29 giugno 2008

Vivere a Cuba, Yoani: cambiare il cartello

di Yoani Sanchez dal blog Generaciòn Y

Ci sono definizioni, segni e modi di chiamare le cose che si continua ad usare per puro automatismo, anche se nella realtà c’è poco che giustifichi questi appellativi.

Si continua a parlare di una equità sociale che non incontro da nessuna parte, di una supremazia che contrasta con la nostra dipendenza reale dal mercato straniero e di un’ideologia che non mostra i suoi principi nel mezzo di questo “pseudo-capitalismo” di Stato”.

Potremmo continuare con lo stesso cartello sopra la porta, però questo non tramuterà in realtà quello che annuncia. Per esempio, nella foto, un albero è cresciuto e in parte ha coperto la seconda opzione del cartello “socialismo o morte”. La vita è arrivata a ridicolizzare l’estrema citazione che ci proponeva questo slogan. Grandi rami con foglie verdi hanno coperto la menzione “la pelona” e ha creato un dilemma diverso da quello che ci gridavano dal palco, negli anni più duri del periodo speciale.

Un piccolo germoglio rischia di coprire anche la parola “socialismo”. Non sarà il momento di cambiare il cartello?

Cuba clandestina: sondaggio clandestino a Cuba tra la popolazione dell'isola

dal blog Il vecchio e il mare

Tra il 14 di Marzo e il 12 di Aprile l'Istituto Internazionale Repubblicano, legato al Partito Repubblicano statunitense, ha effettuato un sondaggio clandestino tra la popolazione cubana. L'indagine è stata effettuata nelle 14 province dell'Isola Grande escludendo, quindi, l'Isola della Gioventù che peraltro è un "Municipio Speciale" e non Provincia. Sono stati interpellati 587 adulti di ambo i sessi, maggiorenni, su un totale di circa 11 milioni e mezzo di abitanti (minori inclusi), pertanto agli esperti di sondaggi giudicare se il campione è sufficientemente rappresentativo. Il periodo indicato è quello in cui si sono date ufficialmente le prime "aperture" agli elettrodomestici, cellulari e computers.

La maggior preoccupazione è data dai salari bassi e il costo della vita elevato (43%) seguono: l'embargo economico (8,5) , la mancanza di libertà politica (8.9), i trasporti (4.1) la casa (4.1).

Il 70,5% non crede che il Governo di Raul Castro possa risolvere i grandi problemi del Paese nei prossimi 5 anni. Il 29,6 lo crede possibile e il 2,6 non lo sa.

Secondo il 53,8% i problemi potrebbero essere risolti da un Governo eletto liberamente, il 42,6 è di parere opposto e il 3,6 non ha dato risposta.

Per fasce di età il 68,8% fra i 18 e 29 anni e il 69,4 fra i 30 e i 39 sarebbero favorevoli a un sistema multipartitico, mentre il 47% degli "over" 60 sarebbero contrari.

Alla domanda se voterebbero per Raul Castro o per un leader oppositore il 69,6% tra i 18 e i 29 anni e il 75,7 fra i 30 e i 39 hanno detto che voterebbero per l'opposizione, mentre il 48,3% dei maggiori di 50 anni e il 60% dei maggiori delle 60 primavere voterebbero per Raul.

Alla domanda se in un'ipotetica elezione multipartitica voterebbero un candidato del Partito Comunista, il 61,3% ha detto di no e il 36,1 sarebbe favorevole. Il rimanente 2,6 non sa.

(Fonte: El Nuevo Herald - Miami).

La polticia di Cuba: arrestato a Cuba ed estradato negli USA un pedofilo nord americano

dal blog Il vecchio e il mare

Un'altro raro caso di cooperazione in materia di estradizione, fra due Paesi che non hanno relazioni diplomatiche, si è verificato con la consegna agli Stati Uniti di uno degli uomini più ricercati dall'FBI con accuse di pedofilia, abuso di minori e turismo sessuale.
Il cittadino statunitense Leonard B. Auerbach di 61 anni che si trovava a Cuba dallo scorso 8 di Aprile è stato arrestato su richiesta delle Autorità nordamericane che hanno informato i colleghi cubani delle "attività" svolte dall'Auerbach in passato.
L'uomo è stato scoperto dall'invio di corrispondenza elettronica con cui comunicava ad amici della California di trovarsi in un "luogo sicuro e con un controllo risibile". La decisione di estradare il ricercato è stata presa in quanto non ci sono prove che durante il suo soggiorno a Cuba questi abbia compiuto dei reati, ma essendo la pedofilia fortemente combattuta a Cuba, il Governo ha deciso di accedere alla richiesta nonostante non ci siano obblighi giuridici tra i due Paesi.
Singolare è che tale fatto sia accaduto a pochi giorni dalle dichiarazioni del Governo nordamericano con cui si accusa Cuba di favorire il turismo sessuale.

Vivere a Cuba: da Cuba un nuovo farmaco anti tumorale

dal blog Il vecchio e il mare

Gli scienziati del centro di Immunologia Molecolare hanno presentato per la registrazione un farmaco che serve come vaccino e terapia del cancro dei polmoni. Il ritrovato nominato CimaVax EGF è allo studio dal 1992 e lo scorso 12 Giugno è stato registrato dopo aver superato tutte le prove cliniche necessarie alla sua messa sul mercato. Perú, Malaysia e Cina potrebbero essere i primi mercati a vederlo commercializzare.

A Cuba si sta distribuendo gratuitamente. Senza essere un rimedio definitivo il prodotto, associato alla tradizionale cura chemioterapica ha prolungato di almeno altri 5 mesi la vita di pazienti le cui patologie davano una prospettiva di vita non superiore a un anno. Il farmaco è composto dal Fattore di Crescita Epidermica (EGF) unita alla proteina chiamata P-64 che facilita il fattore immunitario.
Non si esclude che il ritrovato cubano possa avere la possibilità di introduzione negli Stati Uniti in deroga all'embargo commerciale che limita drasticamente la vendita di prodotti americani all'Isola e impedisce nel modo più assoluto gli acquisti di prodotti cubani nel territorio degli USA o da parte delle proprie aziende in qualsiasi parte del Mondo.

28 giugno 2008

Fuggire da Cuba: fuga dalla Isla Grande

di Alessandro Grandi da Peace Reporter

Traffico di persone e corruzione preoccupano il governo di Fidel Castro.
La spietata ferocia dei trafficanti di esseri umani si sta abbattendo anche su Cuba. L’isola non è esente dalla presenza di delinquenti senza scrupoli pronti ad arricchirsi sulla pelle della gente, consapevoli dell’appoggio esterno delle forze dell’ordine messicane.

I fatti. Da qualche tempo a questa parte la polizia cubana se la deve vedere con un’organizzazione molto particolare. Sono i trafficanti di uomini che, grazie a un lauto pagamento, traghettano cittadini cubani fino alle coste del Messico o, nel caso dei più fortunati, direttamente in Florida.
A quanto pare questi trafficanti hanno anche un notevole appoggio da parte delle forze di polizia messicane. Anche la Commissione per i Diritti Umani dello stato di Quintana Roo, nello Yucatan, (Messico), ha denunciato la complicità fra gli agenti della sezione immigrazione e gli scafisti.
Secondo Susana Martinez, della Commissione, “i dollari sono tanti e la corruzione dilaga. Agenti della polizia e funzionari dell’ufficio immigrazione, controllano il traffico illegale di persone dalle parti di Cancun. Per mezzo di una grande rete di complicità con i trafficanti, gli agenti forniscono loro appoggio logistico, ricevendo in cambio elevate somme di denaro”.

Polemiche Cuba-Usa. Ma la polemica cubana nei confronti degli Usa è di tutt’altra natura. Secondo l’Havana, l’amministrazione di Washington incoraggerebbe gli espatri illegali dalla Isla Grande, favorendo l’immigrazione clandestina. C’è anche una legge (Legge di aggiustamento cubano) che fornisce in qualche modo aiuto a tutti quei cubani che vogliono entrare negli Usa. Purtroppo, però, le 90 miglia che separano i due Paesi sono anche piene di pericoli e insidie. Sono centinaia i cubani (i famosi balzeros) che perdono la vita nelle calde acque dell’oceano pur di scappare dalla terra di Castro. E non solo per le imbarcazioni di fortuna sulle quali sono costretti a viaggiare. E’ successo che, sentendosi braccati, i trafficanti abbandonassero i passeggeri o li gettassero direttamente in acqua, facendoli diventare facile preda per gli squali che infestano le acque. Scene tragiche, viste e riviste anche nel frequentatissimo mar Adriatico.
Ma c’è anche un grande paradosso di fondo da tenere in considerazione. Se da un lato Bush e la sua amministrazione favoriscono l’ingresso dei dissidenti cubani in territorio Usa, dall’altro cercano in tutti i modi di fermare l’immensa ondata di migrazione che da diversi anni interessa la regione di confine fra Usa e Messico. Preoccupa così tanto questa situazione, che lo stesso presidente Bush nel corso degli ultimi mesi ha promesso l’ampliamento del muro di rete metallica che separa le due nazioni.

I precedenti. Nei giorni scorsi era stato bloccato dalla polizia di frontiera di Castro il tentativo di fuga di 39 cittadini cubani che, a bordo di un’imbarcazione di proprietà di uno statunitense di origine cubana, cercavano di arrivare sulle coste della Florida. Ne era seguita una violenta sparatoria che aveva causato la morte di uno scafista e il ferimento di altri due uomini che erano con lui. Fra i 39 passeggeri dell’imbarcazione c’erano 20 uomini (fermati dalle autorità cubane in attesa di un chiarimento dei fatti e di una definizione di responsabilità), 12 donne e 7 bambini. Questi ultimi sono stati riconsegnati alle famiglie.
Dall’identificazione dei trafficanti sono state scoperte un paio di cose molto interessanti. La prima è che l’imbarcazione era stata registrata negli Usa e non sarebbe la prima volta che molla gli ormeggi dai porti Usa della Florida per fare la spola con la provincia di Pinar del Rio (Cuba) e trasbordare quanti più cittadini cubani possibile.
La seconda è che l’imbarcazione appartiene a una vecchia conoscenza della giustizia cubana: John Roberto, noto negli ambienti del malaffare come lo ‘squalo azzurro’ proprio per la sua abilità nel trasferimento di emigranti irregolari da Pinar del Rio, verso il Messico o gli Usa.

Cuba clandestina: corruzione a Cuba, la sicurezza che costa

Coraggiosa e sconcertante intervista fatta all'Habana ad un poliziotto, che conferma con quanta facilità sia possibile comprare l'uscita da un fermo di polizia (senza arrivare all'arresto vero e proprio), con un tariffario per ogni reato.

dal blog Rumor de Cuba

Abbiamo vari dubbi sulla sicurezza (abbiamo tanti dubbi tutti i giorni, perché vivere qui è vivere con dubbi), e parliamo tanto dei nostri dubbi, che il vicino “D” (lo chiamiamo così per non “bruciarlo”) ci ha chiesto se avessimo voluto intervistarlo con un suo amico, poliziotto in servizio alla stazione di polizia “L e Malecon“, all’Habana.

-Non beve rum, solo birra Hatuey.-ci avvisò il vicino “D”.

L’appuntamento avvenne nel piccolo appartamento di “M” perché più discreto.
Corridoio, in fondo, a destra, prima della fine, la porta bianca con riga caramello, dove c’è il cane (che non morde).

Il poliziotto arrivò, con uniforme e tutto l’equipaggiamento, perché aveva appena finito di lavorare qui vicino dalla una della mattina. Il vicino “D” gli disse amichevolmente: ”Sono come fratelli, non c’è nessun conflitto”. Lui sospirò e disse;
- Si, perché vi immaginate cosa può succedere se mi trovano a fare questo?? No?- e aprì la sua bottiglia di Hatuey (la prima delle quattro che avevamo, e un panino al prosciutto e formaggio spettacolare).

Abbiamo parlato di tutto per circa due ore, riassumo la conversazione.

D- Se una pattuglia ti arresta e ti portano a “L e Malecon”, quanto costa uscire?

R- Se il problema non è politico né di commercio di carne di vacca e ti hanno arrestato per pericolosità solamente, con 20 si risolve. (la moneta che si cita è il CUC). Se hai con te qualche tipo di mercanzia che non sia droga, tra 50 e 150 CUC, dipende da quello che hai con te.

D- E se trasporto carne di vacca non si può fare niente?

R- Sì, c’è sempre la maniera, però è più caro perché bisogna toccare più persone. Puoi uscire con 300 fino a 500 se è carne di manzo. Droga, dipende da chi ti ha arrestato, ad esempio ieri, un tipo di Pinar del Rio, lo abbiamo fermato con 5 gr. di coca, è uscito per 900 CUC.

D- E per problemi politici?

R- Niente di niente. Non si può perché bisogna trasportarlo alla sicurezza interna… e lì muore…

D- Comprare una pistola?

R- Artigianale?

D- Come sia…

R- Fatta a casa si compra con 50 CUC. Come la mia ti costa 100.

D- Se c’è un omicidio… Quanto costa nascondersi?

R- Non so, però penso che non ti possa salvare nessuno, non ho mai visto nessuno che ti possa fare uscire, però non so.

D- Gestire qualcosa? Tipo un ristorantino, una pensioncina, una casa per scopare?

R- Dipende molto dal tipo di attività, se guadagni molto ti costa molto. Minimo 100 al mese, però c’è il caso di un ristorante importante, dove la pattuglia che vigila, per evitare delinquenti e non fare ispezioni, prendono fino a 500.

D- Per ognuna delle cose?

R- No per tutte e due,. Si paga 500 al mese, e questo include, se si esce la sera con molti soldi addosso, una scorta perché non ti succeda niente.

D- Se picchi qualcuno?

R- Se è del quartiere con 20 te la cavi, se è di un altro quartiere fino a 50.

D- Uccidere qualcuno?

R- Ooohhh… non so, se qualcuno lo ha fatto non mi ha toccato, però deve essere caro.

D- Ma si può fare?

R- Certo, amico. Con i soldi si può tutto… almeno quasi tutto.

D- Uscire dal paese?

R- Non lo so, non lavoro in questo tipo ambiente. Però c’è chi lo fa? Vuoi il contatto?

D- Dopo ti faccio sapere, Pulire precedenti penali?

R- Ho il contatto, ci vogliono 300 CUC. Lo stesso per cambiarti la professione, cioè se un medico vuole diventare architetto o qualunque altra cosa per poter uscire dal paese. Però questo è caro… come 1500 CUC.

D- Grazie fratello, ci hai aggiornati, siamo persi…

R- No, ci siamo per questo. Si può tutto, ma avvisatemi sempre con il giusto tempo, quando c’è qualche conflitto muovetevi rapidi. Già lo sapete, qui avete un amico. Sto a “L e Malecon”, però “D” sa come trovarmi, e se quel giorno non lavoro, ho chi vi può attendere.

D- Grazie.

Quarta birra, abbracci e addio.
Non potevamo credere a quello che avevamo ascoltato come “rumore”.
Dopo questa conversazione non è più un rumore.
Gridatelo, non smettete mai, perché non è mai tardi se il rumore è certo

27 giugno 2008

Dissidenti a Cuba: la madre di un oppositore ha paura di essere traslocata a forza

da un'e-mail inviatami oggi, Venerdì 27 Giugno 2008, Santiago de Cuba
di
Juan Carlos Hernandez

Teresa Alvarez Sierra, vicina di San fernando tra Corte e Barracone a Santiago de Cuba, madre dell’attivista dei Diritti Umani e membro del Movimento Cubano dei Giovani per la Democrazia, Erik Jesus Valdez, ha manifestato Giovedì 26 Giugno, nella città di Santiago. La sua preoccupazione e quella della sua famiglia è dovuta alla recente visita a casa sua dell’ufficiale Elvio Crespo Laterrade.

L’obiettivo dell'ufficiale è quello di compiere il procedimento con il quale si sta cercando di "confezionare" l’espediente a Erik Jesus, che ha già passato 27 giorni nell’Unità di Operazioni della Sicurezza di Stato, e attualmente è imprigionato nel carcere in attesa di giudizio. Questo ufficiale si è presentato a casa per chiedere come è possibile che il giovane Erik potesse vestire alla moda, è ha indagato sulle varie comodità presenti nella casa, infine sulla legittimità della proprietà della casa.

Prima delle supposte prove, che, secondo il suo avvocato difensore, non sono sufficienti per sanzionarlo, è stato il rifiuto da parte del giovane Erik, per la seconda volta, di accettare alcune proposte di collaborazione da parte dell’’Unità di Operazioni della Sicurezza di Stato, secondo quanto detto dalla madre, che ha portato l’ufficiale Crespo a presentarsi oggi alla casa, e, dopo aver concluso gli interrogatori ai famigliari, conclude la vista chiedendo la proprietà della casa, della quale la famiglia paga mensilmente l’affitto, e gli ha fatto capire che presto saranno traslocati da un’altra parte.

26 giugno 2008

Vivere a Cuba, Yoani: adattarsi o cambiare

di Yoani Sanchez dal blog Generaciòn Y
traduzione di Gordiano Lupi


Nel mio ascensore sovietico dei tempi di Brezhnev, ha cominciato a cadere una goccia di grasso dall’uscita di emergenza che c’è nel tetto. La persistente pioggerellina non stona con lo stato tecnico dell’ascensore, anzi si confà bene con il pavimento scalcinato, i graffiti osceni e i rumori da brivido che fanno le porte quando si aprono. Ad alcuni vicini la capricciosa sostanza ha danneggiato i vestiti o unto i capelli; però la soluzione che abbiamo trovato è quella di cederle spazio perché cada dove vuole. Già da un paio di mesi, non possono salire sei persone nel deteriorato apparecchio, perché uno spazio è riservato al grasso che cade.

Nella stessa maniera in cui indietreggiamo di fronte alla capricciosa goccia, ci adattiamo al fatto che in un cinema con sei splendide porte di cristallo, ne resti aperta soltanto una. Il conformismo ci porta ad accettare che alla fine della pellicola, tutti gli spettatori debbano stringersi per passare da una piccola parte di quello che, in altri tempi, è stata una filiera di portoni battenti. Allo stesso tempo ci siamo abituati ai dipendenti dei negozio che trattano male, ai prodotti che vengono adulterati e ai servizi igienici che vanno in malora poco tempo dopo essere stati inaugurati. Tutto questo, con la stessa condiscendenza con la quale vediamo ridurre i nostri diritti di cittadini.

Essere indolente è di moda. Per questo io e i miei vicini abbiamo cominciato a credere che il grasso dell’ascensore fa bene per la crescita dei capelli e, le macchie che produce nei vestiti, sono molto eleganti. Se aspetta che facciamo qualcosa, la goccia del mio ascensore sovietico può vivere tranquilla: la lasceremo cadere in pace. Chi vuole cadere nel ridicolo di cercare di cambiare le cose?

Video di Cuba: Girando! "la conga, seconda parte"

La conga di Guantanamo, seconda parte, la conga enfantil...










Girando! "La conga, seconda parte"

Dissidenti a Cuba: influenza del “Progetto Sociale Cubano” nella formazione del carattere dei cittadini cubani

Questa e-mail mi è arrivata oggi da Cuba, da un amico (anche se non ho ancora avuto la possibilità di conoscere personalmente), giornalista indipendente di Santiago, collaboratore di Aplo Press e co-fondatore di Renacer. Abbiamo un costante scambio di corrispondenza, il suo attivismo coraggioso lo porta ad aiutare diversi prigionieri politici, dissidenti d'opinione incarcerati a Cuba, e la mia passione mi sprona a fare quel poco che posso per contribuire alla diffusione della verità e ad aiutare concretamente chi ancora è perseguitato per le sue idee poltiche.
Grazie Juan Carlos... mi hermano...

di Juan Carlos Hernandez

Iniziamo la nostra analisi, partendo col dire che il carattere, unito al temperamento e le attitudini personali, sono componenti della personalità, e prendiamo in considerazione come questo non si manifesta in forma totale e definitiva nell’infanzia,ma è modellato dal carattere dei famigliari in un primo momento e in seguito dall’ambiente sociale e culturale, in modo particolare l’adolescenza è l’ultima tappa di questa formazione, è l’ambiente socio-culturale, che si allontana un poco dall’ambiente famigliare, che si incarica di ultimare la formazione del carattere.

Senza addentrarmi troppo in profondità sull’analisi delle proprietà caratteriali e dei tipi di carattere, voglio mostrare come il “Nostro Progetto di Nazione“, ha influito seriamente nella formazione del carattere dei nostri connazionali, partendo da queste semplici domande:

1: Come è possibile che tanti cubani mostrino simpatia, amore e rispetto ad una persona, gruppo o una determinata azione da una parte, e altri manifestino l’esatto contrario?

2: Come è possibile che tanti cubali non si azzardano a criticare o segnalare le deficienze di vari dirigenti e organizzazioni statali a qualsiasi livello e preferiscono restare zitti o commentarle nei corridoi?

3: Come è possibile che tanti cubani abbiano paura a difendere i propri diritti umani, riconosciuti universalmente?

Partendo dalla considerazione che nel nostro paese, per legge, è obbligatoria l’educazione basata sull’ideologia marxista-leninista, questa educazione ha culminato col sottomettere tutti i diritti umani dei nostri cittadini al “carattere socialista della rivoluzione”, si può osservare quanto questa influenza nella nostra infanzia abbia determinato la formazione del carattere dei cittadini. […]

Molti sistemi sociali, come il nostro, hanno un lato spettacolare, le manifestazioni naziste e fasciste in Italia, erano identiche, con lo stesso obiettivo di mostrare un certo stato di opinione, si forzava la gente ad avere reazioni di massa a secondo dei desideri del potere, però partecipare a queste manifestazioni non è solo appoggiare il sistema, è anche confermare che l’uomo è sottomesso al potere stesso, non importa come ci si senta, se piove o c’è il sole, quando il popolo viene chiamato deve rispondere. E’ necessario mostrare che il potere ha l’appoggio della popolazione. E’ normale veder come in alcune democrazie europee […] si manifesta dissidendo civilmente, e come i bambini partecipino con i loro genitori, imparando così a far rispettare il proprio diritto a dissentire, a differenza del nostro paese dove è obbligatorio appoggiare il regime. […]

Non posso non menzionare che la formazione del nostro carattere hanno avuto varie tappe. L’interazione della nostra comunità radicata all’estero, in un mondo globalizzato dove la comunicazione e l’informazione aumentano le relazioni tra uomini liberi, sta influendo positivamente nella formazione di un nuovo carattere nazionale, nella nostra generazione, è evidente come le persone più anziane siano quelle più propense all’ipocrisia, al tradimento, alla doppia morale, etc. rispetto agli adolescenti di oggi.

“Pianta un carattere e raccogli un destino”, resta un proverbio orientale. Per questa ragione ognuno di noi deve sapere in che modo vogliamo o dobbiamo accettare l’influenza del progetto sociale che si sviluppa nel nostro paese sui nostri giovani e su di noi stessi, indipendentemente da quanto questo si valido oppure No.

24 giugno 2008

Video di Cuba: Girando! "el dueno de la calle"

La conga de Guantanamo... Il personaggio... El dueno de la calle!









Girando! "El dueno de la calle"

23 giugno 2008

Dissidenti a Cuba: Cuba rilascia sei dissidenti

da Cuba Verdad

Sei dissidenti sono stati arrestati venerdì, dal governo cubano, e rilasciati poco dopo (poche ore dopo che la UE ha abolito le sanzioni contro il regime il Castro imposte nel 2003).

Le autorità cubane hanno rilasciato 6 dissidenti appena arrestati, solo poche ore dopo l’annuncio dell'UE di abolire completamente le sanzioni sull’isola, affermando che questo è un segno di apertura verso i diritti umani a Cuba.

I dissidenti sono stati arrestati venerdì mattina perché protestavano vicino ad un ufficio del Ministero degli Interni, della sicurezza interna, nella città di Matanzas.

Tutti sono stati rilasciati il sabato mattina.

Notizie dall’Habana identificano i 6 arrestati come:
Jorge Luis ''Antúnez'' García Pérez; his wife, Iraida Pérez; Idania Yanes; Yesmielena Surbano;
Benito Ortega; and Blas Fortún.

Ortega ha detto che gli agenti della sicurezza hanno affermato che erano indagati per disobbedienza, resistenza e danneggiamenti.

L’arresto dei 6 arriva il giorno dopo l’ufficializzazione da parte dell’UE
dell’abolizione delle sanzioni dopo la crisi del 2003 (quando furono arrestati 75 dissidenti d’opinione, molti di loro ancora oggi in carcere condannati fino a 25 anni di reclusione dopo un processo sommario durato un solo giorno).

Politici dell’UE affermano che questo è un segnale importante per lo sviluppo nella situazione dei diritti umani, ma affinchè le sanzioni contro Cuba terminino definitivamente, è necessario che l’Habana liberi tutti i dissidenti politici e continui su questo cammino.






La politica di Cuba: Fidel, a colpi di riflessione

di Jorge Ferrer dal blog El tono de la voz

Quest’uomo sta lavorando a cottimo! Pensa che ti ripensa… Vive una seconda giovinezza, una vita dopo la morte. Ha detto addio alla sua vecchia e spettrale esistenza e lo vediamo in Cubadebate (tavola di discussione cubana sui soliti temi…), e da qui sulla stampa di tutto il mondo, nella sua divisa Adidas.

Finora, con qualche eccezione, si dedicava a scrivere su qualsiasi cosa, con particolare predilezione per “la fine della mondialità”. Ma negli ultimi giorni, il riflessivo, riflette su cosa pensare. Ed egli si anima, come un giovane poeta che trova un nuovo tema lirico.
Nel suo caso, l'intrigo: le ossa vertebrali e il midollo spinale della sua poetica . La cosa grave, come appunta Juan Antonio Blanco, è quella di affermare dictat su questioni sulle quali il governo cubano ancora non ha deciso , come ad esempio la revoca delle sanzioni dell‘UE.

Il motivo è semplice: la politica estera non è un gioco da ragazzi. Raul, pensa, può giocare all’apertura, alle nuove “misure” e a quello che vuole. Ma la politica estera, cioè il luogo che Castro vuole che occupi Cuba nella sua casella privata del mondo. Può procedere con la vendita di tostapane, se vuole, ma la cartella “Cuba nel mondo” è sua, esclusivamente sua.

Vivere a Cuba, Yoani: penombra inevitabile

di Yoani Sanchez dal blog Generaciòn Y
traduzione di Gordiano Lupi


Due anni fa bussarono alla porta i lavoratori sociali. Venivano per cambiare le lampadine incandescenti con altri mezzi per risparmiare energia, durante una campagna roboante chiamata Rivoluzione Energetica. A me piaceva la luce calda e gialla che dava la lampada della sala, però durante una veloce ispezione i giovani incaricati scoprirono il filamento sperperatore e dovetti consegnarlo. Me ne dettero un altro che emanava una pallida luminescenza e che mi durò tre settimane. I miei occhi si rallegrarono per la breve vita della lampadina economica, perché di notte non riuscivo a distinguere i dettagli sotto la sua fioca luce.

Per sostituire il pezzo rotto, dovetti ricorrere ai negozi in divisa, ma neppure là vendevano più le diaboliche lampadine convenzionali, quelle che per tutta la vita abbiamo tenuto sul tavolino accanto al letto. Mi rassegnai a comprare le effimere lampade economiche o le altre - chiamate di luce fredda - che danno al mio salotto l’aspetto di una sala operatoria. Ma dopo due mesi non compaiono più nemmeno quelle. Non si trovano lampadine di nessun tipo nei negozi dell’Avana.

Con una battuta di spirito, i venditori mi dicono che la barca che le porta “non è arrivata dalla Cina” e mi annunciano che in un piccolo negozietto del Cerro ne tirarono fuori alcune, in mezzo a una ressa. Un rapido esame del mio appartamento mostra che le zone di penombra sono in maggior numero rispetto a quelle illuminate. In modo tale che se continuano i capricci della distribuzione, dovrò migliorare il mio senso del tatto o inciamperò in ogni mobile.

Quello che nessuno sa - e di tali segreti scrivo soltanto in un diario privato come questo - è che sono riuscita a nascondere ai lavoratori sociali, un esemplare delle lampadine perseguitate. Uno rotondo e scialacquatore, che mi ha accompagnato per più di cinque anni con la luce giallastra che danno i suoi 40 watts. Non è che mi piace sprecare elettricità, però devo credere che posso decidere almeno con quale tipo di luce leggo, ceno o guardo la tele. Mi aggrappo alla lampadina latitante, come se con essa potessi illuminare e rischiarare non solo la sala della mia casa, ma anche la lentezza dei commercianti e il volontarismo delle campagne energetiche.


Video di Cuba: Girando! "la scuola elementare"

7,30 della mattina a Banes, Holguin, una scuola elementare vicino alla casa dei nonni.








Girando! "La scuola elementare"

22 giugno 2008

Vivere a Cuba: sopra il tetto di vetro

di Reinaldo Escobar dal blog Desde aquì

L’ex presidente Fidel Castro, ha appena pubblicato un prologo al libro Fidel, Bolivia e qualcosa in più, nel quale scualifica il blog Generaciòn Y di mia moglie Yoani Sanchez. Dal primo giorno lei ha pubblicato il suo nome e cognome (molti lo omettono) con una sua foto alla vista dei lettori, per pubblicare i testi con l’unico proposito, ripetutamente confessato, di vomitare tutto quello che produce nausea nella nostra realtà.

L’ex presidente disapprova che Yoani abbia accettato il premio Ortega e Gasset per il giornalismo digitale di quest’anno, argomentando che questo è qualcosa che propizia l’imperialismo per portare acqua al suo mulino. Riconosco il diritto di quest’uomo a commentare come vuole, però mi permetto di sollevare l’osservazione che la responsabilità che implica ricevere un premio non sarà mai comparabile con quella di ostacolarlo, e Yoani, almeno, non ha mai appuntato al petto di nessun corrotto, traditore, dittatore o assassino alcuna decorazione.

Faccio questa dichiarazione perché ricordo perfettamente che è stato l’autore di questi rimproveri che Onorò, con l’Ordine Josè Martì, i più nefasti personaggi:
Leonid Breznev, Nicolae Ceausescu, Todor Yivkov, Gustav Husak, Janos Kadar, Mengistu Haile Mariam, Robert Mugabe, Heng Samrin, Erich Honecker, e altri che ho dimenticato.
Mi piacerebbe leggere, alla luce dei nostri tempi, una riflessione che giustifichi quegli onori indecenti, per muovere l’acqua di altri mulini, che insabbiarono il nome del nostro apostolo.

E’ certo che il nome del filosofo Ortega e Gasset può relazionarsi con idee elitarie e addirittura reazionarie, però almeno, a differenza dei decorati dal prologhista, non schierò mai carri armati contro i suoi vicini inconformi, ne costruì palazzi, né incarcerò nessuno di quelli che la pensavano differentemente da lui, né lasciò nei guai i suoi seguaci, o ammassò risorse contro la miseria del suo popolo, né costruì campi di sterminio, né diede l'ordine di sparare a chi -per scappare- saltò il muro del giardino.



Video di Cuba: Girando! "La mattina di Banes"

6,30 della mattina a Banes, Holguin, la città si sveglia, inizia le sue attività quotidiane...








Girando! "La mattina di Banes"

Cambio a Cuba: UE vigila sul cambiamento a Cuba, per mantenere le relazioni senza sanzioni

Da Terra Actualidad

L’UE ha deciso di eliminare le sanzioni contro il regime di Cuba imposte nel 2003 dopo l’arresto dei 75 dissidenti -anche se effettivamente sospese dal 2005-, ha inoltre avvisato le autorità dell’isola che saranno necessari più cambiamenti affinchè l’Europa mantenga per un anno l’offerta di dialogo e cooperazione con il regime.

[…] I 27 paesi europei, presteranno particolare attenzione a due petizioni incluse nel testo:
1. Il Governo cubano deve “facilitare” l’accesso per le organizzazioni umanitarie alle prigioni ”priorità chiave” per la politica europea a Cuba.
2. Il Governo cubano deve “mettere in pratica” i due patti internazionali firmati recentemente, in merito ai diritti civili da una parte, ed economici, sociali e culturali, dall’altra.

[…] Inoltre la UE chiede al Governo cubano di concedere libertà d’informazione e d’espressione, “incluso l’accesso a internet”, e di permettere ai cittadini cubani di “decidere indipendentemente del loro futuro”, così come la disposizione dell’UE a “contribuire positivamente allo sviluppo di tutti i settori della società cubana, anche con l’aiuto degli strumenti di cooperazione”.

Internet e Cuba: Bloggando a Cuba, Iniziativa per I 10Blog

di Aguaya Berlin dal blog Bloggers por un sueno

Il gruppo di Iniziativa per I 10Blog, si aggiunge a quegli amici che appoggiano il nostro evento Bloggando a Cuba. Questo gruppo ha già organizzato altri eventi simili al nostro, come la seconda edizione della Conferenza 10Blog Perù 2008 appena conclusa, che aveva come topica centrale:

Ogni giorno si creano nuovi spazi che permettono ai cittadini di esprimere le proprie idee, posizioni e critiche. I blogs hanno permesso l’accelerazione di questo processo e la risonanza alla molteplicità delle voci.

Iniziativa per I 10Blog ci propone due nuovi temi da tenere in considerazione in Bloggando a Cuba: l’impatto legale, e l’auto finanziamento (crearsi un reddito).

Noi abbiamo già inserito il logo de Iniziativa per I 10Blog (tra “segni” nella barra laterale) e aggiorneremo la convocazione all’evento includendo i due interessanti temi.
Gradiremmo sinceramente l’appoggio, e continuiamo a conversare!

Cambio a Cuba: la UE toglie le sanzioni al regime di Castro

di Elías Amor, Economista, ULC
da Miscelaneas de Cuba


Purtroppo, l’Unione Europea ha appoggiato la richiesta del Governo Cubano, e ha eliminato le sanzioni contro il regime di Castro. Nelle oscure carceri cubane, dove chi soffre quotidianamente il dolore, gli insulti, i maltrattamenti, dovuti alla sola colpa di rappresentare un’idea alternativa a quella ufficiale, la notizia non sarà stata presa molto bene!

La decisione avrà certamente conseguenze nelle future relazioni diplomatiche tra una Cuba democratica e pluralista con l’UE. Una decisione che appoggia invece chi non vede nessuna ragione per un cambiamento a Cuba.

Non a caso le carceri cubane continuano ad essere piene di prigionieri politici, di coscienza, giornalisti. Dove non si rispettano i diritti umani, e dove non esiste la minima compassione per chi è considerato “nemico”.

Nella lotta della democrazia contro la dittatura, l’appoggio e lo stimolo dei democratici a chi soffre la persecuzione per le sua idee, la repressione ed il carcere, si è convertito in un rinforzo morale delle vittime di fronte ai loro aguzzini.

I cittadini cubani che soffrono di condanne ideologiche ingiuste, quelli che ogni giorno al lavoro o per strada vengono insultati, aggrediti da parte di manipoli di “civili” manipolati dal regime e dalla polizia segreta, quelli che in silenzio cercano di aprire spazio al pluralismo e alla democrazia nell’isola, meritano che l’UE non li abbandoni, che mantenga una pressione sui politici dirigenti del paese al fine di avanzare sino al raggiungimento della democrazia e della libertà, così come già successo in passato con altri regimi simili.

Sicuramente questa decisione dei 27 arriva in un momento difficile per il regime. Isolato da referenze internazionali, con un malessere sociale crescente, e in una crisi strutturale senza precedenti, le possibilità che a Cuba si producesse una rapida transizione erano molte.

Di sicuro Raul non attuerà una Perestroika come fece Gorbaciov in URSS. Nemmeno sembra rivolgersi verso una capitalismo di tipo “cinese”. A cuba le autorità si sono arroccate una volta ancora per guadagnare tempo. E’ la vecchia tattica dell’immobilismo, dell’incompetenza, di chi ha un solo interesse: restare al potere il maggior tempo possibile, senza curarsi delle avvertenze e dei pensieri “degli altri”.

Tra decadi di ostilità continua verso la libertà, i cubani hanno perso il terrore che provavano verso il regime castrista, e aspirano ad una nuova struttura sociale e a migliorare le proprie condizioni di vita. Da qui alla democrazia il passo è breve.

La classe politica che ispirò la mal denominata “rivoluzione” del ‘59, sono praticamente scomparsi ed al loro posto si è stabilito un sistema immobilista carente di strumenti per alimentare la popolazione.

Di sicuro è stato annunciato che l’UE entro una anno potrà rivedere le decisioni prese, se un cambiamento reale non avviene. Perché, l’UE crede davvero che Raul modernizzerà il sistema politico cubano libererà tutti i prigionieri politici? Non lo farà, perché significherebbe la sua scomparsa e quella del modello sociale costruito dal fratello.

Entro un anno le carceri cubane continueranno ad essere piene di prigionieri politici, gli aiuti europei arriveranno direttamente agli organi oppressori della società, e migliaia di cubani continueranno ad essere sottomessi ad accuse e persecuzioni. Si sarà solo perso un anno. Si sarà persa una grande occasione per l’Europa e per Cuba.




Vivere a Cuba, Yoani: Capelli sciolti

di Yoani Sanchez dal blog Generaciòn Y
traduzione di Gordiano Lupi


Molti avaneri sono sconsolati per le operazioni di polizia che hanno smantellato varie catene di fabbricazione di piatti, cucchiai e fermagli di plastica. In mezzo a un’offensiva contro le indiscipline sociali, la Polizia - dopo aver caricato i palombari - ha chiuso tredici laboratori e dieci magazzini clandestini dove si confezionavano oggetti molto richiesti dal popolo. I fabbricanti illegali non producevano droghe né trafficavano armi, semplicemente si dedicavano a produrre piatti di plastica, mollette per tendere e forcine per capelli. Sembra che perseguire più intensamente i fabbricanti privati faccia parte dei nuovi cambiamenti che tanto si esibiscono all’estero. In un modo o nell’altro, e come protesta di fronte a questa retata, in questi giorni porterò i capelli sciolti. Questo è il solo modo che ho per dire: “Yoani, abituati alla scomparsa degli accessori che ti permettevano di domare la tua chioma”. Immediatamente sono andata a comprare una schiumarola di alluminio e una scopa nuova, che di sicuro scompariranno dopo questa confisca. Gli afflitti compratori delle materie plastiche avrebbero preferito che, al posto di un attacco poliziesco, i produttori alternativi avessero avuto la possibilità di legalizzare il loro lavoro. Se la ONAT li avesse legittimati, adesso pagherebbero le tasse e potrebbero accedere a un mercato all’ingrosso dove comprare la materia prima. In breve tempo nessuno avrebbe voluto pagare i prezzi elevati di prodotti simili nei negozi in divisa e lo Stato non dovrebbe importarli da così lontano. I delatori di sempre non dovrebbero più denunciare chi produce guarnizioni di caffettiere, attaccapanni e tappi per bottiglie. Questo senza parlare dei miei capelli, che brillerebbero con un bel fermaglio di produzione popolare, comprato da un rispettabile produttore privato. Per chi volesse leggere la notizia apparsa sul Granma, qui il link.

19 giugno 2008

Vivere a Cuba, Yoani: Fidel contro Yoani

di Gordiano Lupi

Fidel Castro scrive che la blogger Yoani Sánchez compie “manovre sotterranee”


Fidel Castro afferma che la blogger cubana Yoani Sánchez, Premio Ortega y Gasset di Giornalismo in Spagna, compie “manovre sotterranee e produce stampa neocoloniale”. Questa sorprendente dichiarazione è stampata nell’introduzione al libro “Fidel, la Bolivia e altro”, uscito il 4 giugno e diffuso in tutta Cuba.
Castro si lamenta che alcuni giovani cubani sono “inviati speciali per realizzare manovre sotterranee e stampa neocoloniale per conto dell’antica metropoli spagnola che li premia”.

Il leader cubano critica le dichiarazioni di Yoani Sánchez dopo che si è vista negare il permesso di recarsi in Spagna per ricevere il premio assegnato dal quotidiano El País per il blog Generación Y, critico verso il sistema cubano.
Yoani Sánchez non è una dissidente, non ha un programma o un colore politico, perché “questa è una caratteristica della mia generazione e del mondo attuale: adesso le persone non si definiscono più di sinistra o di destra, sono concetti sempre più obsoleti”.

“Le affermazioni della blogger - immediatamente divulgate dai potenti media dell’imperialismo - sono gravi, ma ancora peggiore è la generalizzazione che fa di tutta la gioventù cubana” scrive Castro.
Il leader maximo scrive che il premio assegnato a Yoani sarebbe “uno dei tanti riconoscimenti che l’imperialismo concede per portare acqua al suo mulino”. Per Castro la sola cosa vera è che “l’Impero usa metodi sempre più cinici e perfidi per attaccare la Rivoluzione Cubana”.
Fin qui la notizia. Mi fa sorridere il fatto di far parte dei potenti media dell’imperialismo. A me sembrava il contrario. Credevo di essere un piccolo Don Chisciotte in lotta contro i veri potenti media che diffondono le finte riforme del sistema cubano. Mi sembrava che la parte debole fosse la giovane blogger che manda avanti tra mille difficoltà un sito internet ostacolato e diffamato dal governo. I dittatori sanno capovolgere la realtà, così come sono soliti circondarsi di abili lacchè e mestatori di menzogne. Una delegazione dello scomparso partito dei comunisti italiani si è recata al capezzale del regime per portare solidarietà non al popolo ma agli oppressori. La sinistra italiana sta dalla parte del più forte e fa il gioco del potere... forse è questo il vero motivo della sconfitta elettorale.

Aggiungo che forse Fidel Castro è davvero morto. Il leader maximo ha sempre manifestato intelligenza nell’affrontare i problemi interni. Una Rivoluzione solida e forte, come Castro era solito definirla, non si sarebbe occupata di una piccola blogger, relegandola nel silenzio e mettendola in condizioni di non nuocere. Affermazioni fuori luogo come quelle di chi firma gli articoli e le introduzioni di Castro fanno pensare che il regime non è più tanto sicuro delle sue mosse. Parrebbe un buon segno. Non resta che aspettare.

Video di Cuba: Girando! "reggaeton en Guardalavaca"

Guardalavaca, Holguin, 2006... un pokito de reggaeton... en la playa...








Girando! "RGTon en Guardalavaca"

Vivere a Cuba: Nessuno è scalzo

di Reinaldo Escobar dal blog Desde aquì

E’ difficile vedere un bambino scalzo a Cuba, a meno che non stia giocando nella spiaggia o in un’altro posto dove le scarpe non lo aspettano.


I turisti stranieri (i locali lo sanno molto bene) che hanno viaggiato in questa nazione impoverita del terzo mondo, (i cittadini cubani non lo possono fare) si sorprendono e lo dicono apertamente: “qui non ho visto un bambino scalzo”. A volte la compiacente guida delle escursioni dice : “ Qualcuno ha visto un bambino scalzo?” e sorride soddisfatto come se lui, ultimo testimone della catena, fosse il tramite del miracolo.

Nessuno è scalzo, però grazie al sistema o malgrado il sistema…?
Dalla fine del 1991 quando finì il sistema di razionamento sovvenzionato dallo Stato per le scarpe, i vestiti e il resto di quei prodotti chiamati “PRODOTTI INDUSTRIALI”, non è stato possibile comprare un paio di scarpe ad un prezzo minore o equivalente di, almeno, due settimane di lavoro. Ricordate che un salario molto buono di 500 pesos nazionali, equivale a 20 CUC e che è difficile trovare in un negozio un paio di scarpe a meno di 10 CUC. Come è la regola per chi ha due figli adolescenti con un salario di 300 pesos?

18 giugno 2008

Video di Cuba: Girando! "la conga, prima parte"

La conga. Girata nel 2006 a Guantanamo, l'anno in cui Fidel si ammalò..., la prima di una serie di tre...







Girando! "la conga, parte1"

Video di Cuba: Girando! "la casa dei nonni (no hay agua en Banes)"

Banes, Holguin, provincia orientale di Cuba. La casa dei bisnonni di Aisha, mia figlia, special guest star nel video. Sin dalla prima volta che venni a Banes, nel 1999, c'era un problema di acqua, a volte non arrivava ai rubinetti e quindi bisognava comprarla da chi poteva trasportarla fino a casa. Oggi 2008, la situazione non è la stessa, è molto peggio. Sono diversi mesi cha l'acqua non arriva alle case della maggior parte dei cittadini. La casa che vedete è vicino al centro della città (circa 20 minuti a piedi), eppure NON C'E' ACQUA. Quindi per potersi lavare, cucinare, bere (ovviamente dopo averla bollita...) bisogna pagare 10 pesos cubano al giorno, che per un mese fanno 300 pesos, il salario mensile di un lavoratore con buon impiego. Che posso aggiungere... YO QUIERO CUBA LIBRE...

Girando! "la casa dei nonni (no hay agua en Banes)"

17 giugno 2008

Video di Cuba: Girando! "la calle"

Con questo video inizia una nuova serie di videoclips su momenti di vita cubana: "GIRANDO!". Senza nessun intervento, solo immagini, audio ambiente e musica, per mostrare... quello che non solo si può guardare... ma che si deve VEDERE...






Girando! "la calle"

Video di Cuba, Yoani: la blogger cubana, 5"bloggando a Cuba"

Ultimo video dell'intervista che Yoani mi ha gentilmente rilasciato all'Habana il 13 Giugno 2008. Io non sono nato a Cuba, mia moglie è cubana e nostra figlia è una splendida italo-cubana. Io mi sento totalmente coinvolto nella lotta per la libertà d'informazione, di pensiero, per l'umanità sociale, per l'equità economica, per lo sviluppo della piccola-media impresa e per un'economia più concreta per il popolo cubano. Questo mio impegno mi sta riempendo la vita e dà un significato molto più profondo alle mie giornate...
Grazie Yoani, segui così, noi da questa parte dell'oceano faremo sempre di più perchè la gente libera del nostro globo sappia cosa sta succedendo a Cuba, e possa dare un contributo per transitare La Isla Grande verso una democrazia pluralista... FREE BLOGGER, INTERNET PER TUTTI!

Versione in lingua originale, al più presto realizzerò la versione sottotitolata in italiano.

La blogger cubana "bloggando a Cuba"

Vivere a Cuba, Yoani: la mano che lancia i paletti

di Yoani Sanchez dal blog Generaciòn Y

Come il gioco dei paletti cinesi, dove si lanciano dall’alto dei sottili paletti colorati, così io e i miei colleghi ci siamo sistemati nell’enorme tavola del nostro globo. Quelli che hanno studiato nella stessa aula. Abbiamo scambiato idee e condiviso progetti, adesso possiamo fare una rete di filologi -graduati nell’università dell’Habana- dispersi nel mondo.
Marlen, di Matanza, vive dall’altre parte del mare e sta prendendo il dottorato, mentre Nelson -che fù il primo ad andarsene del suo anno- sono già quasi 6 anni che vive negli USA. Del poeta Josè Felix, sò che cantava suonando la chitarra nei bar di Madrid. Molti degli alunni di anni prima del mio, come Sahily e Yamile, vivono alla Gran Manzana o in qualche paese latino americano. La lista degli emigrati coincide, salvo rare eccezioni, con le matricole che nei miei anni di studio aveva la facoltà di Arte e Lettere.

Il paletto cinese, che sono io, è passato da un continente all’altro, però una forza gravitazionale l’ha riportato alle sue origini. Questo sì, senza risentimento a chi restò lontano. A tutti, una serie di circostanze ci mandarono di quà e di là. “La mano che lancia i paletti” in alcuni casi fù la necessità economica, la mancanza di aspettative o la semplice impossibilità di continuare a vivere sotto lo stesso tetto dei genitori e dei nonni. Ad altri, li portò lontano l’asfissia prima della mancanza di libertà, la voglia di gridare in un angolo, anche se nessuno ci scolta.

Aver perso tutti questi linguisti, critici d’arte e scrittori, rientra nella categoria di danni irreversibili per la cultura cubana. Invece, non sento nulla nei congressi culturali, nelle riunioni della UNEAC e men che meno nelle tribune politiche, di quelle frasi necessarie per sottolineare la fuga di massa dei miei colleghi. Nessuna mano sembra essre disposta a tornare ad unire tutti i “paletti”, a proporzionare a questi “filologi in fuga” la possibilità di avere un prorio tetto, di compiere qui i loro sogni professionali e di gridare -con libertà- in tutti gli angoli.







Video di Cuba, Yoani: la blogger cubana, 4"il cammino..."

Quarta parte dell'intervista a Yoani, il cammino verso il futuro, l'emigrazione dei più valenti intellettuali della sua generazione come danno irreversibile...






Versione in lingua originale, al più presto realizzerò la versione sottotitolata in italiano.

La blogger cubana "il cammino..."

Video di Cuba, Yoani: la blogger cubana, 3"il cambiamento di Cuba"

Terza parte dell'intervista a Yoani, il cambiamento apparente...







Versione in lingua originale, al più presto realizzerò la versione sottotitolata in italiano.

La blogger cubana "il cambiamento di Cuba"

16 giugno 2008

Video di Cuba, la voce libera di Santiago: "Il cambiamento di Cuba"

Terza ed ultima parte dell’intervista a Lizeth Bravo Vera direttrice di Aplo Press, agenzia di stampa indipendente di Santiago de Cuba. In questo episodio si parla del famoso cambiamento che sta avvenendo a Cuba. In realtà sembra essere più una facciata superficiale che non risolve nessuno dei problemi reali dei cittadini cubani.

Ringrazio con tutto il cuore Lizeth per la disponibilità nei miei confronti, e soprattutto per l’enorme coraggio che la spinge ad affrontare quotidianamente il rischio di essere arrestata. LIBERTA’ PER I PRIGIONIERI DI COSCIENZA!

Versione in lingua originale, al più presto realizzerò la versione sottotitolata in italiano.


La voce libera di Santiago "Il cambiamento di Cuba"

Video di Cuba, la voce libera di Santiago: la voce libera di Santiago "Le prigioni"

Secondo video dell'intervista rilasciata da Lizeth Bravo Vera direttrice di Aplo Press. Qui si parla delle prigioni dove sono rinchiusi, tra gli altri, i 75 dissidenti arrestati nel 2003.






Versione in lingua originale, al più presto realizzerò la versione sottotitolata in italiano.

La voce libera di Santiago "Le prigioni"

15 giugno 2008

Fuggire da Cuba: profughi cubani scappano con un gommone

di Henry Louis Gomez dal blog Babalu Blog

Maggiori informazioni sui cubani che hanno lasciato l’isola ieri.

Dalla persona che mi ha inviato le immagini:
E 'stato terribile vedere tale disperazione. Infatti, siamo stati gli unici a poterli vedere. Hanno messo l'improvvisato gommone in acqua. Abbiamo contattato un membro del personale della barca.

La famiglia è in contatto con lincoln diaz balart per iniziare la lotta contro la politica del piede bagnato / asciutto (legge americana che accetta negli USA solo quelle persone che riescono a raggiungere la terra ferma).






Abbiamo bisogno del vostro aiuto... Sono disperati. Sono appena tornato dalle case dei famigliari... I profughi sono stati in grado di fornirci un numero di telefono a Miami. Invierò le fotografie a Maria Elvira, la vera Cuba, ecc .. Abbiamo bisogno di fare qualcosa per questa politica ... Sono così emozionato...

Dissidenti a Cuba: In pericolo di vita il prigioniero Jose Daniel Ferrer

dal blog Cuba Represion

Appello urgente di Oswaldo Paya Sardinas da Cuba
9 Giugno 2008, Bitácora Cubana, Havana.

Josè Daniel Ferrer Garcia, prigioniero di coscienza, membro del Movimento Cristiano Liberzione, dà una settimana sta facendo lo sciopero della fame in una cella d’isolamento in condizioni infernali nella prigione di “El Tipico”, nella provincia di Las Tunas.

Da sette giorni è stato trasferito dalla prigione di Guantanamo (l’altra, quella di cui nessuno parla) dove aveva protestato per gli abusi delle guardie e per le condizioni disumane nelle quali viveva in prigione.
Arrivato alla prigione “El Tipico”, le guardie gli hanno detto che sarebbe stato imprigionato con detenuti comuni molto pericolosi così chè sarebbe stato maltrattato. Quindi ha deciso di intraprendere lo sciopero della fame ed è così stato trasferito in una gabbia dove la sua vita è in pericolo.

Copia di questa denuncia è stata inviata al Consiglio e al parlamento Europeo.

Video di Cuba, la voce libera di Santiago: "Il giornalismo indipendente"

Durante il mio recente viaggio a Cuba, ho conosciuto la direttrice della rivista AploPress di Santiago di Cuba, Lizeth Bravo Vera, un periodico realizzato tra mille difficoltà, con la creatività pratica, che solo i cubani possiedono.

Prima di tutto per il controllo costante da parte del governo, che cerca di reprimere ogni tentativo di pubblicare notizie che possano disturbare le autorità dell’isola, poi le difficoltà pratiche per la semplice connessione a internet, economiche, comuni a tutto il popolo cubano, e nel loro caso aggravate dai costi che la tecnologia (soprattutto a Cuba) impone.


Lizeth mi ha rilasciato un’intervista su tre argomenti tra i più scottanti ed attuali che affliggono l’isola: il giornalismo indipendente, le prigioni, il cambiamento di Cuba. La serie,“La voce libera di Santiago” è composta da tre episodi di circa 4min 30sec. Questo primo episodio si intitola “Il giornalismo indipendente” ed è in lingua originale, in seguito pubblicherò la versione con i sottotitoli in italiano.

Versione in lingua originale, al più presto realizzerò la versione sottotitolata in italiano.

La voce libera di Santiago "Il giornalismo indipendente"

La politica di Cuba: il governo cubano reprime i "buzos", raccoglitori di spazzatura

di Eva dal blog sin EVAsiòn

In non poche occasioni si è parlato dei famosi “buzos” (“subacquei”), questi riciclatori di rifiuti solidi, che si dedicano a raccogliere dalla spazzatura le bottiglie di plastica, lattine vuote, e altro, la quale vendita produce -si dice- succosi dividendi. Bene, adesso 355 cittadini, trasportati ad un Centro Provinciale di Classificazione (?), sono stati sanzionati dalle autorità perchè dediti “all’immersione”, che è considerata fonte di delitti e illegalità, secondo quanto stabilisce il Codice Penale, diventando inoltre “portatori di epidemie”.

Così che di questi 355 cittadini: 220 sono stati multati, 20 trasferiti nel luogo di residenza, 45 rimandati alla provincia di origine perché vivevano illegalmente nella capitale, 11 recidivi, condannati a lavori forzati senza prigione, mentre gli altri 59 multi recidivi sono processati penalmente.

Certo, l’informazione ufficiale offerta dal Granma del 10 Giugno 2008, non dice se sanzionarono i direttori delle aziende che recuperano materie prime, e le “centinaia di entità” responsabili della consegna di questi rifiuti riciclabili allo Stato. Non menzionano nemmeno quando sanzioneranno i responsabili della manutenzione delle fogne rotte che tramutano la città in un cesso, principali e permanenti portatori di epidemie. Non si è nemmeno chiarito come è possibile che un cubano sia considerato “illegale” in qualche zona della geografia nazionale.

Apparentemente, ancora una volta, la catena è interrotta dall’anello più debole, i “buzos” si assumono la responsabilità dei reati che iniziarono gli stessi rappresentanti di enti statal, la città sarà “più pulita”.

14 giugno 2008

Video di Cuba, Yoani: la blogger cubana, 2"il controllo del governo"

Secondo capitolo dell'intervista a Yoani. In questo episodio descrive come il governo cerca di controllare l'accesso a internet. Quanto sia lei stessa ad essere controllata personalmente dalle autorità, e come il controllo sin dall'infanzia abbia influito sul modo di pensare e di agire-reagire del popolo cubano.




Versione in lingua originale, al più presto realizzerò la versione sottotitolata in italiano.

La blogger cubana "il controllo del governo"

Video di Cuba, Yoani: la blogger cubana, 1"avere un blog a Cuba"

Il 13 Giugno 2008, all'Habana, ho avuto l'immenso piacere di conoscere personalmente ed intervistare Yoani Sanchez. E' una fortuna per me aver incontrato questa ragazza intelligente, intraprendente, umile, con una profonda cultura, conoscienza ed una spiccata vena creativa, con un coraggio più unico che raro.
Abbiamo conversato per un'ora circa, affrontando diversi temi; le difficoltà di avere un blog indipendente a Cuba, le realtà sociali ed economiche del popolo cubano, lo stato del cambiamento politico, sociale ed economico dell'isola.
In questo primo video "Avere un blog a Cuba", Yoani ci racconta come è nato il suo blog Generaciòn Y, le difficoltà nel creare e gestire il portale Desdecuba.com, i limiti della connessione internet a Cuba e le peripezie per potersi connettere alla rete.
Seguiranno altri video con Yoani che affronta temi come il tentativo da parte delle autorità cubane di controllare e ostacolare la pubblicazione sul blog; il vero significato dei cambiamenti che sembra stiano avvenendo a Cuba; la sua visione dello sviluppo della blogsfera cubana... e non solo.

Versione in lingua originale, al più presto realizzerò la versione sottotitolata in italiano.

La blogger cubana "avere un blog a Cuba"

05 giugno 2008

Riflessioni: domani volo a Cuba

Finalmente è arrivato il momento... domani mattina partirò per Cuba, il rientro in Italia è per il 14 Giugno (... eh sì! solo una settimana...), cercherò di pubblicare qualcosa dall'Isla Grande. Saluti a tutti! Rob

Vivere a Cuba, Yoani: la moda "Y"

di Yoani Sanchez dal blog Generaciòn Y

Abituati a fabbricarci da soli tuttto quello che perdiamo dal mercato, quello che diventa inaccessibile per il portafoglio o semplicemente che non si vende, noi, di questa Generaciòn Y, abbiamo disegnato da soli il nostro abbigliamento. Mi ricordo aggiustando pantaloni negli anni '80, e, anni dopo, cucendogli toppe di tela perchè diventassero a zampa d'elefante. Sino ad oggi, una buona parte del mio abbigliamento ha sopportato la mia maldestria nelle riparazioni che ho fatto. Improvvisandosi meccanici o elettricisti, molti cubani hanno anche qualcosa di stilisti. Soprattutto quelle persone che arrivarono all'adolescenza con il mercato razionato dai prodotti industriali, e con la nascita dei negozi che vendono in CUC. Questi ultimi, mostrano in vetrina molti modelli che abbiamo imparato a copiare. Non disturberà nessuno se io mi creo la mia propria maglietta, con il logo di questa penultima lettera dell'alfabeto. Soprattutto nel mezzo di tante richieste per sostituire le importazioni, questo mi evita di pagare gli alti costi dell'essere alla moda.

Vi illustro una rapida guida di come ho creato questi stracci allegorici.




1. Non ho perso tempo per cercare la roba adatta, ma ho preso quello che avevo sotto mano, un disegno fatto su un cartoncino, una bomboletta spray, del tipo di quelle per ritoccare il frigorifero o fare graffiti.

2. Fare il disegno ha richiesto molto tempo, però una volta fatto, posso iniziare la produzione "in serie". Solo bisogna applicarla alla maglietta, e fissarla con dell'adesivo.




3. Quando si applica la vernice sembra essere divertente, però si può finire con le ginocchia, il muro e le scarpe colorate.

4. Alla fine vi mostro il nuovo pegno. Se domani la lavo e si toglie la vernice, non importa, ho già fatto la foto.

Avete capito ragazzi: ognuno scelga la lettera che preferisce.









04 giugno 2008

Fuggire da Cuba: il cammino

Una donna, che non è mia madre, mi reclama, mi fa salutare tutti, mi prepara la valigia con poche cose.

Non so dove mi sta portando, però sò che devo seguire i suoi passi dolorosi per non essere sconfitta nell'abbondanza.


Mi ha chiuso gli occhi, così che non possa ricordarmi la bontà della mia vita di prima.


Il cammino incerto che mi mostra è pieno di dubbi ed erbaccia, però mi è proibito domandare.

Non è un mio dovere seguirla, invece la seguo nella certezza che mi è impossibile ritornare.


di Ivis Acosta Ferrer dal blog Memorias de una cubanita

Vivere a Cuba, Yoani: per la prima persona plurale

Qualcuno parla a mio nome, sono entrata in prima persona plurale nel dire "noi cubani non permetteremo (...) il nostro popolo non transigerà..." Noi include tutti senza consultare nessuno. Di questa schizofrenia della prima persona plurale, nè è pieno il discorso politico cubano.





di Yoani Sanchez dal blog Generaciòn Y

La politica di Cuba: il governo cubano progetta di ritirare la carta di identità ai cubani che viaggiano all'estero

I nuovi procedimenti migratori sono ancora allo studio delle autorità cubane. Sembra che il ritardo sia dovuto ad alcune informazioni indiscrete arrivate alla stampa. Si dice che le autorità, una volta approvata la "riforma migratoria", progettino il ritiro della carta di identità ai cittadini che viaggiano all'estero e, affermano, presumibilmente questo dovrebbe rendere più flessibili gli attuali procedimenti. Ad oggi, l'unica disposizione entrata in vigore è la proibizione del rinnovo del documento di identità a chi sollecita il permesso per abbandonare il paese.

"Gli uffici del registro della popolazione ricevono quotidianamente una lista di persone alle quali non si può rinnovare il documento. In futuro si obbligherà di lasciare il documento d'identità all'uscita da Cuba. Questo avverrà solo quando elimineranno la Carta Bianca", secondo fonti del Dipartimento di Immigrazione e degli Esteri (DIE).

Secondo informazioni dall'Havana, all'inizio della settimana le autorità studiavano i "nuovi procedimenti migratori".

"Quello sottoposto all'attenzione degli Ufficiali d'Immigrazione per videoconferenza lo scorso mese, entrò in una fase di studio, ed è già in ritardo".

Nel primo seminario preparatorio si affrontò il nuovo costo per poter emigrare, il quale annuncio doveva essere a carico del Ministero delle Relazioni Estere. Quindi si accennò al fatto che i passaporti costeranno 155 CUC, il triplo di quanto si paga oggi.

"Le indiscrezioni alla stampa di alcune informazioni sollevate nella riunione hanno influito nel ritardo delle misure, e non si riesce a trovare una soluzione", ha riconosciuto un analista legato al processo.

Si dice che la presunta sostituzione della così detta "Carta Bianca", richiederebbe l'avallo dei Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR), sembra creare dubbi nella popolazione e nei funzionari dell'Immigrazione che hanno avuto accesso alle informazioni.
"Non c'è ancora consenso sulla scelta tra il presidente del CDR o gli organi comunali per decidere chi potrà avallare il richiedente", avvisarono.

da Cuba Encuentro

03 giugno 2008

Internet e Cuba: dove si posizionano i cubani?

Tramite Angel Guirao, autore del blog La Carretera (che ha divulgato il nostro evento Bloggando a Cuba (grazie, Angel!) è arrivato Allora dove sono i blogs?, dell'esperto blogger spagnolo José Luis Prieto. Esperto non per la usa età, è nato nel 1973, ma per essere da tempo un blogger riconosciuto.

José Luis commenta il recente studio (Marzo 2008) di Universal McCann con tema la rivoluzione dei media sociali: Power to the people - Social Media Tracker Wave 3. Mi ci sono trattenuta un pò, domandandomi continuamente: potremmo mai, noi bloggers cubani posizionarci nelle statistiche mondiali di utilizzatori in Internet in generale, e della sempre più crescente blogsfera come rete sociale? Di una cosa sono certa, ora potremo crescere con il nostro evento Bloggando a Cuba: per conoscere, noi per primi, il potenziale che dedichiamo e dedicheremo alla presenza cubana nella rete. [...]

[Grafici e statistiche sugli utilizzatori di Internet]

In quanto alla copertura mediatica, la blogosfera non ha competitori nè nell'impatto sociale, nè in quello culturale e nemmeno in quello politico. Il giornalismo cittadino dimostra che bisognerà contare sui blogs e i bloggers. Non è un caso che si tanno dirottando notevoli somme di denaro nella pubblicità diretta a questo settore sociale, poichè per l'opinione dei consumatori è più credibile di quella delle compagnie che vendono direttamentei loro prodotti. In questa direzione punta la blogsfera. Dove deve puntare quella cubana? Tutti questi temi gli vogliamo discutere sul nostro evento Bloggando a Cuba.

Cosa ne pensate, avremo noi cubani la possibilità di far parte dell'orientamento sociale e massivo di Internet? [...]Scrivo cubani e non faccio differenza per il paese dove viviamo, è sottinteso che siamo tutti cubani. Fidatevi della seguente mappa...

...siamo caduti nella "W"!: siamo parte di questo mondo (WORLD) e dobbiamo ampliare (WIDE) la nostra mentalità per essere parte di Internet (WEB) come sia, prima è meglio è. INTERNET PER TUTTI !




di Aguaya Berlin dal blog Bloggers por un sueno