31 ottobre 2008

La politica di Cuba: Jorge Mas Santos ha presentato delle raccomandazioni ai due candidati alla Casa Bianca

da Generacion Asere
Jorge Mas Santos, ha rivelato nel quotidiano “The Washington Post” , le raccomandazioni della Fondazione Cubano Nord-americana (CANF) che ha presentato alle rispettive campagne dei senatori John McCain e Barack Obama, sul ruolo del futuro presidente degli Stati Uniti in merito a Cuba, le raccomandazioni ruotano intorno a due premesse di base:

(a) lo status quo è inaccettabile

(b) il cambiamento deve venire dal di dentro l'isola.

Le raccomandazioni specifiche sono le seguenti:

* Cambiare le regole che impediscono l’invio di aiuti in contanti e consentire che questo tipo di aiuti venga inviato direttamente e senza ostacoli ai dissidenti a Cuba.

* Eliminazione delle restrizioni di viaggio e delle rimesse dei cubano-mericani, imposte nel 2004. L'eliminazione della “esposas”, che ci ha impedito di essere partecipanti attivi nello sviluppo della società civile cubana per convertirci in agenti di cambiamento.

* Mantenere le sanzioni che riducono l'accesso alla valuta forte che potrebbe avere il regime di Castro, e che utilizza per finanziare il suo apparato di repressione.

* Partecipare con i riformisti e le forze democratiche a Cuba, compresi i militari ed il governo civile. Essi hanno bisogno di sapere che possono contare sull'amicizia ed il sostegno degli Stati Uniti.

* Ricostruire la nostra capacità di “intelligence”a Cuba, che è stata smantellata negli ultimi dieci anni, generando una situazione di vulnerabilità della sicurezza della nazione.

Qui l‘articolo del The Washington Post, che ha generato il dibattito tra i leader della comunità cubana in esilio.

30 ottobre 2008

Vivere a Cuba: el yuma

di El Yoyo da Jinetero..., y que?

"Ciao bambine", così Dianelis saluta le sue amiche di “autostop”, all’uscita dall’università, salendo su un automobile “tour” (le auto che si noleggiano a Cuba) che si era fermata. Erano due giorni consecutivi, la stessa automobile da turista, nello stesso posto. Nessuno sa come la mamma di Dianelis se ne accorse, un paio di settimane dopo, delle sue successive scomparse, probabilmente con un “yuma” (straniero).

La madre arrivò da Matanzas, in una jeep del lavoro di suo marito, si sedette nella panchina di cemento fuori alla scuola, aspettando che finissero le classi. Tra le cose di cui parlò con sua figlia, energicamente, però a bassa voce, ottenne una confessione che le ingrandì gli occhi già miopi, già iperbolici per le lenti degli occhiali:

- Gli hai dato l’indirizzo? Come, se n’è andato e non gli hai detto che sei sposata? -
Scandiva letteralmente e tragicamente la madre.
- No, questo no! Dianelis, guarda che questo mi uccide! - Ripeteva, con la mano sul cuore.

La povera signora si sedette nuovamente sulla panchina, tesa e riflessiva. In pochi secondi aveva già un piano.

Entrò nella jeep, senza lasciare Dianelis, che mostrava il suo imbarazzo facendo un cerchio sulla sabbia con le sue scarpe da tennis. La madre dichiarò, rivolgendosi a suo marito:

- La colpa è tua, maniaco sessuale, lei è cresciuta uguale a te - fece un gesto con la mano, così che il marito, disorientato per l’accusa, fece un sobbalzo indietro.

Fecero dell’entrata della casa uno stato maggiore. La nonna, abitualmente senza fare niente, iniziò a guidare la missione. Fù incaricata di attendere al telefono e di controllare le lettere nella cassetta, per dissipare domande indiscrete, per proteggere il marito di Dianelis dai dubbi sull’infedeltà.

Dodici giorni dopo iniziarono ad arrivare le lettere. D’amore, profumate e con calligrafia antica. Così che la madre di Dianelis quasi muore:
- Sembra una cosa seria. Che gli avrà fatto quel bastardo di galiziano…
La vecchia era emozionata, alle 10 della mattina era pronta di fronte alla porticina di ferro dell’entrata, con aria marziale, aspettando il postino.
Il postino, indiscreto, gridava:
- Oggi sì, c’è la lettera dello straniero!
La nonna allibita, con il dito sulla bocca diceva:
- Parla basso, che questo è un segreto!

Erano lettere febbrili. Ardenti e con promesse di matrimonio. Dovettero mettere alle votazioni se ammettere la verità circa lo stato civile di Dianelis, o lasciare le cose come stavano, quando la vecchia, che non voleva lasciar andare, ebbe un idea:
- Se nessuno risponde, il galiziano pensa che si è sbagliato, così desiste..

Però un pacchetto venne a dissipare i suoi dubbi. Un pacchetto con lenzuola, asciugamani e profumi. Era quello che mancava alla nonna per simpatizzare con lo sconosciuto:
- Questo sì che è un uomo all’antica…, sospirava, annusando un saponcino dal pacchetto.
- Guardate questo - , mostrando, sul letto, i beni ricevuti:
- Queste sono buone intenzioni.

La mamma di Dianelis era livida. Lasciarono scorrere il tempo, arrivarono altri due pacchetti postali, però con il passare del tempo il marito di Dianelis fù mobilitato per piantare una palude di mangrovie (e così Dianelis lo seguì) e la nonna era più rilassata, pensava che la bufera era passata, però non abbandonò mai il suo impegno con la porticina di ferro.
Era quella che si occupava delle cose ricevute, amministrava i soldi e assicurava la famiglia quando erano a tavola, "che suo fratello di Miami alla fine si era ricordato di lei."
La figlia le intimava, in cucina:
- Mamma, attenta, ricordati che la tua missione è mantenere la casa lontana dai problemi.
- Lo so, piccola, lo so. Offro addirittura il caffè al postino perché non gridi quando arriva…

La nonna era già annoiata nello stare sulla porta della casa, quando un giorno, un’auto di turisti entrò nel quartiere, procedendo lentamente, insicura, e le ragazzette negre del vicinato, si divertivano:

- Guardala qui! -facendo segno all’amica al suo lato.
- Micaela è arrivato il tuo “pepetour”! (termine a indicare “pepe” lo spasimante straniero, con il “tour” l’auto a noleggio)

La vecchia era stupita, quando l’auto si accostò di fronte alla casa:

- Vive qui Dianelis?
- Viveva… Si è sposata, adesso vive in un’altra provincia.
- Non può essere: ho portato tutto per potermi sposare…

Quando il tipo disse “tutto”, la nonna iniziò a fingere una sclerosi d’emergenza che le provocò una repentina amnesia, virò gli occhi con astuzia immaginando che “tutto” fosse… altre lenzuola, sapone e asciugamani, e gridò con energia:
- Dianelis, esci, che è arrivato il galiziano!

28 ottobre 2008

La politica di Cuba: la Russia riprende le consulenze militari a Cuba

di Renato Pérez Pizarro da Cuban Colada
La Russia si è offerta di riprendere la consulenza militare a Cuba. "I militari russi e cubani si scambieranno esperienze nell'organizzazione della difesa aerea tattica e nella formazione di ufficiali", così ha affermato il portavoce dell’esercito Igor Konashenkov, citato da Interfax. Una delegazione militare russa arriverà a Cuba lunedì prossimo per "discutere la possibilità di una formazione di militari cubani per la difesa aerea tattica in accademie e centri di formazione in Russia, utilizzando tecnologie russe modernissime," ha detto il portavoce.

La delegazione, che resterà a Cuba fino al 3 novembre, è guidata dal Gen. Aleksandr Maslov, capo della Difesa Aerea Tattica Russa "ci saranno consultazioni per l'organizzazione della difesa aerea, sistemi di controllo, comunicazioni e per la pratica della guerra elettronica da parte della forze di difesa aerea situate a Cuba. Si studierà anche lo stato di manutenzione delle attrezzature si formuleranno raccomandazioni per quanto riguarda la riparazione di singoli attrezzature ", ha detto Konashenkov, secondo il quotidiano Gazeta.

Mentre a Cuba, gli ufficiali russi si incontreranno con il Generale dell’esercito cubano Alvaro López Miera e il Gen. Mendiondo Pedro Gómez, capo della difesa anti erea. Secondo i quotidiani Kommersant e Gazeta, i visitatori istruiranno i cubani nell'uso del Igla (nella foto) armi mobili antiaerei, sistemi missilistici “Wasp“ e Square AA“, e stazioni radar P-18 e P-19 fabbricati in Russia.

Vivere a Cuba: la "cosa" è ardente

di Silvio Benítez Márquez, (Vice-Presidente Del Partido Liberal Nacional Cubano) da Cuba Independiente
Di bocca in bocca, da corridoio a corridoio, il tema obbligatorio è COME VANNO LE COSE?. Le cose stanno “en candela” (ardenti), scottano, e che il povero bruci nella sua tana arrabbiato. I rappresentanti di una forma implacabile hanno lanciato una crociata contro le loro vittime innocenti, una vera caccia alle streghe contro il mercato nero e i loro instancabili venditori.

Disposizione proibitiva che esaspera ancora di più la pentola, fomentando ancor di più la gravità della situazione, di fronte ad uno scenario da catastrofe, dove la povertà e la fame sono orfani sotto il "riparo ufficiale", una situazione allarmante di disaccordo a livello nazionale, sollevando e lasciando a nudo l’ipocrita austerità della ideologia comunista.

Queste pratiche di terrore giacobino mettono in pratica, al fine di sfruttare le passioni più bieche come l'odio, l'invidia e la vendetta, […]

Questa piaga sociale è un altro mal di testa per la maggior parte della nomenclatura. Questo è il risultato finale del famoso uomo nuovo, un uomo senza pace nella sua anima, stanco di demagogia, di populismo e di agitazione a buon mercato, senza speranza in cambio di un futuro migliore, nella disperata ricerca di un'alternativa che risponda al suo stato mal ridotto, facile preda per l’illecito. […]

Riflessioni su Cuba: disegno urbano del quartiere "Colon" a l'Havana

da Generacion Asere
Studio BOT (http://www.studiobot.nl/) è un luogo di incontro per gli studenti di architettura con sede a Amsterdam, che unisce lo studio con il lavoro pratico, reale. Un anno fa (Oct.2007) gli studenti olandesi hanno sviluppato un progetto di Disegno Urbano per il quartiere di Colon a l'Avana.

Il lavoro può essere trovato su you tube e alcune delle sue tesi sono accompagnate da queste domande:
"Non possiamo decidere per Cuba, quale sia la direzione da prendere. Riteniamo che siano i cubani a dover decidere.
Ma forse hanno una voce per partecipare alle decisioni? Le forze straniere possono dare loro potere? Saremo in grado di produrre strumenti che consentano alla cultura cubana, di determinare il loro livello di partecipazione nella globalizzazione? ".

La progettazione urbana di Colombo intreccia edifici, piante e alberi frondosi tra i tetti e prevede luoghi comuni per la ricreazione, giù per le strade del quartiere si intersecano viali che portano ad una Piazza, sede ideale per concerti, fiere e incontri tra cittadini.
Un bel sogno che “desgraciada-mente“, dovrà aspettare, come quasi tutto a Cuba.


26 ottobre 2008

La politica di Cuba: il blocco americano e la doppia faccia degli aiuti Usa a Cuba

di Norelys da Islamia, en la llave del Golfo
Il governo degli Stati Uniti, nell’attuare e intensificare il blocco economico contro Cuba, si prefigge di raggiungere la paralisi dell’industria basica dell 'isola.

L'impatto provocato dall’assedio degli Stati Uniti nel corso degli ultimi anni in questo settore, si sono registrati soprattutto nei settori legati al nichel, petrolio, cemento, industria chimica e industria elettrica.

Un rapporto presentato all'Avana alla Organizzazione delle Nazioni Unite, include alcuni esempi trascendenti che mostrano l'azione di Washington a questo proposito. Per assediare in modo più efficiente l'industria del niquel dell’isola dei Caraibi, gli Stati Uniti hanno creato il cosiddetto “Gruppo di interagenzie del Nichel “ con un impatto nell’ultimo ultimi anno di 67,5 miliardi di dollari per le esportazioni di minerale di cobalto.

Una denuncia degli ostacoli che appone il blocco degli Stati Uniti su Cuba, è quella di influenzare i piani per la costruzione di abitazioni, divenuta di maggiore attualità a seguito dei danni causati dagli uragani Gustav e Ike.

Tradizionalmente è noto, dopo l'entrata in vigore del blocco americano per quasi mezzo secolo, che il settore edile è uno degli obiettivi più colpiti dalle misure punitive imposte da Washington.

Tuttavia, le difficoltà causate l'anno scorso da parte degli Stati Uniti hanno peggiorato i gravi problemi provocati dai recenti uragani, esemplificato con 444 migliaia di case parzialmente o completamente distrutte.

Tra il Maggio 2007 e Aprile di quest'anno i danni causati dal blocco contro Cuba in riferimento ai piani per aumentare il fondo per gli alloggi sono nell’ordine di 27 milioni di $.

Con queste risorse, la nazione Antillana avrebbe potuto costruire ulteriori 3.646 mila unità abitative o ristrutturarne circa 7.600, secondo il rapporto presentato da Cuba alle Nazioni Unite.

Il Gruppo Industriale Gimac, responsabile per la produzione e commercializzazione di attrezzature, prodotti e servizi per l'edilizia abitativa, ha dovuto acquistare 58 contenitori di PVC resina in mercati lontani con una differenza nei costi di trasporto di 79.344 dollari USA.

Tale cifra avrebbe potuto produrre 270 km di condutture elettriche per l'impiego nella costruzione di 10.000 abitazioni, costringendo la Empresa Comercializadora Imeco, per le stesse ragioni, a pagare 15,3 milioni di $ in importazioni supplementari.

Alla società austriaca Huyck Wagner è stato impedito vendere panni tecnologici per la produzione di amianto-cemento, copertura per la sostituzione delle parti danneggiate dagli eventi meteorologici, perché è una filiale della multinazionale nord americana Xenium, che lo ha vietato.

Tutto questo sostiene le accuse cubane della mancanza di un reale interesse per l'amministrazione del Presidente George W. Bush nel fornire qualsiasi aiuto disinteressato a favore di quanti sono stati colpiti dai devastanti uragani.

Un cambiamento concreto e reale, non può avvenire senza un dialogo multi-laterale, anche con gli USA. Io non credo, che la risposta alla sacrosanta richiesta di libertà di espressione, pensiero, di democrazia sull'isola sia solo e necessariamente una "svendita" di Cuba agli USA. Anzi, come oppositore pacifico,è nella mia etica il "dialogo", non la "guerra" incondizionata.
In questa visione, un'apertura verso una collaborazione economica costruttiva (senza però dimenticare la necessità di un'apertura del regime cubano verso i basilari diritti democratici della libertà di pensiero, di spostamento, verso l'abbattimento di una repressione e burocrazia interna che soffoca ogni possibilità di sviluppo della piccola e media impresa privata, l'annullamento della dualità monetaria) è indispensabile. Una posizione di forza, nè da parte del governo USA, nè da quella del regime castrista, può portare allo scongelamento di una situazione ormai insosteniblie per il popolo dell'isola.
Un primo passo verso questa direzione può, anzi, deve essere fatto dal governo USA, quello stesso governo così impegnato verso un'altro tipo di dialogo, quello tra Israele e la Palestina, che, anche se coinvolge masse di denaro più sostanzionse per le tasche di Washington, non è poi così differente o più importante di quello tra Usa e Cuba.
Rob

Riflessioni su Cuba: se solo Fidel leggesse quello che diceva nel '59...

di Al Godar

Non ci facciamo nulla con l’essere liberi e morire di fame. La libertà non è tutto. La libertà è la prima parte, la libertà di cominciare ad avere il diritto di lottare.
Io sono certo che i cubani non sono soddisfatti semplicemente di essere liberi nella loro patria.
Sono certo che i cubani vogliono godere ulteriormente della loro patria. Sono sicuro che anche voi volete infatti partecipare alla divisione del pane e delle ricchezze che si producono nella vostra patria.


Come possiamo dire: "questa è la nostra patria," se dalla patria non abbiamo nulla? "La mia patria!”, però la mia patria non mi dà nulla, la mia patria non mi sostiene, nella la mia patria io muoio di fame. Questa non è patria! Sarà patria per alcuni, ma non sarà la patria del popolo.

Patria non significa solo un luogo dove si può gridare, parlare e camminare senza essere uccisi; patria è un luogo dove si può vivere, la patria è un luogo dove si può lavorare e guadagnarsi da vivere onestamente e inoltre guadagnare quello che è giusto che si guadagni con il proprio lavoro.
Patria è il luogo in cui il cittadino non è sfruttato, perché se si sfrutta il cittadino, se gli si toglie ciò che gli appartiene, se gli rubano quello che possiede, questa non è patria.

Precisamente la tragedia del nostro popolo è stata quella di non avere una patria.
E prova migliore, la migliore prova che non abbiamo una patria è che decine di migliaia di figli di questa terra se ne vanno da Cuba, verso altri paesi, per vivere, ma non hanno patria.
E non se ne vanno tutti quelli che vorrebbero andarsene, ma solo quei pochi che possono.

Questa è la verità e voi lo sapete.

E' per questi ideali che tanto ho amato la rivoluzione cubana, per questi ideali è diventata la base del mio pensiero guida nei miei anni '70.
A scuola, durante la ribellione ideologica che noi, ragazzi degli anni '60, abbiamo abbracciato con enorme entuisasmo, ingenuità ed energia, e che oggi sembra preistorica!


Quella stessa ideologia che anche oggi si potrebbe applicare al moderno popolo cubano, le stesse esigenze, necessità, le stesse priorità che Fidel annunciava come i problemi da risolvere sono gli stessi di oggi...

Se oggi lo stesso Fidel leggesse queste sue stesse parole, e la facesse sue, e lavorasse per compiere quello di cui parlava... sarei il primo a scendere in piazza per gridare VIVA FIDEL!
Rob

25 ottobre 2008

Riflessioni su Cuba: mia habanemia

di Lia Villares da Habanemia

L'Avana è in grado di dimostrare che è fedele a uno stile. Le sue fedeltà sono in atto. Scossa, stirata, smembrata da braccia e gambe, tuttavia dimostra questo ritmo. Ritmo che tra la diversità roteanti è il dominante zafferano spagnolo.

Ha un ritmo di crescita vivo, vivace, di respirazione di una città che non è sorto in una settimana di disegni e di equazioni. Ha un destino e un ritmo. Le sue assimilazioni, le sue esigenze di città necessaria e fatale, tutto questo conglomerato che si è formato dietro mille porte, continua a mantenere questo ritmo.

Ritmo di passi lenti, per la stoica non-preoccupazione davanti alle ore, di sonno con ritmo marino, di elegante tragica accettazione della sua decomposizione, perché conosce la sa sua tragica perdurabilità.

Questo ritmo - invariabile lezione dalle costellazioni pitagóriche - nasce da proporzioni e misure. L'Avana ha ancora una misura d'uomo. L’essere rincorre i suoi contorni, li trova nel suo centro, ha le sue aree di infinito e di solitudine in cui arriva il terribile.

Josè Lezama Lima

Vivere a Cuba, Yoani: gli imbrogli di Lia

di Yoani Sanchez da Generacion Y traduzione di Gordiano Lupi

Si possono avere 23 anni e vedere le cose in modo chiaro come chi ha vissuto molto. È possibile possedere un catorcio di computer distrutto dal calore e scrivere un blog senza perdere colpi nell’impresa. Si possono dire le cose più dure - che buona parte della gente borbotta solo in casa - in maniera pubblica, sfacciata e persino sensuale.


Per ottenere questo risultato singolare devi chiamarti Lía Villares, vivere a Luyanó, suonare la chitarra e avere il desiderio di cambiare le cose. Un giorno ha unito il nome della sua città alla perdita cronica di globuli rossi e ha inaugurato il suo blog Habanemia (http://www.habanemia.blogspot.com).


Nel suo caso l’assenza di emoglobina è stata causata dalla scarsità di sogni di una generazione che ha potuto fantasticare pochissimo. Lía è stata tra coloro che hanno cominciato ad andare a scuola contemporaneamente all’ingresso del Periodo Speciale nelle nostre vite.

Questi ragazzini non ricordano la tessera di razionamento industriale che, contrassegnata da una sfavorevole lettera “E”, mia madre conservava come il documento più prezioso della casa. Quella generazione ha ritenuto normale non bere latte a colazione, non ricevere regali per i compleanni e ascoltare - inebetiti - storie di manicaretti antichi, che raccontavano i più vecchi.


I grandi occhi di Lía esprimono calma e domande - migliaia di interrogativi contemporaneamente -. Nel Blog si scioglie la capigliatura e si trasforma in un’altra persona. Grida, canta, mostra il pane e olio, unico alimento conseguito in questi giorni privi di rifornimenti. La sua angosciata fiducia nella vita * è uscita fuori con gli amici sfogandosi nella calle G, durante la notte, ci sono libri che la distraggono dal tetto con le travi fuori: “Io nella mia casetta di Luyanó, che cade a pezzi come tutta L’Avana, passo come posso le ore senza Internet, cerco di dormire e di finire L’idiota”.


“È meglio venti volte essere uno straniero nell’Isola fatale che essere un cubano con le carte in regola” ci dice in uno dei suoi post. Malgrado ciò, adesso Lía non è “un cubano con le carte in regola”. Habanemia (http://www.habanemia.blogspot.com/) le ha permesso di scrollarsi di dosso quella massima generale che lei ha descritto come “inattività e silenzio. Inerzia collettiva di un popolo assorto”.

Riflessioni di Rob: Michael Moore, Cuba e la verità (update)

di Eva da sin EVAsion
Da un post di Miriam Celaya (AKA Eva), Blogger dell'Havana, che descrive in modo diretto e minuzioso lo stato degli ospedali a Cuba. In questo caso addirittura in centro Avana.
Quì potete leggere il post originale, io ho tradotto solo la parte finale, che sintetizza quello che Miriam descrive nel post.

[…] Quello di cui ho appena parlato non è un’eccezione, ma solo un campione. So che sabato, 27 Settembre 2008, nel salotto dell’ ospedale pediatrico di terapia intensiva in Avana centro, non avevano siringhe enterali, che vengono vendute (in plastica) ad un costo di 2.85 CUC (circa 70 pesos) l’unità; due settimane fa ho assistito al fatto insolito che all'Istituto di Gastroenterologia in questa città c’era a disposizione solo una sedia a rotelle per il trasferimento interno dei pazienti; che, nell’ambulanza "Specialistica" che ha trasportato un mio famigliare in questo ospedale, non c’era né una barella né un paramedico, così che lo hanno legato ad una sedia nella parte posteriore del veicolo, come se fosse un sacco di patate; che l'accesso a un letto o ad altre comodità supplementari per umanizzare l'assistenza sanitaria sono chimere...

L'elenco delle miserie che potrebbero fornire altri con le loro esperienze personali, in ogni caso, sarebbe infinita e la risposta ufficiale sarebbe solo una: il blocco. Sì, vi è un blocco: un blocco sistematico e selettivo che colpisce quelli “di sotto, sul fondo”, perché gli anziani signori della casta Brahmanica dell’ isola, nonostante il fatto che sappiamo di certo che alcuni sono molto malati, non sono mai stati considerati come i pazienti nelle sporche sale d'attesa o in altre unità del nostro malridotti ospedali, anche se adesso si inventano il contrario.
di Miriam Celaya

Tanto per puntualizzare i miei commenti al documentario "Sicko" di Michael Moore, da un post che ho pubblicato recentemente, dove l'utore statunitense mostra gli ospedali cubani in modo un poco falsato, propagandista, filo-castrista...
Rob

24 ottobre 2008

La politica di Cuba: continua la retromarcia del governo in merito al suo impegno verso i diritti e le ibertà

da El Diario Exterior.com
La mancanza delle libertà in generale e della libertà di stampa in particolare, che caratterizza il regime comunista cubano, passa inosservato in alcuni forum e incontri internazionali. Ad esempio, nell'ultimo viaggio fatto da Perez Roque (Ministro degli Esteri di Cuba, nella foto) in Spagna e in parte dell'Unione europea.

Il PSOE continua ancora fedele al buonismo come linea guida per la sua politica estera. Questa settimana Soraya Rodriguez Ramos (Segretaria di Stato per la Cooperazione Internazionale), ha formalizzato a l'Avana gli aiuti che il governo spagnolo darà allo Stato dei fratelli Castro. In teoria, l'obiettivo è chiaro: la ricostruzione dopo il passaggio devastante degli uragani Gustav e Ike.

Sulla situazione dei prigionieri politici, nulla è stato detto. Né sono state spiegate le ragioni per le quali è stato negato l'ingresso a Cuba di Gracia Regojo Bacardì (collaboratrice della ONG CUME, nella foto a sx). Silenzio da parte di chi avrebbe dovuto domandare e da chi dovrebbe rispondere.

Noi non siamo sorpresi. Perez Roque quando era a Madrid ha detto che nel suo paese non vi sono prigionieri politici e che esiste la libertà di opinione e di espressione ... Moratinos (Ministro degli affari esteri e delle cooperazioni del governo spagnolo, nella foto a sx in basso) assentiva con un silenzio complice. Di fronte alle istituzioni europee, lo stesso discorso su Cuba. Reiterazione? No, semplice constatazione che non si rinuncerà all'obiettivo del socialismo.

Cuba continua a rafforzare la sua rete di "relazioni vere". In America Latina è come il padre spirituale e ideologico di regimi associati con l'Avana, come il Venezuela, la Bolivia, il Nicaragua ..., caratterizzati dall’ essere sistemi che opprimono e negano la libertà. Tutti loro, che si sono auto alimentati in questi giorni, con il (presunto) definitivo collasso del capitalismo.

In tempi recenti hanno riacquistato visibilità le alleanze storiche del regime di Castro, in particolare quelle con il Vietnam e la Russia. Il Vice Presidente vietnamita Nguyen Thi Doan ha collaborato nella ricostruzione di Cuba con $ 300.000, ben al di sotto dell'importo pagato dal governo spagnolo (24,5 milioni di euro). Nulla di nuovo. Il regime vietnamita provvede ad un sostegno ideologico che non può essere quantificato...

Che importanza avrà per il binomio Putin-Medvedev (attuale presidente della Russia, nella foto a sx) il tema dei prigionieri politici cubani? Temiamo che non né avrà nessuna.
La Russia e il pluralismo di ogni genere, sono concetti opposti.

Riflessioni su Cuba: Alicia Alonso, da sessanta anni porta il balletto classico di Cuba nel mondo

di Gennaro Carotenuto da Giornalismo Partecipativo
Con il XXI festival internazionale del balletto all’Avana ,si aprono le celebrazioni del 60° anniversario della compagnia di Balletto Nazionale di Cuba, una delle gioie della cultura latinoamericana che ha vissuto nel segno della fondatrice e tuttora direttrice, Alicia Alonso.

Il 28 ottobre del 1948 Alicia Alonso fondò il Balletto Nazionale di Cuba. Era già una leggenda, aveva già ballato da Parigi a Vienna, dal San Carlo alla Scala ma lei, pensava di dover contribuire al balletto del suo paese d’origine, Cuba. Dal 1955 al 1959 dovette portare la compagnia in esilio in opposizione alla dittatura di Fulgencio Batista, per poi rientrare definitivamente a Cuba al momento della Rivoluzione.

Nei sessant’anni la leggenda di Alicia Alonso si è accresciuta nel mondo mentre quella del balletto cubano, si veniva collocando tra le scuole più prestigiose nel mondo.

Ambasciatrice dell’UNESCO Alicia Alonso ogni anno porta comunque il balletto cubano ai massimi livelli e nei maggiori teatri di tutto il mondo ma lo ha portato soprattutto in ogni angolo dell’isola, nei campi e nelle fabbriche, fino a dare un posto importante anche a questa arte nella cultura cubana.

Nelle interviste che concede, Alicia, nonostante gli 87 anni, si mostra ancora inquieta: “Non posso essere soddisfatta, perché nel momento in cui un artista si sente soddisfatto allora è quello il momento nel quale finisce la sua creatività”. “C’è così tanto ancora da fare. E’ vero che abbiamo una grande scuola di balletto, in grado di offrire al mondo bellezza, allegria, sogno e creatività, ma sessant’anni sono un tempo molto breve per sviluppare le nostre potenzialità e offrirle ad un’umanità che ha così bisogno di bellezza e sogno”.

Fuggire da Cuba: Alina Fernandez, figlia di Fidel, dice che Cuba è una gerontocrazia

da Libera Cuba
«Nessun cambiamento con il passaggio di consegne da Fidel a Raùl Castro». A dichiararlo è Alina Fernandez Revuelta, 52 anni, nata dalla relazione tra Fidel Castro e Naty Revuelta, intervistata dal giornalista lucano Gennaro Grimolizzi nel corso del Festival della Modernità, organizzato a Senago (Milano) dalla «Fondazione di Cultura Internazionale Armando Verdiglione» e dall’«Università del Secondo Rinascimento». L’intervista è pubblicata sul numero di ottobre del mensile EuropaItalia, diretto da Adolfo Morganti.

Alina fuggì da Cuba nel 1993 con documenti falsi e una parrucca, fingendo di essere una turista spagnola. Oggi vive a Miami e ha raccolto in un libro i suoi ricordi di infanzia (Castro’s daughter: an exile’s memoir of Cuba). Il produttore cinematografico Robert Moresco porterà sul grande schermo la vita della “figlia ribelle” del dittatore cubano.

«Con l’uscita di scena di Fidel Castro – afferma Alina Fernandez nell’intervista a Grimolizzi - la situazione a Cuba è rimasta quasi invariata. Le condizioni di vita dei cubani sono leggermente migliorate, ma si tratta di cose di poco conto. Raùl garantisce più cellulari e computer, ma i diritti umani vengono ancora sistematicamente violati. Tantissimi sono in carcere per reati di opinione. La libera vendita di alcuni beni non serve a niente. A cosa servono i computer se non c’è libero accesso ad internet?».

Alina Fernandez ha molta fiducia nei giovani: «Occorre concentrarsi sulle esigenze del popolo cubano, a partire dalla realizzazione di un reale benessere, senza essere accecati dalle ideologie per attuare il cambiamento. Speriamo che i giovani possano far sentire la loro voce, dato che Cuba in questo momento è una gerontocrazia. Il potere è nelle mani di persone molto anziane».

Repressione a Cuba: condannato a 18 mesi di carcere per avere parlato male della dittatura

di Marc R. Masferrer da Uncommon Sense
Le parole possono essere una potente arma, in particolare quando utilizzate per denunciare la tirannia. Così, quando sono usate contro la tirannia cubana, questa colpisce ancora più duramente, come Rafael Moultan Vargas ha imparato sulla sua propria pelle, il 15 ottobre, quando è stato condannato a 18 mesi di carcere.

Moultan, che non è affiliato con nessuna organizzazione di dissidenti, è stato arrestato la sera prima, dopo essersi lamentato con due agenti di polizia dicendo che a Cuba nessuno aveva alcun diritto e che i cubani erano umiliati dalla dittatura; come pubblicato su Payo Libre .

Dopo il suo arresto, Moultan ha ripetute le sue denunce alla stazione di polizia, è stato così pestato dalle guardie e poi trasferito al carcere provinciale di Las Tunas.

Repressione a Cuba: grave persecuzione religiosa a Cuba

dal Nuevo Herald.com
Cuba, Messico e Bolivia, sono tra i 60 paesi che soffrono una grave persecuzione religiosa, secondo la relazione annuale della associazione cattolica internazionale “Ayuda a la Iglesia Necesitada (AIN)” (aiuta la chiesa che soffre), presentata ieri a Roma.

Secondo questo documento, la libertà religiosa è stata gravemente violata, dopo la storica visita a Cuba di Giovanni Paolo II nel 1998, la situazione per i cattolici sull’isola è cambiata. […]

L’associazione denuncia 13 paesi per violazioni gravi contro la libertà religiosa: Cuba, Butan, China, Iran, Corea del nord, Laos,Maldive, Birmania, Nigeria, Pakistan, Arabia Saudita, Turkmenistan, Yemen.

22 ottobre 2008

Vivere a Cuba: il cambio oggi a Cuba, 150 euro = 160 CUC

Incredibile! Telefonata di poco fa a Guantanamo. Come molti altri, abbiamo mandato qualche euro alla famiglia. Con una carta di credito prepagata, nello specifico PostaPay, abbiamo depositato 150 euro. Bene il Bancomat a Santiago de Cuba, gli ha restiuito 160 CUC!!!


Al cambio di oggi

1 euro = 1.2870 $
.
Il cambio a Cuba è di
1 euro = 1,0666 CUC. Incredibile!

21 ottobre 2008

Repressione a Cuba: il suono della tirannia

di Marc R. Masferrer da Uncommon Sense
La polizia cubana e altri criminali fiancheggiatori del regime la settimana scorsa hanno interrotto con la forza una riunione di attivisti cubani per i diritti umani e di altri dissidenti a Santa Clara, così come hanno riportato in un'intervista a Radio Repubblica di Miami. Circa una dozzina di attivisti sono stati arrestati, il luogo dove sono stati deportati è sconosciuto.













Non è necessario capire lo spagnolo per capire che cosa è successo.

Riflessioni su Cuba: come termina La Battaglia delle Idee

di Aguaya Berlin da Desarraigos Provocados
Epa mi ha regalato un’altra foto di quelle belle! E’ un autobus, mi specifica, di quelli che si usa(va)no per trasportare le persone alle manifestazioni politiche raggruppate sotto il nome La Battaglia della Idee. E’ nel parcheggio dietro le installazioni che appartengono ai giornali Juventud Rebelde e Granma, in un cortile dell’edificio del Minfar.

Quest’autobus cannibalizzato dice molto… senza specchi retrovisori che indichino che c’è qualcun altro nella via, ammaccato di fronte forse per dimostrare la sua forza, che tale non è , senza luci che mostrino il cammino quando non si vede più in là o che segnalino la sua presenza ad altri, tatuato con segni e nomi senza senso, adornato e dipinto con pessimo gusto estetico, vecchio, in disuso, brutto, senza futuro, ossidato obsoleto, sterile, etc., etc., etc.

Esattamente come La Battaglia delle Idee.

Vivere a Cuba: Varadero non è più lo stesso

di Tania Díaz Castro da Conexion Cubana
Non è vero che Varadero, una delle spiagge più famose del mondo, fosse un luogo solo per privilegiati prima del trionfo del regime castrista. C’erano lussuose residenze private, hotel costosi ed altri economici, case destinate a “pensioni” a basso costo. Quello successo negli anni ‘60 lo ricordiamo bene.

In diverse occasioni, negli anni ‘50, visitai con i miei genitori e alloggiai in quelle case di Varadero, dove passavamo il fine settimana.

L’ultima volta che godetti di quelle acque azzurre e cristalline, della sua spiaggia bianca e finissima, della sua bellezza in generale, fu insieme ai miei genitori e figli, nell’Agosto del ‘71, quando come giornalista, potei affittare per 15 giorni una piccola casa, a pochi passi dal mare.

Non sono mai tornata a Varadero. A volte penso che morirò senza tornare a godere di quelle acque, perchè oggi sì che Varadero è un posto riservato ai turisti, ai membri delle forze armate e del Ministero dell’interno, dirigenti politici e certi lavoratori del fisco, giornalisti, direttori d’impresa, etc.
Per questi lavoratori lo Stato offre gratuitamente vitto e alloggio in quelle case, una volta lussuose, ormai in decadenza, chiamate oggi “case di visita”.

Varadero già non è più lo stesso, la polizia ferma le persone che vengono da fuori la cittadina e che tentano di camminare per le strade pulite e ben mantenute, soprattutto impedendo l'accesso a quelle auto nord-americane di prima della rivoluzione con targa privata.

Le sue spiagge non sono più bianche come una volta. Questo è certo, a causa dell’estrazione indiscriminata di sabbia per i piani di costruzione che iniziarono negli anni ‘60, in venti anni sono stati versati nelle spiagge più di un milione di metri cubi di spiaggia artificiale.

Recentemente il regime castrista, il vero proprietario di questa famosa zona balneare, ha deciso di estrarre altri 600 mila metri cubi di sabbia da questa penisola, lungo 7 Km. di spiaggia.

La politica di Cuba: Fidel migliora ed è sempre più attivo nelle decisioni del governo


Il leader cubano sta migliorando e interviene sempre di più nelle azioni del governo, questo si traduce in un freno alle riforme iniziate da suo fratello Raul. Fidel ha iniziato ad intervenire ogni volta con più frequenza nelle decisioni del governo in un momento particolarmente difficile sull’isola.

Con l’avvicinarsi delle elezioni americane, Raul non vuole muoversi, per non compromettere in futuro le azioni che può intraprendere il nuovo presidente americano rispetto all’isola. Invece Fidel vuole rafforzare i rapporti con la Russia, che ora ha rivolto la sua attenzione all’America Latina, dopo la dimostrazione di forza nel conflitto con la Georgia.

Le ambasciate europee, affermano che è imminente una crisi alimentare nell’isola, motivata da un enorme problema di distribuzione alimentare, aggravata dal passaggio degli uragani lo scorso mese.

Lo spionaggio cubano aumenta d’importanza ed è ora di “priorità strategica" per il  governo cubano.
Gli anti-castristi non sono più una minaccia per il governo dell’isola; Cuba crede fermamente che la comunità cubana in Florida ha perso credito sia per i repubblicani che per i democratici e ha perso peso specifico come “attori in esilio". 
Per questo Cuba ha dirottato parte degli agenti segreti dalla Florida al Venezuela, per porsi al servizio di Chavez e rafforzare così il suo servizio di informazione e sicurezza.
In questo momento la dipendenza energetica dal Venezuela pongono questo paese in una posizione di importanza chiave per l’isola.

I centinaia di agenti segreti che restano in Florida, hanno ricevuto l'ordine per un cambio di obiettivi da parte del governo cubano. Il loro impegno non sarà strettamente legato a vigilare l’anti-castrismo, ma sarà mirato a raccogliere “informazioni tecnologiche” che in seguito possano essere distribuite in Cina, Russia e Iran.

19 ottobre 2008

Riflessioni su Cuba: quando Google blocca il download di Chrome

da Web News Business
Google impedisce l'utilizzo di Chrome in alcuni paesi come Siria, Iran e Cuba. A circa un mese dal suo debutto, il browser concepito dagli sviluppatori di Mountain View torna a far parlare di sé e non per le sue qualità, ma per le curiose politiche adottate dalla società del famoso motore di ricerca in alcuni angoli del mondo.

Grazie alla segnalazione di un suo lettore siriano, il sito di informazione online Mediashift ha appreso che il nuovo browser di Google non può essere scaricato su un computer collegato dalla Siria. Dotato di regolare account registrato sul sito del motore di ricerca, l'utente ha provato più volte a scaricare il file di installazione di Chrome, ricevendo sempre un messaggio di errore che impediva l'avvio del download. Incuriosito dalla anomalia, l'utente ha poi provato a scaricare altre applicazioni come Google Talk e Gmail Notifier, ricevendo sempre il medesimo errore.

Inizialmente si pensava che il fenomeno, segnalato da numerosi utenti siriani, fosse dovuto a una particolare decisione assunta dal governo della Siria, che già in altre occasioni aveva provveduto a oscurare siti Web molto famosi come Facebook e applicazioni come Skype. Ma una breve indagine ha messo, invece, in evidenza una responsabilità diretta da parte di Google nell'impedire il download del suo Chrome e di altri software dal paese mediorientale. Stando alle informazioni fornite dalla società di Mountain View, tale politica sarebbe dettata dalle attuali leggi vigenti negli Stati Uniti per i rapporti commerciali con l'estero.

Il governo statunitense, infatti, vieta alle compagnie registrate nel suo territorio di avere scambi commerciali con i paesi verso i quali vige una sorta di embargo. Per questo motivo, oltre alla Siria, Google impedisce il download dei suoi applicativi in numerosi altri paesi come Cuba, Corea del Nord, Iran e Sudan. Il blocco, effettuato sulla base degli IP degli utenti, può naturalmente essere aggirato tramite l'utilizzo di un proxy, che consente di mascherare il proprio indirizzo IP simulando la connessione da un paese in cui non sussistono limitazioni commerciali.

La politica adottata da Google nei paesi verso i quali gli Stati Uniti vietano rapporti commerciali non appare, però, particolarmente cristallina. Stando alle informazioni fornite da alcuni utenti, gli annunci pubblicitari del famoso motore di ricerca funzionerebbero regolarmente, così come gli account AdSense. Al momento della registrazione, pare che la barriera geografica possa essere facilmente aggirata inserendo un differente paese di residenza. Un piccolo escamotage, probabilmente illegale, che ancora una volta dimostra come la Rete possa essere veramente senza confini.

18 ottobre 2008

La politica di Cuba: accordo migratorio tra Cuba e Mexico

dal El Nuevo Herald
Il ministro degli esteri di Cuba, Felipe Perez Roque (nella foto in alto), da domani sino a martedi sarà in Mexico, per sottoscrivere un accordo migratorio bilaterale con il presidente Felipe Calderon (in basso) , per consegnare un invito di Raul Castro affinchè visiti Cuba.

Fonti diplomatiche hanno indicato che la visita doveva tenersi lo scorso Settembre, ma è stata rimandata a causa degli uragani.

Il viaggio di Perez Roque è teso a ristabilire le relazioni bilaterali, sempre buone in passato, deteriorate durante la presidenza di Vicente Fox (dal 2000 al 2006), e volte alla normalità con Calderon. […]

Secondo dati delle autorità messicane, ogni anno circa 10.000 cubani entrano illegalmente nel paese.
Sino ad oggi, l’Havana non ammetteva il reingresso sull’isola dei cubani che entravano in Mexico dalla Bolivia o il Belice, accettava solamente quelli catturati in mare. […]

Gli accordi trattano “minuziosamente” tutti gli aspetti dell’emigrazione illegale e stabilisce “procedimenti pratici” per eseguire il rimpatrio dei cubani dal Mexico.

Riflessioni di Rob: Michael Moore, Cuba e la verità

Giorni fà hanno trasmesso su Sky Cinema un documentario di Michael Moore, "Sicko".
Scomondo regista statunitense, anti-Bush, famoso per diversi provocatori documentari tra cui: Bowling for Columbine ed il famoso Fahrenheit 9/11.

E' uno dei miei autori di documentari preferiti, scomodo per il governo US, attento negli approfondimenti, sempre alla ricerca di una verità spesso contraria a quella ufficiale e volta sempre ad approfondire quei malesseri, contraddizioni, follie ed ingiustizie che il governo USA periodicamente ci passa come indispensabili per la difesa della "suprema democrazia USA".

E' anche l'autore americano più amato da Fidel Castro. E lui lo contraccambia con simpatia, a volte cadendo nella propaganda dello stesso regime cubano.

Non mi voglio soffermare sulla visione del mondo di MM, che tra l'altro in maggior parte approvo e condivido, ma voglio spendere due parole sul documentario da me citato "Sicko".
Si tratta di una indagine sul sistema dell'assistenza sanitaria negli USA, davvero sconvolgente!

Fino a quando non la compara con quella di Cuba.

Nel documentario, provocatoriamente, invita diverse persone, alcune profughe degli attentati dell'11 Settembre (che dimenticati dal governo USA, soffrono e pagano sulla propria pelle le assurdità di un sistema sanitario inesistente) ad andare a Cuba con una barca per vedere come stanno le cose sull'isola.

Qui scatta la propaganda gratuita. MM ci mostra un ospedale dell'Havana, che a dir poco senbra un hotel accogliente, pulito, ben imbiancato, con le pareti delle stanze appena rifatte.
Dove i "profughi" americani vengono accolti a braccia aperte, dove vengono offerte loro le cure più amorevoli, le attenzioni più premurose, tutto, ovviamente, GRATIS.
Il tutto con una musichetta dolce e bucolica di sottofondo ad accompagnare immagini non solo dignitose, ma addirittura invidiabili dai "capitalisti" yankee, in alcuni casi a ragione.

Ora, è indubbio che tra le conquiste della "rivoluzione" castrista l'assistenza sanitaria gratuita, come l'alfabetizzazione totale e la possibilità di studiare gratuitamente sino all'università, per tutti i cittadini è una pietra migliare, invidiabile da qualunque altro governo del mondo, da Est ad Ovest del globo, e soprattutto se comparate con quelle statunitensi.

Però voglio sottolineare un paio di contraddizioni.

1: Gli ospedali a Cuba non sono proprio nelle condizioni che il documentario ci mostra, come ho potuto constatare per mia esperienza diretta. In molti casi, soprattutto ad oriente, sono in condizioni disastrate, edifici fatiscenti, condizioni igieniche precarie, cibo improbabile, acqua rara; a volte addirittura senza luce in moltissimi padiglioni, con tecnologie mediche, per la maggior parte provenienti da donazioni straniere, non funzionanti, in completo abbandono.
Senza dire che a volte parte di quelle stesse donazioni (come ad esempio le lampadine destinate agli ospedali ed alle scuole) si trovano in vendita nei negozi in CUC.

2: Gli stranieri NON VENGONO ASSISTITI E CURATI GRATUITAMENTE, ANZI...
Se ci si rivolge agli ospedali statali, si paga qualunque tipo di cura, esame ed ovviamente ricovero in ospedale. E non certo a cifre "popolari", si può arrivare a spendere alcune migliaia di dollari per un ricovero a causa di problemi cardiaci, o respiratori.
Se invece ci si rivolge a quegli ospedali "per stranieri", la cifra aumenta notevolmente.

Sapevo della simpatia di Michael Moore per il regime di Castro, (all'epoca della prima di Fahrenheit 9/11, mi trovavo a Cuba) tanto che forse è l'unico autore yankee che viene proiettato nei cinema cubani; però lui per primo , paladino della giustizia sopra ogni cosa, non dovrebbe "dimenticare", in opere così importanti, alcune semplici cose riguardo al regime sull'isola:

Grazie a Fidel per gli ospedali, grazie a Fidel per la scuola, grazie a Fidel per i 15$ al mese di salario, grazie a Fidel per la "quota"...

Se solo si potesse comprare qualcosa con quel salario, se l'acqua per mangiare, in alcune province, non bisognasse pagarla (anche 10 pesos al giorno), se gli ospedali avessero più fondi (invece di spendere quasi l'intero PIL cubano per la repressione, il controllo, la burocrazia), se le scuole avessero i libri, le penne, le infrastrutture necessarie, se la "quota" che il governo passa ai tutti i cittadini bastasse per potersi nutrire...

Peccato che al momento tutto questo non esiste, peccato che la famiglia media cubana, se non ha parenti all'estero che l'aiutano, non può sopravvivere, peccato... CHE TUTTO QUESTO A CUBA NON SI POSSA DIRE!

Michael, ti ammiro, ma dovresti fare un passettino in avanti, non restare intrappolato in una ideologia che ormai è completamente indifendibile. Tra il regime degli USA e quello di Cuba, per la maggior parte della popolazione, in fondo, non c'è poi così tanta differenza.

Trailer di "Sicko"


Trailer di "Bowling for Columbine"


Trailer di "Fahrenheit 9/11"

Riflessioni di Rob: Buon Compleanno Salva!

Tanti auguri a un mio nuovo amico, per il momento ancora virtuale, ma presto spero lo diventi anche personalmente...

Grazie a te, che in questo universo bloggero, hai sempre commenti precisi, interessanti e costruttivi.

E' sempre piacevole scambiare idee e fare due chiacchere in privato con te.
Mai banale e sempre disponibile, sincero, onesto.

In attesa di conoscerti di persona...

BUON COMPLEANNO SALVA!

Rob & family

Riflessioni di Rob: io, il mio lavoro e il blog

Sono ormai diversi giorni che non pubblico una parola... Crisi di argomenti? Mancanza di voglia? Disillusione?
Ma, sicuramente poca energia mentale per sedermi, leggere, tradurre, scrivere... Otre a tutto ciò problemi con il mio lavoro, devo mettermi in moto per cercare un'alternativa a quello che sino ad oggi, per più di 10 anni, mi ha appassionato.

Sono un regista di un programma di moda su RAI1, "Oltre Moda". Per chi non è italiano la RAi è la televisione di Stato, quindi da qualche anno di "proprietà" di Berlusconi, come se le reti Mediaset e il digitale terrestre non gli bastassero...
Ora, dopo aver inventato, creato, il programma citato, insieme al produttore Giorgio Vertunni e all'autrice Daniela Lorenzi, sembra che in questo periodo, con il prossimo cambiamento ai vertici della RAi, saranno scelti nuovi direttori, tra quei personaggi del panorama politico italiano, direttori di rete, dei programmi, e funzionari vari.
Come sempre la solita lista di "raccomandati", appoggiati dal politico di turno, si affacciano alle porte...

Io quindi sono a rischio, visto che il mio ruolo fa gola a molti. Ora, io lavoro in televisione dal 1980. Prima come editor e cameraman, poi dal 1998 come regista, con varie televisioni italiane e nel mondo.
Sono 3 o 4 anni che la pressione di vari gruppi di potere all'interno della RAI impongono personaggi discutibili come collaboratori, pretendono "favori", influenzando negativamente, mortificando, il mio lavoro.

E' quindi da qualche anno che ho il desiderio di cambiare emittente, oltre ad essere stanco di parlare sempre e solo di moda... Ma la mia pigrizia, oltre alla "sicurezza" del mio lavoro, mi hanno sempre trattenuto dal muovermi, dal cercare alternative interessanti.
Ora sembra essere arrivato decisamente il momento per farlo concretamente!

In questi giorni sto realizzando il mio nuovo Demo tape, cioè un video che raccoglie tutti i miei lavori degli ultimi anni (e sono davvero tanti!), quindi anche per questo ho trascurato il mio blog, e non solo, anche il progetto Cuba Blog TV, da tempo in cantiere, ha subito una battuta d'arresto.

Questo mio stato psico-spiritual-pratico, mi ha portato a riflettere ancora una volta sui blog, il loro senso, sul motivo per il quale si dedica tanta energia a qualcosa, che spesso rischia di restare un esperimento tecnico-letterario individuale, con i soliti contatti, i pochi commenti, e la scarsa interazione con altri blogger.

Credo che continuerò questo blog, almeno per la sua funzione terapeutica per la mia psiche, ma soprattutto perchè la mia amata Cuba lo merita, nonostante le difficoltà e le perplessità.
Bene, scusate lo sfogo e le personalissime giustificazioni, seguirò ad incontrarvi tra queste pagine.
Grazie per la pazienza.
Rob

14 ottobre 2008

Dissidenti a Cuba: premio per la dignità a prigioniero politico imprigionato nel carcere di Holguin

da Net for Cuba international
Da una segnalazione del mio caro amico Juan Carlos Hernandez Hernandez, direttamente da Cuba.

Holguin, 10 ottobre 2008. Dirctorio Democratico Cubano.
Il prigioniero politico cubano Carlos Luis Fernandez Diaz ha vinto il Premio per la dignità 2008 Carlos Manuel de Céspedes, così ha riferito oggi una coalizione di organizzazioni per i diritti umani a Cuba. Fernandez Diaz, originario di Guantanamo, è ingiustamente imprigionati da più di 15 anni.

Fernandez Diaz, attualmente detenuto nel carcere “El Pre” di Santa Clara, ha vinto il premio, "dovuto alla direzione che ha mantenuto all'interno del carcere, per la sua posizione e la sua verticalità, in cui si è mantenuto dall’inizio del suo arresto", ha detto Rolando Rodriguez Lobaina, coordinatore della “Alleanza Orientale Democratica“, l’organizzazione che assegna il premio annuale.

Isabel Fernandez Diaz, sorella del vincitore, ha parlato a suo nome dalla città di Guantanamo.
"Sono lieta che abbia ricevuto questo premio perché se lo merita ... Quando lo riceverà, so che si sentrià molto orgoglioso del suo lavoro perché ha sempre mantenuto la sua posizione. Ci ha detto che da lì nessuno lo porterà via, perché le cose sono sempre peggiori, non migliora, nulla e ciò che lui vuole è un miglioramento ", ha detto Isabel al “Directorio Democratico Cubano“.

Allo stesso modo, Isabel ha spiegato le difficoltà che accompagnano l'orgoglio sentito dalla famiglia di un prigioniero politico che mantiene la sua posizione contro il regime che lo incarcerò.

"Egli è passato attraverso tante brutte carceri. Egli ha detto che quella dove si trova ora, è la peggiore ... maltrattamenti, tutto è male, ed è una persona che ha trascorso tutta la sua gioventù lì soffrendo, così come soffre la famiglia... È lui che ci incoraggia, invece di essere noi a dare a lui un incoraggiamento, perché lui è fatto così, e mantiene la sua posizione come sempre ... Qui siamo. Continiuamo", ha detto la sorella del prigioniero politico.

L' Alleanza Orientale Democratica, è una coalizione fondata nel 2004 da parte dei giovani di Holguin, organizza questo premio per onorare e riconoscere il coraggio dei prigionieri politici orientali di Cuba.

13 ottobre 2008

Cuba clandestina: prostituzione infantile a Cuba, ecco il documentario di Telecinco rimosso da You Tube

Pubblico il documentario, già uploadato su You Tube da Telecinco, e poi rimosso (perchè sembra che la produzione che ha realizzato il documentario, abbia utilizzato immagini da un'altro documentario...) sulla prostituzione infantile a Cuba.

Io ho tagliato, spero, tutte le immagini incriminate... forse ne ho dimenticata qualcuna... se l'autore, dell'altro documentario, che ha sollevato il problema, avesse qualcosa da recriminare... me lo segnali, provvederò a tagliarle da questa edizione.
Comunque sia...

FREE BLOGGERS! SE QUALCUNO LO PUBBLICA, IO LO DIFFONDO...


video

12 ottobre 2008

Fuggire da Cuba: una storia triste

di El Yoyo blog Jinetero y que? da amoramor
Juanito non avrebbe mai immaginato che la vita lo avrebbe lanciato in questa crociata. Avere un figlio libero e un altro schiavo…eh…bene, cerco di spiegarmi. Come quasi tutti i cubani di questa epoca Juanito sognava poter andarsene fuori da Cuba, però non basta desiderarlo, bisogna passare per l’estremismo e vedere bene quello che può essere un ascelta buona da una cattiva, i cubani buoni da quelli cattivi.

Inviò i suoi dati ogni anno per vincere il “bombo” (ogni anno a Cuba c’è una specie di sorteggio tra le domande per la residenza negli USA che i cubani possono richiedere, alcune di queste richieste ottengo il visto per gli USA) o come la chiamano gli americani: la lotteria dei visti… però lui non vinse mai, nemmeno nella “rifa” (estrazioni di numeri tipo tombola) dei compleanni). Provò così con la “balsa” (imbarcazioni di fortuna, zattere, usate per scappare via mare verso Miami), non una ma tre volte.

La prima balsa naufragò a soli 100 metri dalla costa, organizzò la seconda con alcuni “soci” esperti di navigazione e barche, però scomparvero il giorno prima della partenza con la balsa, e lo abbandonarono. Questi “soci” adesso vivono a Miami. La terza balsa la fece da solo, ormai aveva esperienza. Partì una mattina di Maggio, però i guardacoste americani lo intercettarono a 5 miglia dal suo destino e lo rimandarono a Cuba.

Visto che se non è destino, non sarà mai per te, Juanito accettò che il suo destino restasse incatenato all’isola che lo vide nascere. Desistette nei suoi piani e iniziò una vita come poteva, o come gli permetteva il “periodo speciale” (quando dopo il crollo dell’Unione Sovietica del ‘91, cessarono i finanziamenti e gli aiuti a Cuba da parte dell’URSS).

Si sposò ed ebbe una figlia che diventò la bimba dei suoi occhi. Però il periodo speciale non crede nelle lacrime e tanto meno nel sentimentalismo, quando i piatti sono vuoti sul tavolo, e gli sposi se li tirano in testa. Il suo matrimonio naufragò, non fù così per l’amore per la piccola, alla quale dedicava tutto il patrimonio che poteva agguantare in mezzo alla miseria.

Però anche le cose tristi hanno uno spiraglio di luce; non sono tristi dall’inizio alla fine.
A Juanito un giorno arrivò la buona notizia: trovò lavoro in una compagnia per lavorare in un hotel servendo mojitos sulla “Playa del este” (spiaggia dell’Havana). Bene, benissimo! Tutto quello che guadagnava lo spese per sua figlia, la principessa della sua vita.

Però le storie tristi, hanno finali felici solo nelle tele novelle e questa è una storia triste.

Juanito, è un tipo carino e passò quello che doveva passare. Apparve la Yuma (la straniera), dopo il contatto venne il viaggio per conoscersi meglio… la notte prima del viaggio promise alla sua bimba che sarebbe tornato a prenderla… e partì.
Le cose non sono andate male a Juanito, la yuma è una tipa a posto, che si è comportata con lui come nessun altro, lo appoggia in tutto, manda soldi alla sua bambina a Cuba senza che lui glielo chiedesse e gli trovò un lavoro.

Con il tempo Juanito decise di completare la sua felicità avendo sua figlia al suo lato, però questa è una storia triste, non bisogna dimenticarlo.
La mamma della bimba a Cuba non gli concede così al momento la gallina dalle uova d’oro. Quindi niente, la bimba non esce da Cuba.

Juanito ha vissuto anni con questa spina nel corpo, senza trovare la felicità completa, piangendo dentro per la figlia che si lasciò dietro. E così sarebbe finita la storia se non fosse che, con il passare degli anni la sua nuova sposa, per la quale prova amore vero, le chiese di avere un suo proprio figlio. Juanito ebbe una nuova bimba nata sotto un’altra bandiera e che ama così tanto come la sua primogenita.

Accompagnato dalle sue due figlie imparò a Varadero che le sue figlie non sono uguali, una può entrare e uscire, l’altra non può respirare la stessa aria di sua sorella, mentre una entra, l’altra deve aspettare alla porta.
Con una delle due nelle sue braccia non trovò parole per spiegare che è padre di una principessa e di una mendicante.

E adesso Juanito non sa che fare…

Fuggire da Cuba: la TV cubana conferma la fuga dei 2 giocatori della nazionale cubana

di Renato Pérez Pizarro da Cuban Colada
La TV cubana, sabato scorso ha confermato la fuga a Washington di due membri della squadra nazionale di calcio (vedi il precedente blog). "i calciatori cubani Reynier Alcántara (nella foto) e Pedro Faife hanno tradito l'unità della loro squadra e ha ceduto alle tentazioni dell'impero del denaro, e per questo motivo hanno abbandonato la squadra nazionale", ha detto un giornalista TV in riferimento alla fuga dei due calciatori…

"Come al solito, la squadra difenderà i colori della bandiera nazionale, passando sopra il fango dei traditori", ha proseguito. Anche prima della partita, la “Cuban News Agency” aveva annunciato che Faife e Alcántara avevano"tradito la loro patria e abbandonato la squadra".

Prima di lasciare l'Avana per Washington, l’ attaccante Leonel Duarte ha detto all'agenzia di stampa tedesca DPA, che egli non si aspettava nessuna fuga...
"Tutti noi siamo rivoluzionari e crediamo nella rivoluzione cubana [...] è possibile che alcune persone si rivolgano a noi per cercare di corromperci, ci ricattano, ci mettono pressione, ma stiamo andando lì solo per giocare a calcio ", ha detto Duarte alla DPA.

L’allenatore Reinhold Fanz non sembra così ottimista al momento: "Mi auguro che tutti torneranno, perché i giocatori vedono che stiamo andando avanti", ha detto alla DPA. "Abbiamo lavorato sodo e bene e, fatta eccezione per i risultati che purtroppo non sono stati in nostro favore, credo che i giocatori vedano che ci stiamo muovendo in avanti".

11 ottobre 2008

Vivere a Cuba: offensiva contro il mercato nero

di Yoel Espinosa Medrano, Cubanacan Press/www.cubanet.org da Conexion Cubana
Santa Clara, 10 Ottobre. Dopo il passaggio degli uragani Gustav e Ike si è scatenata nella provincia di Santa Clara un'ondata di repressione contro il mercato nero. "Non si può uscire per strada con pacchetti ingombranti, perché in ogni angolo della strada c’è un poliziotto che ti perquisisce", ha detto Carlos Garcia Perez, che è stato perquisito da un paio di poliziotti mentre usciva da uno Shopping (negozi che vendono in valuta forte), con due scatole di cartone vuote, volte a raccogliere spazzatura dal suo posto di lavoro.

Data la limitata offerta di prodotti alimentari da parte dello Stato, la polizia ha intensificato la vigilanza nei confronti di coloro che vendono riso, fagioli, tuberi, oli, pane e altri prodotti.

Fonti non ufficiali hanno informato questa agenzia che quotidianamente si multano nella città di Santa Clara, per vendita illegale, circa un centinaio di persone, e viene sequestrata una grande quantità di merci. Le perquisizioni in strada e nelle case sono comuni.

Repressione a Cuba: il dissidente in carcere Abel Lopez Perez si cuce la bocca per protesta

di Juan Carlos González Leiva da Payo Libre
Il prigioniero politico Abel Lopez Perez si è cucito la bocca con un filo, lo scorso 9 Ottobre nel carcere di Guantanamo dove è detenuto, per protesta dopo l'annuncio del responsabile della Sicurezza di Stato che gli ha comunicato che sarà giudicato il giorno 13, accusato di "attentato" così informa l'attivista Marielis Castro Fernandez-Rubio, che ha aggiunto che è la seconda volta che il prigioniero attua questo tipo di protesta, per lo stesso motivo.

Secondo la fonte, lo scorso 23 Luglio alcuni ufficiali del carcere hanno lanciato Lopez, che non voleva farsi ammanettare, contro un’automobile, una Lada che procedeva ad alta velocità, l’impatto che ha subito gli ha causato traumi in tutto il corpo, 15 punti per una ferita in fronte e il danneggiamento dell’occhio sinistro, (paradossalmente) per questo episodio, di cui è stato vittima, viene ore accusato.

L'attivista è stato internato in carcere nell’ Aprile scorso, per il suo attivismo nel “Consiglio dei Relatori per i Diritti Umani a Cuba“, dopo che la Sicurezza di Stato ha rifiutato di riconfermare gli arresti domiciliari, nonostante il suo critico stato di salute, in quanto soffre di epatite B, ipertesione, malattie cardiache e disturbi renali, la sua situazione sanitaria è stata aggravata pochi giorni fa, quando le guardie carcerarie gli hanno slogato la clavicola durante il tentativo di incatenarlo con le mani dietro la schiena.

Abel Lopez Perez, 37 anni, sta scontando una pena di 3 anni per “ disprezzo per la figura di Fidel Castro“.

Vive a calle 7 ovest, Edificio 87, apt. 450, tra 17 e 18 nord nel quartiere “Caribe“, di Guantanamo, Cuba.

Riflessioni di Rob: la blogosfera cubana, Yoani e i dissidenti

Bhe, credo che adesso bisogna dire qualcosa che nella blogosfera può suscitare sdegno, meraviglia, e sicuramente critiche, attacchi...
Parlando di Yoani, con il maggior rispetto, C'è GENTE CHE DA ANNI STA LOTTANDO PER CAMBIARE.. PER LA DEMOCRAZIA... IN PRIMA LINEA... INCARCERATI PER LE LORO IDEE...

Ora, vogliamo prendere coscienza di ciò che succede a Cuba.
Grazie a Yoani... lo spot si è acceso sulla realtà di Cuba... però non facciamo di Yoani un feticcio da onorare, pregare, e chi sà, da mettere alla parete con la sua migliore foto.
Sembra che il mondo abbia sempre bisogno di un esempio, un'icona, un'immagine da copiare, emulare, e a volte plagiare...

Io sono italiano, non ho vissuto tutto quello che Y racconta, anche se conosco molto bene la realtà dell'isola (mia moglia è cubana, mia figlia meticcia), ora, sono un pò nauseato dalla "aura" che contorna Y, stanco della necessità di avere un simbolo, un esempio da seguire... basta con volersi lavare la coscienza cliccando quello che adesso è di moda, che fa figo, fa molto intellettuale...?!

Grazie a Y. Però, se davvero vi sta a cuore il futuro di Cuba, non fate di Y un esercizio pseudo-cultural-intellettual-liberale, non fatene un argomento di discussione nei salotti bene degli intellettuali occidentali, NON RENDETE MONOLITICA UNA ESPERIENZA COME LA SUA... E' MOLTO DI PIU'.

Vivere a Cuba: prostituzione infantile a Cuba, un commento di Christian Liffers

Di seguito un commento del regista tedesco Christian Liffers (nella foto), in merito al mio post (tratto da Baracutey Cubano) dove lo indicavo come il fautore della rimozione del documentario di Telecinco sulla prostituzione infantile a Cuba.
Come è nella mia etica, lascio spazio a dichiarazioni, critiche e precisazioni.
Grazie Christian.

Per favore non dite più bugie:
Io sono il regista di “Dos Patrias - Cuba y la noche“
Dos Patrias non è una co-produzione "cubano-tedesca "!
E’ una produzione totalmente tedesca, fatta circolare a Cuba senza autorizzazione da parte delle autorità cubane.
Per ulteriori dettagli sul documentario “Dos Patrias - Cuba y la noche” consultare www.DosPatrias.com

Non ho mai lavorato con CENESEX, o con altre autorità cubane.
CENESEX, scrisse in merito al film, che Dos Patrias è un'opera anti-castrista.
[...]
Sono un artista tedesco e voglio salvaguardare le mie opere e i suoi protagonisti.
Sono vittima di una grave infrazione ai miei Diritti d'Autore.
A volte la verità non è così facile...

In spagnolo:

por favor no cuenta mas mentiras:
yo soy el director de DOS PATRIAS...
¡Dos Patrias NO ES "una coproducción germano-cubana"!
Es una producción enteramente alemana, rodeada en Cuba sin autorización de las autoridades cubanas. Para más detalles sobre el documental Dos Patrias - Cuba y la Noche consulten www.DosPatrias.com

Nunca he he trabajado junto con cenesex, o otras autoridades cubanas.
CENESEX, escribó sobre mi documental que DOS PATRIAS esta una obra anticastrista. Una Cita:

" Recién concluyó en La Habana la 29 edición del Festival de Nuevo Cine Lationamericano. “Dos Patrias: Cuba y la Noche”, documental escrito, producido y dirigido por el alemán Christian Liffers, fue una de las obras presentadas que trató el tema de la diversidad sexual en Cuba.

No obstante, el documental “Dos Patrias…” es un filme engañoso y manipulador. Desde el primer plano hasta el último cada personaje lee fragmentos de la obra del escritor cubano Reinaldo Arenas (Holguín 1943-Nueva York 1990), con referencia a los momentos más oscuros de su quehacer literario. Su obra inicial, publicada en Cuba, es reconocida dentro de las letras cubanas contemporáneas de los años 60 y de comienzos de los 70 del pasado siglo y algunos especialistas la enmarcan dentro del neobarroco cubano.
La utilización de Reinaldo Arenas resulta en gancho fácil para la comercialización de este filme y remarca la asociación perniciosa y casi refleja que se tiene sobre la homosexualidad en Cuba y la figura de este personaje retorcido, inadaptado y sociópata, que se ha hecho tristemente célebre desde la publicación de su autobiografía “Antes que Anochezca”. Para muchos es conocida la versión cinematográfica de este bodrio panfletario y pseudoliterario (“Before Night Falls”, Julian Schnabel, 2000), empeño aún más fallido y mentiroso de convertir a Reinaldo Arenas en una especie de “loca mártir anticastrista”.
Por: Alberto Roque Guerra
Publicado en: www.cenesex.sld.cu/diversidad.htm

mi documental tuvo su estreno mundial el el Tower teatro en la calle ocho en Miami en el Miami International Film Festival marzo, 5. 2007. enfrente de mas de 400 Cubanos de Miami... y todos estaban agradecidos y movidos...

VARIETY escribó:
"...a more nuanced view of the Cuban character and gay life under Castro's homophobic rule"

yo soy un artista aleman que quierre guardar su obra y sus protagonistas
y estoy victima de una grave infraccion de mis derechos de autor

a veces la verdad no es tan facil....

Eccol il trailer di "Dos Patrias - Cuba y la noche"