los periodicos y los sitios internet que han reportado la noticia de la iniciativa la decriben asi: "una marcha-performance pacífica (no de protesta ni reclamación política) desde 23 y G hasta 23 y L" cuya idea era "sumar gente con alegría y sin espíritu beligerante, sino festivo." Y citan entre los organizadores del evento "Luis Eligio, del grupo OMNI Zona Franca, y Amaury y Aldo el rapper de Los Aldeanos. También fueron invitados el músico Ciro Díaz, de la banda Porno Para Ricardo, y el fotógrafo Claudio Fuentes, quienes formaban parte del proyecto." (Penultimos dias. November 6th, 2009)
Para iniciar, confirmas estas informaciones y tu contribucion a la organizacion de la marcha?

Sì, confirmo lo que he escrito anteriormente, contribuí a la organización de la marcha, la cual fue organizada por miembros de grupos independientes como Omni, Demongeles y Los Aldeanos. Fue una marcha abierta a Cuba ya sea artistas, policías o civiles; Ciro Días y Claudio Fuentes fueron unos de los tantos que se sumaron a la actividad.

Se ha hablado de una marcha-performance, esta definicion es correcta? En otras palabras, cual ha sido el caracter exacto de la manifestacion?

Aunque todos se preguntan si fue o no política no queremos etiquetar el evento, nuestra actividad fue para alzar el protagonismo del individuo y su derecho a manifestarse en voz alta, esta vez por la no violencia.

Puedes contar como nace la idea de organizar esta iniciativa y cual ha sido el espiritu que la ha animada?

La idea surgió en el Escambray, gracias a un grupo de jóvenes que luego la desarrollaron y el espíritu que la animo fue el de abrir en Cuba un pensamiento propio, progresista y un espacio a la diversidad humana.

Marcharon en contra de la violencia en general o en contra de especificos actos de violencia?

La marcha fue por la violencia en general y por actos específicos de violencia en nuestro País como:
la violencia de los precios con respecto a la dualidad de moneda
la violencia policial a causa de la poca ética de los policías
la violencia de la censura frente a los artistas cuya obra es de interés general
la violencia física entre la juventud
toda la violencia que mantiene estresado al cubano

Concretamente, como ha sido organizada y coordinada la marcha, puedes dar algunos dettalles sobre la preparacion?

La marcha fue preparada públicamente, la ensayamos una vez, pero no deseamos dar mas detalles...

Viendo algunas fotos que los mostran con carteles que llevan la escrita "Sumate!" me parece entender que entre los propositos de la marcha estaba tambien aquello de invitar a la partecipacion las personas encontradas por el camino. Tuvieron suceso en este intento? Cuales fueron las reacciones de la gente respecto a la iniciativa?

La marcha demostró que en Cuba la gente siente miedo, hasta el punto de que una anciana rechazo una flor que le brinde amablemente, pero nuestro objetivo fundamental es quitarle el miedo a todo el País. No obstante se avanzó pues participaron mas de 200 personas y hubo novedades por primera ves en la historia cubana, la marcha en si misma y la compañía de la seguridad del estado tensos y vigilantes por que ellos no la organizaron.

Se tratò de un evento organizado de manera totalmente independiente respecto a las instituciones gubernativas o no. Osea, pidieron alguna autorizacion?

No pedimos autorización, la verdad no se dice con permiso.

Y esto les ha causado problemas?

Ha traído como problema no poder cantar ni en la ducha de mi casa, pero soy feliz porque las autoridades andan como locas y quede bien conmigo. Es imposible describir la felicidad de todos los jóvenes que están comprometidos con el futuro de nuestro Pais.

Una ultima pregunta, esta vez por fin sobre tu trabajo de musico!
Tu y Bian estan trabajando a dos discos nuevos, puedes decirnos a que son inspirados y si mantendran el caracter contestatario que identifica vuestra musica?

Nuestra inspiración es la sociedad cubana asere por tanto los nuevos discos no es que sean contestatarios sino que representan la realidad cubana y no puede ser de otra forma, VIVA CUBA LIBRE!

Muchas gracias Aldo. Buen trabajo!

YOUNG CUBANS ORGANIZE AN INDIPENDENT MARCH AGAINST VIOLENCE.
We have interviewed Al2, member of Los Aldeanos, one of the march organizers.

Dear Aldo, I would like to thank you for accepting my interview request.
I can imagine that, as a member of the renowned Cuban rap group Los Aldeanos, you've got used to answering questions related to your work as an artist and musician. Anyway, in this case I'd like to talk with you of something in which you are involved but has nothing to do with your art and music activity.
On November 6th, at 5 PM, a group of young Cubans have gathered on 23 Y G for a peaceful anti-violence march. Newspapers and blogs which have written about that event describe it as "a peaceful performance-march (without any protest or political request) from 23 y G until 23 y L. The idea of which was to gather joyful, peaceful and happy people. Among the event organizers were Luis Eligio, member of the Omni Zona Franca group, Amauri and Aldo, rapper from Los Aldeanos. Ciro Diaz, musician from the band Porno Para Ricardo, and Claudio Fuentes, photographer, were also invited and were part of the project." (Penultimos Dias, November 6th, 2009.)
First of all, do you confirm these words and the fact that you have been one of the organizers of that march?

Yes, I do confirm what you have said. I took part in the organization of the march, which has been promoted by members of independent groups like Omni, Demongeles and Los Aldeanos. Our demonstration was open to all Cuban citizens - civilians, artists, policemen. Ciro Diaz and Claudio Fuentes and many others have also joined the march.

It has been described as a "performance - march": is this definition correct? In other words, which has been the real nature of that demonstration?

Well, even if many ask themselves whether it has been a march or a political demonstration, we would not like to put any label on that event. Our purpose was to stimulate Cuban citizens to take part in it and to exercise their right to demonstrate freely pro non-violence, this time.

Could you tell us how the idea of organizing that event was born and which has been the spirit that gave it life?

The idea was born on the Escambray mountains, thanks to a group of youngsters who have then developed it. Talking about the spirit that has given life to the project, we'd wished to promote the diffusion of an independent and progressive thought and to open a space for human diversity in Cuba.

Have you marched against violence in general or against specific acts of violence?

We have marched against violence in general, but also to denounce specific acts of violence committed in our country, like: the violence of the prices in the double currency regimen, the violence of Police caused by the lack of morality and respect in Cuban police forces, the violence of censorship towards artists whose work concerns the general public, the physical
violence diffused among Cuban youth, all the violence suffered by the Cuban citizens.

To be more specific, how did you organize and coordinate the march? Could you please give us some more details on the preparation of this event?

We have prepared our march publicly, we have rehearsed it once, but we'd prefer not to disclose any details.

Judging from the photos showing signboards with the word "Sumate!" written on them, I believe that one of the goals of the march has been to involve the people you were meeting on your path. Did you succeed in your purpose? Which have been the reactions towards your initiative shown by the passers by you've met ?

The march showed that people in Cuba is frightened. Until the point that an old woman refused a flower I was gently offering her. But our objective is to take off the fear in all Country. Anyway, the march has been a great success because participate more than 200 persons and it represented an absolute novelty in cuban history.
With all thr officers of "Seguridad de Estado" tense and on guard, because had not them organize it.

Has been the march totally independent by the government or not. In other words, have you ask for some authorization?

We had not request any authorization, you can't tell the truth asking for permission.

And did that cause you any problem?

Well, it caused that now I can't sing anymore, not even under my shower. Anyway, I'm happy because Cuban authorities have gone mad, and I'm proud of myself. It's impossible to describe the happiness of all the young Cubans who keep the future of our country in their hearts.

Please, answer my final question concerning your work as a musician. I know that you and Bian are working on two new albums. Could you please tell us what are they inspired by? Will they retain the protesting flavour characterizing your music?

Our only source of inspiration is Cuban society. Thus, our new records will not have any protesting character, they'll only describe Cuban reality. It couldn't be any different.
Viva Cuba Libre!

Thanks a lot, Aldo! Have a nice job!

Simone Poli

27 novembre 2009

Dissidenti a Cuba: Zoe Valdes contro Yoani Sanchez

Zoe Valdes è una famosa scrittrice cubana in esilio a Parigi da molti anni. Fermamente anti-castrista, dal suo blog difende e appoggia la dissidenza cubana sull'isola a spada tratta, a volte con posizioni molto intransigenti.
Ha difeso e appoggiato anche la comunità blogger dell'isola, con a capo Yoani Sanchez.

Nel suo post di oggi: "Dal mitin de repudio al oportunismo" ("Dall'atto di ripudio all'opportunismo") critica però apertamente Yoani e il suo atteggiamento nei confronti del regime di Cuba che considera "troppo morbido".
Ecco una sintesi dell'articolo.

[...]

Da quando Yoani Sanchez sorse nel panorama blogger l'ho appoggiata e difesa con entusiasmo e rigore, così come a suo marito che conosco da molti anni (leggere Mis Amigos) e al quale ho scritto una mail, ancora senza risposta.
Io non mi appollaio sui rami per mettere la situazione sul tavolo. Ho sempre sostenuto chi mette il suo granello di sabbia per far cadere la dittatura castrista.

Ho iniziato ad avere dei dubbi sul mio appoggio a Yoani quando lei ha espresso alcune opinioni che viste dal di fuori non sembrano mostrare di essere di fronte a una dittatura [...] Lei stessa si è dichiarata apolitica e ha rinnegato in varie occasioni di essere dissidente.
[...]

Cancellare la repressione che hanno sofferto altre persone a Cuba, mentire dicendo che era tempo che non si vedeva una repressione come quella da lei subita recentemente, risulta veramente molto basso.
A pochi giorni dall'atto di ripudio a Reinaldo, e che lui stesso ha provocato convocando l'agente per dialogare, lui con la sua esperienza di oppositore non poteva ignorare che si sarebbe prodotto quello che poi è successo, a pochi giorni da un'altro atto di ripudio a un gruppo di dissidenti (asserragliati in una casa n.d.t.). Ovviare a quest'ultimo episodio e dimenticare la primavera nera del 2003, nonostante molte persone restano in prigione, è altrettanto strisciante, soprattutto quando si ha un blog che pretende di informare su tutto quello che succede sull'isola.
[...]

Ora che io l'ho criticata, momentaneamente o per sempre vedremo, a causa dell'intervista a Obama, della parrucca bionda, della stampella, per quest'aria da Santa Ingrid Betancourt che sta assumendo e che a mio parere la danneggia, adesso tutti l'ammirano e la difendono.
[...]

La mia priorità è la libertà di Cuba. [...] Per essere come sono mi hanno crtiticata, insultata, ingannata, attaccata. [...] Per essere come sono ho perso più denaro di quello che ho guadagnato, per contratti cancellati a causa della mia lotta. [...] Però per essere come sono continuo anche a lavorare e a godere di quello che mi ha dato la vita. Potrei restare tranquillamente in silenzio. Non è il mio stile. Non l'ho fatto a Cuba e non lo farò quì.
[...]

Se domani Yoani Sanchez diventasse la Presidentessa di Cuba e il suo progetto politico, per il momento inesistente, si basasse sulle domande fatte a Obama e sul suo appoggio al turismo americano senza la liberazione dei prigionieri politici, senza cambio e condizioni necessarie ed esigenze elementari, allora, direi: sto all'opposizione. Questa è la democrazia. Non voglio dire di essere nemica di Yoani Sanchez, nè mi interessa esserlo. [...] Non voglio nemmeno essere Madre Teresa di Calcutta. [...] Sono io, con i miei difetti, imperfezioni e errori.
[...]

Dissidenti a Cuba: l'insicurezza dello Stato

Un'altra testimonianza da Cuba, dal blog Veritas di Juan Eugenio Leal Garcia, un racconto di quel 6 Novembre, giorno della marcia contro la violenza.

di Eugenio Leal da Veritas


Il pomeriggio di venerdi 6 passava tranquillo, avevo assistito all' Accademia blogger da ore sino a mezzogiorno. La sera pensavo di andare ad una conferenza.
Però, alle 16:30 circa mi arriva un messaggo al cellulare: oggi alle 17:30 ci sarà una marcia, organizzata dai cittadini contro la violenza, partirà dall'angolo tra la 23 e G e arriverà a 23 e L, sarà pacifica, unisciti.

La marcia è stato un bello spettacolo di pacifismo e civiltà, cose alle quali la nostra società non è abituata, visto che la violenza fisica, verbale e istituzionale sta raggiungendo altezze molto pericolose.

In qualunque società civile questo genere di attività sono viste come atti encomiabili. A Cuba il sistema lo percepisce come una minaccia al suo controllo totalitario.
Le azioni della polizia politica ci hanno dimostrato l'insicurezza dello Stato di fronte all'emergente società civile.

Come si può interpretare altrimenti quello accaduto a Yoani Sanchez, Claudia Cadelo, Orlando Luis Pardo e un'altra amica, li hanno intercettati, picchiati e sequestrati per impedirgli di assistere alla marcia per la non violenza.
Con tutta la brutalità mostrata, la cupola governante si è tolta ancora una volta la maschera davanti al mondo. Speriamo che questa volta non si dimentichi quel volto.
Non si facciano illusioni, è la stessa faccia della primavera nera del 2003 e di sempre.

La generazione più giovane sta inviando al regime un messaggio di pace perchè la cosa più ragionevole è una transizione tranquilla, armonica.
C'è un tempo sotto il sole per tutti, dicono i libri saggi della Bibbia. Una volta che questo tempo sarà passato, vedremo i giovani sfrecciare su auto e moto fiammanti dei corpi repressivi. Allora non saranno segni quelli che esprimeranno, nè canti d'amore e pace. In nome del popolo si prenderanno quei diritti che oggi civilmente rivendicano.
L'aumento di violenza nella nostra società lo sta preannunciando.

Cambio a Cuba: 6 Novembre 2009, marcia per dire "NO ALLA VIOLENZA!", Havana

Alcune foto fornite da Simone Poli sulla marcia del 6 Novembre, della quale Al2 ha parlato nell'intervista.

26 novembre 2009

Cambio a Cuba: intervista esclusiva a Al2 dei Los Aldeanos

Il 6 Novembre all'Havana si è svolta una marcia contro la violenza organizzata da alcuni artisti alternativi cubani ed aperta a tutta la popolazione. Mentre si recavano a quella marcia Yoani Sanchez, Claudia Cadelo e Orlando Luis Pardo sono stati sequestrati e aggrediti. Successivamente Reinaldo Escobar, marito di Yoani, ha sfidato verbalmente "l'agente Rodney" responsabile dell'aggressione, nella stesso luogo dove era avvenuto il sequestro: tra 23 e G. Il 20 Novembre, giorno della sfida, "l'agente Rodney" non si è presentato. Al suo posto una marea umana con a seguito una "conga" con percussioni e ballerine, ha inscenato un "atto di ripudio", culminato con l'aggressione a Reinaldo Escobar.

Il clamore di questi episodi ha oscurato la notizia e l'importanza della marcia stessa, che è stato un episodio senza precedenti a Cuba. Circa 200 persone hanno partecipato, anche se controllati dalla Sicurezza di Stato.
Al2 è tra gli organizzatori di quella marcia e ha generosamente rilasciato questa intervista a Simone Poli che ne è l'autore ed il traduttore, Grazie Simo.

PER FAVORE PUBBLICATELA E DIVULGATELA IL PIU' POSSIBILE,GRAZIE.

GIOVANI CUBANI ORGANIZZANO MARCIA INDIPENDENTE CONTRO LA VIOLENZA.
Intervista a Al2 dei Los Aldeanos, tra gli organizzatori della manifestazione.

Ciao Aldo, innanzitutto grazie per aver accettato il mio invito a questa intervista.
Immagino che in quanto esponente del noto gruppo rap cubano Los Aldeanos solitamente sarai abituato a rispondere a domande relazionate alla tua attività di artista e musicista, però in questo caso mi piacerebbe parlare con te di una questione che non riguarda direttamente il tuo lavoro artistico ma che ti vede comunque coinvolto.
Il 6 Novembre all'Habana, precisamente intorno alle 5 del pomeriggio in 23 y G, un gruppo di giovani cubani si è dato appuntamento per dar vita ad una marcia-performance pacifica contro la violenza. I giornali e i blog che hanno dato notizia dell'iniziativa la descrivono così: "una marcha-performance pacífica (no de protesta ni reclamación política) desde 23 y G hasta 23 y L" cuya idea era "sumar gente con alegría y sin espíritu beligerante, sino festivo." Y citan entre los organizadores del evento "Luis Eligio, del grupo OMNI Zona Franca, y Amaury y Aldo el rapper de Los Aldeanos. También fueron invitados el músico Ciro Díaz, de la banda Porno Para Ricardo, y el fotógrafo Claudio Fuentes, quienes formaban parte del proyecto." (Penultimos dias. November 6th, 2009)
Per iniziare, confermi queste informazioni e la tua partecipazione all'organizzazione della marcia?

Sì, confermo quello che ho scritto precedentemente, ho contribuito all'organizzazione della marcia che è stata promossa da membri di gruppi indipendenti come Omni, Demongeles e Los Aldeanos. Si è trattato di una manifestazione aperta a tutti i cittadini cubani, che fossero artisti, poliziotti o civili; Ciro Dias e Claudio Fuentes sono stati alcuni dei numerosi partecipanti all'attività.

Si è parlato di marcia-performance, è corretta questa definizione? In altre parole, qual'è stata la vera natura della manifestazione?

Anche se molti si domandano se si è trattato o meno di una manifestazione politica noi non vogliamo etichettare l'evento. La nostra iniziativa aveva come finalità quella di stimolare i cittadini cubani alla partecipazione e all'esercizio del loro diritto a manifestare liberamente, questa volta per la non-violenza.

Puoi raccontare come nasce l'idea di organizzare questa iniziativa e qual'è stato lo spirito che l'ha animata?

L'idea è nata sulle montagne dell'Escambray, grazie a un gruppo di ragazzi che successivamente l'hanno sviluppata. Rispetto allo spirito che l'ha animata, è stato quello di promuovere a Cuba la diffusione di un pensiero indipendente e progressista e di aprire uno spazio per la diversità umana.

Avete marciato contro la violenza in generale o contro specifici atti di violenza?

La marcia è stata contro la violenza in generale ma anche per denunciare specifici atti di violenza commessi nel nostro Paese, quali:
la violenza dei prezzi rispetto al doppio regime valutario;
la violenza della Polizia causata dalla mancanza di moralità e rispetto da parte degli agenti;
la violenza della censura nei confronti degli artisti la cui opera è di interesse generale;
la violenza fisica diffusa tra la gioventù cubana;
tutta la violenza che subisce in generale il cittadino cubano.

Concretamente, come è stata organizzata e coordinata la marcia, puoi dare qualche dettaglio sulla preparazione?

La marcia è stata preparata pubblicamente, l'abbiamo provata una volta, ma preferiamo non dare altri dettagli...

A giudicare dalle foto che mostrano cartelli con la scritta "Sumate!", tra i propositi della marcia c'era anche quello di coinvolgere le persone incontrate per strada. Siete riusciti in questo vostro intento? Quali sono state le reazioni dei passanti nei confronti dell'iniziativa?

La marcia ha dimostrato che a Cuba le persone hanno paura. Fino al punto che un'aziana signora ha rifiutato un fiore che gentilmente gli ho offerto. Ma il nostro obiettivo fondamentale è di far cessare la paura in tutto il Paese. Comunque nonostante questo è stato un successo perchè hanno partecipato più di 200 persone ed ha rappresentato una novità assoluta nella storia cubana. Con tutti gli agenti della Sicurezza di Stato tesi e vigili, perchè non erano stati loro ad organizzarla.

Si è trattato di un evento organizzato in maniera totalmente indipendente rispetto alle istituzioni governative oppur no. In altra parole, avete richiesto qualche autorizzazione?

Non abbiamo richiesto autorizzazioni, la verità non si dice chiedendo il permesso.

E questo vi ha causato problemi?

Ha causato che adesso non posso cantare più neanche nella doccia di casa mia, però sono felice perchè le autorità sono impazzite e io sono soddisfatto di me stesso. E' impossibile descrivere la felicità di tutti i ragazzi che hanno cuore il futuro del nostro Paese.

Un ultima domanda, questa volta però che attiene finalmente al tuo lavoro di musicista! So che tu e Bian state lavorando a due nuovi album, puoi dirci a cosa si inspirano e se manterrano il carattere contestatario che caraterizza la vostra musica?

La nostra fonte di ispirazione è la società cubana e quindi i nuovi dischi non è che siano contestatari, solo descrivono la realtà cubana.
E non potrebbe essere altrimenti, VIVA CUBA LIBRE!

Grazie mille Aldo. Buon lavoro!

JOVENES CUBANOS ORGANIZAN MARCHA INDEPENDIENTE EN CONTRA DE LA VIOLENCIA.
Entrevista a Al2 de Los Aldeanos, entre los promotores de la manifestacion.

Que bola Aldo?
Ante que todo gracias por aceptar mi invitacion a esta entervista.
Me imagino que como intergrante del conocido grupo rap cubano Los Aldeanos estaras acostumbrado normalmente a responder a preguntas relacionadas a tu actividad de artista y musico, pero en esta ocasion me gustaria conocer tu opinion sobre un tema que no tiene que ver directamente con tu trabajo artistico pero que te ve de todos modos implicado.
El 6 de Noviembre en La Habana, precisamente cerca de las 5 de la tarde en 23 y G, un grupo de jovenes cubanos se ha encontrado para dar vida a una marcha-performance pacifica en contra de la violencia. Los periodicos y los sitios internet que han reportado la noticia de la iniciativa la decriben asi: "una marcha-performance pacífica (no de protesta ni reclamación política) desde 23 y G hasta 23 y L" cuya idea era "sumar gente con alegría y sin espíritu beligerante, sino festivo." Y citan entre los organizadores del evento "Luis Eligio, del grupo OMNI Zona Franca, y Amaury y Aldo el rapper de Los Aldeanos. También fueron invitados el músico Ciro Díaz, de la banda Porno Para Ricardo, y el fotógrafo Claudio Fuentes, quienes formaban parte del proyecto." (Penultimos dias. November 6th, 2009)
Para iniciar, confirmas estas informaciones y tu contribucion a la organizacion de la marcha?

Sì, confirmo lo que he escrito anteriormente, contribuí a la organización de la marcha, la cual fue organizada por miembros de grupos independientes como Omni, Demongeles y Los Aldeanos. Fue una marcha abierta a Cuba ya sea artistas, policías o civiles; Ciro Días y Claudio Fuentes fueron unos de los tantos que se sumaron a la actividad.

Se ha hablado de una marcha-performance, esta definicion es correcta? En otras palabras, cual ha sido el caracter exacto de la manifestacion?

Aunque todos se preguntan si fue o no política no queremos etiquetar el evento, nuestra actividad fue para alzar el protagonismo del individuo y su derecho a manifestarse en voz alta, esta vez por la no violencia.

Puedes contar como nace la idea de organizar esta iniciativa y cual ha sido el espiritu que la ha animada?

La idea surgió en el Escambray, gracias a un grupo de jóvenes que luego la desarrollaron y el espíritu que la animo fue el de abrir en Cuba un pensamiento propio, progresista y un espacio a la diversidad humana.

Marcharon en contra de la violencia en general o en contra de especificos actos de violencia?

La marcha fue por la violencia en general y por actos específicos de violencia en nuestro País como:
la violencia de los precios con respecto a la dualidad de moneda
la violencia policial a causa de la poca ética de los policías
la violencia de la censura frente a los artistas cuya obra es de interés general
la violencia física entre la juventud
toda la violencia que mantiene estresado al cubano

Concretamente, como ha sido organizada y coordinada la marcha, puedes dar algunos dettalles sobre la preparacion?

La marcha fue preparada públicamente, la ensayamos una vez, pero no deseamos dar mas detalles...

Viendo algunas fotos que los mostran con carteles que llevan la escrita "Sumate!" me parece entender que entre los propositos de la marcha estaba tambien aquello de invitar a la partecipacion las personas encontradas por el camino. Tuvieron suceso en este intento? Cuales fueron las reacciones de la gente respecto a la iniciativa?

La marcha demostró que en Cuba la gente siente miedo, hasta el punto de que una anciana rechazo una flor que le brinde amablemente, pero nuestro objetivo fundamental es quitarle el miedo a todo el País. No obstante se avanzó pues participaron mas de 200 personas y hubo novedades por primera ves en la historia cubana, la marcha en si misma y la compañía de la seguridad del estado tensos y vigilantes por que ellos no la organizaron.

Se tratò de un evento organizado de manera totalmente independiente respecto a las instituciones gubernativas o no. Osea, pidieron alguna autorizacion?

No pedimos autorización, la verdad no se dice con permiso.

Y esto les ha causado problemas?

Ha traído como problema no poder cantar ni en la ducha de mi casa, pero soy feliz porque las autoridades andan como locas y quede bien conmigo. Es imposible describir la felicidad de todos los jóvenes que están comprometidos con el futuro de nuestro Pais.

Una ultima pregunta, esta vez por fin sobre tu trabajo de musico!
Tu y Bian estan trabajando a dos discos nuevos, puedes decirnos a que son inspirados y si mantendran el caracter contestatario que identifica vuestra musica?

Nuestra inspiración es la sociedad cubana asere por tanto los nuevos discos no es que sean contestatarios sino que representan la realidad cubana y no puede ser de otra forma, VIVA CUBA LIBRE!

Muchas gracias Aldo. Buen trabajo!

Simone Poli.

Repressione a Cuba: intervista a Reinaldo Escobar

Reinaldo Escobar è il marito di Yoani Sánchez, la blogger più famosa di Cuba, simbolo di quella Generación Y alla quale dà voce nelle omonime pagine telematiche. Reinaldo è molto più vecchio di sua moglie, ex giornalista di Juventud Rebelde cacciato dal regime perché troppo indipendente, ma pure lui è un blogger che manda avanti una voce libera come Desde Aquí, collegata alla rivista telematica Desde Cuba. Lo abbiamo avvicinato telefonicamente per sapere dalla sua viva voce come si sono svolti i fatti dello scorso venerdì.

Reinaldo, crede che i cubani sappiano cosa è accaduto?

“La televisione ha dato la notizia camuffando la verità, come è abituata a fare. Non potevano fare finta di niente perché stampa e televisioni straniere avevano raccontato l’accaduto, ma hanno spiegato i fatti con la solita retorica di regime. Il telegiornale che va in onda la domenica alle otto di sera, il più seguito, ha detto che nel luogo incriminato si stava tenendo una manifestazione studentesca, alcuni ragazzi cantavano La Malagueña e leggevano poesie. Il commentatore televisivo ha avuto il coraggio di dire che un gruppo di controrivoluzionari ha tentato di sabotare la manifestazione e di aggredire gli studenti, scatenando la spontanea reazione popolare. Io e i miei compagni siamo apparsi sullo schermo televisivo accusati come mercenari e venditori della patria. Niente di più falso. Era tutto preparato contro di noi”.

Secondo lei il popolo cubano crede alle notizie diffuse dai media ufficiali?

"Non mi piace parlare in generale del popolo cubano. Siamo molto diversi tra noi e non tutti abbiamo lo stesso modo di pensare. Voglio credere che la maggioranza abbia la tendenza a sospettare di ciò che dicono in televisione e delle notizie diffuse a mezzo stampa, soprattutto quando sono in gioco problematiche ideologico - politiche. Per esempio, se sul Granma scrivono che ci saranno diversi black-out energetici tutti ci credono, mentre se compare la notizia che non ci saranno più interruzioni elettriche nessuno si lascia convincere. Questa volta il Granma parla di un’azione portata avanti da un gruppo di controrivoluzionari ed è una colossale menzogna. Io mi trovavo su quella pubblica strada perché avevo dato appuntamento a un uomo che aveva maltrattato mia moglie ed esigevo delle spiegazioni. Era un affare privato. Se un gruppo di controrivoluzionari vuole sabotare una manifestazione di giovani comunisti lo fa in modo diverso".

Come ha saputo che l’agente che ha picchiato sua moglie si chiama Rodney?

"Al processo contro il rockero Gorky sono state fatte delle foto agli agenti della sicurezza che si aggiravano fuori dal tribunale. In una di queste foto c’era l’agente Rodney, che mia moglie ha riconosciuto come uno degli aggressori. Era lui che dirigeva le operazioni, aveva il telefono in mano e ha chiamato la polizia".

Ha avuto paura durante il meeting di ripudio? Teme per il suo futuro?

"Ho sempre vissuto a Cuba. So bene cosa sono i meeting di ripudio. Non è la prima volta che il regime ne organizza uno per mettermi a tacere. Penso che l’odio sia un sentimento molto pericoloso, il peggiore che può produrre l’animo umano, soprattutto quando si manifesta nella forma peggiore. In ogni caso credo che l’errore più grande sarebbe arrendersi, perché quelle persone che adesso sono vittime di una politica fatta di odio prima o poi capiranno e si comporteranno in maniera diversa. Mi chiede se ho paura. Certo che ho paura. Non sono un irresponsabile. Ho paura ma vado avanti per la mia strada perché penso che sia la cosa migliore da fare. Una cosa vorrei dire: smettiamo di parlare di me e di quello che mi è successo, ma occupiamoci delle cose che accadono in questo Paese. Credo che sia molto più importante".

Salutiamo Reinaldo Escobar con la speranza che prima o poi la situazione cubana possa davvero cambiare. Se qualcosa accadrà dovremo ringraziare lui e sua moglie, una coppia di giornalisti indipendenti che ha il coraggio di andare controcorrente in un Paese dove gli spazi di libera opinione sono soffocati.

di Gordiano Lupi da La Stampa.it

22 novembre 2009

Repressione a Cuba: il terrore tra 23 e G

Ecco il racconto di Claudia, presente alla brutale aggressione di Reinaldo. Possiamo solo appellarci a più persone possibili, ovunque al mondo:
Questo non può essere il preludio ad una stagione di odio rabbioso, ad uno scontro selvaggio tra la ragione della verità e la crudele frustrazione dell'ignoranza.
BASTA YA!

di Caludia Cadelo da Octavo Cerco


La strada invasa da centinaia, non me lo sarei mai aspettata. Sò che in qualsiasi momento smetteranno di essere persone e si trasformerranno in macchina repressiva. Silvia e io filmiamo da dentro una automobile, ad un certo punto lontano dall'occhio del ciclone, lascio la videocamera a Silvia e ritorno a piedi verso 23 e G.
Ho molta paura, Claudio con una video camera si mischia tra la stampa internazionale. Vedo quasi tutti i miei amici dell'accademia, alunni e professori. Dò un bacio a Reinaldo, lui fà una battuta sulle televisioni insieme a me, ma non riesco a ridere. Vorrei dire scappiamo! Ma sto zitta.

Alla mia destra una parete umana e una donna gesticola, non si vede l'orizzonte. Lo sò tra un istante ci saranno addosso, saranno quattrocento e sono terrorizzata. Vado avanti non posso evitarlo. La stampa si accerchia intorno a Reinaldo, l'aria diventa irrespirabile. Una delle mie compagne di classe mi dice "andiamo là ci sono le telecamere" non andare, le dico, ci spazzeranno via. Credo che per alcuni secondi corro sino al Riviera (hotel Riviera n.d.t.), ho la testa a mille.. sono fuggita, che orrore.
Torno sui miei passi, non riesco nemmeno a prendere il cellulare, la valanga mi passa davanti gridando "Fidel! Fidel!" e si porta dietro tutti. Immediatamente ci sono dei tipi dietro di me, uno grida con lascivia "Questo è figo oggi!"

In un angolo Lia, Vallin e Ivan sono sopravvisuti all'onda. Lei si attacca al suo portatile mentre gli altri due sono di una calma rivelatrice, penso "non hanno paura!". Purtroppo in questo momento non posso restare più a lungo qui. Afferro Lia, la metto in un taxi, mando un twits, dico al tassista che vado a Nuovo Vedado, facciamo un giro dei palazzi intorno alla 23, un torrente umano si muove, mai visto una cosa così impressionante: grida, pugni, polizia, gente isterica.

Chiamo Yoani, questo è fuori controllo, sono convinta che già saranno tutti incoscienti, che passeremo la notte chiamando la polizia e gli ospedali. Immagino Reinaldo sbattuto per terra e questi selvaggi che gli passano sopra.

Quando arrivo Reinaldo aveva già chiamato, non ci posso credere, ma sto zitta. Entra dalla porta e lo verifico, che dicano quello che vogliono, è vivo per miracolo. Oggi il Governo ha posto volontariamente la vita di un gruppo di persone in pericolo.

Da questo istante ritengo responsabile la Sicurezza di Stato e Raul Castro per qualunque cosa possa succedere a chi oggi, dopo essere stato trascinato, colpito, minacciato e trattenuto, ha finalmente fatto ritorno a casa:

- Marleny González
- Yoan Hernández
- Yadaimí Domínguez
- Frank Paz
- Wilfredo Vallín
- Eugenio Leal
- Pastor Manuel
- Iván García
- Silvio Benítez
- Jose Alberto Álvarez Bravo
- Lilia Castañer Hernández
- Lianelis Villares
- Claudio Fuentes Madan

e delle altre persone di cui non conosco il nome, ma che pubblicherò al più presto.

Repressione a Cuba: Anche Reinaldo Escobar aggredito all'Havana

Lo scorso 6 Novembre abbiamo seguito con nervosismo ed apprensione quello accaduto a Yoani, Orlando e Claudia.
Sono stati sequestrati, aggrediti e minacciati mentre si recavano ad una marcia pacifica.
Il marito di Yoani, Reinaldo Escobar, ha pubblicamente "sfidato verbalmente" le guardie della Sicurezza di Stato responsabili dell'aggressione:
Reto públicamente a una persona que se hace llamar “el agente Rodney” y que habla y se conduce como si fuera un miembro de la Seguridad del Estado, a que acuda el próximo viernes 20 de noviembre a las cinco de la tarde a la esquina de 23 y G.
Sfido pubblicamente una persona che si fa chiamare "l'agente Rodney" e che parla e si comporta come se fosse un membro della Sicurezza di Stato, affinchè si presenti Venerdì 20 Novembre alle cinque del pomeriggio all'angolo tra C.lle 23 e G.

Venerdì scorso sul luogo dell'appuntamento si è presentata una folle oceanica accompagnata da una "conga" con percussioni e ballerine succinte al seguito, il così chiamato "atto di ripudio", ovviamente gridando "viva Fidel, viva la rivoluzione", la creatività semantica del regime è sempre così innovativa! (il video che segue è molto significativo).
Ovviamente "l'agente Rodney" non si è visto.
Durante gli scontri all'angolo tra 23 e G. Reinaldo è stato a sua volta percosso mentre era intervistato da alcuni reporter.









La mobilitazione di un così grande numero di persone potrebbe far credere ad una partecipazione popolare contro la "provocatrice" Yoani & c.
Vorrebbe dimostrare che invece a Cuba va tutto bene, che il regime è appoggiato e sostenuto dalla popolazione e che i contro-rivoluzionari devono essere isolati, contestati e all'occorrenza aggrediti.

La lettura è invece un'altra. Il regime per sopravvivere deve mantenere nell'ignoranza il popolo. L'accesso a internet per i cittadini comuni è quasi impossbile. L'accesso alle radio o televisioni straniere è raro.
In poche parole quello che succede a Cuba è quello che il Governo vuole che si sappia.

E' più pericolosa una manifestazione in strada, anche se pacifica, che 10, 100, 1000 blog.
Anzi accettare blog alternativi da Cuba, è per il Governo una misura cosmetica per apparire tollerante agli occhi della Comunità Internazionale.
Ma il controllo del territorio è fondamentale per sostenere il regime dell'isola.
Ecco perchè centinaia di dissidenti di opinione, tra l'altro quasi sconosciuti a quella stessa comunità internazionale che oggi fa grande echo intorno a Yoani, sono in carcere da anni senza aver commesso alcun reato.

La velate polemiche che circondano Yoani, come ad esempio la recente intervista a Obama, nel bene e nel male, permettono ancor di più la diffusione di una realtà vera ed innegabile di Cuba e del suo popolo.
Una testimonianza inoppinabile di ingiustizie che sono universali e che devono quindi essere combattute globalmente.
C'è anche una ricerca approfondita che documenta quanto e come Yoani viene finanziata, quanto costa mantere il portale Voces Cubanas.
E' ovvio che senza una disponibiltà economica è impossibile, soprattutto da Cuba, mantenere una struttura virtuale come quella di Yoani. E allora?
Ma è proprio grazie alle sue capacità personali, creative, tecniche e soprattutto mediatiche, se oggi sappiamo più cose della realtà cubana, di quante ne abbiamo mai sapute negli ultimi 50 anni.
Un'attenzione maggiore verso Cuba da parte del resto del Mondo è il primo passo verso un cambiamento civile e democratico sull'isola.

Internet è soprattutto questo, amplificare a livello globale una voce che grida sempre più forte: BASTA YA!



Questo è il drammatico video dell'aggressione a Reinaldo, protetto e difeso con coraggio da alcuni suoi amici.

19 novembre 2009

Vivere a Cuba, Yoani: intervista di Y. a B.

Intervista di Yoani Sanchez a Barack Obama...

Presidente Barack Obama: Ti ringrazio per questa opportunità che mi offri per condividere impressioni con te e con i tuoi lettori a Cuba e nel mondo, approfitto per congratularmi per il premio María Moore Cabot della scuola Superiore di Giornalismo della Columbia University che hai ricevuto per aver promosso lo scambio di informazioni nelle Americhe grazie ai tuoi reportage. Mi è dispiaciuto molto che ti abbiano impedito di viaggiare per ricevere personalmente il premio. Il tuo blog offre al mondo uno spaccato reale di vita quotidiana a Cuba. Internet ha offerto a te e ad altri valenti blogger cubani un libero mezzo libero di espressione, da parte mia sostengo gli sforzi collettivi per fare in modo che altri compatrioti possano esprimersi tramite la tecnologia. Il governo e il popolo statunitense è dalla vostra parte, in attesa del giorno in cui tutti i cubani potranno esprimersi liberamente e pubblicamente senza timore di rappresaglie.

Yoani Sánchez: 1. Per molto tempo l’argomento Cuba è stato presente sia nella politica estera degli Stati Uniti, sia tra le preoccupazioni interne, soprattutto per l’esistenza di una grande comunità cubano-americana. Dal suo punto di vista in quale dei due ambiti deve ubicarsi questo tema?
Obama: Tutti i temi di politica estera hanno componenti interne, specialmente quelli che riguardano paesi vicini come Cuba, da dove provengono molti emigranti ormai residenti negli Stati Uniti, e con cui abbiamo una lunga storia di legami. La nostra decisione di proteggere e sostenere la libertà di espressione, i diritti umani e uno stato di diritto democratico tanto nel nostro paese come nel mondo contribuisce a diminuire le differenze tra politica interna ed estera. Inoltre, molti problemi comuni ai nostri paesi, come l’emigrazione, il narcotraffico e il governo dell’economia, sono temi sia interni che esterni. Infine, le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti devono essere analizzate sia in un contesto domestico che esterno.

Yoani Sánchez: 2. Nel caso che esistesse da parte del suo governo una volontà di porre fine al confronto, pensa di riconoscere il governo di Raúl Castro come unico interlocutore valido per una serie di eventuali colloqui?
Obama: Como ho detto prima, la mia amministrazione è pronta a stabilire rapporti con il governo cubano su diverse problematiche di interesse comune, come abbiamo fatto nei colloqui sul problema migratorio e sulle spedizioni postali dirette. Mi propongo di facilitare anche un maggior contatto con il popolo cubano, specialmente tra famiglie separate, qualcosa ho già fatto con la eliminazione delle restrizioni alle visite familiari e alle rimesse. Vogliamo stabilire rapporti anche con i cubani che vivono fuori dell’ambito governativo, come facciamo in tutto il mondo. È chiaro che la parola del governo non è la sola che conta a Cuba. Approfittiamo di ogni opportunità per interagire con tutti i settori della società cubana e guardiamo a un futuro in cui il governo rifletterà davvero la volontà del popolo cubano.

Yoani Sánchez: 3.
Il governo degli Stati Uniti ha rinunciato all’uso della forza militare, come metodo di risoluzione del confronto?
Obama:
Gli Stati Uniti non hanno nessuna intenzione di utilizzare la forza militare a Cuba. Quello che gli Stati Uniti sostengono a Cuba è un maggior rispetto dei diritti umani e delle libertà politiche ed economiche, oltre alla speranza che il governo risponda alle aspirazioni del suo popolo di sfruttare la democrazia e di poter determinare il futuro di Cuba liberamente. Soltanto i cubani potranno promuovere un cambiamento positivo a Cuba, e speriamo che presto possano esercitare senza limiti queste facoltà.

Yoani Sánchez: 4.
Raúl Castro ha detto pubblicamente di essere disponibile a dialogare su tutti i temi, con il solo requisito del rispetto reciproco e l’uguaglianza delle condizioni. Le sembrano eccessive queste esigenze? Quali sarebbero le condizioni che imporrebbe il suo governo per cominciare un dialogo?
Obama:
Da tempo dico che è ora di applicare una diplomazia diretta e senza condizioni, sia con gli amici che con i nemici. Tuttavia, parlare per il gusto di parlare non mi interessa. Nel caso di Cuba l’uso della diplomazia dovrebbe dare luogo a maggiori opportunità per promuovere i nostri interessi e le libertà del popolo cubano. Abbiamo già iniziato un dialogo, partendo da certi interessi comuni – emigrazione sicura, ordinata e legale e la restaurazione del servizio postale diretto. Si tratta di piccoli passi, ma sono parte importante di un processo per avviare le relazioni tra Stati Uniti e Cuba verso una nuova e più positiva direzione. Nonostante questi passi, per arrivare a un rapporto più normale, siamo ancora in attesa che il governo cubano si attivi in tal senso.

Yoani Sánchez: 5.
Quale partecipazione potrebbero avere i cubani dell’esilio, i gruppi di opposizione interna e l’emergente società civile cubana in questo ipotetico dialogo?
Obama:
Prima di prendere qualunque decisione relativa alla politica pubblica, è imprescindibile ascoltare il maggior numero possibile di voci. È proprio quello che stiamo facendo in relazione a Cuba. Il governo degli Stati Uniti parla regolarmente con gruppi e singole persone dentro e fuori Cuba, che seguono con interesse l’andamento delle nostre relazioni. Molti non sono d’accordo con il governo cubano, molti non sono d’accordo con il governo statunitense e molti altri non si trovano d’accordo tra loro. Su una cosa dobbiamo essere tutti d’accordo: ascoltare le inquietudini e gli interessi dei cubani che vivono sull’isola. Per questo motivo tutto quello che state facendo per far sentire le vostre voci è molto importante - non solo per promuovere la libertà di espressione, ma anche perchè la gente fuori di Cuba possa comprendere meglio la vita, le vicissitudini e le aspirazioni dei cubani che vivono sull’isola.

Yoani Sánchez: 6.
Lei è un uomo che propone lo sviluppo delle nuove tecnologie di comunicazione e informazione. Malgrado ciò noi cubani continuiamo ad avere molte limitazioni per accedere a Internet. Quanta responsabilità ha l’embargo americano verso Cuba e quanta il governo cubano?
Obama:
La mia amministrazione ha fatto passi importanti per promuovere la corrente di libera informazione proveniente dal popolo cubano e diretta ai cubani, particolarmente mediante le nuove tecnologie. Abbiamo reso possibile espandere le reti di telecomunicazione per accelerare lo scambio tra la gente di Cuba e il mondo esterno. Tutto questo aumenterà i mezzi di comunicazione con cui i cubani potranno comunicare tra loro e con persone fuori di Cuba, avvalendosi, per esempio, di maggiori opportunità grazie alle trasmissioni via satellite e con fibra ottica. Questo non accadrà da un giorno all’altro, né potrà dare risultati effettivi senza un’azione positiva del governo cubano. Ho sentito che il governo cubano ha annunciato programmi per offrire maggiore accesso a Internet negli uffici postali. Seguo questi segnali di cambiamento con interesse e chiedo al governo cubano che consenta l’accesso all’informazione e a Internet senza restrizioni. Vorremmo sapere i programmi del governo sul sostegno a un flusso libero di informazioni da e verso Cuba.

Yoani Sánchez: 7.
Sarebbe disposto a visitare il nostro paese?
Obama:
Non scarterei nessun tipo di azione che favorisse gli interessi degli Stati Uniti e che promuovesse la libertà del popolo cubano. Al tempo stesso, le armi della diplomazia devono essere usate solo dopo minuziosi preparativi e come parte di una strategia chiara. Pregusto il giorno in cui potrò visitare una Cuba nella quale tutto il popolo potrà godere degli stessi diritti e opportunità di cui gode il resto della popolazione mondiale.

(La traduzione in spagnolo è stata preparata dall’ufficio del Presidente Obama. Il documento originale in inglese si può leggere qui: http://www.desdecuba.com/generaciony/wp-content/uploads/2009/11/president-obamas-responsesto-yoani-sanchezsq-uestions.pdf).

Traduzione di Gordiano Lupi
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