25 marzo 2009

Vivere a Cuba: navigando verso "la vita"

In italia possiamo considerare "los balseros", quelli che si imbarcano su fatiscenti "zattere", "barche", "navi", che dalla Libia, dall'Albania, in generale dall'Africa e dal Medio Oriente, cercando di raggiungere le coste italiane (le più facili da raggiungere per l'autostrada verso l'Europa) .
Quì sono un "problema", un fastidio, delinquenti che vengono quì per rubare; il lavoro, le donne, nelle nostre case.


E' la paura che alimenta qualunque forma di controllo, (democratica e non), quella che fomenta un sentimento che cresce nell'odio.
E' difficile predicare amore, tolleranza, rispetto, quando la forma di controllo dei "governi" in qualunque paese del mondo è sempre la stessa: la PAURA! Quando quello che si propaganda nei media è la PAURA.
Di che cosa? Di vivere. Iniettando così il veleno della conformità. Meglio essere d'accordo con l'idea comune, che affrontare una discussione onesta e costruttiva.
La conformità ad un gruppo, ad un partito, al "sentimento comune".
E così si annienta l'individuo...

Vorrei sapere quante di quelle persone spaventate, pronte a condannare chiunque calpesti il suolo sacro d'Italia (chi ha stabilito che è solo degli italiani?) se fossero nelle stesse condizioni (economiche, politiche, di sopravvivenza) di chi vende tutto per imbarcarsi verso l'ignoto, manterrebbero la stessa integrità patriottica.

La fame è la peggior malattia del nostro mondo, chiunque ne soffra cerca di sopravvivere, MIGRANDO!.
La libertà è una necessità universale, chiunque ne è privato la cerca, MIGRANDO!

Non c'è alcuna differenza tra "los balseros" cubani degli ultimi venti, trenta anni, e quelli italiani di 50, 60, 70 anni fà, o quelli che oggi quotidianamente approdano alle spiagge italiane, spagnole, per cercare solo quello che è umanamente un diritto universale, la SOPRAVVIVENZA.

Di seguito il post da Cero Circunloquios e un documentario (di 11 parti), "Los balsers", del 1994.

Ricordo con tristezza l'estate del 1994. Sono dell'Havana vecchia e ricordo come ci affacciavamo al balcone per salutare ai "balseros". Erano molti i sentimenti. Io me ne sono andato da Cuba nel Settembre del 1994, con riunificazione famigliare. La maggior parte di quelli che se ne sono andati da Cuba in quegli anni non hanno avuto la mia stessa fortuna.

24 marzo 2009

Dissidenti a Cuba: per non dimenticare

Qualunque commento, appoggio, critica verso il governo cubano, è relativa. Oggi nel 2009, dopo sei anni dalla "Primavera Nera" del 2003, è sempre più presente e forte la voglia di gridare LIBERTA': AI GIORNALISTI, AI DISSIDENTI POLITICI, DI COSCIENZA, ALL' UNIVERSALE DIRITTO DEMOCRATICO DI ESPRIMERE LA PROPRIA OPINIONE.

Non possiamo, non dobbiamo dimenticare che ancora oggi nel paradiso de "la isla grande" QUALCUNO E' IN CARCERE PER LE SUE IDEE.
In una Cuba corteggiata e desiderata dagli USA come dall'UE, naturalmente dalla Russia, passando ovviamente dalla Cina.
In nome di una transizione "demo-socialista", liberate quelle persone che con le proprie idee vogliono solo lo sviluppo e la crescita di quella stessa Cuba che la Castro-dinastia molti anni fà ha concepito in nome della "libertà".

In ricordo della "Primavera Nera", ecco due video proposti da Gaviota Zalas del blog CubaDice.

Questo dal titolo "Non mi dimenticare". Da Cuba una protesta civica.


Questo un video che spiega molto chiaramente la nascita e lo sviluppo della repressione del giornalismo indipendente a Cuba. Dal 3° minuto una dichiarazione di Normando Hernandez Gonzalez, direttore del giornalismo indipendente di Camaguey dove racconta del suo progetto, la fondazione di una rivista socio culturale "luz cubana", che avrebbe dovuto parlare di cultura, sport, ambiente, umore e che si sarebbe dovuta inaugurare nel mese di Marzo del 2003.
Fu' arrestato durante l'ondata repressiva del Marzo 2003.
Da allora sta scontando una condanna a 25 anni di prigione.

Qui tutti i video del documentario "OTRA GRIETA EN LA PARED" dal blog Secretos de Cuba

Dissidenti a Cuba: con tutta umiltà

di Reinaldo Escobar da Desde Aqui
Non si dovrebbe aspettare la data commemorativa della "primavera nera" del 2003 per affrontare il tema, ma quello che non si può accettare è che passino i giorni 18 e 19 di Marzo, e che uno possa restare tranquillo, sapendo che, da sei anni, 75 cubani sono in prigione per l'unico delitto di aver dimostrato pubblicamente la loro discrepanza con il governo.

Quando dico uno parlo di me e di tutti quelli che abbiano la remota possibilità di fare qualcosa per promuovere la libertà di queste persone.
Quando parlo di 75 persone includo tutti, quelli che fisicamente sono ancora dietro le sbarre, e quelli che sono stati "beneficiati", con licenze extra-penali, per motivi di salute.
Per caso Raul Rivero e Manuel Vazquez Portal non sono ancora in prigione? Volete dirmi che Hector Palacios e Oscar Espinosa Chepe sono stati liberati, indultati, amnistiati, assolti, o qualcosa di simile?

Ho pena per il mio paese, , mi vergongo a dover confessare a chiunque che vivo in una nazione dove una persona come Adolfo Fernandez Sainz condivide una cella con delinquenti comuni, che Pedro Arguelles è stato legato ad una catena per non aver voluto indossare l'uniforme di prigioniero, o che Pablo Pacheco, come quasi tutti, hanno abbandonato l'essere una persona in salute.

Non è il pregiudizio giornalistico, dovrei scrivere una lunga lista di nomi, quello che mi impedisce di menzionarli tutti. Parlo solo di quelli che conosco, di quelle persone persone delle quali mi sento orgoglioso essere amico. Ogni giorno che si somma a questa condanna è un insulto a molte cose, al diritto, alla nostra storia, alla patria.
Come posso giocare con mia nipote, bere una birra o andare alla spiaggia, quando sono un complice reo confesso degli stessi delitti che loro hanno commesso?

Non voglio concludere questo commento senza menzionare il nome dell'unico responsabile di questa situazione. Si chiama Fidel Castro Ruz. Solo quando lui impartirà l'ordine o quando sarà definitivamente incapacitato per impedire che qualcun'altro lo faccia, i miei amici resteranno in carcere.
Siccome non sono nella posizione di esigere la loro libertà, uso questo insignificante spazio per chiederle, con tutta umiltà, che usi il suo telefono per chiamare suo fratello minore o al Ministro degli Interni e chieda la scarcerazione di chi lui stesso incarcerò.

Chissà che la squadra di baseball cubana vinca il mondiale e che nella felicità del momento non decida di concedere un'amnistia!

19 marzo 2009

Riflessioni su Cuba: Complotto di Chavez contro i Castro?

L'ex cancelliere del Mexico Jorge Castaneda afferma che tra Ugo Chavez (presidente del Venezuela) Perez Roque e Lage (recentemente destituiti dal governo dell'isola) esisteva un complotto per ostacolare, screditare e, in ultima analisi, impedire a Raul Castro di sviluppare quelle leggi indispensabili per alleviare le sofferenze del popolo cubano, e con le quali si aprirebbe così ad un dialogo con gli USA.

Questa affermazione nasce dalla domanda: perchè umiliare pubblicamente gli ex-ministri tacciandoli come "traditori", "approfittatori", incantati dal "miele del potere", dopo averli già destituiti?

La domanda non è perchè Raul destituisce Lage e Perez Roque, ma perchè umiliarli? perchè caricare loro di tutte le colpe? perchè Fidel li taccia come "fautori di un disegno indegno, senza aver fatto alcun sacrificio", riferendosi ad una ipotetica relazione con una potenza straniera (che si potrebbe pensare essere gli USA) che si suppone abbia cospirato con loro.
In realtà a chi si riferisce? Veramente qualcuno può credere che gli USA stessero complottando con Perez Roque e Lage a danno di Raul?

Ma dove sta la connessione con Chavez?
Primo sta nel fatto che Chavez sino ad oggi ha taciuto, non ha mai commentato i cambiamenti nel governo cubano. Poi dobbiamo pensare ai due destituiti, strettamente legati a Chavez da 10 anni; Carlos Lage partecipava insieme a Chavez a tutti i meeting dell'America latina, nel segno del nuovo "socialismo latino creativo", e Perez Roque ha, in questi anni, stretto importanti legami con il Venezuela.

Qui il video da CNN.

17 marzo 2009

Dissidenti a Cuba: le Dame di Bianco chiedono tolleranza a Raul nell'anniversario degli arresti del 2003

da El Nuevo Herald
Oggi all'Havana le "Dame di Bianco", spose dei prigionieri politici e di coscienza cubani, hanno responsabilizzato il governo per la loro "integrità fisica" e hanno chiesto "tolleranza", nel sesto anniversario dell'arresto dei loro famigliari, in una carta aperta a Fidel e Raul Castro.

"Prima della possibiltà di nuove provocazioni e arresti, così come hanno minacciato in questi giorni., noi vogliamo responsabilizzare (il governo) di quello che può accadere alla nostra integrità fisica."
Le "dame" sollecitano "tolleranza per l'esercizio della nostra giusta richiesta (per la libertà dei loro mariti) visto che stiamo reclamando un diritto costituzionale."

Un gruppo di venti "dame di bianco" si sono riunite in casa di una delle leaders, Laura Pollan (nella foto) all'Havana, per iniziare la prima giornata di sei giorni di commemorazioni per il sesto anniversario degli arresti.

La Pollan alla domanda in merito alla visita del Commissario dell' Unione Europea Louis Michel a Cuba, prevista per domani, ha affermato: "sono felice che questa visita avvenga nei giorni della commemorazione dell'arresto dei 75, anche se non ci incontrerà, verrà a conoscenza delle nostre attività".

L'UE aveva imposto delle sanzioni nel 2003 in seguito all'arresto dei 75, Fidel in risposta aveva sospeso (teoricamente) le cooperazioni. Nel 2007 le suddette sanzioni sono state definitivamente cancellate e, nel Giugno scorso, hanno riattivato un dialogo reciproco.

15 marzo 2009

La politica di Cuba: per i bombardieri russi basi in Venezuela e a Cuba

Dobbiamo preoccuparci? Già da diversi mesi la Russia sta allaccciando rapporti politico-militari con Cuba e Venezuala, non sorprende più di tanto la notizia, se non fosse che in questo periodo i rapporti con gli USA sembra si stiano lentamentemente "scongelando", quale sarà la prossima mossa del "nuovo" governo capitanato da Raul?





da Corriere.it


MOSCA - Il comandante delle forze aeree strategiche russe, il generale Anatoli Jikharev ha detto sabato che il presidente venezuelano Hugo Chavez ha offerto la disponibilità dell'isola di Arcila per lo stazionamento temporaneo dei bombardieri strategici russi e che per tale possibilità non viene esclusa nemmeno Cuba.

CUBA - Lo riferisce l'agenzia Interfax. Jikharev ha detto che una tale proposta venezuelana esiste e che «se ci sarà una decisione politica in tale senso è possibile». Il generale ha precisato di aver visitato lo scorso anno l'isola venezuelana di Arcila e che la pista potrebbe essere usata per decolli e atterraggi dopo alcuni lavori di ristrutturazione. Lo stesso generale non ha escluso che il territorio cubano potrebbe essere utilizzato per la «presenza temporanea dei bombardieri strategici» durante pattugliamenti aerei. Anche in questo caso è necessaria una decisione politica.

13 marzo 2009

La politica di Cuba: gli USA ormai verso l'abbattimento dell'embargo?

di Alberto Flores D'Arcais da Repubblica.it
Nel pacchetto 'Omnibus' da 410 miliardi di dollari, approvato dal Congresso, vengono revocate anche alcune restrizioni che riguardano i viaggi a Cuba. Niente di clamoroso ma un primo, piccolo, passo in quella che si sta delineando come una "lunga marcia" della Casa Bianca di Obama nell'affrontare i rapporti con il più longevo nemico nel "cortile di casa" della superpotenza Usa e nel ridiscutere la questione dell'embargo commerciale nei confronti del regime castrista.

Le novità essenziali sono due. 1) I cittadini americani potranno adesso recarsi una volta l'anno a Cuba per visitare i loro familiari e restarci tutto il tempo che desiderano (finora era consentita una sola visita ogni tre anni per un periodo limitato a due settimane). 2) Vengono allentate le attuali restrizioni sull'esportazione di medicinali e di beni alimentari (ma non quelle agricole) verso l'isola.

Niente di clamoroso, se non per chi é direttamente interessato all'argomento, ma certamente un segnale positivo. Il "dossier Cuba" è sul tavolo di Obama da tempo ed anche se pubblicamente la Casa Bianca non intende (e non può per motivi interni) cambiare la politica degli anni passati (di Bush e anche di Clinton) il presidente Usa sembra pronto ad offrire uno spiraglio ai fratelli Castro. Uno degli obiettivi della Casa Bianca é quello di rivedere l'attuale politica nei confronti dell'America Latina.

Il presidente brasiliano Lula - in arrivo alla Casa Bianca il 17 marzo - è pronto a mediare tra l'America e quei paesi (il Venezuela di Chavez in primis) che negli ultimi anni sono diventati insofferenti alle politiche Usa. Il prossimo vertice americano - in programma a metà aprile a Trinidad e Tobago - sarà il banco di prova. Cuba non ci sarà, ma il problema cubano verrà sicuramente posto sul tavolo delle trattative.

Sul fronte interno la Casa Bianca può contare su un alleati importanti. Non è un mistero come nuovi rapporti con Cuba siano chiesti da politici, imprenditori, petrolieri anche di fede repubblicana e alla fine di febbraio un importante documento è stato prodotto dal Congresso. Nel rapporto del Senato - Changing Cuba Policy: In the United States National Interest - non si chiede ancora la fine dell'embargo ma il senatore Dick Lugar, il principale esponente repubblicano della commissione Esteri del Senato, ha pubblicamente ammesso che "dopo 47 anni possiamo dire che l'embargo unilaterale il cui scopo era quello di riportare la democrazia a Cuba è fallito".

Quando uno come Lugar prende una posizione "più a sinistra" di Obama, sostiene Larry Birn, direttore del Council on Hemispheric Affairs, "il presidente non può restare fermo su vecchie posizioni". Tanto più se - come dice l'ultimo sondaggio il 55 per cento dei cubani - americani sono favorevoli alla fine dell'embargo.

11 marzo 2009

Repressione a Cuba: non scordiamo il 23 Marzo 2003, "la primavera nera di Cuba"

di Pablo Felipe Pérez Goyry da Contextus
Tra pochi giorni, si commemorerà un'altro anniversario della "Primavera di Cuba", il 23 Marzo 2003.
Le testimoianze dei giornalisti indipendenti cubani: Raul Rivero, Normando Hernandez, Ricardo Gonzakez Alfonso e alcune delle immagini utilizzate in questo comunicato (all'epoca) sono state realizzate il 21 Febbraio 2003 dal fotoreporter Omar Rodriguez Saludes.


Per vedere i video clicca quì...

Un mese dopo tutti loro (insieme ad altri colleghi) sono stati arrestati dalla dittatura cubana e in seguito condannati dopo processi sommari. Rodriguez Saludes, è stato condannato alla pena maggiore: 27 anni di prigione.

Oggi, la censura continua ed è più sproporzionata e brutale...
Il video "La otra grieta en la pared" (L'altra crepa nel muro), è un omaggio meritato, e dovrebbe servire con denuncia assoluta dei demenziali abusi del regime castro-comunista, e da meritatissimo riconoscimento per il coraggio e la dignità con cui operano tuttti i giornalisti indipendenti cubani.

Ma la verità non accetta la cecità, il silenzio complice, la violazione a poter esercitare un giornalismo indipendente, la sistematica violazione della libertà d'espressione...

Questi video sono una testimonianza del lavoro reale che si svolge a Cuba assediato dalla censura... sono inoltre una evidenza di come la dittatura non rispetti la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Vivere a Cuba, Yoani: mi dimeno nell'Olimpo

da Generacion Y traduzione di Gordiano Lupi
Ieri, mentre ero a metà del pranzo, mi ha chiamato un amico per chiedere se avevo visto il notiziario dell’una del pomeriggio. No; non mangio mai mentre guardo quel tipo di programmi, è fatale per la digestione. Mescolare i fagioli colorati con l’annuncio delle sostituzioni nel Consiglio di Stato e dei Ministri, potrebbe produrre un mix dalle conseguenze incalcolabili. In ogni caso, adesso mi spiace aver perso la notizia ed essere informata - a pezzi e bocconi - sui cambiamenti avvenuti nelle alte sfere.

La “nota ufficiale”, pubblicata sul Granma, è lunga e scritta con uno stile che provoca sonnolenza. Si riepiloga che vari ministri e membri del Consiglio di Stato sono stati sostituiti, anche se per strada - già da qualche mese - si rumoreggiava sulla loro caduta in disgrazia. Neppure mi sorprende che uno dei rimpiazzati, Carlos Valenciaga, non sia menzionato e che le uniformi militari guadagnino maggior presenza all’interno del massimo organo amministrativo.

La gente cerca di dare a questi movimenti la profondità e la saggezza di una partita a scacchi, mentre a me pare un semplice gioco a “mosca cieca”. Non credo che le tanto desiderate e necessarie riforme stessero aspettando di avere nuovi ministri per essere applicate. Se la volontà fosse stata quella di stimolare misure di apertura, nessun funzionario a capo di un ministero le avrebbe potute frenare. L’intenzione è stata, invece, quella di ritardare i cambi, addormentarli, temporeggiare nel gioco della politica, mentre perdiamo mesi delle nostre esistenze.

Chi convincerà Marquitos, che già possiede il GPS per attraversare lo stretto della Florida, che i nuovi ministri spianeranno il cammino perché lui possa realizzare i suoi sogni nel paese dove vive? L’annuncio di ieri non riduce le lunghe code davanti all’ambasciata spagnola per ottenere una nuova nazionalità; né il numero delle ragazze che consegnano i loro corpi per essere portate via da qui. Che il nuovo cancelliere si chiami Bruno invece di Felipe, influisce poco sul livello di disperazione. Cambiare gli strumenti non significa molto, se la sinfonia interpretata e il vecchio direttore d’orchestra restano sempre gli stessi.

La politica di Cuba: ammorbidite le restrizioni nei viaggi e nelle rimesse dagli USA a Cuba

da BBC News
Il congresso degli Stati Uniti ha ammorbidito le restrizioni con Cuba imposte dalla passata amministrazione Bush.
I cubano-americani da oggi potranno viaggiare a Cuba una volta all'anno e potranno spedire soldi alle loro famiglie.
Anche cibo e medicinali potranno essere inviati sull'isola. Queste misure fanno parte di un fondo per le operazioni del governo US di $410 bn.

La legislazione è stata aprrovata dal Senato dopo che due senatori cubano-americani le hanno supportate dopo un iniziale opposizione.
Hanno cambiato il loro voto dopo aver ricevuto assicurazioni dall'amministrazione di Obama affinchè queste misure non siano il segno di un'inversione della tendenza relativa all'embargo, che da 47 anni vige su Cuba.

Manca la firma di Obama, ma ha già affermato che approva i cambiamenti. Inoltre è disposto ad aprire un dialogo con i nuovi leaders cubani.
Obama ha però affermato che non considera l'ipotesi di togliere l'embargo sino a quando a Cuba non si svolgeranno elezioni democratiche.

Raul Castro ha affermato che è pronto a negoziare con l'amministrazione US senza preconcetti.

09 marzo 2009

Cambio a Cuba: la faccia nascosta della liberalizzazione

La prima reazione dopo aver letto l'articolo che traduco di seguito è stata: come?
Google News pubblica articoli "dissidenti"?.
Sino ad ora le notizie di Google da Cuba sono state più o meno "imparziali" (anzi, riportavano semplicemente le notizie dei media "ufficiali").
Poi oggi, questo articolo da
Cubanet.org. Che sia un segno "tra le righe" di un cambiamento, da parte dei media "ufficiali", nel "raccontare" cosa accade al di là dell'oceano?


La faccia nascosta della liberalizzazione.
di Jorge Olivera Castillo, Sindical Press

Manuel Cerra è un uomo fortunato. Può alloggiare ogni anno all'hotel Amigo Atlantico (nella foto) per un mese, e accedere così ai servizi che offre il polo turistico ubicato a Guardalavaca, Holguin. E' canadese e paga in CUC (Pesos convertibili).

Apparentemente i cittadini cubani non hanno impedimenti nell'apparire sulle liste degli ospiti dell'hotel, però anche le nuove regole hanno i loro segreti.
Qualunque cubano che vuole affittare una abitazione in qualunque hotel del paese entra nel mirino della polizia criminale e nei domini degli agenti della Sicurezza di Stato.

Raul Castro, dopo aver preso le redini del governo, annullò la restrizione che gravava sui cittadini cubani. Era necessario mostrare un gesto atto a creare un'atmosfera di tolleranza e rinnovazione nella concezione ideologica del Partito Comunista. Sapeva che la comunità internazionale lo considerava un uomo pragmatico e comprensivo.

Ma ancora oggi una famiglia cubana ospitata in un hotel di 4 o 5 stelle continua ad essere una rarità.
C'è una realtà, ed è che il salario medio di un cittadino cubano basterebbe solo per un pranzo in questi hotel.
Anche se il denaro è inviato dalla propria famiglia che vive all'estero, non ci sono garanzie di potersi salvare dalle investigazioni della polizia.

Il canadese Manuel Cerra ha affermato recentemente al settimanale "Lavoratori", che in questo luogo ogni anno passa un mese di vacanza dal 1989, "La porta è sempre aperta, ci troviamo molto bene". Se sapesse che questa generosità, per chi vive a Cuba, è colma di lacrime di fiele!

Il libero accesso alle dorate attenzioni degli hotels, sono messe in dubbio per gli ingenui che pensano che la "dicta-dura" (ditta-tura) ha iniziato a trasformarsi in "dicta-blanda" (ditta-morbida).
Chi garantisce non mettano telecamere e microfoni nelle lampade, vasi di fiori, o da qualche altra parte della camera da letto?

Un amico che lavora in un hotel ha confermato i miei sospetti. I cubani che alloggiano in uno di questi hotel si espongono a verifiche e ricerche nascoste. Sono le leggi "non scritte" del potere.
Le zone oscure di una apertura intrappolata tra punti di domanda.

04 marzo 2009

La politica di Cuba: Fidel "benedice" i cambiamenti a Cuba

da BBC Mundo
Fidel Castro, ieri martedì, ha accusato i funzionari destituiti dal fratello Raul lunedi scorso di aver svolto "un lavoro indegno". Il leader cubano non ha citato nomi in specifico, però sembra evidente che si riferisca ai suoi due più stretti collaboratori: l'ex cancelliere Felipe Perez Roque e Carlos Lage, ex capo del consiglio dei ministri. Entrambi erano possibili candidati alla futura presidenza.

"Il miele del potere per il quale non hanno fatto alcun sacrificio, a risvegliato in loro ambizioni che li hanno portati a svolgere un lavoro indegno. Il nemico esterno si è riempito di illusioni con loro." Ha affermato Fidel.
L'ex presidente ha scartato l'ipotesi che suo fratello abbia deciso di riorganizzare il gabinetto per nominare persone a lui più leali.

(leggi in spagnolo) Cambio di gabinetto cubano

Fidel ha detto che non si trattava di sostituire gli "uomini di Fidel" con "gli uomini di Raul".
"La maggior parte dei rimpiazzati non li proposi io. Quasi senza eccezione arrivarono al loro incarico proposti da altri compagni della direzione del Partito o dello Stato. Non mi sono mai dedicato a questa attività."

(leggi in spagnolo) Rivoluzione nel gabinetto?

Fidel ha aggiunto che il cambio dei 12 funzionari (11 più il capo di gabinetto) "E' stato deciso in accordo con me, nonostante il fatto che nessuna norma obbligasse chi ha proposto i cambiamenti a consultarsi con me, visto che ho rinunciato da tempo al potere."

Futuro incerto

Il futuro di Roque e Lage sembra incerto.
Il Governo non ha deciso chi sostiuirà Lage, nonostante la "benedizione" che Fidel ha dato a Raul, i cambiamenti sembrano consolidare una nuova era nel controllo dei fili del potere cubano.

"Le rimozioni marcano l'indipendenza di criterio del nuovo Presidente, soprattutto se si considera che alcuni dei funzionari rimossi erano stati incaricati dallo stesso Fidel nel suo testamento politico." Così afferma il corrispondente di BBc Mundo all'Havana, Fernando Ravsberg.

Ha poi aggiunto: "Con l'attuale ristrutturazione, sembra che il Presidente voglia uccidere più passeri in una volta sola. Semplifica l'apparato statale, pone nei posti chiave uomini a lui fedeli e chiarisce a tutti i funzionari che nessuno è intoccabile."

(leggi in spagnolo) Lasciando alle spalle l'era di Fidel

03 marzo 2009

La politica di Cuba: sta veramente cambiando qualcosa?

Da qualunque punto di vista, è un cambiamento. Gli "uomini del presidente" (Fidel), sono stati rimossi dal fratello Raul (?). A tutti noi l'analisi dei "nuovi amministratori".

da Repubblica.it

Il presidente cubano Raul Castro ha rimosso dal governo il ministro degli esteri Felipe Perez Roque e il capo di gabinetto (e vicepresidente), Carlos Lage: da anni, due dei politici più influenti dell'isola socialista, molto noti sia all'interno del paese sia all'estero.

Il rimpasto annunciato oggi con un secco comunicato letto dalla Tv di Stato è molto profondo e riguarda una decina di cariche. L'obiettivo è quello di rendere "più compatto e funzionale" l'esecutivo, precisa la nota, ricordando che poco più di un anno fa, quando sostituì alla presidenza il convalescente fratello Fidel, Raul Castro aveva annunciato di puntare su un governo più snello.

Il 'maxi-rimpasto' voluto dai dal minore dei fratelli Castro - il più esteso a Cuba degli ultimi decenni - punta al consolidamento di un nuovo circolo ristretto del potere, una sorta di 'raulismo' che allontana dalla stanza dei bottoni uomini molto vicini al 'lider maximo'.

A lasciare il governo sono in altre parole due pesi massimi della politica cubana: Perez Roque, 43 anni, che ha guidato la politica estera del paese fin dal 1999, e Lage (57 anni), di fatto un uomo chiave del potere 'fidelista' durante gli ultimi due decenni, molto influente soprattutto sul fronte economico, al quale resta la carica di vicepresidente, peraltro condivisa con altre personalità politiche.

Gli annunci provenienti dall'Avana non si limitano agli esteri e al capo gabinetto, ma anche al ministero dell'economia, dove Josè Luis Rodriguez è stato sostituito da Marino Murillo Jorge, finora a capo del commercio estero.

A prendere il posto di Perez Roque sarà invece quello che finora era il suo vice, Bruno Rodriguez, mentre Lage sarà sostituito da un generale, Josè Amado Ricardo Guerra, che avrà però funzioni molo più limitate rispetto a quelle del suo predecessore.

Dal 'consiglio di Stato' (di fatto il governo) esce d'altra parte anche Otto Rivero, responsabile del programma 'battaglia per le idee' creato da Fidel, settore passato nelle mani di quello che è uno degli uomini più vicini a Raul, anch'egli militare: il ministro alle comunicazioni, Ramiro Valdes, 76 anni, figura storica dei tempi della 'revolucion', così come il responsabile dell'agricoltura, generale Ulises Rosales del Toro (66 anni).

Le fusioni prefigurate dalla nota prevedono inoltre l'accorpamento tra i ministeri del commercio e quello degli investimenti esteri, aree che saranno ora guidate da Rodrigo Malmierca, mentre anche l'industria alimentare e la pesca finiranno sotto un unico comando, quello dell'ex membro della segreteria del Pc cubano, Maria Concepcion Gonzalez.

Alla guida della scienza e l'ambiente andrà infine Josè Barrueco, mentre altri cambiamenti riguardano i ministeri delle finanze e prezzi, commercio interno, lavoro e industria siderurgica-meccanica.

per saperne di più (in spagnolo):
Penultimos dias
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El Nuevo Herald
El Pais
El Mundo